da San Marco » domenica 25 maggio 2008, 13:16
Non è solo il caso di Salsomaggiore presente nella panoramica di una rivisitazione storica.
Molti esempi sono in atto tra i quali, ad esempio quello di Cremona in cui si sente la necessita di tale operazione come segnalato nel suo portale <Stemma originale e decredo che fissa le caratteristiche dello stemma del Comune di Cremona
È necessario partire dall'essenza stessa del Comune, cioè il suo stemma, così come viene rappresentato nel corso della sua storia. La prima raffigurazione certa(1) risale al 1292 e riporta il gonfalone della Città consistente in una croce d'argento in campo rosso. Mantenendo i colori rosso e argento, lo stemma del Comune sarà poi costantemente a fasce (in numero di 6). Solo successivamente (nel 1500) comincia a figurare il braccio con palla d'oro in ricordo dell'impresa di Giovanni Baldesio. È infine l'architetto Voghera che nel 1800 introduce nei suoi disegni la variante del braccio all'interno dello scudo su fondo che sarà a volte nero, a volte azzurro. Altri ornamenti che si sono aggiunti a comporre lo stemma attuale della Città di Cremona sono: la corona posta sopra lo scudo (cerchio d'oro arricchito di gemme e sostenente 8 fioroni, di cui 5 visibili) e la ghirlanda sottostante lo scudo, attribuita nell'antichità come il più alto segno d'onorificenza (qui composta per metà da una corona trionfale e nell'altra metà da una corona civica)(2).
Nel corso degli anni, dunque, lo stemma di Cremona ha subito diverse modifiche - nella forma e nell'utilizzo dei colori-strettamente legate alle vicende politiche della Città e spesso anche all'estro dell'artista che lo raffigurava. Oggi le caratteristiche dello stemma sono sostanzialmente e definitivamente fissate con Editto della Presidenza del Consiglio dei Ministri datato 18 aprile 1951 (vedi immagini riportate). In base a tale decreto lo stemma viene 'blasonato' secondo precise regole araldiche(3), che fissano alcuni parametri relativi al numero, al colore e alla posizione degli elementi costituenti lo stemma e che necessariamente dobbiamo rispettare anche in un lavoro di ridisegno e stilizzazione: "Partito: al primo fasciato di rosso e d'argento; al secondo di azzurro stringente nella mano una palla d'oro.
Corona gemmata a cinque fioroni." Un'ultima considerazione relativa ai colori dello stemma. Nell'araldica antica si prendevano in considerazione solamente sette colori (detti: smalti): oro, argento, rosso, azzurro, verde, porpora e nero. Ciascuno di questi colori viene rappresentato - nella versione monocromatica - con un segno grafico proprio (ad esempio: rosso= linee verticali; azzurro = linee orizzontali; argento = bianco; oro = punteggiato; ecc ...).
Non esiste invece alcun riferimento a codici cromatici standard per capire, ad esempio, quale tonalità di verde si debba usare; ragione per cui ci sentiamo relativamente liberi nella scelta dei colori dello stemma, fermi restando i vincoli suddetti >
o di Fisciano < Rivisitare il simbolo della città è stato dunque il primo passo verso un sistema coordinato di identità visiva, le cui 'regole' d'uso sono esplicitate appunto in un 'Manuale dell'identità visiva' e d’ora innanzi dovranno essere applicate da tutti i soggetti, all’interno e all’esterno dell’Ente, che veicoleranno l’immagine di Fisciano > o di Gonars o di...
Si desidera adattare il tutto ai tempi odierni, ma con quale risultato " strettamente " araldico? Tranne qualche giusta rivisitazione storica (Cremona) come giustamente fatto notare precedentemente essi diventano studi grafici, magari di grande impatto,per una comunicazione immediata adatta alla velocità di questa era, ma nulla più.