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si arriva in cieloFritz ha scritto:C'è qualche conoscitore delle lingue medio-orientali che possa interpretarlo?
adj ha scritto:Fritz ha scritto:C'è qualche conoscitore delle lingue medio-orientali che possa interpretarlo?
Proprio un conoscitore non sono, ma confermo che hac, meglio trascritto come haq significa proprio "giusto".
La parola araba si compone dei due caratteri Ha (per la precisione ci vorrebbe un punto sotto la H e un trattino orizzontale sopra la a), che corrisponde a una h molto aspirata e Qaf (anche qui ci vorrebbe un trattino orizzontale sulla a), che è molto simile alla q italiana, ma "uvulare" (cioè pronunciata nella parte bassa del palato molle).
Come tipico delle lingue semite la vocale seguente la lettera Ha è solo indicata (quando lo è!) da un segno grafico posto sulla suddetta lettera; in questo caso un segno simile all'accento acuto italiano, che indica un suono "a" breve.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
al-'Adl (il Giusto) è in arabo il 29° dei 99 nomi di Allah, "colui che può fare quel che fa". Rispetto ad Alahac la differenza non è piccola, ma in sette secoli il turco si è "francesizzato" parecchio e - per l'epoca - darei per buona non solo la traduzione ma anche la traslitterazione, nonostante che nell'alfabeto arabo non ci siano lettere che si fanno corrispondere alla nostra C.Guido5 ha scritto:Rispetto ad Alahac la differenza non è piccola, ma in sette secoli il turco si è "francesizzato" parecchio e - per l'epoca - darei per buona non solo la traduzione ma anche la traslitterazione, nonostante che nell'alfabeto arabo non ci siano lettere che si fanno corrispondere alla nostra C.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
adj ha scritto:Parlando di epoche passate bisogna vedere se con turco si intendesse propriamente turco e non genericamente arabo.
Su questo punto sono pienamente d'accordo. Anch'io lo affermavo poco sopra.
In arabo non esiste un corrispondente della "c" italiana di cena, ma esiste della "c" dura di casa: è la lettera Kaf, in genere traslitterata come "k". Inoltre c'è la suddetta lettera Qaf, di pronuncia più uvulare, in genere traslitterata come "q".
Esiste invece una "c" nel turco. Il che mi fa propendere ancora piuttosto per questa lingua, dal momento che il motto da cui siamo partiti è Allah Hac.
Potrebbe esserci una somiglianza anche nell'ebraico, in cui hoq (heth + qof, quindi le stesse consonanti dell'arabo) (e in stato costrutto diventa haq) significa regola, legge, prescrizione (come anche huqqah).
Forse qui la somiglianza con la lingua semitica biblica non ci aiuta. Infatti in ebraico il termine proprio per indicare "giusto" ha una radice ben diversa: saddiq (rad: sdq).
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Fritz ha scritto:E mentre si dipana l'interessante discussione su Allah, desidero anzitutto confermare a mcs che Amedeo VI (il Conte Verde) e Giovanni V Paleologo erano cugini primi. Tra i numerosi figli di Amedeo V, ci sono Aimone, padre di Amedeo VI, e Giovanna, moglie di Andronico III Paleologo e madre di Giovanni V.



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