Buongiorno a tutti,ho trovato delle notizie interessanti sulla Fam.Gabotto in questo link
http://www.marcogabotto.it/araldica.htmE ho pensato di riportarle su qusto topic;
Tratto da "Collegio Araldico", Roma, Corso V. E. 101, 1911
CENNO STORICO SULLA
NOBILE FAMIGLIA
GABOTTO
Questo ex-libris si trova sopra i volumi di una copia dell'Histoire des ordres monastiques, religieux et militaires, Paris, 1714, e su alcune altre opere possedute ancora oggi dalla famiglia.
Appartiene alla fine del sec. XVIII o al principio del XIX ed è probabilmente del nobil uomo Andrea Gabotto (1845) che fu poi maggiore di fanteria o di suo padre capitano Giuseppe (1808).
La prima menzione dei Gabotto in Italia risale alla prima metà del sec. XV, nella persona di un Giuseppe.
Risulta da un autorevole testimonianza sincrona, quella dello storico Giovanni Simonetta nella sua nota "Vita di Francesco Sforza", che la famiglia Gabotto era detta anticamente Von Kaboth: è quindi naturale che, passando di Germania in Italia, abbia cambiato il K in C, e, per influenza spagnola, in G, come si vede dai decreti spagnuoli dati a Sebastiano.
Il sopranominato Giuseppe venne in Italia, condottiero di 300 lancie, al servizio di Venezia, ed è ricordato come valoroso difensore di Brescia contro il Biscione Visconteo nel 1432.
Gli studi più recenti hanno assodato, contrariamente a quanto si credeva una volta, che i "capitani di ventura", o condottieri, non uscissero mai da umile condizione; appartenevano invece a famiglie già illustri e di antica nobiltà. Così lo Sforza era degli Attendoli, che dividevano coi Pasolini la signoria di Cotignola; Ruggero e Facino Cane appartenevano ad un ramo dei signori di Bassignana, Rosignano Monferrato, Valenza e Frassinello, discendenti da Manfredo camerario (tesoriere) di Carlo Magno; e persino il Camagnola si riattacca ai signori di Solere e di Verzuolo. Tanto più i condottieri che venivano in Italia dall'estero appartenevano nel loro paese originario ad alta nobiltà feudale, come il Von Landau, il Von Baumgarthen, etc.
Date queste circostanze, è chiaro che anche Giuseppe Von Kaboth doveva essere di nobile schiatta tedesca, e vi è qualche indizio per ricercarne lo stipite in una delle case landgraviali della Germania. Uno di tali indizi è appunto lo stemma, che si trova in un sigillo della fine del seicento (conservato ancora oggidì dalla famiglia) con gli emblemi gentilizi di rosso alla ruota della fortuna d'argento, sormontata dal leopardo d'oro, uguali a quelli moderni e corrispondenti allo stemma che il condottiero Giuseppe adottò venendo in Italia.
Da Venezia la famiglia emigrò a Mantova, al servizio dei Gonzaga; quindi passò a Casale, verso il 1700, sempre al servizio del duca di Mantova e di Monferrato; e, quando Casale fu ceduta a Vittorio Amedeo II, passò al servizio dei Savoia, trasferendosi al principio del secolo scorso a Torino.
Contrassero i Gabotto alleanze con altre nobili famiglie: gli Arrivabene, i d'Arco, i Volta, i Bruschi, i Belloni, i Gandolfi, i Marchisio, i Finazzi, i Danieli di Venzuolo, i Polliotti, i Benisson, i Valimberti di Cesole (ramo dei Visconti di Torino), i Fontana di Cravenzana, etc. Questa famiglia figura nella storia con personaggi insigni che le diedero illustro e decoro. Giovanni, il celebre viaggiatore, figlio di Giuseppe, che scoprì insieme col figlio Sebastiano nel 1946 San Giovanni e Primavista (America settentrionale), fu creato Ammmiraglio e investito da Enrico VII, re d'Inghilterra, con lettere patenti del 5 marzo 1496, delle terre da lui scoperte e da scoprirsi.
Sebastiano, secondogenito di Giovanni, anch'egli viaggiatore, scoprì la baia di Hudson e Terranova nel 1497, nel 1498 toccò l'Acadia, nel 1508 il Labrador e nel 1524 l'estuario a cui egli pose il nome di Rio de la Plata per il colore argenteo di quel fiume.
Fu piloto-mayor, carica equivalente a quella dell'ammiraglio, prima d'Inghilterra, poi di Spagna, e poi ancora d'Inghilterra, membro del Consiglio delle Indie e creato cavaliere dagli Speroni d'oro. Ai due viaggiatori si deve anche l'invenzione di quel sistema di navigazione che dal loro nome fu detto cabottaggio. Luigi, primogenito di Giovanni, fu quegli che trasportò la sua casa da Venezia a Mantova, e lo troviamo fra i gentiluomini alla corte ducale dei Gonzaga. Un altro Luigi, nipote del suddetto, venne inviato in missione a Firenze dal duca di Mantova. Giovanni segue il Gonzaga e passa quindi colla famiglia a Casale Monferrato.
Questa casa diede anche valorosi Capitani e continuò ad essere rappresentata per varie generazioni da ufficiali al servizio dei Savoia, fino al colonnello Francesco Giuseppe Telesforo, che prese parte a tutte le guerre per l'indipendenza, padre dello storico Ferdinando, attuale rappresentante della Casa.