da MMT » mercoledì 11 giugno 2008, 20:21
Quanto segue è riportato, invece, dal Rendina.
"Famiglia nobile romana che vantava la discendenza dal console Publio Valerio Publicola e per questo si faceva chiamare S. Publicola. Risultano presenti in Roma dal Mille, abitando la zona del rione Sant'Angelo dal XII secolo; erano piuttosto turbolenti, coinvolti nelle lotte baronali e quindi nelle risse violente del Quattrocento, specialmente con i Margani. A quanto pare ebbero la peggio i S.: un Bartolomeo fu ucciso nel 1446 da Paolo Margani, nel 1480 un Prospero fu ucciso da Stefano Margani e nel 1485 un Pietro fu ucciso da Paolo Margani; e Sisto IV li cacciò da Roma, distruggendo perfino le loro case. I S. tornarono appena l'aria divenne più respirabile sotto Innocenzo VIII e fu allora che Antonio fece costruire il palazzetto di Roma sui resti delle case, e questo fu la base della loro rinascita in Roma, con un deciso avvicinamento all'ambiente curiale; il fratello Giorgio I nel 1493 ebbe il feudo di Vejano, dove si succedettero il figlio Onorio II, morto nel 1551, Scipione, vescovo di Cervia, morto nel 1583, e Giorgio III, morto nel 1591, fondatore di Oriolo Romano con il palazzo baronale ampliato poi dagli Altieri. Ebbero conservatori e senatori in Campidoglio, ma soprattutto quattro cardinali, il primo dei quali fu Prospero (1513-1589), doplomatico pontificio in Germania e Francia, che ebbe la porpora nel 1565, autore di un'opera in tre libri sulle lotte civili in Francia da Francesco I al 1562, gli è attribuito il merito di aver fatto conoscere il tabacco, che inizialmente era chiamata "erba S.". Un secondo cardinale fu Antonio, elevanto alla porpora nel 1630, persona che contribuì a rimpinguare le finanze del casato; il cugino Onofrio, marchese, operò una nuova costruzione edilizia nel rione Regola con un altro palazzo e a portarla avanti fu il terzo cardinale di famiglia, Marcello, che ebbe la porpora nel 1652. Quarto cardinale fu nel 1699 un Andrea, nipote di Marcello, mentre cugino, un omonimo Andrea nel 1718 fu creato duca d'Oliveto, e i S. in una progressione nobiliare nel 1754 divennero principi di Sangemini. E il principe Antonio nel 1761 sposò Giuliana Falconieri; questa nobildonna aprì il salotto di casa S. all'insegna della galanteria, grazie alla compiacenza del marito, circondatasi di prelati gaudenti e autentici libertini. Era la moda del tempo, della quale il suo salotto divenne uno specchio emblematico. Così la principessa di S. fu amante di ben tre porporati, uno di seguito all'altro: Francesco Gioachino de Bernis, Ignazio Busca e Giovan Battista Caprara; a parte una sua fuga in Toscana e Parigi dal 1798 al 1800 con il conte Giuseppe Nicola d'Azara, ministro di Spagna a Roma. I S. si estinsero nel 1867 con Antonio, le cui tre figlie andarono in spose a nobili romani: Luisa al marchese Rangoni, Vincenza al conte Sforza Cesarini, e Valeria al marchese Passari".
M.