La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 1 aprile 2008, 8:39

Cari cris e silvia, mi sembra veramente importante quanto messo in risalto nei più recenti post: la collaborazione di professionisti ed interessati. E che le ricerche vengano comunque effettuate con le modalità su riferite. Un caro saluto, Fabrizio
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda ATTILIO » mercoledì 2 aprile 2008, 14:26

Riguardo il discorso della ricerca araldico genealogica, mi ha da sempre incuriosito la concessione di titoli nobiliari concessi dai ''nuovi principi''. A tal proposito parlando con un'amico direttore forse del piu' importante e prestigioso istituto di ricerche in campo araldico -genealogico ( del quale per evitare qualsiasi forma anche indiretta di pubblicita' eviterei di fare il nome) chiesi il perche' il suo istituto si prestasse ad avvalorare questi nuovi titoli nobiliari. La risposta ( alla quale sicuramente credo..) e' che la richiesta per ottenere un ''nuovo titolo nobiliare'' e' altissima proprio da chi ''ordina'' la ricerca araldico genealigica. Per non parlare di chi ''spingerebbe'' anche in direzioni di falsificazioni genealogice, alla quale ovviamente tale istituto non si presta. Tutto questo per dire che in concreto forse non e' sempre colpa dei ''professionisti '' del settore, ma dobbiamo riconoscerlo, il vizio della ricerca del titolo nobiliare a tutti i costi e' ancora molto molto diffuso...
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda renatocampofreda » mercoledì 2 aprile 2008, 22:34

Il mio modesto parere è che vi siano due categorie di persone.Vi sono quelli che vogliono conoscere la vera storia della propria famiglia,anche magari episodi non proprio edificanti,di cui sia stato protagonista qualche antenato.Vi sono ,poi,quelli che vogliono credere ai risultati di "ricerche "commissionate,a patto che siano rispondenti ai propri desideri di grandezza e megalomania,anche senza un serio riscontro documentale.Mi ricordo di una causa che si svolse a"Forum" di Mediaset,nella quale un committente citava lo studio di Genealogia,al quale si era rivolto, perchè nelle ricerche era risultato che un antenato era stato una specie di pirata e condannato a morte,ed il risultato della ricerca non lo soddisfaceva,o per lo meno non appagava la sua voglia di avere antenati nobili.Saluti.Renato Campofreda.
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 3 aprile 2008, 18:04

Caro Attilio, mi sembra che il fenomeno a cui ti vuoi riferire sia la nobiltà di cortesia. Se è quello,è stato trattato nel nostro forum in un topic aperto dal Presidente dello IAGI, da rileggere. Nella parola "di cortesia" sono impiliciti i connotati ed i limiti dello stesso. Caro renatocampofreda, quelli da te richiamati sono anche secondo me i lati migliori e peggiore non solo della ricerca araldico - genealogica comunque sia effettuata(dall'interessato che viene preso dal desiderio di sapere di più sulla propria famiglia e procede da solo o tramite studio di ricerche, da uno storico, da un appartenente a famiglia storica che desidera appurare cosa sia verità storica e cosa romanzo nei cenni storici sul suo casato etc.) ma di tutta la materia araldico - cavalleresca.Da una parte l'onore, dall'altra la vanità. Ciao, Fabrizio
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda renatocampofreda » sabato 5 aprile 2008, 22:49

Caro Fabrizio,sono ovviamente d'accordo con ciòche scrivi.Credo che il desiderio di conoscere le proprie origini,o di verificare se i racconti familiari siano favole o veri episodi,sia piò che legittimo,senza pretendere di discendere per forza da famiglia nota ,notabile o nobile.Quello che conta è conoscere le proprie radici,per quanto possibile.Se poi nelle ricerche risultano antenati che hanno dato lustro alla famiglia,tanto di guadagnato.Mi scuso se parlo di me,ma la mia passione per la ricerca genealogica,molto facile,per me,grazie al mio bisnonno,è nata proprio dai racconti che sentivo in casa,sugli antenati,e che a me sembravano delle belle favole.Appena ho potuto ho voluto verificare ,che i fatti sentiti fossero successi veramente e documentabili,e lo scoprire che tutto è vero ,che molti episodi sono riportati in libri di storia,anche se locale,da una sensazione inspiegabile .Un saluto.Renato.
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