Con la morte di Sr. D.Rosalia Mangiavillano, alla presenza dell'Arcivescovo metropolita di Agrigento, alla guida del Monastero è stata chiamata una "semplice" Priora.
Alla famiglia Tomasi il centro di Palma di Montechiaro rimase in proprietà, col titolo di Ducato, fino alla soppressione dei feudi siciliani nel 1812.
Il monastero costruito tra il 1653 e il 1659, inglobò il primo Palazzo ducale e accolse con la regola cassinese anche le figlie di Giulio, II duca di Palma, e in seguito anche la moglie Rosalia Traina. Venne inaugurato il 12 giugno 1659.
Ancora oggi è uno dei pochi monasteri di clausura in Sicilia, il cui accesso è impedito quasi a chiunque. Nella chiesa del Monastero delle Benedettine, è sepolta la Beata Suor Maria Crocifissa, la Beata Corbera dei Gattopardo. A questo proposito scrive Marina Pantalena che Giuseppe Tomasi di Lampedusa visitò per la prima volta Palma di Montechiaro nel 1955. "I luoghi, l'accoglienza festosa tributatagli dall'arciprete al Duomo e dalla badessa al convento delle benedettine la quale gli concesse, con lo stesso privilegio appartenuto ai suoi avi, di entrare nella zona di clausura e di omaggiare la tomba di Isabella, figlia del duca Santo ritiratasi in convento col nome di suor Maria Crocifissa, colpirono talmente lo scrittore da ispirargli diverse pagine de Il Gattopardo cominciato proprio nello stesso anno. Così è, per esempio, nel capitolo di Donnafugata, per la descrizione del Te Deum al Duomo o per la visita del principe Fabrizio Salina al convento benedettino".
Il Titolo di Badessa Del Monasterò era una prestigiosa carica che ultimamente era tornata all'attenzione del vasto pubblico anche con la pubblicazione del romanzo di Andrea Camilleri "Le pecore e il Pastore" che prende spunto proprio da una lettera del 16 agosto 1956 scritta da sr Enrichetta Fanara Badessa del Monastero.

Colgo l'occasione per invitarvi a visitare la Chiesa e parte dell'annesso Monastero che raccoglie tesori di inestimabile valore e .. al termine di godere dei tipici dolci alla mandorla di cui le monache si tramandano il segreto, " i ricci del Gattopardo", rigorosamente giunti a voi tramite la "ruota" del Monastero

Cordialmente

