Stemmi cardinalizi

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Stemmi cardinalizi

Messaggioda Julius » giovedì 31 luglio 2008, 21:01

Volevo sottoporre all'attenzione degli utenti di questo forum alcune problematiche relative agli stemmi cardinalizi nei secoli passati.
Sappiamo che già nel secolo XV, prima dei vescovi i Cardinali dei vari ordini adottarono il galero o cappello cardinalizio rosso, generalmente di 6 fiocchi per parte, disposti 1, 2, 3. Solo nell'800 qualcuno cominciò ad usare un numero di fiocchi superiore.
Non sono invece riuscito a capire quando si è diffuso l'uso della croce (semplice e patriarcale) accollata allo scudo araldico negli stemmi cardinalizi. Ne ho trovato diversi esempi già in stemmi del XVI secolo, quindi molto prima dei vescovi che hanno pratrùicamente iniziato ad usarla solo agli inizi del XIX secolo.
Essendo i Cardinali divisi nei tre ordini di: diaconi, preti e vescovi, pensavo che solo questi ultimi se ne fregiassero. Poi però mi è venuto il dubbio che l'uso della croce non fosse tanto legata al grado cardinalizio ma alla effettiva nomina del prelato alla cattedra episcopale di una diocesi o arcidiocesi.
Non sono però riuscito a trovare una "regola" che mi possa confermare questa ipotesi.
Tra l'altro molti cardinali tenevano le diocesi "in administrazione".
Anche l'ottimo mons. Heim nel suo libro esaustivo sull'Araldica ecclesiastica non tratta l'argomento compiutamente, forse perchè anche a lui non era chiaro.
Qualcuno ha le idee chiare sull'argomento?
Un cordiale saluto a tutti gli amici della lista.
Julius
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Re: Stemmi cardinalizi

Messaggioda Guido5 » giovedì 31 luglio 2008, 22:42

Julius ha scritto:... mi è venuto il dubbio che l'uso della croce non fosse tanto legata al grado cardinalizio ma alla effettiva nomina del prelato alla cattedra episcopale di una diocesi o arcidiocesi ...
Caro Julius,
la regola in effetti è questa e mi sembra che il libro di mons. Heim non l'ignori. Dico mi sembra perché il libro è rimasto a 400 chilometri da dove mi trovo ora. Se vuoi un esempio, a http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=1&t=2645 abbiamo discusso (o, se preferisci, criticato) lo stemma del cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, vescovo di Hong Kong, che non è arcidiocesi essendo suffraganea di Canton. Noterai che la croce ha una sola traversa. Cercando con un po' di pazienza sul "forum" vedrai inoltre che alcuni cardinali, per i quali è stata accolta la richiesta di non essere consacrati vescovi, hanno il galero rosso ma non la croce.

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: Stemmi cardinalizi

Messaggioda FML » giovedì 31 luglio 2008, 22:50

Carissimo Julius,
le risposte a molte delle sue numerose e complesse domande le troverà certamente nell'apposito spazio dedicato all'araldica ecclesiastica ( http://www.iagi.info/ARALDICA/ecclesiastica/index.html ) dal sito web dell'Istituto Araldico Genealogico Italiano a cura dell'ottimo Dott. Giorgio Aldrighetti.

La croce astile, ad una o due traverse (semplice o patriarcale) che sia, è da sempre di esclusivo uso araldico e, parzialmente, liturgico dei soli vescovi ed arcivescovi (e patriarchi).
Quando i cardinali la utilizzano nelle proprie insegne è, dunque, in virtù dell'ordine sacro che ormai da vari secoli è indipendente dall'ordine (diaconale, presbiterale o episcopale) cardinalizio di assegnazione. Quasi tutti i cardinali contemporanei, infatti, sono stati vescovi o arcivescovi pur avendo ricevuto un titolo cardinalizio diaconale piuttosto che presbiterale.

ORDINI CARDINALIZI

Cardinali vescovi: sono i sei vescovi delle sette chiese suburbicarie intorno a Roma; assistevano alla Messa papale in piviale chiuso da un prezioso formale loro proprio, con tre pigne di perle allineate. Il Decano assisteva il Papa al libro, come il Prete assistente fa con i Vescovi. Ancora oggi ai cardinali vescovi viene assegnata la titolarità di una sede suburbicaria pur non essendo vescovi della diocesi. Al decano del collegio cardinalizio, eletto tra i cardinali vescovi, spetta la titolarità delle sede di Ostia che cumula a quella che aveva precedentemente. Ai sei cardinali vescovi titolari della altrettante sedi suburbicarie (esclusa ovviamente Ostia) papa Paolo VI, con il motu proprio Ad purpuratorum patrum pubblicato l'11 febbraio 1965, affiancò nell'ordine dei vescovi anche i patriarchi di rito orientale assunti nel collegio cardinalizio che, nella gerarchia, si situano immediatamente dopo di loro; a questi, non appartenendo al clero di Roma, non può essere assegnato alcun titolo o diaconia.
Cardinali presbiteri: erano gli ecclesiastici preposti alla cura delle più antiche Chiese di Roma, dette "Titoli". Da sempre l'ordine più numeroso, furono per lungo tempo venticinque, raddoppiarono a cinquanta con papa Sisto V e hanno superato i cento nel XX secolo. Partecipano alla Messa papale con la pianeta sul rocchetto.
Cardinali diaconi: ad essi era demandata l'amministrazione dei sei uffici del palazzo del Laterano (diaconi palatini) e dei sette dipartimenti di Roma e la cura dei poveri presenti in essi (diaconi regionali); dopo papa Sisto V diventano quattordici, due per ciascuno di questi dipartimenti, ognuno avente in gestione una "diaconia", cioè una Chiesa dell'Urbe di cui è responsabile. Partecipano alla Messa Papale in dalmatica; due di loro assistono il Papa al trono, uno è Diacono d'ufficio alla Messa e canta il Vangelo.

Cordiali saluti! :)

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Re: Stemmi cardinalizi

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 1 agosto 2008, 1:10

Julius ha scritto:Volevo sottoporre all'attenzione degli utenti di questo forum alcune problematiche relative agli stemmi cardinalizi nei secoli passati.
Sappiamo che già nel secolo XV, prima dei vescovi i Cardinali dei vari ordini adottarono il galero o cappello cardinalizio rosso, generalmente di 6 fiocchi per parte, disposti 1, 2, 3. Solo nell'800 qualcuno cominciò ad usare un numero di fiocchi superiore.

Credo che l'uso dei 15 fiocchi per lato fosse anche precedente agli inizi dell'800, e già da tempo alcuni araldisti lo indicavano come tipico dei cardinali (unitamente, certamente, al colore rosso).
Questa è un'illustrazione del pregevole Nouvelle Methode raisonnée du Blason del padre C.F. Menestrier (la foto è da una mia copia del 1728):

Immagine
Certamente sarà solo nel 1832 che la Sacra Congregazione Cerimoniale deciderà di fissare definitivamente il numero dei fiocchi a 15 per lato.

Non sono invece riuscito a capire quando si è diffuso l'uso della croce (semplice e patriarcale) accollata allo scudo araldico negli stemmi cardinalizi. Ne ho trovato diversi esempi già in stemmi del XVI secolo, quindi molto prima dei vescovi che hanno pratrùicamente iniziato ad usarla solo agli inizi del XIX secolo.
Essendo i Cardinali divisi nei tre ordini di: diaconi, preti e vescovi, pensavo che solo questi ultimi se ne fregiassero. Poi però mi è venuto il dubbio che l'uso della croce non fosse tanto legata al grado cardinalizio ma alla effettiva nomina del prelato alla cattedra episcopale di una diocesi o arcidiocesi.

Non c'è nessun dubbio che fosse così.
I primi che cominciarono a far uso della croce (inizialmente semplice) furono patriarchi e arcivescovi, croce poi assunta nella forma con doppia traversa che conosciamo. Di fatto i vescovi cominciarono a usare in tempi più recenti la croce (semplice). L'uso della croce da parte di porporati che fossero insigniti dell'episcopato è pure antico e diffuso.


Non sono però riuscito a trovare una "regola" che mi possa confermare questa ipotesi.

Di fatto non esiste alcuna "regola" circa l'uso della croce da parte dei cardinali (chiaramente stiamo sempre parlando di quelli insigniti dell'Ordine episcopale). Nel senso che nessun decreto codifica l'uso da parte dei cardinali della croce. Si tratta di una prassi ormai consolidata. Il galero rosso implica l'appartenenza al più alto grado gerarchico nella Chiesa, al di sotto chiaramente della somma autorità del Romano Pontefice. Potremmo dire che timbrare il proprio stemma con il cappello rosso per un cardinale potrebbe esser "più che sufficiente"... Ma è opportuno e significativo indicare per mezzo della croce l'appartenenza all'ordine episcopale.
Contrariamente, mitra e pastorale, che negli stemmi cardinalizi erano in passato rappresentati più frequentemente della croce, sono andati via via scomparendo fino all'Istruzione di Paolo VI (marzo 1969) che codificò questa assenza.
Una cosa è certa. La croce è l'unico emblema araldico che solo i vescovi abbiano il diritto di usare.
I cardinali che non erano stati consacrati vescovi (come ricordato da Guido, casi - anche se rari - ce ne sono ancora) non ne facevano uso.
Oggi, poichè anche i cardinali "diaconi" sono vescovi, essi possono chiaramente usare la croce.


Un cordiale saluto a tutti gli amici della lista.
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Re: Stemmi cardinalizi

Messaggioda adj » venerdì 1 agosto 2008, 18:27

Anche la (famigerata :) ) Encyclopédie di Diderot et D'Alembert (edita tra il 1751 e il 1772) prevedeva già chiaramente 15 fiocchi per lato per i cardinali, 10 per gli arcivescovi, 6 per i vescovi, ecc...
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Re: Stemmi cardinalizi

Messaggioda MMT » giovedì 7 agosto 2008, 13:33

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