Ricerca subalpino-siciliana

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Re: Lanza e Busca

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 28 maggio 2008, 18:49

G.Grifeo di Partanna ha scritto:Il buon Frate, da sempre fra i maggiori "lumi" di questo consesso araldico/genealogico/informatico/virtuale,

...troppo :oops: :oops: buono, mio caro amico...

potrebbe essere fra i primi a eliminare almeno parte delle intricate strade che non portano a ipotesi valide e che confondono il cammino ricostruttivo.

Se il vecchio frate fosse un genealogista, già avrebbe contribuito (nei suoi limiti) a questo cammino.

Sono curioso di vedere i risultati.
In genealogia veritas...

...e nella collaborazione vera e genuina fra tutti i partecipanti a questo forum, plus veritas...

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Re: Lanza e Busca

Messaggioda pinea » mercoledì 28 maggio 2008, 23:12

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...Negli stemmi sabaudi più complessi, c'è quello del quarto del Chiablese.

Gentile frate,
grazie per il benvenuto e il pronto suggerimento. Ignoro l'origine araldica del leone del Chiablese e quindi se possa esserci qualche (forse improbabile) connessione con i nostri. Aggiungo che quanto più remoti o poco numerosi sono i leoni neri lampassati di rosso, tanto più significativa è la coincidenza.
cordiali saluti
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda pinea » mercoledì 28 maggio 2008, 23:38

AndreaSalvatore.Ilardi ha scritto:Inoltre segnalo in merito la famiglia D'Anglona o D'Anglono confuso e citato in alcuni testi, come D'Agliano( fam. Lancia): Re Manfredi D'Altavilla ebbe uno scontro con Borello D'Anglono/a che rimase ucciso il 18 ottobre 1254, questi era legato papale ma con rapporti feudali con la casa Svevia, quindi considerato traditore. Esiste in Basilicata un borgo di origine normanna chiamato S. Maria D'Anglona Vicino il Comune di Tursi, si può presumere che la denominazione di questo personaggio del periodo o il cognome derivino da questo luogo, ricadente sotto il dominio Normanno-Svevo del tempo.


Gentile Andrea Salvatore Ilardi,
Nei documenti piemontesi Agliano si scrive spesso "Aglanus", non troppo diverso cioè da Anglonus. Inoltre i notai medievali, posti di fronte a nome geografico sconosciuto, tendevano a trasformarlo in altro più noto, che sembrava loro più verosimile. Potrebbe essere questa la giustificazione delle varianti Agliano/Anglono/Anglona, senza bisogno di chiamare in causa una ipotetica presenza degli Agliano in Basilicata. Anche il nome Borello è ben attestato nell'astigiano.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda San Marco » giovedì 29 maggio 2008, 0:50

Solo come notizia.
Il gentile pinea dice: <....Potrebbe essere questa la giustificazione delle varianti Agliano/Anglono/Anglona,....>.
Una famiglia con tale cognome è presente in Napoli, quale Ramo dei de Celano innalzando come
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Re: Lanza e Busca

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 29 maggio 2008, 12:50

pinea ha scritto:Gentile frate, grazie per il benvenuto e il pronto suggerimento.

Grazie di tutto a te, caro amico.

Ignoro l'origine araldica del leone del Chiablese e quindi se possa esserci qualche (forse improbabile) connessione con i nostri. Aggiungo che quanto più remoti o poco numerosi sono i leoni neri lampassati di rosso, tanto più significativa è la coincidenza.
cordiali saluti

Di certo, il leone del Chiablese ha origini transalpine (l'appellativo sussiste tuttora nell'omonima regione elvetica del Chablais), e non è affatto di origini recenti.

Sul suo colore nero, un'ipotesi non peregrina ne ventila l'origine dal contrasto cromatico che questo smalto assume rispetto al candore della neve e dei ghiacci, frequenti nell'area.

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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda AndreaSalvatore.Ilardi » venerdì 30 maggio 2008, 12:42

Gentili Signori, in merito alla famiglia D'Anglono/a, anche per quanto riportato dai cortesi "pinea" e "San Marco" da ricerche da me effettuate, occorre precisare, che i testi del periodo normanno-svevo che citano una famiglia "D'Anglono/a" la stessa risulta feudataria già sotto i normanni con Guglielmo de Anglono anno 1144 " Riccardus del Anglono tenet Bisaccium et Monte Nigrum, quod est feudum quorum militem" (http.//www.francovalente.it?p=20). Inoltre Anglono/a era il nome antico dell'attuale città di Agnone. In realta la denominazione di Anglono/a era usata dalla Famiglia Borrello, da cui discendono i conti di Valva,di Sangro, di Celano(come citato con arma dal gentile San Marco) ecc. ricorrono altri nomi di Riccardo Borrello di Anglono anno 1180 (http://www.monteneronline.it/storia/storia2.htm), Borello D'Anglono/a che rimase ucciso il 18 ottobre 1254 con lo scontro con Re manfredi (citato precedentemente nella discussione), si vedano i seguenti link: "Historia diplomatica Friderica Secundi" (books.google.it/books?id=_IUBAAAAYAAJ...), L B D G C M: - ,P F P T , ...( http://www.bisaccia.org/index.php?optio ... &Itemid=26), Istoria civile del regno di Napoli ( books.google.it/books?id=jLkNAAAAIAAJ...) , considerazioni sopra la storia di Sicilia dai.. (books.google.it/books?id=D6ENAAAAYAAJ...) e storia civile del regno di Napoli ( books.google.it/books?id=cw4MAAAAYAAJ...).
Dunque i Borrello famiglia feudale discendente dei Conti dei Marsi che vantano a sua volta discendere da Berardo dei re di Provenza con Ugo re D'italia nel 926 al 946, che ebbe dimora nel meridione per feudi documentabili storicamente.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 30 maggio 2008, 13:34

Caro Andrea Salvatore, molto interessante il quadro storico da Te delineato. Ho un unico dubbio: sei sicuro dell'identificazione di Anglona con Agnone già Aquilonia, in Molise? Su alcuni testi(che parlano di prelati nominati vescovi) ho trovato Anglona sede vescovile, e la dicevevano in Lucania alias Basilicata. Sono anni che cerco di localizzarla!Ciao, Fabrizio
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda AndreaSalvatore.Ilardi » venerdì 30 maggio 2008, 15:26

Caro fabrizio guizio, in merito all'identificazione della città di Anglona alias Agnone già Aquilonia, collegata sempre con note storiche della famiglia "Borrello" denominata nei testi D'Anglono/a, ti allego i vari link da consultare: Associazione Culturale Famiglie Agnonesi di Montreal ( http://www.geocities.com/augusta3747/cr ... .html-10k-), Nuova pagina 1 (http://www.agnonecultura.it/STORIA.htm-20k ), Agnone -Wikipedia (it.wikipedia.org/wiki/AGNONE-52k), "presentazione dell'albero genealogico della famiglia Borrello" ( http://www.borrello.net/famiglia/l'inizio.htm-8k), Associazione Culturale Famiglie di Montreal (http://www.geocities.com/augusta/3747/P ... .html-19k-), Villa S. Maria ( digilander.libero.it/gianni111/villa/storia.htm-25k, COMUNE DI AGNONE CITTA' D'ARTE- clicca su storia ( 62.110.208.43/agnone/hh/index.php-38k-). credo che bastino a dimostrare il collegamento della famiglia Borrello ((D'Anglono/a)) con la città di Agnone (nome attuale) nel Molise.
Ciao
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Leoni del sud - leoni del nord

Messaggioda pinea » martedì 3 giugno 2008, 1:06

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Di certo, il leone del Chiablese ha origini transalpine (l'appellativo sussiste tuttora nell'omonima regione elvetica del Chablais), e non è affatto di origini recenti.


Trovandomi ad Heidelberg nei giorni scorsi ho dovuto esclamare "hic sunt leones", constatando che i leoni lampassati sono molto diffusi appena oltre le Alpi: non solo nel Chiablese, ma anche nel Palatinato, in Franca Contea, nel Saarland, a Lione, ecc. Qualche più colto membro di questo consesso, potrebbe indicarmene l'origine? Forse risale a Corrado, fratellastro del Barbarossa e primo conte del Palatinato? Quando i Wittelsbach, conti palatini di Baviera, acquisirono (1214) anche la contea palatina del Reno (=il Palatinato), inquartarono il leone. Forse Palizzolo Gravina fu indotto a cercare erroneamente origini bavaresi per i Lanza, perchè credeva che da lì provenisse il leone lampassato? (Dopo le dotte informazioni di gentile A.S. Ilardi sugli Anglono, mi sembra che non si possa proprio più dar credito alle teorie bavaresi).
Mi sembra, invece, ancora più interessante chiedersi come è arrivato il leone lampassato sin nell'astigiano.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 3 giugno 2008, 11:38

Caro Andrea, ho risolto il problema. Nulla da eccepire sulla tua identificazione(Agnone, per quanto concerne i casati in argomento) ma rileggendo il topic ho trovato la diocesi che cercavo. E' un'altra località: l'attuale Santa Maria d'Anglona frazione di Tursi(nome attuale della diocesi:Tursi - Anglona - Lagonegro, regione Lucania alia Basilicata). Grazie a tutti, Fabrizio
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Re: Leoni del sud - leoni del nord

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 3 giugno 2008, 13:38

pinea ha scritto:Trovandomi ad Heidelberg nei giorni scorsi ho dovuto esclamare "hic sunt leones", constatando che i leoni lampassati

La lingua estroflessa è una delle caratteristice grafiche peculiari dle leone araldico, e come tale :wink: non occorre sottolinearla.

sono molto diffusi appena oltre le Alpi: non solo nel Chiablese, ma anche nel Palatinato, in Franca Contea, nel Saarland, a Lione, ecc. Qualche più colto membro di questo consesso, potrebbe indicarmene l'origine? Forse risale a Corrado, fratellastro del Barbarossa e primo conte del Palatinato? Quando i Wittelsbach, conti palatini di Baviera, acquisirono (1214) anche la contea palatina del Reno (=il Palatinato), inquartarono il leone. Forse Palizzolo Gravina fu indotto a cercare erroneamente origini bavaresi per i Lanza, perchè credeva che da lì provenisse il leone lampassato? (Dopo le dotte informazioni di gentile A.S. Ilardi sugli Anglono, mi sembra che non si possa proprio più dar credito alle teorie bavaresi).

Il leone è stato uno fra i primissimi animali del blasone, per motivi storico-culturali-iconologici che occuperebbero centinaia di pagine per essere ben esplicati.
La sua diffusione fu immediata e rapida, tanto che un "proverbio" araldico afferma che chi non ha stemma, ha un leone (come a dire: ce ne sono talmente tanti che... non fanno differenza!)


Mi sembra, invece, ancora più interessante chiedersi come è arrivato il leone lampassato sin nell'astigiano.

Camminan camminando, il leone araldico è arrivato ovunque...

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Re: Leoni del sud - leoni del nord

Messaggioda pinea » giovedì 5 giugno 2008, 11:41

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Camminan camminando, il leone araldico è arrivato ovunque...

In realtà i leoni hanno delle preferenze geografiche. Ho curiosato nel Blasonario Subalpino di Federico Bona, cercando di escludere i leoni non autoctoni (come quelli di origine provenzale) e concludendo quanto segue:
1) I leoni neri piemontesi si contano sulla punta delle dita. Curiosamente fra questi anche i Maletti di Torino (di cui nulla so, ma che richiamano nel nome i Maletta siciliani, parenti dei Lanza). Nello stemmario trivulziano figura anche il leone nero di un'altra famiglia astigiana per altro sconosciuta (i Crot).
2) Considerando anche altri smalti si osserva una preferenza dei leoni araldici per il basso Piemonte fra Saluzzo e Alessandria (fra cui i Pelletta di Asti, consignori di Agliano e Burio; sarebbe la terza famigllia con i Borio e i Lanza che hanno il blasone del leone in un'area di pochi km quadrati). Anche gli aleramici marchesi di Bosco alzavano l'insegna del leone.
3) I leoni si moltiplicano particolarmente bene a Tortona (forse per imitazione dei marchesi di Bosco?), ma questa è un'altra storia.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda Fritz » martedì 10 giugno 2008, 10:19

Grazie a Pinea per aver citato l'origine della sua ricerca :D
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Re: Leoni del sud - leoni del nord

Messaggioda GPF » venerdì 27 giugno 2008, 23:38

pinea ha scritto:1) I leoni neri piemontesi si contano sulla punta delle dita. Curiosamente fra questi anche i Maletti di Torino (di cui nulla so, ma che richiamano nel nome i Maletta siciliani, parenti dei Lanza). Nello stemmario trivulziano figura anche il leone nero di un'altra famiglia astigiana per altro sconosciuta (i Crot).


Anche se un po' in ritardo, aggiungo che un'altra famiglia di origine astigiana ad alzare il leone di nero fu la famiglia Ferraris originaria, esattamente, di Villanova d'Asti (forse venuta ancora prima da Asti). Inoltre anche un'altra famiglia di cognome Ferraris originaria di Asti alzava un leone però d'oro e tenente una graticola.

Gianluca
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