Capo d'oro, all'aquila di nero

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Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda drin71 » venerdì 20 giugno 2008, 16:30

Buongiorno a tutti
ho un quesito da porvi per quanto riguarda la blasonatura degli stemmi. Mi stavo domandando se , e se si che differenza vi e' tra i seguenti tre modi di blasonare un capo d'oro con aquila:
Capo dell'impero
Capo d'oro, all'aquila di nero
Capo d'oro con l'aquila spiegata di nero
Probabilmente sono 3 modi per blasonare la stessa cosa ma se cosi' fosse perche' non si usa sempre il Capo dell'Impero piuttosto che "frasi" piu' complesse?
grazie
Andrea
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda vdaurelio » venerdì 20 giugno 2008, 16:56

Capo d'impero dovrebbe essere l'aquila con la corona.
L'aquila è sempre nera e non dovrebbe blasonarsi quando è di questo colore.

L'aquila spiegata è una delle tante posizioni in cui può trovarsi l'acquila e non si dovrebbe blasonare.
Aquila: figura stilizzata normalmente di fronte, con le ali aperrte e la testa volta a destra; se a sinistra dicesi rivolta. Se le penne delle ali sono rivolte in basso si dice al volo abbassato e va blasonato, se in alto, spiegata e se ne può omettere la blasonatura; se ha due teste si dice bicipite; se ha il becco, o la lingua o la testa o gli artigli o gli occhi di smalto diverso, si dice rostrata, linguata, membrata, armata di ... Lo smalto è solitamente nero. Può essere coronata, sorante (se in atto di spiccare il volo) o al volo chiuso.
(rif. Mirko Viviani http://manuali.lamoneta.it/ManualeAraldica)

Saluti
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda drin71 » venerdì 20 giugno 2008, 17:03

la ringrazio molto delle informazioni che mi ha fornito ma da inesperto guardando un po' in giro vari stemmi con le proprie blasonature mi sembra di aver capito che se l'aquila e' coronata si deve menzionare oppure mi sto sbagliando?
Andrea
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda vdaurelio » venerdì 20 giugno 2008, 17:29

Tanto per iniziare diamoci del tu se sei d'accordo , il Lei è un formalismo che mi imbarazza. :wink:
La corona è una caratteristica che non va tralasciata e quindi sarebbe giusto blasonarla però generalmente in questo caso si usa il termine "Capo d'impero" che già lo presuppone.

Saluti

P.S. Fra' Eusanio ancora non ha sfoderato il suo corniolo! ... per cui dovrebbe esser così. :P
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda vdaurelio » venerdì 20 giugno 2008, 17:32

Mi rendo conto solo ora degli "ORRORI" grammaticali commessi. Purtroppo sono sempre di fretta!
Penso di aggiornare la mia arma con un fulmine oppure sormontarla con un "casco da F1". :D :D :D :mrgreen:
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda drin71 » sabato 21 giugno 2008, 1:23

certo il "tu" direi che e' perfetto....
quindi il capo d'impero e al capo d'oro all'aquila di nero sono sinonimi?
esiste un significato particolare (fedelta' all'imperatore?) oppure e' solo un vezzo estetico aver adottato un "capo" del genere per le famiglie che lo fecero?
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda vdaurelio » sabato 21 giugno 2008, 8:45

Caro Andrea,

Capo dell'Impero è aquila e corona nera

Capo dell'Impero d'Oro è caricato dell'aquila di nero, oppure bicipite o spiegata, coronata d'oro, talvolta rostrata e armata del campo.


Generalmente l'aquila è l'antitesi del Leone questo perchè da sempre l'acquila ha assunto al simbolo dell'impero (l'aquila dell'impero romano). In opposizione al rapace i nemici dell'impero utilizzarono il leone. Potrai notare che tutte le famiglie imperiali o di discendenza imperiale portano l'aquila ed in particolare quella bicipite. Questo non significa che tutte gli stemmi con l'aquila siano riconducibili alla "fedeltà all'imperatore" ed infatti alcuni stemmi riportano questa figura per motivi completamente diversi.

Immagine
Fonte "Manuale ragionato di Araldica" di Mirko Viviani.

Nella figura puoi vedere un Capo dell'Impero; se la corona fosse dorata avresti un capo dell'impero d'oro.

Il leone è quasi sicuramente una delle più antiche figure araldiche, essendo stato portato almeno fin dai tempi di Riccardo Cuor di Leone, ed è anche quella più usata tra le figure animali. E’ interessante notare che, fatta eccezione per il Re di Francia e l’Imperatore d’Oriente, tutti i regnanti dell’Europa medievale avevano almeno un leone nel proprio scudo. Tale predilezione può trovare una spiegazione nella simbologia dei bestiari medievali, dove al leone viene associata la forza, il coraggio, la generosità ma anche la capacità di far resuscitare con un soffio la prole nata morta. Più probabilmente fu l’estensivo uso iconografico del leone fatto durante i secoli XI e XII a renderlo così popolare, anche grazie ai tessuti importati dall’Oriente, ricchi di rappresentazioni quasi araldiche di leoni. E’ anche possibile che questa popolarità sia legata a motivi politici, l’aquila essendo partigiana dell’Imperatore e il leone essendo sostenitore dei suoi avversari. Non è raro assistere al cambiamento leone - aquila e aquila - leone in molti scudi in ragione dei mutati equilibri politici. Il leone araldico ha poco a che fare con la figura del leone vero perché la maggior parte degli araldisti medievali non lo aveva mai visto. (Vincenzo D'Aurelio "Riflessioni storico-geografiche sulla famiglia D'Aurelio nel Salento"/2006).

Saluti
Ultima modifica di vdaurelio il sabato 21 giugno 2008, 10:18, modificato 1 volta in totale.
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda Sigillum1 » sabato 21 giugno 2008, 10:00

Cari tutti, quando uno scudo reca un capo d'oro, caricato da un'aquila bicipite, spiegata, nera, con corona d'oro, non lo si descrive ma lo si definisce dell'Impero. Mi pare che, in Italia, dove questo capo fu largamente utilizzato quale insegna ghibellina, e in contrapposizione con il capo d'Angiò (o con i capi di Francia), l'aquila venga rappresentata più comunemente con una sola testa (ma sempre di capo dell'Impero si tratta), mentre è necessario blasonare le altre possibili varianti. Un cordiale saluto. Silvia
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 21 giugno 2008, 10:34

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, quando uno scudo reca un capo d'oro, caricato da un'aquila bicipite, spiegata, nera, con corona d'oro, non lo si descrive ma lo si definisce dell'Impero. Mi pare che, in Italia, dove questo capo fu largamente utilizzato quale insegna ghibellina, e in contrapposizione con il capo d'Angiò (o con i capi di Francia), l'aquila venga rappresentata più comunemente con una sola testa (ma sempre di capo dell'Impero si tratta), mentre è necessario blasonare le altre possibili varianti. Un cordiale saluto. Silvia

L'araldica è disciplina storico-scientifica che utilizza, come tale, un linguaggio adeguato e specialistico.

Caratteristica di ogni linguaggio, soprattutto di quelli specialistici, è l'univocità dei termini.

Tale univicità è inoltre essenziale in araldica, in quanto è proprio attraverso la descrizione blasonica di uno stemma che se ne deve permettere l'esatta riproduzione grafica.

Ciò vale, in particolare, quando in un blasone si usa una locuzione riassuntiva di un più lungo fraseggio.

Se per capo dell'Impero alcuni intendono "...un capo d'oro, caricato da un'aquila bicipite, spiegata, nera, con corona d'oro...", ed altri invece intendono invece che "...l'aquila venga rappresentata più comunemente con una sola testa...", allora la predetta univocità si dissolve come nebbia al sole.

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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda drin71 » sabato 21 giugno 2008, 22:19

grazie a tutti per le delucidazioni
quindi riassumando se uno stemma e' blasonato:al capo d'oro, all'aquila di nero, non posso sostituirlo con il capo d'Impero?
il capo d'oro all'aquila di nero e' quindi semplicemente un capo d'oro con un'aquila nera, non coronata e non bicipite?
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda dpascale » domenica 22 giugno 2008, 12:47

vdaurelio ha scritto:Generalmente l'aquila è l'antitesi del Leone questo perchè da sempre l'acquila ha assunto al simbolo dell'impero (l'aquila dell'impero romano). In opposizione al rapace i nemici dell'impero utilizzarono il leone. Potrai notare che tutte le famiglie imperiali o di discendenza imperiale portano l'aquila ed in particolare quella bicipite. Questo non significa che tutte gli stemmi con l'aquila siano riconducibili alla "fedeltà all'imperatore" ed infatti alcuni stemmi riportano questa figura per motivi completamente diversi.


Gentilissimi,

prendo spunto da questo intervento di Vincenzo per chiedervi: negli stemmi in cui troviamo un "capo d'impero", possiamo sempre risalire a una specifica concessione imperiale, oppure nella maggior parte dei casi indica semplicemente una generica fedeltà all'imperatore, come suggerito sopra? Per esempio, a Bologna, mi sovvengono i casi dei Bianchini ("d'azzurro a due fasce d'argento, al capo dell'impero" NB nel Dolfi e nel Pasquali Alidosi l'aquila è bicipite), cui il capo fu concesso esplicitamente dall'imperatore Federico III, dei Vizzani, cui fu concesso di inquartare la propria arma con l'aquila imperiale (dunque non si tratta di una capo, ma di concessione sì), e se non sbaglio anche dei Volta. Trovate tutti questi stemmi sul solito Blasone Bolognese del Canetoli (http://badigit.comune.bologna.it/canetoli/index.html)

Grazie, un caro saluto :)


Daniele
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda drin71 » domenica 22 giugno 2008, 20:44

Lo stemma dei Sivelli di Parma al quale sono interessato viene cosi' blasonato: D'argento, all'albero di verde, terrazzato dello stesso; col capo d'oro, all'aquila di nero.
quindi a questo punto direi non c'entra nulla un capo dell'Impero, corretto?? e quindi neppure un legame della famiglia all'Imperatore?
mi scuso ma un altro quesito: l'albero di verde ha qualche significato araldico?
CORDIALI SALUTI
Andrea
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda Sigillum1 » domenica 22 giugno 2008, 23:12

Cari tutti, mi scuso per il ritardo, ma a Bologna si muore di caldo, sono scappata...Un prima precisazione, doverosa, del mio intervento, abbastanza frettoloso: credo che l'aquila bicipite sia stata usata dagli imperatori tedeschi soltanto dal XV secolo (credo anche che, in quell'epoca, essa fosse il simbolo dell'impero d'oriente); per quasi tutto il medioevo il simbolo imperiale era un'aquila nera in campo d'oro, diffusissima del resto nei blasonari milanesi antichi (basta sfogliare lo stemmario Trivulziano, dove compare un solo capo con aquila bicipite, e credo che attestino, per la gran parte, l'adesione al partito ghibellino, ma certamente alcuni possono rappresentare il segno visibile di feudi o investiture imperiali e probabilmente anche di vicariati o cariche consimili (ciò tuttavia deve essere verificato attraverso documentazione coeva, relativa alla storia della famiglia o nella documentazione imperiale).
Tali capi si sono evidentemente mantenuti negli scudi moderni e debbono essere definiti capi dell'impero, perchè questo erano nel momento in cui furono inseriti negli scudi.
Capi dell'impero tuttavia, si chiamano, anche quelli che recano l'aquila bicipite e che, ritengo, ma sto intervenendo senza controllo dei testi (è troppo caldo...), più probabilmente sono capi di concessione, come le aquile bicipiti che inquartano molti stemmi in età moderna (ed alcuni illustri...).
E quindi, caro frate, si possono poi indicare, volendo, i due modelli, con numeri, se si desidera distinguerli per il lettore, ma credo non vi sia dubbio che, per ragioni essenzialmente storiche, prima che araldiche, capi dell'impero siano entrambi.
La storia dei capi imperiali di Bologna è diversa da quella lombarda: si tratta di una città guelfa e i capi dell'impero sono davvero scarsi, probabilmente era pericoloso portarli, almeno nel Medioevo, e penso, ma non credo esistano ricerche specifiche sul tema, che, per la gran parte, derivino da concessioni più tarde. Una ricerca di grande interesse, proviamo a farla....Ciao. Silvia
PS. Ad Andrea: il capo dell'impero potrebbe essere stato assunto dalla famiglia semplicemente in segno di adesione al partito ghibellino, ed è comunque solo nella storia della famiglia che si può verificarne il significato storico
Silvia
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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 23 giugno 2008, 9:38

dpascale ha scritto:
vdaurelio ha scritto:Generalmente l'aquila è l'antitesi del Leone questo perchè da sempre l'acquila ha assunto al simbolo dell'impero (l'aquila dell'impero romano). In opposizione al rapace i nemici dell'impero utilizzarono il leone. Potrai notare che tutte le famiglie imperiali o di discendenza imperiale portano l'aquila ed in particolare quella bicipite. Questo non significa che tutte gli stemmi con l'aquila siano riconducibili alla "fedeltà all'imperatore" ed infatti alcuni stemmi riportano questa figura per motivi completamente diversi.


Gentilissimi,

prendo spunto da questo intervento di Vincenzo per chiedervi: negli stemmi in cui troviamo un "capo d'impero", possiamo sempre risalire a una specifica concessione imperiale, oppure nella maggior parte dei casi indica semplicemente una generica fedeltà all'imperatore, come suggerito sopra?
Daniele


Se la cancelleria imperiale avesse dovuto concedere ogni singolo capo imperiale con uno specifico atto concessorio - si guardino soli i capi censiti dal Trivulziano - temo che sarebbe stata ben presto intasata :D; magari avrebbero inventato dei "moduli pre-stampati!

No i capi imperiali - ma anche quelli d'Angio' - venivano liberamente assunti nell'ottica di quell'assoluto libero fluttuare di segni che da sempre caratterizza l'araldica di fazione. L'assoluta diffusione del segno poi, per chi l'avesse eventualmente voluto tramite una concessione sovrana, l'avrebbe reso una distinzione ben modesta...

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Re: Capo d'oro, all'aquila di nero

Messaggioda Sigillum1 » lunedì 23 giugno 2008, 10:40

Caro von Trotta, premesso che sono sempre senza testi sottomano e che continua ad essere troppo caldo, ma verrà un pò di pioggia?, ricordo con chiarezza il relarivo intervento di Bascapè sull'Araldica lombarda (mi pare in "Storia di Milano"), in cui, sulla presenza di tanti capi imperiali (ad una sola testa), nel Trivulziano, le ipotesi restano molte, in assenza di studi specifici...
Concordo in generale con lei, si tratta in genere di libere assunzioni, ma non escluderei che alla loro base, vi fosse una qualche concessione, poi larghissimamente imitata.
Certamente nel XV secolo sono documentate concessioni di aquile imperiali, mi pare più spesso inserite nello scudo, ma dovrei rileggere molte cose per essere precisa..., come quella arcinota fatta ai Gonzaga, in due tempi, ma certo gli studi sono scarsi, che io sappia, e tendo perciò ad essere prudente. Un cordiale saluto. Silvia
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