Quanto hai indagato su Giacomo Grosso?
L’etichetta dell’Accademia Albertina può essere un indizio molto rilevante se consideriamo che proprio Giacomo Grosso ne fu allievo e famoso pittore. E’ molto probabile a questo punto pensare che la portantina appartenesse al Senatore anche se consultando il Manno non mi risulta nessuna arma combaciante con quella tua ed è anche molto probabile che l’arma sia stata dallo stesso dipinta.
Credo che sarebbe opportuno indagare a questo punto sia su Giacomo Grosso artista e sia sulle dotazioni dell’Accademia Albertina che ancora esiste e ipotizzo avessero una qualche specie di registro delle dotazioni presenti nel museo.
http://www.accademialbertina.torino.itQuanto alla differenza di colore dello scaglione certamente si tratta di colore azzurro che successivamente si è deteriorato in nero.
Ti invio le informazioni che ho reperito sul sito del Senato della Repubblica.
GROSSO GiacomoData di nascita: 25/05/1860
Luogo di nascita: CAMBIANO (Torino)
Data del decesso: 14/01/1938
Luogo di decesso: TORINO
Padre: Guglielmo
Madre: VIDOTTI Giovanna
Coniuge: BERTANA Carolina
Figli: Guglielmo
Maria Cristina
Luogo di residenza: TORINO
Indirizzo: Via Ospedale, 55
Titoli di studio: Diploma
Presso: Accademia Albertina di belle arti di Torino
Professione: Pittore
Cariche e titoli: Professore di pittura all'Accademia Albertina di belle arti di Torino (1889)
Luigi Federzoni, presidente "PRESIDENTE. Prima di riprendere le nostre discussioni, rivolgiamo il pensiero ai cari camerati che abbiamo ultimamente perduto. Lungo trascorrere di anni e mutare di maniere e di gusto non avevano influito sulla personalità artistica di Giacomo Grosso, né sulla preferenza dimostrata costantemente da una parte notevole del pubblico per il vecchio pittore torinese. Quasi sessant'anni di assiduo lavoro, alimentato da una fecondità facile ed elegante che non abbandonò il Grosso nemmeno verso la fine della sua vita, avevano raccolto intorno a lui una moltitudine di ammiratori fedeli. I suoi esordi furono trionfali, assicurandogli presto larghissima fama con talune opere di carattere romanticamente narrativo, nonostante l'accentuato naturalismo dell'esecuzione, che ebbero la loro espressione culminante nella celeberrima tela, andata poi distrutta, del Supremo Convegno. Ma il nome di Giacomo Grosso resta affidato soprattutto ai ritratti, alcuni dei quali sono inimitabili principalmente per la finezza del colore e la maestria dell'ambientazione, pregevoli documenti di un'arte tipicamente ottocentesca. In questi ultimi anni l'insigne pittore si era rivolto con singolare predilezione alle nature morte, ritrovando nel contatto con la più umile realtà quella brillante freschezza di toni e quella sorprendente efficacia riproduttiva del vero visibile, che gli avevano procurato i clamorosi successi degli inizi. Così il buon maestro ha chiuso la sua copiosa e fortunata carriera, fra l'attento rispetto di molti di quegli stessi giovani, che non di rado manifestano la propria ansia di novità, dispregiando, se non cercando di eguagliare, l'eredità del passato [...]. SOLMI, Ministro di grazia e giustizia. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SOLMI, Ministro di grazia e giustizia. Il Governo Fascista si associa alle elevate parole pronunciate dall'Illustre Presidente di questa Assemblea in onore dei Senatori scomparsi". Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 21 marzo 1938.
Vediamo se esce fuori qualcosa.
Saluti