Quanti nobili ci sono in Italia?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Davide Shamà » giovedì 24 aprile 2008, 12:45

adj ha scritto:
Davide Shamà ha scritto:
Sigillum1 ha scritto:Ritenete che ciò non abbia a che fare, come è sempre stato, con la nobiltà?


penso, per quanto posso sapere dai miei contatti con colleghi genealogisti viventi all'estero, che l'interesse per la nobiltà sia del tutto secondario. In questo, forse, avremmo qualcosa da imparare dei nostri amici europei e americani.


Credo che questo sia vero, ma forse non totalmente.
Cosa infatti spinge una persona a cercare i propri antenati?
Certo, può essere sufficiente il desiderio di conoscere la propria origine, per esempio, geografica, ma è indubbio che la curiosità di sapere di chi si è discendenti non sarebbe pienamente appagata da un arido elenco di nomi di individui che nessuna traccia di sé hanno lasciato.
Ora, il passo tra "aver fatto qualcosa degno di nota" e la nobiltà, almeno intesa nella sua accezione più ampia, non è poi così grande.


è stato fatto notare in forum che qua in Italia il 90% delle ricerche è viziato dalla ricerca dell'antenato nobile. Volenti o nolenti questa è la realtà. Basta anche leggere attentamente questo forum, il più importante nel mondo in lingua italiana, e notare come è impostata la richiesta di dati e notizie da parte dell'utenza. Gira e rigira si sbatte contro questo problema. All'estero, invece, gli appassionati sono più "liberi" mentalmente e, in genere, ricercano la storia familiare con altri scopi. Forse, non lo escludo, perchè esiste un altro concetto giuridico di nobiltà, e discendere da tizo o caio è più difficile che da noi. Perciò dico che avremmo qualcosa da imparare. Bisogna cambiare mentalità.
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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 24 aprile 2008, 23:59

adj ha scritto:
[...]

è indubbio che la curiosità di sapere di chi si è discendenti non sarebbe pienamente appagata da un arido elenco di nomi di individui che nessuna traccia di sé hanno lasciato.

[...]


Sono letteralmente esterrefatto da questa sua affermazione…un semplice nome all’interno di un archivio parrocchiale è una importante traccia che documenta l’esistenza di una persona in un determinato momento storico. Oltre a questo il valore di ogni uomo o donna non si può di certo misurare in termini di “tracce” lasciate nel passato, e ogni curioso che si avvicina alla genealogia dovrebbe tenere tutto questo a mente.
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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Lasa pur dir » venerdì 25 aprile 2008, 0:41

Se posso permettermi, avendo condotto decine di ricerche genealogiche "per conto terzi", in genere, almeno per la mia esperienza, ciò che spinge ad intraprendere una ricerca di antenati nobili è la errata ma diffusisima convinzione che sono questi ultimi abbiano lasciato tracce nei documenti.

Mi trovo spesso a sottolineare che ciascuno ha degli antenati, altrimenti non esisterebbe, e che questi antenati, per quanto "poveri" fossero, nascevano, si sposavano, facevano figli, avevano una casa e morivano, non senza aver pagato, ahimè anche nei secoli passati, le tasse, per cui tracce ve ne devono essere per forza.

In genere la reazione è di stupore, eppure sono considerazioni così ovvie.

Altra cosa che ho riscontrato, molto spesso, è che chi "crede" di avere antenati nobili, difficilmente sente la necessità di condurre una ricerca seria e documentata, forse proprio nel timore di non trovare riscontri alle proprie supposizioni.

Sempre cordialmente.

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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Guido5 » venerdì 25 aprile 2008, 1:05

adj ha scritto:... la curiosità di sapere di chi si è discendenti non sarebbe pienamente appagata da un arido elenco di nomi di individui che nessuna traccia di sé hanno lasciato ...
Caro Alberto,
uno che la pensi così si considererebbe davvero poco! Non è forse lui stesso la più evidente traccia dei suoi antenati, quali che essi siano?

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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda adj » venerdì 25 aprile 2008, 8:54

Mi scuso perché, causa collegamento di fortuna a Internet, non riesco a inviare più di 2-3 righe.
Appena rientrato a casa cercherò di rispondere in modo compiuto alle vostre affermazioni.
adj
 

Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Giovanni L. M. d'Amico » venerdì 25 aprile 2008, 12:09

Lasa pur dir ha scritto:
Altra cosa che ho riscontrato, molto spesso, è che chi "crede" di avere antenati nobili, difficilmente sente la necessità di condurre una ricerca seria e documentata, forse proprio nel timore di non trovare riscontri alle proprie supposizioni.



Quanto è vera questa affermazione? Quante volte ho sentito dire dalla gente: "io ho avuto un antenato nobile..". Innanzitutto non ti conferisce alcun titolo e tantomeno l'appellativo di nobile essendo riservato, ora non più per la Repubblica, solo a coloro in grado di dimostrare, tramite una genealogia documentata e valida, la propria nobiltà di sangue. E poi quando proponevo che facessero ricerche per confermare la loro affermazione mi rispondevano che non erano interessati a questo tipo di riscontro elencando futili motivi. Se volete veramente riscontrare che uno o più dei vostri antenati sia stato realmente nobile, l'unico modo è facendo svariate ricerche dall'archivio dello stato a quello parrocchiale...
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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Luca » venerdì 25 aprile 2008, 20:12

Ho l'impressione che l'affermazione dell'amico adj sia più una provocazione che una reale convinzione, volta a stimolare delle reazioni magari due ottave sopra, ma comunque appassionate!
Saggia è invece l'annotazione di Lasa pur dir; quando anni fa ho cominciato ad interessarmi di genealogia (e sottolineo: genealogia) non immaginavo di trovare nemmeno la centesima parte di quello che sono riuscito a scoprire, perché immaginavo (da vero "ignorante") che i secoli precedenti al XX fossero una specie di "buco nero" dal quale solo poche luci, e comunque di importanza vitale per la nostra patria, fossero riuscite a illuminare quei tempi disperati :cry:
Certo, un'ascendenza nobile ti permette di indagare in un mare di fonti e di informazioni (e delle più varie), ma non sono sicuro che chi inizia (da principiante) a ricostruire il proprio filo familiare, lo fa per malcelati desideri di nobiltà. Per quel che mi riguarda (e per quel che può valere) ho iniziato per "dare un senso" (letteralmente) al mio cognome; era (ed è) peculiare della mia città, strano e lontano da qualunque parola del vocabolario italiano: volevo (e dovevo) saperne di più. Pur se non ancora soddisfatto al cento per cento, di certo ho compiuto passi da gigante in quella direzione e questa è per me la più grande soddisfazione (certo, noteranno alcuni, sono un tipo che si accontenta... di poco!)

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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda adj » venerdì 25 aprile 2008, 22:01

Eccomi pronto a rendere conto della mia fede...

Innanzitutto una precisazione: non ho antenati nobili né famosi, e questo con un buon, direi anzi ottimo, grado di certezza. Nondimeno ho cercato nei limiti delle mie capacità e disponibilità di tempo, di "allungare" e "allargare" quanto più possibile il mio alberello. Non sono andato a caccia di radici illustri, ma se mi fosse capitato di rintracciare un antenato distintosi in qualche modo, magare in sintonia con quelle che sono le mie convinzioni, non mi sarebbe dispiaciuto affatto. Credo che chiunque neghi questo aspetto nasconda un po' di ipocrisia.

Poi, per quanto riguarda le ricerche all'estero, tanto per fare un esempio concreto, credo sia indubbio che negli Stati Uniti non ci sia la sindrome da antenato nobile che sembra riscontrarsi in Italia, non fosse altro che ben pochi americani potrebbero vantare un'ascendenza nobiliare in senso stretto. Mi pare però altrettanto indubbio che gli stessi americani sarebbero molto orgogliosi nello scoprirsi discendenti dei padri pellegrini o di qualche noto combattente per l'indipendenza (e immagino qualcosa di analogo per chi non vanta origini anglosassoni): cos'è però questo se non una peculiare forma di nobiltà?

Certo, se tutto questo si trasforma in una caccia fanatica all'antenato famoso, magari facendo anche carte false, diventa ridicolo se non patologico; ma ugualmente problematico mi parrebbe il vantare una ricostruzione di un lunghissimo albero genealogico fatta solo per esibire l'avolo più remoto nel tempo o il maggior numero possibile di progenitori: se è solo fine a sé stesso (cioè se un mezzo diventa un fine, a prescindere anche dall'aspetto ludico-ricreativo che può avere, e che reputo tutt'altro che privo di valore) anche questo rischia di trasformarsi in una sorta di feticismo.

Continuo poi a ritenere che se la ricerca portasse solo a un arido elenco di nomi, senza nulla sapere di cosa questi nomi facevano, di come pensavano, di che aspetto avevano,... lascerebbe piuttosto insoddisfatti, almeno lascerebbe insoddisfatto me. E' ovvio che questo non coincide, almeno non del tutto con l'avere avi importanti (diciamo che quest'ultima è una condizione sufficiente, ma non necessaria).

In fondo io ho solo spezzato una lancia in favore di questi tanto denigrati "cercatori di nobiltà", ritenendo che il loro "peccato" fosse almeno in parte comune a molti, e che rientrasse nella debolezza del genere umano, una debolezza tutto sommato comprensibile, se non condivisibile.

Permettetemi di chiudere con una nota personale, riallacciandomi così a quanto detto all'inizio. Spero di non provacare la suscettibilità di nessuno osservando che in questo forum abbondano ricerche, indagini, tracce, riferimenti ad antenati nobili, potenti, importanti. Mi sembra del tutto normale. Quello che mi lascia stupito è che, proprio il sottoscritto, sprovvisto di altisonanti origini, finisca nel calderone della critica.

Con la promessa di non dilungarmi più così tanto, saluto cordialmente tutti gli intervenuti.
adj
 

Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Guido5 » venerdì 25 aprile 2008, 22:35

Caro Alberto,
solo poche righe da aggiungere al precedente lapidario commento. I miei nonni paterni erano un sarto e una contadina, romagnoli. Il trisavolo italiano nel lato materno era un calzolaio toscano. Mio nonno, suo nipote, era il più noto farmacista di Istanbul. Il medagliere di mio babbo lo trovi su questo stesso "forum". Ancora, ho aiutato - preciso: "gratis et amore Dei" - decine di italo-americani a ritrovare i loro antenati e sono stati felici anche quando hanno saputo che faceva il mulattiere, il pastore o il bracciante. Due i motivi d'orgoglio: l'essere riusciti a migliorare la propria posizione sociale attraverso i sacrifici non piccoli di due o tre generazioni e l'essere ora i "cugini d'America" dei loro parenti in Italia. Molti di questi ultimi si sono a loro volta appasionati di genealogia.

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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda AndreaSperelli » sabato 26 aprile 2008, 0:29

Gentilissimi,

per alleggerire il discorso (e magari renderlo più costruttivo e positivamente frizzante) inviterei tutti voi ad indicare le fonti dalle quali avete ottenuto le informazioni relative ai vostri avi. Non intendo citazioni del tipo: “dati dall'archivio parrocchiale” o “dati dall'archivio di stato”, ma indicazioni più dettagliate, ad esempio sullo specifico fondo esaminato nell'archivio di stato della propria zona.

Io ho trovato interessanti informazioni sui registri militari e quelli catastali dell'archivio di stato (gli ultimi danno informazioni sui beni immobiliari e sulle corrispettive tasse da elargire), mentre ho trovato alcuni documenti ed alcune ordinazioni relative ad esponenti della mia famiglia nel registro delle ordinazioni dell'archivio dell'archidiocesi locale.

A.S.
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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda lucia lopriore » sabato 26 aprile 2008, 7:20

Giustissimo.
Infatti la ricerca sulla propria famiglia può essere svolta dalle fonti degli archivi diocesani e capitolari,tuttavia, anche negli archivi di Stato vi sono fonti alternative come: protocolli notarili, catasti Onciari, catasti murattiani, atti dell'Intendenza. In quest'ultimo fondo, in particolare, si possono trovare documenti relativi alle classi dirigenti della propria città: es. Reggimentari, Decurioni, Sindaci ecc. notizie interessanti si evincolo dalla consultazione degli atti di Prefettura e Sottoprefettura, nonché dagli atti di Polizia ecc. Sempre negli archivi di Stato per la storia economica della famiglia è utile esaminare i documenti contabili e fiscali.
Le fonti indirette, come quelle innanzi citate, costituiscono un importante patimonio di conoscenza che rendono, di sicuro, completo al massimo il lavoro.
Un altro archivio importante, per evincere notizie sulla propria famiglia, è quello storico dei Comuni. In quest'ultimo archivio, con un po' di fortuna, si possono esaminare i registri di "Popolazione" che a partire dal 1865 riportano annotazioni sulla composizione del nucleo familiare aggiornate fino a tempi recentissimi. Negli archivi delle Confraternite, poi, si possono trovare registri contenenti i nomi dei componenti gli organi direttivi e, quindi, si potranno scoprire altre notizie realtive a personaggi di spicco della propria città: benefattori, ecc. Altri documenti sono consultabili nelle biblioteche e nei musei. Spesso i notabili delle città lasciavano tracce del passato della propria famiglia donando a codesti Istituti i propri archivi di famiglia. Un vero tesoro del sapere! :3: :3: :3:
Bisogna armarsi di molta buona volontà... la ricerca affascina anche per questo. :D :D :D
Saluti.
Lucia Lopriore.
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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Giovanni L. M. d'Amico » sabato 26 aprile 2008, 10:50

AndreaSperelli ha scritto:Gentilissimi,

per alleggerire il discorso (e magari renderlo più costruttivo e positivamente frizzante) inviterei tutti voi ad indicare le fonti dalle quali avete ottenuto le informazioni relative ai vostri avi. Non intendo citazioni del tipo: “dati dall'archivio parrocchiale” o “dati dall'archivio di stato”, ma indicazioni più dettagliate, ad esempio sullo specifico fondo esaminato nell'archivio di stato della propria zona.

Io ho trovato interessanti informazioni sui registri militari e quelli catastali dell'archivio di stato (gli ultimi danno informazioni sui beni immobiliari e sulle corrispettive tasse da elargire), mentre ho trovato alcuni documenti ed alcune ordinazioni relative ad esponenti della mia famiglia nel registro delle ordinazioni dell'archivio dell'archidiocesi locale.

A.S.


Sinceramente non ho mai intrapreso una ricerca presso archivi di stato, parrocchiali e quant'altro. Non ho mai avuto bisogno di ricercare i miei antenati poichè in possesso di un albero genealogico che li elencava tutti (di padre in figlio fino al 1500 poi le fonti non sono più sicure).
Se una famiglia è nobile nel vero senso della parola, ovvero vi sono titolo, terre, proprietà in generale e i membri di tale famiglia si sono sposati solo (tranne rare eccezioni) con altri nobili, ogni appartenente sa dalla nascita di essere appunto nobile.
Per questo motivo non ho mai avuto la curiosità di attuare una ricerca approfondita sulle mie origini..
Sui miei antenati da parte di madre invece non sapevo quasi nulla; un giorno mia nonna mi disse che anche lei era di origini nobili mentre mio nonno materno era nipote del duca d'Oratino (quindi anch'esso nobile). Di queste ultime affermazioni non sono totalmente sicuro della veridicità ma è un buon punto per iniziare a svolgere una seria ricerca.
Cordialmente
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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 26 aprile 2008, 14:17

Giovanni L. M. d'Amico ha scritto:Sinceramente non ho mai intrapreso una ricerca presso archivi di stato, parrocchiali e quant'altro. Non ho mai avuto bisogno di ricercare i miei antenati poichè in possesso di un albero genealogico che li elencava tutti (di padre in figlio fino al 1500 poi le fonti non sono più sicure).
Se una famiglia è nobile nel vero senso della parola, ovvero vi sono titolo, terre, proprietà in generale e i membri di tale famiglia si sono sposati solo (tranne rare eccezioni) con altri nobili, ogni appartenente sa dalla nascita di essere appunto nobile.
Per questo motivo non ho mai avuto la curiosità di attuare una ricerca approfondita sulle mie origini..
Sui miei antenati da parte di madre invece non sapevo quasi nulla; un giorno mia nonna mi disse che anche lei era di origini nobili mentre mio nonno materno era nipote del duca d'Oratino (quindi anch'esso nobile). Di queste ultime affermazioni non sono totalmente sicuro della veridicità ma è un buon punto per iniziare a svolgere una seria ricerca.
Cordialmente


Nel topic sulla famiglia D'Amico lei disse anche:"Il mio albero genealogico è stato scritto ai primi dell' 800 da un mio parente."

Possibile che non sia in possesso di documenti autentici relativi ad atti notarili, parrocchiali o comunali sulla sua famiglia?

Nell'Elenco Storico scritto nel 1960 risultavano in vita i seguenti D'Amico:

- Vito di Gregorio di Vito (cavaliere, nobile)
- Carlo di Gregorio di Vito (cavaliere, nobile)

- Tommaso Mariano di Felice Antonio di Tommaso Mariano (marchese, nobile di Messina)

- Antonio di Salvatore di Giuseppe (cavaliere, nobile di Messina)

- Antonino di Paolo di Antonino (cavaliere, nobile di Messina)
- Gioacchino di Paolo di Antonino (cavaliere, nobile di Messina)
- Stefano di Paolo di Antonino (cavaliere, nobile di Messina)

- Stefano di Giuseppe di Stefano (nobile)

Qualcuno di questi è suo nonno o suo bisnonno?
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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda Giovanni L. M. d'Amico » sabato 26 aprile 2008, 18:36

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Giovanni L. M. d'Amico ha scritto:Sinceramente non ho mai intrapreso una ricerca presso archivi di stato, parrocchiali e quant'altro. Non ho mai avuto bisogno di ricercare i miei antenati poichè in possesso di un albero genealogico che li elencava tutti (di padre in figlio fino al 1500 poi le fonti non sono più sicure).
Se una famiglia è nobile nel vero senso della parola, ovvero vi sono titolo, terre, proprietà in generale e i membri di tale famiglia si sono sposati solo (tranne rare eccezioni) con altri nobili, ogni appartenente sa dalla nascita di essere appunto nobile.
Per questo motivo non ho mai avuto la curiosità di attuare una ricerca approfondita sulle mie origini..
Sui miei antenati da parte di madre invece non sapevo quasi nulla; un giorno mia nonna mi disse che anche lei era di origini nobili mentre mio nonno materno era nipote del duca d'Oratino (quindi anch'esso nobile). Di queste ultime affermazioni non sono totalmente sicuro della veridicità ma è un buon punto per iniziare a svolgere una seria ricerca.
Cordialmente


Nel topic sulla famiglia D'Amico lei disse anche:"Il mio albero genealogico è stato scritto ai primi dell' 800 da un mio parente."

Possibile che non sia in possesso di documenti autentici relativi ad atti notarili, parrocchiali o comunali sulla sua famiglia?

Nell'Elenco Storico scritto nel 1960 risultavano in vita i seguenti D'Amico:

- Vito di Gregorio di Vito (cavaliere, nobile)
- Carlo di Gregorio di Vito (cavaliere, nobile)

- Tommaso Mariano di Felice Antonio di Tommaso Mariano (marchese, nobile di Messina)

- Antonio di Salvatore di Giuseppe (cavaliere, nobile di Messina)

- Antonino di Paolo di Antonino (cavaliere, nobile di Messina)
- Gioacchino di Paolo di Antonino (cavaliere, nobile di Messina)
- Stefano di Paolo di Antonino (cavaliere, nobile di Messina)

- Stefano di Giuseppe di Stefano (nobile)

Qualcuno di questi è suo nonno o suo bisnonno?

Non sono appunto in possesso di tali documenti poichè essi sono stati raccolti e consultati dal mio parente che scrisse l'albero.
Cordialmente
Ultima modifica di Giovanni L. M. d'Amico il domenica 9 novembre 2008, 14:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Quanti nobili ci sono in Italia?

Messaggioda San Marco » sabato 26 aprile 2008, 20:47

Solo ora leggo la esaustiva risposta del presidente del 23 aprile e non poteva che essere così data la grande padronanza in materia.
Desideravo però solo aggiungere che mentre nella prima parte sul riconoscimento ha esposto in maniera magistrale quanto da me " sostenuto ", nella seconda parte forse perchè non avevo ben puntualizzato desideravo rispondere alla domanda iniziale " Quanti nobili ci sono in Italia " per cui il senso era che se anche < Hanno perso il treno > ci sono tutti quelli degli Stati Preunitari che per un motivo od un'altro pur non avendo avuto un riconoscimento savoiardo ( come ad esempio da Regio Decreto del 21 gennaio 1929 N, 61 che approva e rende esecutivo l' Ordinamento della Stato Nobiliare Italiano ) possono orgogliosamente ritenersi tali.
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