Aragosta

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Re: Aragosta

Messaggioda Lefebvriano » venerdì 11 aprile 2008, 13:53

Repetita juvant :D
Spero questa ulteriore indicazione possa servire :)
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Re: Aragosta

Messaggioda cipollone » venerdì 18 aprile 2008, 11:47

Sempre in area toscana c'è anche lo stemma dei DEL SOLDATO che portano "qualche" gambero :roll:
Dal Ceramelli-Papiani: Troncato: nel 1°d'argento, al leone di rosso nascente dalla troncatura; nel 2° d'azzurro, a tre gamberi montanti di rosso, 2.1.
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Re: Aragosta

Messaggioda Sarlo » venerdì 18 aprile 2008, 12:03

A proposito di crostacei araldici, vi posto un'immagine del Trivulziano con lo stemma

de Gambara

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riprodotto a pagina 157, stemma c.

D'oro al gambero montante di rosso.

Non saprei se riferirlo con certezza alla famglia che dette un vescovo a Tortona, ma l'immagine è pregevole, secondo me.
.SARLO di DRUA.

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Re: Aragosta

Messaggioda San Marco » venerdì 18 aprile 2008, 18:06

Un altro esempio di gambero montante è presente nello stemma della famiglia ANCHIONI di Firenze.
Arma: D'azzurro, al gambero montante di rosso; con il capo cucito d'Angiò.

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Re: Aragosta

Messaggioda San Marco » lunedì 28 aprile 2008, 21:48

Al Museo Diocesano del Palazzo Vescovile in Bressanone ho trovato ed acquistato una breve pubblicazione intitolata " Nikolaus von Kues (1401-1464) Ein bewegtes Leben ", da cui ho tratto:

Das "sprechende" Wappen der Familie Gryfftz(=Krebs)

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Re: Aragosta

Messaggioda vezzano » mercoledì 30 aprile 2008, 11:18

Salve a tutti. :D
Desideravo aggiungere che un gambero è presente anche nell'arma della famiglia Marone (o Marrone), di origine bresciana e presente in Friuli, dove ebbe accesso alla nobiltà in Pordenone e in Cividale.
Arma: "D’oro, alla punta alzata di nero, caricata di un gambero di rosso in palo".
Alias: "D’argento, al gambero di rosso in palo".

Semmai mi è capitato di rinvenire in Friuli uno stemma "(d’argento?), al gambero partito di… e di…", dipinto a fresco in una chiesa accanto allo stemma del vescovo Chiericati :? . La partitura è determinata da una linea verticale che divide in due il gambero. Di colori non se ne parla. Personalmente sono portato a ritenere si tratti di uno stemma Marone, famiglia che ebbe diversi ecclesiastici, ma la partitura...
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Re: Aragosta

Messaggioda San Marco » domenica 4 maggio 2008, 0:50

Gentile Vezzano desidererei sapere la fonte che "propone" come stemma della famiglia Marone quanto riportato.

Da internet:
Fra' Benedetto, della famiglia dei Da Marone
Assai conosciuto in ambito bresciano è Pietro da Marone, per le tele ad olio che fanno bella mostra di se nelle chiese del capoluogo e della provincia. Definito da O. Rossi : "polito e leggiadro pittore de nostri tempi, c'ebbe il padre e uno zio frate gesuato ambedue pittori anch'essi ", egli è chiaramente il nipote di fra' Benedetto e non lo zio, come si trova frequentemente scritto. La famiglia "da Marone" ha dato artisti di notevole pregio, che conosciamo a partire dai tre fratelli:
* Raffaele, diventato frate olivetano nel convento di Rodengo dove eccelse nell'arte dell'intarsio. Ci lascia il preziosissimo leggio del coro dei frati, attualmente in Pinacoteca. Altri lavori sono a Monte Oliveto Maggiore, citati con plauso dallo stesso Vasari.
* Andrea, amico del Poliziano e del Ficino, fu alla corte di papa Leone X e di Clemente VII, lodato come "incredibile fenomeno" per la vena poetica e il dono dell'improvvisazione.
* Pietro "marengonus" e intagliatore, meno abile del fratello Raffaele, padre di due figli, che sono Paolo e Andrea detto da Manerbio . Quest'ultimo iniziò la pittura come garzone nella bottega degli Zambelli ed è il padre del più famoso Pietro (1548-1625) all'origine della confusione suddetta.
Il figlio del primo Pietro, cioè Paolo, ci interessa, perché dal 1550 in poi cambia il nome in Fra' Benedetto, entrando a far parte della comunità dei Gesuati .Alcune date rendono conto del suo iter artistico:
* 1556 appare attivo a Milano.
* 1560 risulta abbia terminato il ciclo pittorico del beato Colombini nei chiostri dei Gesuati a Bologna.
* 1561 forse viene segnalato per lavori nel convento di S. Bartolomeo in Monte di Verona.
* Il 20.12.1562, 13.4.1563; 21.6.1563; 7.2.1564; 29.7.1566 ; 6.8.1568 è presente in Brescia, dove secondo il Dufner completa gli affreschi nel 1565.
* Nel 1571 è a Ferrara per un ciclo in dodici episodi sulla vita del beato Tavelli da Tossignano.
* Nel 1575 è chiamato a Siena per affrescare la chiesa di S. Girolamo dei gesuati.
* Il 27.2.1579 riappare in Brescia, come pure il 29.7.1582 per atti notarili, mentre non figura presente al matrimonio del nipote Pietro, pittore, con Olimpia Barbisoni il 2.2.1575.


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Re: Aragosta

Messaggioda vezzano » lunedì 5 maggio 2008, 9:22

Gentile San Marco, leggo solo oggi la sua richiesta e le rispondo immediatamente.
La famiglia Marone in questione è famiglia storica molto nota a Pordenone nel passato. Andrea Marone fu letterato e poeta (Pordenone, 1475 – Roma, 1527). Di famiglia oriunda bresciana, trasferitasi a Pordenone con Benvenuto all’incirca verso la metà del XV secolo, nacque a Pordenone da Pietro e da Cecilia Tiepolo. Vestì l’abito sacerdotale e fu pubblico insegnante di lettere a Venzone, a Padova e a Brescia. Elegante poeta improvvisatore latino, visse anche alla corte degli Estensi all’epoca dell’Ariosto (che lo rammentò nella stanza 56 del canto III e nella stanza 13 dell’ultimo canto dell’Orlando furioso, come anche nella Satira II, 115). Da Ferrara passò poi a Roma, alla corte di Leone X, che gli conferì una prebenda a Tivoli e un beneficio a Capua, ma morto il suo protettore, dovette abbandonare l’alloggio che aveva in Vaticano. Vi ritornò per brevissimo tempo chiamato da Clemente VII. Afflitto per le sventure capitategli alla venuta dei Lanzichenecchi nel 1527, morì nello stesso anno a Roma a 53 anni. Di lui ci restano epigrammi stampati a Venezia nel 1499. Ippolito Marone progettò la chiesa della Santissima Trinità (XVI secolo), sempre in Pordenone (notizie tratte dal mio Le strade di Pordenone, 2005).
Per quanto riguarda l'araldica, le mie informazioni sono tratte dallo stemmario del conte E. Del Torso (Udine), con gli smalti desunti da Joppi, Armoriale a colori, tav. 13, n. 160 e tav. 35, n. 919. Un esemplare è dipinto sul frontespizio della tesi di laurea in diritto di Paolo Marone (1653), conservata nel museo civico di Portogruaro.
Un esemplare dello stemma Marone di Pordenone è dipinto all'interno della chiesa della Santissima Trinità di Pordenone.
:)
Francesco Boni de Nobili

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Re: Aragosta

Messaggioda San Marco » lunedì 5 maggio 2008, 23:02

Grazie per la cortese risposta araldica, che era quella che più mi interessava, dato che per i rappresentanti della famiglia già avevo trovato notizie su Andrea, umanista ed improvvisatore in latino e Pietro, valente pittore scolaro di Paolo Veronese, sulla " Enciclopedia Biografica Universale " della Biblioteca Treccani, oltre a quelle ricavate da internet e riportate nel mio precedente intervento.
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