Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
ilvicerè ha scritto:Cari amici,
cos'era esattamente l'emancipazione o liberazione dalla patria potestà, stipulata tramite atto notarile e concessa da un padre del XVII secolo, ad una figlia, già "maritata" ma a letto inferma,e praticamente agonizzante? E perche, come premio di questa emancipazione il padre dona alla figlia un anello d'oro con un rubino?
Grazie mille


Alessio Bruno Bedini ha scritto: Mi è capitato infatti di trovare donne che nemmeno dopo sposate erano libere di disporre della loro dote essendo sottoposte ancora al volere del padre e dei fratelli, pur con il marito in vita.
ilvicerè ha scritto:Infatti la Signora in questione che sta per essere emancipata, è a letto inferma e vuole "codicillare"...Non capisco, perche come "premium" il padre regala alla figlia un anello d'oro e rubini...



lucia lopriore ha scritto:Vero quanto afferma l'amico Vincenzo.
Anch'io mi sono trovata in passato, nel corso delle mie ricerche, di fronte a situazioni in cui i beni dotali erano corrisposti agli sposi in periodi successivi al matrimonio e per il marito c'era la sola gestione della dote che rimaneva esclusivamente proprietà della moglie; come pure mi è capitato di trovare negli atti dei notai stipulanti i Capitoli Matrimoniali che in caso di morte della moglie l'intera dote, compreso il corredo, sarebbe ritornata al dotante.
Questa usanza era per lo più praticata tra le famiglie borghesi più abbienti. Non so se anche l'aristocrazia seguisse lo stesso critero.
Un saluto.
Lucia Lopriore.
lucia lopriore ha scritto:come pure mi è capitato di trovare negli atti dei notai stipulanti i Capitoli Matrimoniali che in caso di morte della moglie l'intera dote, compreso il corredo, sarebbe ritornata al dotante.

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