Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda alfabravo » mercoledì 13 agosto 2008, 14:25

Un altro cavaliere:

Franceco Loffredo
Vicario di Luigi di Taranto nei suoi feudi in Grecia

Arma: di vaio pieno d’argento e d’azzurro

Immagine

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Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda andvent » giovedì 14 agosto 2008, 14:46

Quanto al Giacomo Caracciolo ho trovato un Iacomo Caracciolo figlio di Niccolò II Caracciolo Ugot († 1390), Patrizio Napoletano; castellano di Mondragone signore di Nazzaro, Capitano Generale del Regno di Sicilia nel 1373, Maestro Razionale del Regno di Sicilia dal 5-X-1381, ambasciatore presso il Conte di Armagnac nel 1382 e di Isabella Siginolfo, forse figlia di Francesco, Signore di Frignano, e di Francesca Guindazzo della linea dei Conti di Brienza e Marchesi di Vico.......... :D Potrebbe essere lui il Cavaliere del nodo? :D
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Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda andvent » giovedì 14 agosto 2008, 15:01

Sempre su Giacomo (Iacomo... Jacopo...Jcobo..) Caracciolo su http://www.cognomiitaliani.org/cognomi/ ... 003car.htm
trovo la seguente citazione: ricordiamo nel XIV° secolo Jacopo Caracciolo morto a Roma nel 1357: "Jacobus Caracciolus, natione Italus, Patria Patricius Neapolitanus, Alumnus Congregationis Carbonariae"..... :shock: :shock: .....
ma che cosa è la Congregatione Carbonaria?? :?:
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda alfabravo » giovedì 14 agosto 2008, 19:20

Dai dati appena forniti direi che il Giacomo Caracciolo in questione appartenga alle cosiddette “linee antiche”, mentre io dispongo degli stemmi delle linee Rossi, Pisquizi, del Sole

Se non sbaglio la Congregatione Carbonaria era un’istituzione culturale napoletana facente capo alla chiesa di San Giovanni a Carbonara. La chiesa fu fondata con l’annesso convento agostiniano nel 1343 all’epoca di Giovanna I e rifatta all’inizio del XV secolo per munificenza di Re Ladislao

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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda equites » sabato 16 agosto 2008, 1:15

Non avrei mai immaginato che la mia curiosità avrebbe suscitato una discussione così interessante! :D
"...e per rincalzo il cuore"
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda Qohelet » sabato 16 agosto 2008, 9:00

Carissimi, apprendo dal "Commentario degli Ordini Equestri esistenti negli stati della Santa Chiesa preceduto da un saggio storico sull' estinte istituzioni cavalleresche" (P. Giacchetti, Roma 1853) che Carlo d' Angiò, dopo il suo insediamento sul trono di Napoli nel 1265, istituisce l' Ordine dello Sperone (1266) con il fine di conciliarsi l' aristocrazia feudale con l' elargizione di onorificenze. Non andò benissimo, come sappiamo, dato che nel 1282 si ha l' insurrezione dei Vespri Siciliani. Devono quindi passare novant' anni perchè un angioino si provi a ristabilire un rapporto cavalleresco con i potenti feudatari: accadrà nel 1352 quando Luigi di Taranto, re di Napoli, istituisce l' Ordine dello Spirito Santo al Retto Desiderio (chiamava in causa pure lo Spirito Santo perchè riconducesse i riottosi gentiluomini siciliani al retto desiderio di farsi reggere dalla casa d' Angiò :mrgreen: ). Lo istituisce in favore di sessanta eletti, tuttavia l' anno successivo porta il numero dei cavalieri a cento ribattezzandolo Ordine del Nodo perchè, pare, l' insegna era costituita da "un cordone di seta gialla e d' oro, che i cavalieri portavano al braccio destro a rammentar il legame col Sovrano". Gli statuti sono redatti in francese e vengono miniati nel 1354 da Cristoforo Orimina (Napoli, 1330-1365), eccelso miniaturista; i cavalieri si radunavano nel giorno di Pentecoste presso il Castel dell' Ovo, assieme al Sovrano che non era gran maestro ma cavaliere come tutti gli altri, primus inter pares. Buona ricerca!
Andrea
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda alfabravo » sabato 16 agosto 2008, 10:42

Frances Amelia Yates, nel suo libro Astraea, pubblicato da Taylor & Francis, 1999, pag 174 sostiene che Enrico III, nell’istituzione del suo Ordine dello Spirito Santo si ispirò al Nodo studiando i suoi Statuti mentre era a Venezia
“Henri wished to renew religious chivalry in relation to the crown, as a focus of loyalty, through his new Order. Its ceremonies and rules were modelled on those of the fourteenth century Ordre du Saint Esprit or du Droit Desir, the Statues of which had been presented to Henri when he was to Venice”
Enrico III soggiornò a Venezia nel luglio 1574, mentre dalla Polonia si recava in Francia per esserne incoronato Re. Questo conferma quanto scrive Crollalanza (ebbe in dono gli Statuti dai veneziani) ma non credo che come dicono i curatori della mostra angioina che il Nodo fosse stato restaurato modificandogli il nome.

Immagine
Statuts de l'ordre du Saint-Esprit au droit désir, détail du banquet Naples, 1352 (Bibliothèque nationale de France, Ms fr 4274 fol 6v)

Immagine
Louis de Tarente et la Reine Jeanne (Frontispice des "Statuts de l'Ordre Napolitain du St.Esprit au Droit Désir" - Bibliothèque Nationale)

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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda alfabravo » sabato 16 agosto 2008, 14:35

John Nichols e Samuel Bentley in Literary anectdotes of eighteen century, Londra, 1812, così scrivono sull’Ordine:

Montfaucon in his Monumens de la Monarchie François has printed the Statuts de l’Ordre du Saint Esprit au droit desir ou du Nœud etabili par Louis d’Anjou Roi de Jerusalem et Sicile en 1352-3-4, tom.ii, pag 329. This was an annual celebration au Chastel de Ouef enchanti du marveilleux perit. The castle, as appears by the monuments which accompany these statutes was built at the foot of the obscure grot of the Enchantements of Virgil.
The Statutes are as extraordinary as if they had been drawn up by Don Quixote himself, or his assessors the Curate and the Barber. From the seventh chapter we learn, that the knights who comes to this yearly festival at the Chastel de l’Ouef were obliged to deliver in writing to the clerks of the chapel of the castle their yearly adventures. Such of these histories as were thought worthy to be recorded, the clerks are ordered to transcribe in a book which was called Le livre des avenements aux chevaliers… Et demerra le dit livre toujours en la dicte chapelle.
This sacred register certainly furnished from time to time ample material to the romance writers. And this circumstance gives a new explanation to a reference which we so frequently find in romances. I mean that appeal which they so constantly make to some authentic record.

Ritter

PS Per adesso non commento
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Messaggioda andvent » lunedì 25 agosto 2008, 11:10

Ritorno a domandarmi: 8)

1. dagli statuti miniati di Orimina non si deducono (perdonatemi la grossolanità :oops: ) le decorazioni, le armi o comunque "gli orpelli" o i simboli che dovevano portare i cavalieri?

2. dai resoconti delle riunioni annuali in Castel dell'Ovo non si riescono a dedurre tutti i 60 (ora 100 :!: :roll: ) nomi dei cavalieri?

3. Se gli statuti specificavano che ad ogni anno i cavalieri dovevano relazionare sulle proprie imprese, nei resoconti non compaiono le imprese fatte da ciascun cavaliere? :? :? Capisco la difficoltà...... :wink: se l'ordine ha vissuto solo nell'arco della vita di Luigi di Taranto dovrebbero esserci state solo 10 riunioni ( :roll: sbaglio :?: ) quindi avremmo 100 x 10 = 1000 imprese! :mrgreen: mica uno scherzo! :mrgreen:

4. Comunque se ciascuna impresa (magari mica tutti e cento facevano imprese memorabili ogni anno... :| ) era sancita da una operazione di "sciogliemento" e poi di Riannodazione :oops: del Nodo... Suppongo che ogni volta che si riannodava un nodo ..... il nuovo nodo "arricchiva" inqualche modo il nodo precedente (..... :roll: moltiplicandosi?.... :roll: impreziosendolo con una perla o un monile?) ed in ogni modo in 10 anni non potevano esserci più di 10 "scioglimenti" e 10 "riannodazioni" (che orrore di italiano!!! :cry: )..... Sbaglio? :?

5. Ora dico io ma su una cosa così importante (nientemeno che la fedeltà alla casa d'Angiò) è possibile che esista una iconografia così povera? 8) Va bene che siamo nel '300.... ma qualche tomba... qualche monumento.... qualche ritratto di famiglia (magari "postumo" e "rievocatore") dovrebbero pure avere questi "nodi".... :roll: sbaglio?

E' chiro che sono un pedante :oops: ma a me piacerebbe proprio avere la lista di questi 100 eletti..... :wink: anche dal punto di vista storico si capirebbe quale era la "rete" di relazioni degli Angiò sia all'interno del Regno che all'esterno...(l'appartenenza all'ordine di Bernabò Visconti la dice lunga.... 8) )
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Messaggioda andvent » martedì 26 agosto 2008, 10:59

:D Ho trovato in rete una pubblicazione inglese che credo chiarisca molti quesiti.

La pubblicazione è "The Knights of Crown - the monarchical order of knighthood in Medieval Europe - 1325 - 1520" di D'Arcy Jonathan Dacre BOULTON - the Baydell Press - Suffolk - 1987.

A parte l'interessante disquisizione su tutti gli Ordini cavallereschi sorti in quel periodo, dal Toson d'Oro alla Giarrettiera, all'Annunziata ed allo Spirito Santo, il Cap 6 dedica ben 30 pagine alla "Company of the Knot" trattando non solo il contesto storico ma anche quello documentale e delle fonti iconografiche.

Tra le altre cose nell'opera compaiono i nodi (che sono nodi "Savoia" e non di Iside :shock: :roll: ) annodati e disciolti, la Spada dell'Ordine ed un elenco di 12 cavalieri (su 60 :cry: ) che include due nuovi membri:

:arrow: Luigi di Sabran - Conte di Ariano e Apice
Sui de Sabran nel sito di Ariano Irpino si legge: Anche se non direttamente governata dagli Angioini, la città continua tuttavia a rimanere sotto la loro influenza passando nelle mani di una famiglia provenzale, ad essi imparentata, i De Sabran (o De Shabram o Desabramo o De Sabramo) dal 1294 al 1413. Il Capostipite è Ermengao de Sabran. Si ricorda che la famiglia dei De Sabran ha dato i natali a S. Elzeario, figlio di Ermengao, e la moglie Beata Delfina di Signe, due dei quattro patroni di Ariano (gli altri due sono il già citato S.Ottone Frangipane e San Liberatore o Eleuterio, martire di epoca romana). A S. Elzeario succede il fratello Guglielmo (27 settembre1323), il quale ha molto da fare nel contenere il figlio Luigi che gli sottrae la città nel 1353. Interverrà il papa Clemente VI minacciando una scomunica per indurgli a restituire il maltolto. Per questa condotta poco lodevole Guglielmo disereda Luigi ed alla sua morte (1357) la contea passa al secondogenito Guglielmo II, questi tuttavia cederà nel 1371 la contea al fratello Giovanni in cambio della città di Anglona (Lucania). L’ultimo dei De Sabran, Ermenegildo (o Ermingao), si ribellò alla Regina Giovanna ed al Re Ladislao da cui fu spodestato.

Il sito (francese) della Famiglia de Sabran ( http://jean.gallian.free.fr/comm2/s/sabran2.html ) riporta anche dettagliatamente l'albero Genealogico del Ramo dei Conti di Ariano ( http://jean.gallian.free.fr/comm2/Image ... df/p1b.pdf ) dal quale risulta che Luigi sposò Margherita Sanseverino figlia di Ruggero 1° Conte di Mileto, e sua figlia (di primo letto ) Roberta era sposata con Benedetto Acciajoli)

Arma Storica dei De Sabran : Di rosso al leone rampante di Argento :D

:arrow: Nardo Bozzuto (della famiglia dei Capece - Bozzuto come il citato Giovannello)
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Messaggioda andvent » domenica 31 agosto 2008, 20:51

:mrgreen: :mrgreen: :shock:
Probabilmente sono l'unico che continua imperterrito a cercare i componenti dell'Ordine del Nodo.....
8) 8)

Comunque su "Berardo Candida Gonzaga - Memorie delle Famiglie Nobili delle Province Meridionali d'italia" ho trovato questi alti componenti dell'Ordine:

:arrow: Girolamo Sersale - Ministro Plenipotenziario pel Re Carlo III di Durazzo ( :shock: ... ma può essere?) presso la Santa Sede (vol. III pag 224 sotto Sersale)
Arma: Bandato di Oro e d'azzurro

:arrow: Il Principe di Taranto fratello del Re ( :shock: che altrove si diceva avesse rifiutato l'insgna)

:arrow: Tommaso Sanseverino - Conte di Marsico e Sanseverino -Gran Conestabile
(sressa arma del già citato Luigi Sanseverino)

:arrow: Roberto Orsino - Conte di Nola - Gran Giustiziere
Arma: Bandato d'argento e di rosso, col capo del primo, alla rosa del secondo, sostenuto da una tangla cucita d'oro, caricata da un'anguilla serpeggiante d'azzurro

:arrow: Goffredo Manzano, Conte di Squillace - Grande Ammirante
Arma: .............. :?:

:arrow: Errico Caracciolo - Conte di Gerace - Gran camerario
Arma:............. :?:

:arrow: Onorato Gaetani - Conte di Fondi
Arma: Inquartato nel 1° e 4° d'oro alla Gemella onda :arrow: ta d'azzurro, posta in banda; nel 2° e 3° d'azzurro, all'aquila d'argento coronata d'oro

:arrow: Giovanni Sanframondo - Conte di Cerreto
Arma : d'Azzurro alla Croce di Sant'Andrea d'oro

:arrow: Raimondo del Balzo - Conte di Soleto
Arma . come il citato Guglielmo - Conte di Noja

:arrow: Gualtiero Caracciolo Viola

:arrow: Filippo Caracciolo Viola

:arrow: Bartolomeo Caracciolo Carafa
Arma :...... :?:

:arrow: Liguoro Caracciolo Carafa

:arrow: Giovannello Caracciolo Carafa
Arma..... :?:

Tutti questi sotto il citato Matteo Boccapianola ( vol IV pag 38)

:arrow: Floridasso Latro (Capecelatro) - Signore di Nocera , Maresciallo del Regno e Vicerè di Napoli
Arma: Fusato in banda d'argento e di rosso
( vol VI pag 9)

C'è qualcuno che mi aiuta? :roll:
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Messaggioda andvent » domenica 31 agosto 2008, 21:48

:wink:
:arrow: Goffredo Marzano .... non Manzano, Conte di Squillace - Grande Ammirante (Già citato...)
Arma: D'Argento alla Croce Potenziata di Nero
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Anjou Durazzo

Messaggioda MMT » martedì 11 gennaio 2011, 23:51

Ritter ha scritto:Ulteriori notizie su questo Ordine le potrete trovare nel libro di Sigfrido Hobel: Il fiume segreto. Testimonianze della tradizione ermetica a Napoli, Stamperia del Valentino, 2004

Per il Sig. Novello
L’Ordine del Nodo cominciò a entrare in estinzione nel 1362 alla morte del suo fondatore Luigi di Taranto, dopo di che, a distanza di 580 anni, si entrò nel solita commedia già rivista.
Nel 1942, a Nizza, nella Francia di Vichy e in piena guerra mondiale, un francese di origine russa, Louis Nicolas Durassow dichiarò restaurato l’Ordre du Saint Esprit du droit désir, fondato dal suo “antenato” Re Luigi di Napoli. Si proclamò Gran Maestro ed effettivamente attirò qualche attenzione del pubblico
Louis Nicolas era nato a Nizza il 12 marzo 1917, figlio del generale russo Nicolas Durassow (da tempo stabilitosi in Francia) e da sua moglie Berthe Buisson, francese
La storia, forse, non sarebbe nata, ma il generale Nicolas era fratello di Vassili Durassow, ufficiale di cavalleria della Guardia Imperiale, attacchè all’ambasciata russa a Roma e autore di due testi che gli assicurarono una certa notorietà ai suoi tempi: un trattato giuridico sul duello e uno sulle famiglie principesche russe.
Vassili fu talmente abile da abbindolare gli spagnoli che l’11 luglio 1911 Re Alfonso XIII, autenticando la sua genealogia, lo riconobbe Capo della Real Casa Napoletana d’Angiò Durazzo con i diritti che tale titolo comportava.
Vassili rivendicava di discendere dal pronipote di Roberto di Valois che fin dal 1482 si era stabilito in Russia e qui col passare degli anni Durazzo (in italiano) o Durasse (in francese) si era slavizzato in Durassow. Per qual motivo un ramo di una casa reale europea, seppure esiliato stabilitosi in Russia fin dal 1482 e come tale russo a tutti gli effetti e per qual motivo un discendente di una casa che aveva regnato su Napoli, Ungheria, Polonia etc dovette andare a farsi riconoscere i suoi titoli da un sovrano estero e non da Nicola II, questo Vassili non lo spiegò mai.
Ma il successo fu superiore al previsto: il 31 agosto 1911 i suoi titoli furono riconosciuti da Vittorio Emanuele III Re d’Italia, il 6 marzo 1914 furono registrati dal College of Arms di Londra, nel 1915, 1919 e 1936 furono pubblicati nell’Almanacco di Gotha
Il generale Nicolas maneggiò per fare integrare almeno un figlio nella “famiglia reale”. Nel 1939 Louis Nicolas fu chiamato alle armi: si firmò come Durassow d'Anjou de France e fu condannato dal tribunale di Nizza a due anni di reclusione poi sospesi. Non si arrese: il 24 novembre 1942 il tribunale di Nizza accolse le sue pretese e divenne il Prince Louis Nicolas Durassow d'Anjou in quanto presentò documenti dichiaranti che pur essendo nato in Francia era stato registrato lo stesso anno anche a Kiev con i titoli nobiliari a lui spettanti
L’Ordine del Nodo era quindi “rinato”, ma il 24 febbraio 1943, Vassili, nel sapere cosa aveva combinato il nipote, iniziò la lunga battaglia legale come “Capo della Casa Reale d’Angiò Durazzo” denunziandolo per usurpazione di nome e titoli fino a che il 13 maggio 1958 il tribunale Aix-en-Provence respinse le pretese di Louis Nicolas.
Questi personaggi sparirono di scena fino al 1982 quando il famoso Alex Brimeyer pubblicò la sua “autobiografia”: Io, Alessio, pronipote dello Zar. Negando che Victor Brimeyer fosse il suo vero padre, Alex dichiarò che il principe Basilio d’Angiò Durassow (non più Vassili perché ormai italianizzato) aveva sposato nel 1947 la principessa Olga Beata Dolgorukij (figlia della sopravvissuta granduchessa Maria Romanov, figlia di Nicola II). Lui era nato nel 1948 (posticiapando la sua vera nascita di due anni) e lo stesso anno il matrimonio dei suoi genitori fu annullato per “irregolarità”. Ciò non impedì a Basilio, il 4 maggio 1966, di abdicare a favore del figlio Alessio. E così, da quel giorno, fino alla sua morte avvenuta nel 1995, Alex Brimeyer cumulò nella sua impressionante lista di cognomi e titoli anche quello di Gran Maestro degli Ordini angioni della Mezza Luna e dello Spirito Santo au droit desir

Ritter


Preso atto di questo interessante vecchio post, vorrei sapere qualcosa in più sulla figura di Basilio d'Anjou Durazzo.
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda bardo » sabato 30 luglio 2011, 1:23

Dall'Historia cronologica della vera origine degli ordini militari e di tutte le religioni cavalleresche (1672) di Bernardo Giustiniani, pp. 247-250:

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p. 249: [...] Armò d'esso settanta Illustri Senatori del Regno, & altri Prencipi forastieri, l'insegna de' quali era un nodo rosso tessiuto d'oro sovra l'abito bianco, come di sopra si comprende.

p. 250: [...] Spiegavano in tempo di guerra per loro Stendardo da una parte l'impresa dell'Ordine, e dall'altra tre gigli d'oro in campo azzurro come segue.
Immagine

un saluto ;)
Luca
Tempus loquendi, tempus tacendi.
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