STEMMI FALSI E STEMMI D'INCHIESTA...

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 22 novembre 2004, 21:02

antonio_conti ha scritto:Oltre al buffo esempio automobilistico,

Perchè :shock: buffo? Non è mica un demerito nostro se l'iconologia, oggi, va trattata a colpi di cartelli stradali...

...(omissis)... violazione di una delle poche regole che sovrintendono la composizione araldica, non sovrapporre o giustapporre metallo a metallo e colore a colore. Regola, come è stato ricordato, ampiamente derogata nei fatti.

...buona l'ultima! :P

...(omissis)...A tacer di altri esempi, nel libro “Araldica” di Santi-Mazzini, a pagina 430 c’è un’orribile arma attribuita ai Montefeltro… il disegnatore e l’autore avrebbero dovuto porsi qualche domanda a proposito di quella figura (chiamarla arma mi pare indecente, per rispetto ai Montefeltro), avrebbero potuto facilmente scoprire che quella cosa spacciata per l’arma dei duchi di Urbino era una sonora patacca…
Antonio Conti


Vede che, in fondo in fondo, certe volte è davvero meglio parlare di :twisted: cartelli stradali?

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Messaggioda FP » lunedì 22 novembre 2004, 21:06

Caro Michele,
tempo fa anch'io chiesi al Bone Magister se tali armi (quelle con l'oro sovrapposto all'argento) erano da prendere per vere o no...

Uno stemma "sospetto",infatti, è pure quello della famiglia di papà (di origine, fino a prova contraria, borghese), che è così blasonabile: D'oro a quattro filetti in banda d'argento

E' possibile che gli "stemmi borghesi" abbiano avuto, come loro realizzatori, araldisti non troppo incatenati al rigorismo formale...

Anch'io stento a credere che questo sia lo stemma "corretto" della mia famiglia paterna (quello di mamma è quello dell'avatar), e come te non ho le prove per farlo mio.

Tuttavia un mio avo ne faceva uso sugli architravi delle sue finestre negli anni '30 dell'Ottocento... :oops:

Come procedere quindi? Accettare affettuosamente "la benevole infrazione" araldica dei nostri progenitori... :wink:

Nulla avviene per caso, specialmente in araldica...Devono aver avuto motivi sensati per farne uso così abbondandemente.

Comunque ti faccio i complimenti per l'ottimo argomento; come sempre ti dimostri in gamba!

Un caro saluto.

Francesco[/b]
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Messaggioda antonio_conti » lunedì 22 novembre 2004, 21:12

Vero! Visto il caso in questione, potremmo dire che sarebbe stato meglio meglio scrivere di marittimi "pennelli numerici", "bandiere alfabetiche" e "guidoni ripetitori"... Tutti composti nel rispetto della "regola" di cui parliamo...

Antonio Conti

PS
Grazie per l'apprezzamento per il mio "buffo" esempio.
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Messaggioda Michele Baroncini » martedì 23 novembre 2004, 11:24

Perbacco... quante belle risposte! :P

Antonio Conti ha scritto:Grazie per l'apprezzamento per il mio "buffo" esempio


Sarà buffo (forse)... ma sicuramente è interessante! :P

Fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Baroncini ha scritto: Il bone magister si mostrava perplesso davanti alla mia "ostinazione" nel parlare di "stemma falso", invitandomi saggiamente a sottoporre la questione ai colleghi del forum in vista di un approfondimento: e il tuo parere, bone secunde, ora qual è diventato?


A dire il vero già dalla nostra conversazione "privata" parlavo di falsità per puro rispetto delle convenzioni araldiche essendomi d'altro canto accorto, pur nella poca mia esperienza, che le eccezioni nel senso della sovrapposizione e giustapposizione di metalli erano tutt'altro che rare (ce ne capitò una giusto poco tempo fa... si parlava dell'arma dei Trovato di Messina che in alcune blasonature vede un San Giorgio d'argento in atto di spacciare un dragone d'oro). Direi dunque che sono piuttosto "felice" di apprendere che non siamo davanti a norme da applicarsi semper et ubicimque con rigore draconiano. D'altra parte, come già ci dicemmo una volta, l'araldica è scienza troppo "umanistica" per ricondurla alla fissa immutabilità di regole... aritmetiche!
Verissimo peraltro che i reati esistono perchè esistono le leggi (da bieco giurista quale sono leverei quel "solo" :roll: )... inoltre credo che l'apprezzabilità secondo criteri estetici ed artistici dell'arma "falsa" valga ad accrescere in ragione direttamente proporzionale la scusabilità dell'artista che sbaglia o dell'araldista che transige con le regole del mestiere :P . Sarebbe interessante la lettura del testo di mons. Heim... chissà se riesco a procurarmelo!
Questa, per quel che vale, è la mia opinione. :P


Francesco ha scritto: uno stemma "sospetto",infatti, è pure quello della famiglia di papà (di origine, fino a prova contraria, borghese), che è così blasonabile: D'oro a quattro filetti in banda d'argento

Molto bello, a mio avviso :P

E' possibile che gli "stemmi borghesi" abbiano avuto, come loro realizzatori, araldisti non troppo incatenati al rigorismo formale...

...sono d'accordo con te :P

Anch'io stento a credere che questo sia lo stemma "corretto" della mia famiglia paterna (quello di mamma è quello dell'avatar), e come te non ho le prove per farlo mio.
Tuttavia un mio avo ne faceva uso sugli architravi delle sue finestre negli anni '30 dell'Ottocento...

...vedi che combinazione :wink:

Come procedere quindi? Accettare affettuosamente "la benevole infrazione" araldica dei nostri progenitori...

...in fondo perchè no? Sovrapposizione o meno stiamo parlando di un pezzo di storia di famiglia! E la storia non è nè giusta nè sbagliata... è storia! :P

Nulla avviene per caso, specialmente in araldica...Devono aver avuto motivi sensati per farne uso così abbondandemente.

Vero... in ogni caso l'hanno fatto, e sarebbe sciocco non prenderne atto :wink:

Comunque ti faccio i complimenti per l'ottimo argomento; come sempre ti dimostri in gamba!

:oops: :oops: :oops:

Un caro saluto.

Francesco

A te, caro Francesco, è sempre un vero piacere parlare con Te! :P



saluti a tutti

Michele
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Messaggioda MMT » martedì 23 novembre 2004, 12:40

Michele Baroncini ha scritto:Verissimo peraltro che i reati esistono perchè esistono le leggi (da bieco giurista quale sono leverei quel "solo" )


io direi che i rati esistono perchè esiste il libero arbitrio, caro Michele. :oops:



Ciao,
Michele
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Messaggioda antonio_conti » martedì 23 novembre 2004, 12:46

credo che a tutti noi sia capitato (per gioco e meno) di provare a comporre lo stemma di qualche amico sprovvisto (se non il proprio, come è capitato a me...).
Ebbene, quanti di noi si sono trovati a dover spiegare all'amico di turno che l'araldica ha alcune regolette che sarebbemeglio (davvero sarebbe meglio) rispettare.
Se poi l'amico di turno si è vagamente informato sui preseunti significati degli smalti... beh! stiamo davvero freschi a spiegargli che voler comporre uno stemma partendo da quei presunti significati può essere fuorviente (peraltro non necessario e nemmeno così indicativo come si crede).

Mons. Heim aveva uno stemma che ben si definisce d'inchiesta (certo on falso!), ma era un propognatore dell'attenzione nella composizione delle armi nuove. Heim amava lo stile primordiale, figure "caricaturali", poche figure a riempire con equilibrio lo spazio dello scudo ecc.
Era promotore di uno stile araldico, non l'unico esistito nel tempo e nello spazio (anche se è quello che io apprezzo).

Chi ha rinvenuto uno stemma d'inchiesta tra le carte e gli oggetti di famiglia, conduca quindi questa inchiesta pre vedere se quell'esemplare non era frutto di un errore una tantum. Se così, adotti quello originale, se socpre che non si tratta di un episodio ma di una costante, ne vada fiero senza impazzire a cercare ragioni spesso introvabili perchè inesistenti...

Per Michele: io trovai il libro di Mons. Heim nella libreria delle Edizioni Paoline, se non ne avesse una sotto casa, può contatare l'editore per farsene spedire una copia in contrassegno:

Libreria Editrice Vaticana - 00120 Città del Vaticano
Tel. 06.698 8003 Fax 06.69884716

Il codice ISBN è 88-209-2965-1

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Messaggioda Michele Baroncini » martedì 23 novembre 2004, 16:43

Grazie mille, caro Antonio... :P

la libreria delle edizioni paoline è proprio di fronte alla Facoltà. :P

Presto andrò ad informarmi.

un saluto :P

Michele
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Messaggioda Michele Baroncini » martedì 23 novembre 2004, 16:47

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:io direi che i rati esistono perchè esiste il libero arbitrio, caro Michele.


Anche questo è un modo del tutto corretto di vedere la questione! :P :P :P

un caro saluto :wink:

Michele
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Messaggioda antonio_conti » martedì 23 novembre 2004, 17:39

Per dovere di cronaca, ma anche per attribuire meriti e demeriti a chi spettano, preciso che il povero Santi-Mazzini non ha fatto altro che riportare lo stemma pubblicato da Litta e Passerini nella loro celebre opera sulle famiglie italiane.
Mi pareva che così fosse, ma ora (ho controllato in biblioteca) posso affermare che l'errore scaturì dai due autori ottocenteschi. Sabti mazzini si è fidato e... invece di fare l' "inchiesta" su quell'arma strana, l'ha pubblicata pressochè tale e quale.


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Messaggioda FP » martedì 23 novembre 2004, 22:37

Ah...poveretto! Se sapesse che ci stiamo riferendo a lui nel discutere dell'araldica "del brutto", il Santi-Mazzini ne rimarrebbe indignato! :lol:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 novembre 2004, 22:39

Cari amici,
ricordiamo che di questo libro si è già parlato nella sezione bibliografica del forum... :wink:

Bene :D vale
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Re: STEMMI FALSI E STEMMI D'INCHIESTA...

Messaggioda antonio33 » lunedì 28 novembre 2011, 12:50

Mi spiace farvi tornare al 2004, ma in questo argomento vi sono alcuni spunti che potrebbero aiutare uno sprovveduto che, come me, si è avventurato in una difficile ricerca.
Se posso e se, soprattutto, avrete la pazienza di leggermi ed eventualmente rispondermi, ecco alcuni quesiti:

1) Uno stemma è falso per quali motivi? ( Ad esempio perchè riporta schemi disegni colori non corrispondenti allo stemma vero, perchè inventato di sana pianta, perchè manifestamente non attribuibile ad alcun casato ecc. ecc)

2) Esistono stemmi ritrovati, dei quali si sia persa la storia, difficilmente attribuibili a famiglie, dei quali tuttavia siano certe sia la validità che la storicità?

3) Come fare se, come nel caso di cui mi sto interessando, pur avendo prove abbastanza attendibili che uno stemma esista da più di cinquecento anni, non si riesce a sapere esattamente come fosse all'epoca, se fosse un falso, e neanche perchè e se appartenne ad una famiglia?

4) E, a parte le brisure, nel corso dei secoli, le mutazioni erano frequenti? E, se sì, in qual modo o maniera?

Ribadisco la mia ignoranza. Se, con molta pazienza, qualcuno potesse aiutarmi...
Cordiali saluti. Antonio
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Re: STEMMI FALSI E STEMMI D'INCHIESTA...

Messaggioda FP » lunedì 28 novembre 2011, 13:00

antonio33 ha scritto:Mi spiace farvi tornare al 2004, ma in questo argomento vi sono alcuni spunti che potrebbero aiutare uno sprovveduto che, come me, si è avventurato in una difficile ricerca.
Se posso e se, soprattutto, avrete la pazienza di leggermi ed eventualmente rispondermi, ecco alcuni quesiti:

1) Uno stemma è falso per quali motivi? ( Ad esempio perchè riporta schemi disegni colori non corrispondenti allo stemma vero, perchè inventato di sana pianta, perchè manifestamente non attribuibile ad alcun casato ecc. ecc)


2) Esistono stemmi ritrovati, dei quali si sia persa la storia, difficilmente attribuibili a famiglie, dei quali tuttavia siano certe sia la validità che la storicità?

3) Come fare se, come nel caso di cui mi sto interessando, pur avendo prove abbastanza attendibili che uno stemma esista da più di cinquecento anni, non si riesce a sapere esattamente come fosse all'epoca, se fosse un falso, e neanche perchè e se appartenne ad una famiglia?

4) E, a parte le brisure, nel corso dei secoli, le mutazioni erano frequenti? E, se sì, in qual modo o maniera?

Ribadisco la mia ignoranza. Se, con molta pazienza, qualcuno potesse aiutarmi...
Cordiali saluti. Antonio


Rispondo ad alcuni punti:

2) Si, il problema è capire dove vengono "ritrovati". Il "dove" è utile per cercare di attribuirlo ad una famiglia.

3) Perché non si riesce a capire com'era fatto? A meno che non sia rovinato dovrebbe essere leggibile. Per sapere altro occorre partire dal contesto in cui si trova e fare le giuste ipotesi. Anche il contenuto dello scudo può aiutare; gran parte delle armi antiche erano "parlanti", ovvero alludevano al cognome della famiglia (es. gallo cantante = famiglia Galli).

4) Gli stemmi anticamente potevano cambiare anche di molto nei secoli. Nella maggior parte dei casi la composizione di uno stemma era a discrezione della famiglia. Per esempio uno stemma recante una mano e in capo una rosa nei secoli poteva diventare una mano con in capo tre stelle. Non c'erano sempre delle forme fisse.
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Re: STEMMI FALSI E STEMMI D'INCHIESTA...

Messaggioda antonio33 » lunedì 28 novembre 2011, 14:11

Grazie.
Per cercare di chiarire quale sia il mio problema.
Una famiglia, ai primi del '500, si divide in vari rami.
Casualmente, ai giorni nostri, si viene a conoscenza dell'esistenza di uno stemma, forse riferibile a quella famiglia. Indubbiamente, non essendovi tracce di nobiltà, o un falso, o un colpo di fantasia ottocentesca nel tentativo di nobilitarsi, o, come io ritenni in primo luogo, semplicemente uno stemma di altra famiglia. Il tutto complicato dal fatto che lo stemma è in un castello del '600, trasformato in villa nell'ottocento e passato nell'intera sua storia per le mani di due famiglie diverse, la prima delle due sicuramente nobile.
Ma non vi son riscontri. Lo stemma inoltre viene recentemente e purtroppo restaurato.

La cosa quindi sembra finita. Invece ecco che, presso un altro ramo della famiglia che, come dissi, si separò nel '500, compare, dopo qualche ricerca (peraltro ancora da ultimare), uno stemma analogo.

Poco dopo si ha notizia certa del medesimo stemma, quello del castello, sui mobili di una discendente sempre della stessa famiglia.

Un altro ancora compare su di un orologio da tasca dei primi del '900, sempre di un altro ramo.

Quindi, per intenderci, stemmi relativamente recenti e simili, all'insaputa dei vari rami di famiglia, rami che iniziano a separarsi cinquecento anni fa. Famiglia non nobile [hmm.gif]

Ecco dove sono, al momento, impantanato.

Cordiali saluti. Antonio
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Re: STEMMI FALSI E STEMMI D'INCHIESTA...

Messaggioda FP » lunedì 28 novembre 2011, 14:24

antonio33 ha scritto:Grazie.
Per cercare di chiarire quale sia il mio problema.
Una famiglia, ai primi del '500, si divide in vari rami.
Casualmente, ai giorni nostri, si viene a conoscenza dell'esistenza di uno stemma, forse riferibile a quella famiglia. Indubbiamente, non essendovi tracce di nobiltà, o un falso, o un colpo di fantasia ottocentesca nel tentativo di nobilitarsi, o, come io ritenni in primo luogo, semplicemente uno stemma di altra famiglia. Il tutto complicato dal fatto che lo stemma è in un castello del '600, trasformato in villa nell'ottocento e passato nell'intera sua storia per le mani di due famiglie diverse, la prima delle due sicuramente nobile.
Ma non vi son riscontri. Lo stemma inoltre viene recentemente e purtroppo restaurato.

La cosa quindi sembra finita. Invece ecco che, presso un altro ramo della famiglia che, come dissi, si separò nel '500, compare, dopo qualche ricerca (peraltro ancora da ultimare), uno stemma analogo.

Poco dopo si ha notizia certa del medesimo stemma, quello del castello, sui mobili di una discendente sempre della stessa famiglia.

Un altro ancora compare su di un orologio da tasca dei primi del '900, sempre di un altro ramo.

Quindi, per intenderci, stemmi relativamente recenti e simili, all'insaputa dei vari rami di famiglia, rami che iniziano a separarsi cinquecento anni fa. Famiglia non nobile [hmm.gif]

Ecco dove sono, al momento, impantanato.

Cordiali saluti. Antonio


Beh la questione non è poi così complicata. Se la famiglia era o non era nobile poco importa; quello che possiamo ipotizzare è che lo stemma sia stato ideato da qualche membro di spicco della famiglia, forse alla fine del XIX sec. Fu uno stemma di famiglia a tutti gli effetti; se uno stemma è recente non necessariamente è "falso". Arbitrario sì (come quasi tutti gli stemmi).
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