Nec spe nec metu

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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 3 marzo 2008, 0:44

La porta del castello di che colore è, caro amico? 8)

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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda vdaurelio » lunedì 3 marzo 2008, 9:30

Caro Fra' Eusanio,
leggo solo questa mattina il tuo post. Domenica ho staccato la spina e sono andato a fare un' escursione fotografica nelle belle campagne salentine alla ricerca degli ultimi resti messapici che tanto ha segnato la storia di questa mia splendida terra.
Mi permetto di inserire i link di alune foto anche se questo non è il luogo giusto ma perdonatemi.
Particolare di un muro a secco
http://img301.imageshack.us/my.php?imag ... 139nt6.jpg
Altro particolare di un muro a secco
http://img86.imageshack.us/my.php?image ... 138yj2.jpg
Panorama della campagna con lo sfondo delle mura di cinta
http://img86.imageshack.us/my.php?image ... 140yh3.jpg
"Mura Megalitiche della città di Muro Leccese".
http://img223.imageshack.us/my.php?imag ... 145mg0.jpg

Quanto al blasone spero amato Frate che possa correggere in questa maniera.
"di rosso al castello murato e chiuso d'argento, finestrato in due di nero, torricellato di due pezzi finestrati dello stesso e merlati in quattro"
(sento odor di corniolo ... :( )

Cari saluti
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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 3 marzo 2008, 16:25

Il vecchio frate non sente 8) alcun odore.

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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda Reginella » mercoledì 5 marzo 2008, 17:59

Mi pareva di ricordarlo questo motto ma non riferito a Feltre...controllatina veloce su Wiki, scoperto l'arcano: era uno dei motti preferiti di Isabella d'Este :2:
MCM

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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda vdaurelio » giovedì 6 marzo 2008, 9:21

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Il vecchio frate non sente 8) alcun odore.

Bene :D vale


... e non credo che siate raffredato :P .
Questa volta mi è andata davvero bene.
Cari saluti
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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 6 marzo 2008, 14:37

L'arte del blasone non è una :wink: corsa ad ostacoli, carissimo...

...ma è solo :P logica applicata a descrivere un disegno attraverso modi e termini specifici della scienza araldica...

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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda Fra' Cesare da Serravalle » venerdì 7 marzo 2008, 8:08

Caro Padre Eusanio, potrebbe il castello dirsi “chiuso” d’argento e finestrato di nero? È giusto?
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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 7 marzo 2008, 9:21

Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:Caro Padre Eusanio, potrebbe il castello dirsi “chiuso” d’argento e finestrato di nero? È giusto?
Benedicamus Domino.
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La vedo un'ottima e coincisa soluzione :wink: .. corniolo permettendo :twisted:
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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda Fra' Cesare da Serravalle » sabato 8 marzo 2008, 7:46

Caro Padre Eusanio e cari Tutti, mi scuso per il mio intervento di ieri dovuto al non essermi accorto della discussione che proseguiva al di là della prima pagina, e risultava del tutto inutile. Mi resta tuttavia un quesito sul castello: è da descrivere la presenza della scarpata e il fatto che sia questa sola murata di nero? I beccatelli che sottolineano le merlature sono anche essi da descrivere o vanno considerati come un completamento grafico indifferente? In ultimo la corona di città risponde al Regolamento Araldico?
Complimenti al Sig. Alessio Bruno Bedini per l’identificazione del bel motto di Isabella d’Este, anima della impresa della calamita portata per primo da Ferrante Gaonzaga di Gazzolo.
A Lei Padre e a tutti gli Amici un fine settimana pieno di grazia, senza dimenticare il ricorrere odierno della Giornata della Donna.
Benedicamus Domino.
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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 8 marzo 2008, 16:57

Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:Caro Padre Eusanio, potrebbe il castello dirsi “chiuso” d’argento e finestrato di nero? È giusto?
Benedicamus Domino.
Fra’ Cesare

Direi senz'altro di sì.

Tu sai, leggendo il forum, che il vecchio frate è blasonatore conciso, ed evita di appesantire il blasone con troppi dettagli assai spesso legati agli estri degli artisti realizzatori.

Ciò al semplice scopo di contribuire alla snellezza dell'eloquio blasonico, evitando i testi pachidermici che troppo spesso si ha la sventura di dover leggere più e più volte prima di farsi un'idea di come sia fatto lo stemma in questione.

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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda Fra' Cesare da Serravalle » lunedì 10 marzo 2008, 20:54

Grazie, Reverendo Padre, per la preziosa indicazione.
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Re: Nec spe nec metu

Messaggioda Fra' Cesare da Serravalle » venerdì 14 marzo 2008, 9:22

Sono debitore di una precisazione nei confronti del Sig. Alessio Bruno Bedini cui rinnovo i complimenti per l’identificazione del motto. Il riferimento alla “impresa della calamita” l’ho desunta di peso dal Gelli, ma ad una verifica (abbiamo in biblioteca un testo del Picinelli, Mondo Simbolico, 1678) la Calamita non dice nulla. Il motto (che potrebbe riprendere un’espressione ciceroniana) viene invece registrato sotto Camaleonte in atto di uccidere il serpente: il camaleonte, quando vede un serpente sotto un albero, sale sui rami e lascia colare dalla bocca il veleno che lo uccide: corpo di un’impresa che potrebbe portare come anima espressioni come “Mortifero Mortem” oppure “Sostien da gli altri il mal, c’hei (sic) fece a gli altri”.
Nonostante il poco caritatevole assunto, Benedicamus Domino.
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