AndreaSalvatore.Ilardi ha scritto:Gentile Sarlo, per il periodo storico a cui ci riferiamo i feudatari D'Agliano erano appunto i conti di D'Agliano: Corrado I (+ post. 1168), capostipite dei Lancia di Sicilia, Bonifacio I (+1220) e Giordano (+1299).
Gentile Andrea, per il periodo a cui ci riferiamo, cioè a quello del regno svevo di Manfredi, figlio di Federico II, non ci sono grandi certezze sull' identità degli Agliano nel nord della penisola.
Nessun documento coevo ricorda gli Agliano piemontesi come
comites, sono talvolta definiti
domini. Penso sia lecito supporre che il titolo lo abbiano acquisito al servizio degli Svevi nel sud italia, come attestano correntemente molti documenti del XIII secolo.
I Lancia non sono gli Agliano: i documenti coevi di area monferrino-astigiana-saluzzese ci mostrano gli Agliano come una delle famiglie della clientela vassallatica dei marchesi Lancia, ma compaiono anche nella documentazione degli Aleramici di Monferrato e di Saluzzo, spesso come testi. I Lancia sono un ramo dei marchesi di Busca, aleramici loro stessi, che iniziano a differenziarsi da un altro ramo
marchiones di Busca con Manfredi I Lancia che fonda il proprio potere in un territorio non molto esteso ma compatto generalmente definito come comitato di Loreto, vicino ad Asti. Tra i luoghi comunemente compresi in questo comitato non figura generalmente Agliano, ma è probabile che i Lancia detenessero quote di diritti anche in questo feudo.
Per quanto riguarda la cognominazione Lancia, si sente spesso dire che questo fosse in un certo senso un soprannome onorifico, dovuto al fatto che Manfredi I Lancia avrebbe servito come porta lancia dell'imperatore Federico I Barbarossa. Questo è piuttosto improbabile, perchè il predicato Lancia si ritrova inizialmente solo in ducumenti di oppositori politici dei Lancia e la stessa famiglia continua a intitolarsi semplicemente come Marchesi di Busca. Solo in un documento del 1204 Manfredo si presenta come
dominus Maynfredus marchio de Busca qui Lancea dicitur, quasi prendendo le distanze da quel soprannome.
Infine, qualche appunto sui Moncucco. Questa famiglia appare nel panorama funzionariale del vescovo di Torino sul finire del XII secolo, con la qualifica nella persona di Manfredo di Moncucco di Avvocati della chiesa torinese. Nello stesso periodo lo stesso personaggio si ritrova anche nei documenti astigiani. Il radicamente territoriale dei Moncucco ad Agliano è dovuto però ad un ramo collaterale degli stessi. Nel 1213 infatti un
Henricus de Monte Cucho compare tra i
domini de Aglano. Inoltre poco tempo dopo il comune di asti acquisisce una parte delle quote di Agliano attraverso la vendita di Belda, figlia di Baiamondo di Agliano, previa approvazione del marito di Belda stessa, il
dominus Guillelmus de Montecuco. Questo apre uno spaccato sulla composizione consortile dei
domini di Agliano e ci indica la difficoltà che ci troviamo di fronte nel cercare genealogie troppo lineari.
Una curiosità per finire: lo stemma dei Moncucco è
fasciato ondato d'azzurro e d'argento. Identico stemma è attribuito anche agli Agliano.
mi scuso se sono stato prolisso, ma visto che questi argomenti mi piacciono molto a volte mi faccio prendere la mano.
