Tilius ha scritto:A me francamente lo stemma di Milano appare conservativamente integro, elegantemente omogeneo, e nulla autorizza a supporre rimaneggiamenti successivi o aggiunte posticce.
Il tratteggio va osservato nel suo insieme, e cioè congiuntamente alla stella: a mio parere esso costituisce la coda della stella cometa, così come la stella a sei punte ne costituisce la testa, il tutto realizzato con una stilizzazione di sapore ancora medievale tipica della scultura di quegli anni (ancora esente dalla spinta realistica che acquisirà di lì apoco con l'affermarsi del Rinascimento).
Tratteggio che, nella sua sobria connotazione geometrizzante, fornisce comunque un rimando visivo alla coda di una cometa astronomicamente ben più efficace e realistico di certi serpentelli et similia che tanto spesso vedremo nell'araldica successiva.
Non sono d'accordo, caro Tilius! Appare piuttosto evidente la differenza che materialmente e stilisticamente sussiste tra la stella a sei raggi, scolpita a rilievo in modo assolutamente preciso ed elegantemente omogeneo al contesto, e quel tratteggio eseguito ad incavo (di profondità e tratto disomogenei rispetto alle altre figure del manufatto) con fare impreciso. Tratteggio realizzato su linee parallele e non convergenti verso la stella (o verso l'estremità opposta, come nel capolavoro giottesco menzionato) con stilizzazione medioevale....in un insieme araldico, a mio modesto avviso, più precursore di un naturalismo-rinascimantale che retaggio di un'arte ormai al tramonto (a tal proposito si notino l'armonia della stella, la presenza e la perizia delle corone della tiara, la morbidezza delle infule, per non parlare della forma dello scudo).
Queste considerazioni, personali ed assolutamente rivedibili, non vogliono, tuttavia, giungere a particolari considerazioni storico-araldiche sull'arma di papa Innocenzo VII. Esse sono solo finalizzate ad un dato relativo al raro, anzi esclusivo, manufatto milanese in questione.
Cordialmente,
Ferrante