Gentili Poli e Guinzio,
qualche precisazione alle Vs. osservazioni.
1) La RI con la XIV disposizione finale della Costituzione ha abolito la precedente legislazione regnicola che disciplinava i titoli nobiliari e gli stemmi erronenamente correlati alla nobiltà, sono finiti in un "limbo giuridico" che però ha come inoppugnabile esito pratico che lo stato non li riconosce più (c'è chi ha sostenuto non senza qualche ragione logica che agli stemmi di cittadinanza in quanto non collegati ai titoli nobiliari secondo l'ordinamento araldico del 1943, potrebbe continuare ad essere applicato l'ordinamento araldico "repubblicano" vigente, ovvero quella parte di norme regnicole "congelate" a tutt'oggi).
In ogni caso che lo stato non conceda stemmi a persone fisiche credo sia un dato inoppugnabile.
2) Che il l'Istituto nastro azzurro continui ad emettere concessioni di stemmi agli insigniti di medaglie al VM di oggi (ma siamo sicuri?) lo fa in virtu di una tradizione ed uno statuto concepito in un precedente momento storico-legislativo e, a mio avviso - ma non sono un giurista - evidentemente in contrasto con la situazione legislativa attuale in merito agli stemmi personali. È pur vero che tali stemmi non possono essere considerati stemmi personali a pieno titolo, diversi e distintivi di ogni persona, ma, piuttosto, quasi, degli emblemi di una sorta di "club", uguali per ogni membro che vi appartiene nella sua specifica categoria.
3) Io non sono contrario o favorevole a nulla (in merito alla discussione ovviamente

), di base non sono un amante delle carte bollate, dei burocrati e della burocrazia - quella italiana in primis - che rifuggo come l'orticaria e il mal di pancia, tuttavia mi limito solo ad osservare e ad interrogarmi da dilettante quale sono sulle situazioni, in questo caso giuridiche, che osservo correlate all'araldica contemporanea. Che la Francia abbia avuto una specifica sentenza dedicata all'araldica personale che può essere ritenuta un utile indicazione giuridica per questa disciplina IN Francia non riguarda il nostro paese di cui ignoro se la giurisprudenza abbia mai prodotto qualcosa di simile (ed invito ovviamente chi avesse delle notizie in merito ad apportare il suo contributo).
4) Tornando al tema, ribadisco: è assolutamente ininfluente qualsiasi regolamentazione grafica ideata e disposta "motu proprio"

da chiunque e riguardante gli ordini cavallereschi della RI sebbene possa essere un divertente e interessante esercizio araldico-cavalleresco.
Vi ringrazio per l'attenzione che mi avete dedicato e passo e chiudo

FJVT