A mio avviso, il dibattito potenziale credo sia in realtà non poco rilevante.
Ci pensavo da un bel po' e Nicola pare aver forse attinto ad una simile riflessione:
Il fatto che molti cavalieri di ordini cattolici mostrino di dimenticare in un cassetto l'"araldica" cavalleresca... l'arma che dovrebbe rappresentare un Cavaliere, affonda probabilmente le radici in un progressivo e dannoso processo di allineamento di tali ordini alle consuetudini dei sistemi premiali statali che sempre più salvo per i "titoli" rappresentano poco il legame con l'originaria cavalleria se non forse per lo scopo con cui tali conferimenti talvolta vengono fatti. Titoli che infatti risultano nell'uso sociale sovente percepiti come anacronistici proprio perché svincolati da una serie di valori e funzioni sociali un tempo indissolubili e impliciti al cavalierato.
Tra le altre cose, meditando sull'oggetto della discussione, oserei dire infatti che si tratti di un diritto tradizionale ed in alcuni casi statutario che un Cavaliere alzi la propria arma (familiare o personale che sia, comunque auspicandosi di essere in grado di instaurare una tradizione che lo renda uno stemma familiare a tutti gli effetti).
Per una riflessione analoga consiglio ai francofoni di consultare il piccolo ma significativo paragrafo dedicato all'araldica nel testo
"Initiation au code de la chevalerie - théorie et pratique de l'esprit et du comportement chevaleresques "
di Jacques-Youenn de Quelen.
Se la repubblica vuol trattare i suoi ordini come esclusive onorificenze offrendo all'insignito la sola facoltà di decorare la propria persona con le rispettive insegne ciò probabilmente andrà rispettato e mi rimetto ad eventuali riflessioni di persone insignite esclusivamente di onorificenze della repubblica, ma un cavaliere di ordine cattolico (e quelli veri hanno tutti un legame antico con la storia della cavalleria) "creato" tale secondo un rituale sacramentale di investitura dovrebbe sentire il richiamo anche delle consuetudini e delle tradizioni cavalleresche ed a questo punto, una volta alzata la sua arma dovrebbe/potrebbe voler rappresentare araldicamente la propria appartenenza (anche perché talvolta è in ragione di tale appartenenza che ancor più ha desiderato alzare la propria arma), estendendola anche alle appartenenze della repubblica. Infine, per rispondere ad una delle obiezioni fatte in merito alle rappresentazioni araldiche per gli Ordini della Repubblica Italiana, aggiungerei che uno stemma se fatto con consapevolezza abbia sempre senso, ancor più se si ripercorre la storia del cavalierato fino a ritrovarne le origini assolutamente laiche.

Chiudo qui per il momento per non uscire fuori dal seminato ma sarebbero tante le riflessioni che potrebbero scaturire.
Mi associo per i complimenti a Nicola anche per le rappresentazioni grafiche davvero notevoli e "professionali"!
Andrea