da inquisitor86 » sabato 4 luglio 2009, 16:56
Le cappellanie laicali non erano altro che disposizioni testamentarie con cui il testatore imponeva agli eredi/rettori della cappellania di celebrare determinate messe a sufrragio della sua anima; il testatore poteva anche imporre diversi obblighi, quali l'assegno dotale per le "povere zitelle" della parrocchia e via dicendo.
Non sono un esperto in materia, e non posso dunque fornirle una definizione precisa, ma credo che le cappellanie laicali fossero create dall'iniziativa privata: porto come esempio la cappellania laicale che avevano fondato nel 1825 tre miei antenati in un loro testamento. Due di questi erano sacerdoti, il terzo laico: la cappellania era laicale e prevedeva un diritto di giuspatronato, ovvero il diritto di nominare il rettore, in capo alla famiglia (e precisamente in capo al rettore nominato nel primo testamento, prevedendo poi diverse modalità di elezione). Il lungo testamento di costituzione prevede poi i diversi obblighi gravanti la cappellania o beneficio laicale: obblighi di messe, obblighi di celebrazione di determinate festività religiose in particolari modi, assegni dotali etc. Il testamento poi prevedeva che la rendita di diversi fondi rustici fosse utilizzata per le esigenze della cappellania e del rettore.
Si potrebbe fare una distinzione tra cappellanie e benefici laicali ed ecclesiastici: le prime erano create dall'iniziativa privata e dagli stessi privati erano regolate; il beneficio ecclesiastico invece concedeva ai chierici nell'esercizio delle loro sacre funzioni delle proprietà fondiarie ed immobiliari: alla morte del titolare, ritornavano alla Chiesa.
Saluti
Andrea G.
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M.Rondinini
Andrea M.a V.di C.