Critiche alla genealogia

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Critiche alla genealogia

Messaggioda FP » lunedì 10 marzo 2008, 12:15

Cari amici,
giorni fa ho dovuto sentire un amico pronunciare quest'affermazione: "La genealogia è un egoistico vezzo che toglie solamente tempo". Io ho ribattuto dicendo che qualsiasi cosa si faccia per passione non è tempo perso; inoltre ho detto che un genealogista serio approccia con umiltà e dedizione alla materia e non ne fa uso per vanagloria, precisando che la genealogia in genere ha fine meramente "poetico".
Voi cosa avreste risposto, da appassionati cultori della genealogia?
A presto,
F.
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 10 marzo 2008, 12:24

Nella sezione riservata ai soci IAGI ho cercato di inserire almeno 8 buoni motivi per intraprendere una ricerca genealogica :wink:

Quello che mi piace di più:

"La genealogia ci aiuta a comprendere meglio chi siamo e da dove proveniamo. Il mondo oggi è sempre più frammentato e molti di noi vivono lontani dalle proprie radici originali . La genealogia ci può far tornare a queste radici tramite i nostri antenati, e aiutarci a elaborare connessioni con il nostro retaggio culturale."
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda FP » lunedì 10 marzo 2008, 12:49

Grazie, mi sembra veramente una frase convincente, almeno per una persona illuminata e sensibile. Attendo altre risposte :wink:
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda MMT » lunedì 10 marzo 2008, 13:31

Non credo che la genealogia sia un egoistico vezzo: sono anzi dell'idea che se si è portati per studiare certe materie (e non tutti lo sono) e se si ha questo certo interesse bisogna coltivarlo, per lo meno per i nostri successori. La storia di famiglia c'è sempre stata consegnata da qualcuno nelle nostre mani, che prima di noi, aveva intrapreso quella ricerca. Noi possiamo svilupparla ed arricchirla sempre di più ma anche correggerla, grazie anche alle moderne tecnologie! Magari poi ta 50anni potrebbe crollare il tetto dell'archivio dove sono conservati i documenti e si perderebbe per sempre e del tutto la memoria degli avi!

Michele
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda adj » lunedì 10 marzo 2008, 14:45

Conoscere le proprie origine è sempre stato un desiderio dell'uomo, o almeno di molti uomini.
Basti pensare a quanti affrontano ricerche difficili e onerose per rintracciare i propri genitori e il senso di smarrimento e frustazione che provano nel sentirsi come gettati nel mondo senza una radice in cui riconoscersi (detto tra parentesi, questo dovrebbe far riflettere sull'inumanità di certe tecniche per la procreazione artificiale).
Gli animi più sensibili, o forse più curiosi (e la curiosità non è un vezzo, ma la molla che ha fatto sì che l'uomo non restasse un animale tra i tanti), o più ordinati, ... spingono questo bisogno di radici, di storia, di tradizioni, più in là dei soli genitori o avoli.
Se si ragiona in termini di immediata (e sottolineo immediata) utilità pratica, la stessa storia può allora vedersi come un egoistico vezzo, specie quella locale.
adj
 

Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 10 marzo 2008, 14:58

Colpisce nella critica il termine "egoistico" trattandosi di disciplina che, al contrario, riguarda - o potrebbe riguardare - ogni persona.
Ma certo il nostro severo censore forse apprezzerà maggiormente, rispetto alla conoscenza degli avi, lo spirito altruistico del commento delle discipline calcistiche praticabile in ogni bar dedicando ore e ore di apprendimento e studio su un celebre foglio quotidiano distinto dalla gentile colorazione rosea che alimenta quel virtuoso circuito di iperbolico arricchimento dei migliori atleti praticanti tale gioco.

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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda FP » lunedì 10 marzo 2008, 16:17

Caro Franz Joseph,
il suo commento è davvero spassoso :wink: Tuttavia questo amico non si diletta neanche con il giornale dalla colorazione rosea, ma accresce culturalmente se stesso con la filosofia e la politica. Non ci sarebbero da fare critiche contro di lui, però il biasimo che può muoversi nei suoi confronti è appunto quello di chi è realmente appassionato ad una materia. Per egoismo lui intendeva il fatto che ognuno cerca i propri avi, con scarso interesse per quelli altrui. La cosa che non capisce è che ognuno di noi appassionati di genealogia ha la facoltà di arricchirsi culturalmente anche studiando la storia della propria famiglia, traendo da essa l'origine del proprio pensiero e del proprio modo di agire, aggiungendo in qualche modo un tassello all'enorme mosaico della storia italiana, europea e mondiale.
Grazie a tutti per le risposte... :D
Francesco
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda vdaurelio » lunedì 10 marzo 2008, 16:50

Caro Francesco,
io propongo sempre dei proverbi e credo che questo ci "azzecchi" perfettamente (per usare un termine della politica tanto cara al suo amico)
"Dove c'è gusto non c'è perdenza!"
Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda Guido5 » lunedì 10 marzo 2008, 17:54

Caro Francesco,
molta poesia non ne vedo e, soprattutto, non mi sembra che sia il caso di generalizzarla. Credo invece che sia molto più facile, per uno che conosca da dove viene, sapere dove andare... Ho aiutato anche molti, conosciuti solo attraverso Internet, a rintracciare cugini e fratelli mai conosciuti. Due casi, oltretutto complicati, mi hanno lasciato solo molto amaro in bocca: a un canadese ho fatto avere la fotografia della mamma (ripresa dalla lapide sulla tomba) ma le sue sorelle uterine non hanno voluto avere contatti con lui perché il padre non sapeva di questo "precedente"; l'altro caso riguarda il figlio di un italiano prigioniero in Inghilterra: il fratello germano, un toscano, non ne ha voluto sapere perché la madre, anche lei morta, era stata tradita...

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda FP » lunedì 10 marzo 2008, 19:10

Grazie ancora per i pareri :wink:
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda Vale » lunedì 10 marzo 2008, 19:23

Mi associo alle parole del signor Guido.
Anche io nel mio piccolo ho aiutato dei componenti di una famiglia a risalire alle loro origini, aiutandoli a scoprire come il loro cognome (come spesso è accaduto), si fosse trasformato per errate trascrizioni da Magliulo a Magliuolo, creando un ramo inedito nella loro genealogia, ed avvenuto per giunta soltanto per uno di 4 fratelli.
In questi casi non credo si tratti di egoismo, anzi, è stato per me motivo di gioia aiutarli a svelare il dilemma che si portavano dietro da anni.
Purtroppo non è sempre facile comprendere appieno certe passioni.

Saluti
Valentino Russo
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda Guido10 » martedì 11 marzo 2008, 15:09

A mio avviso, un genealogista è qualcuno che studia la storia al microscopio.

Così come un biologo, può anche usare il microscopio su se stesso, ma, usualmente, non lo usa solo su se stesso. Il vero appassionato ama ricostruire le genealogie altrui, come ci diceva Guido5, o come possiamo vedere (rimanendo nell’ambito del forum) dal lavoro di Davide Shamà.

Un saluto

Guido10
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Siamo solo maglie nell'eterna catena della parentela. (H.H.)
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda SINFOROSA » martedì 11 marzo 2008, 17:08

La frase " la genealogia è un vezzo egoistico di chi perde solamente tempo " mi ha fatto sorridere ma non di
quei sorrisi che riesce che riesce a strapparmi miss hompesch con la sua arguta ironia.
Diciamo che era un sorriso di " aristocratico distacco " : troppo forte ? :wink:

Se la genealogia è un vezzo allora forse anche la storia lo è in quanto insieme di eventi determinati da persone con
un proprio retroterra culturale e umano. E la genealogia, ma non solo , nella ricerca di chi ci ha preceduto e
con il suo modo di essere ha condizionato almeno in parte il nostro , non è essa stessa un momento parziale ma
importante di conoscenza ? Quando si iniziano questi studi si può anche essere spinti da un movente egoistico
- se egoismo si può definire voler conoscere le proprie origini per un bisogno interiore di chiarezza -
ma poi man a mano che si va avanti si sente il bisogno di porsi delle domande ,di capire , per cui si cerca di dar connotazioni ,positive o negative che siano, ai nomi e dietro l'arido elenco di date c'è un lavorio di
ricerca e di interpretazione che non può essere liquidato con una definizione a mio parere alquanto banale.

Ecco quello che una laureata in filosofia avrebbe risposto al gentile signore che ama discettare di filosofia e di
politica con l'aggiunta che sarebbe bello ogni tanto coltivare il "vezzo dell' umiltà " e questo vale anche per me ovviamente.

Cordialmente 8)
Non so se ho messo le faccine giuste : continuo afunzionare con un fanale solo.
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Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda miss hompesch » martedì 11 marzo 2008, 18:03

In un bellissimo saggio di Renato Bordone, Storiografia, genealogia e araldica. Usi e abusi, in L'identità genealogica e araldica, XXIII Congresso Internazionale di Scienze Genealigica e Araldica (Torino, 21-26 settembre 1998), Roma 2000, p.514, l'autore scrive:"Usi e abusi perpetrati nel tempo possono essere concetti relativi per quanto attiene a questa materia: in fondo sono specchio di una cultura, spie di una mentalità di gruppo; ma anche questa dimensione immaginaria interessa allo storico per meglio comprendere la società che l'ha prodotta. L'importante è che sappia mantenere distinti i due piani: da una parte la ricostruzione genealogica operata sui documenti genuini, con l'onestà di denunciare i limiti e di rinunciare ad attacchi incerti, per poter usufruire di uno strumento indispensabile alla conoscenza della storia: dall'altra l'individuazione dei parametri mentali che stanno dietro le "genealogie incredibili", da intendersi come manifestazione d'identità di stirpi e di gruppi sociali".

Credo sia questo il punto su cui riflettere: i cattivi genealogisti e troppo auroreferenziali - presi a trovare l'avo più antico in maniera inutile ed ossessiva - hanno spesso reso un cattivissimo contributo alla stessa scienza genealogica. Per questo si parla di vezzo egoistico, poichè chi fa pessima genealogia la fa solo per insicurezza caratteriale cercando di trovare nell'avo più antico sicurezze che, forse, dovrebbe cercare altrove....se mai nel suo cuore, nella sua anima, nei suoi comportamenti.
Insomma ritengo sia sbagliato che ognuno studi la propria famiglia: ognuno studiasse la famiglia di altri. Altrimenti si corrono questi rischi e non c'è da scandalizzarsi considerate anche alcune "ossessioni" che si leggono anche su questo forum, a volte.
Se è una scienza non può appartenere a tutti ma solo a coloro che sono capaci di condurre tali studi, ne hanno la tecnica e i mezzi. Si può essere ottimi dilettanti, naturalmente, ottimi cultori di questa materia ma, in tal caso, meglio evitare lo studio del proprio, è poco credibile.
Non si può essere cultori dello studio della propria famiglia, è, per me, cosa ridicola: si può amare questa disciplina e, pertanto, rispettarla e farla rispettare anche dai fantagenealogisti.
miss hompesch
 

Re: Critiche alla genealogia

Messaggioda L.A.S. » martedì 11 marzo 2008, 18:19

miss hompesch ha scritto: Insomma ritengo sia sbagliato che ognuno studi la propria famiglia: ognuno studiasse la famiglia di altri. Altrimenti si corrono questi rischi e non c'è da scandalizzarsi considerate anche alcune "ossessioni" che si leggono anche su questo forum, a volte.
Se è una scienza non può appartenere a tutti ma solo a coloro che sono capaci di condurre tali studi, ne hanno la tecnica e i mezzi. Si può essere ottimi dilettanti, naturalmente, ottimi cultori di questa materia ma, in tal caso, meglio evitare lo studio del proprio, è poco credibile.
Non si può essere cultori dello studio della propria famiglia, è, per me, cosa ridicola: si può amare questa disciplina e, pertanto, rispettarla e farla rispettare anche dai fantagenealogisti.


Credo, tuttavia, che vi siano persone all'altezza di studiare con i dovuti crismi scientifici la propria come l'altrui famiglia. Certo, è sempre un rischio, ad esempio per chi fa lo storico di professione, per l'antica questione dell'obiettività. Del resto, conosco molti accademici che concorderebbero sul fatto che il primo conoscitore "della materia" è proprio un esponente della stessa: si tratta, ovviamente, di "incanalare" la conoscenza su binari, scientificamente definiti, idonei a ridurre quel rischio. Che, comunque, interessa qualsiasi ricerca, a prescindere dalla "familiarità" con essa.
L.A.S.
 
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