da Mario Volpe » domenica 22 giugno 2008, 16:52
E' comunque interessante notare l'estremo "tempismo" dell'autore della colonnina, che lamenta l'eccessiva faciloneria che aveva caratterizzato la distribuzione degli onori durante il Ventennio a pochi giorni di distanza dal crollo del Fascismo e dall'instaurazione del Governo Badoglio (con Mussolini ancora prigioniero sul Gran Sasso).
Soltanto una settimana dopo la pubblicazione dell'articolo, l' 8 settembre e l'Armistizio precipiteranno l'Italia nel drammatico "ribaltone" delle allenze militari, nella fuga del Governo verso il sud e nella guerra civile...
Sarebbe interessante ricostruire verso quali tipologie di destinatari verrano dirottate le correnti di distribuzione delle onorificenze nazionali durante i successivi due anni di guerra, e chi furono i principali beneficiari del nuovo "corso premiale" italiano. Credo che i nuovi alleati, soprattutto americani e inglesi, ai quali l'Italia si affiancò nel conflitto come "cobelligerante", siano stati tra questi ed abbiano usufruito di un consistente numero di concessioni (così come durante il Ventennio lo erano stati i gerarchi ed i generali tedeschi).
Soltanto tre anni dopo, con l'esilio del Re e con la proclamazione della Repubblica, buona parte della struttura onorifica monarchica cessò di rappresentare il sistema premiale nazionale e dovette cedere il passo alle nuove onorificenze repubblicane...
Rimane comunque significativo il continuo corso e ricorso storico sul metodo di distribuzione delle onorificenze e delle benemerenze nel nostro Paese. Di qualunque epoca, natura o origine si sia trattato o si tratti ancora oggi, ogni generazione finisce inevitabilmente per lamentarsi dell'eccessiva facilità e dei non sempre equilibrati criteri con cui queste vengono assegnate...
Cordialmente,
Mario Volpe
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)