Censo ed elezioni

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Censo ed elezioni

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 22 ottobre 2004, 15:46

Gentili membri del Forum,

ricorro al Vostro aiuto per sapere quale fosse il censo richiesto nei collegi elettorali lombardi per poter partecipare alle prime elezioni politiche del regno d’Italia tenutesi nel 1861.

Grazie per ogni informazione che potrete darmi.

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Messaggioda antonio_conti » venerdì 22 ottobre 2004, 23:04

Gentile Franz Joseph von Trotta,
Il censo esatto non lo conosco, ma potrebbe essere utile sapere che la legge elettorale usata per eleggere i 443 deputati del primo Parlamento del Regno d'Italia (votarono per la prima volta nel contesto dell'Italia unita il Meridione d'Italia, la Sicilia, le Marche e l'Umbria), era del 17 dicembre 1860.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 23 ottobre 2004, 12:24

Gentile Signor Conti,

la ringrazio dell'utile suggerimento.

Un saluto cordiale,

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 23 ottobre 2004, 12:44

Dal sito della camaera dei deputati trovo:

"La legge elettorale del Regno di Sardegna emanata da Carlo Alberto il 17 marzo 1848, era stata elaborata anteriormente all'apertura del Parlamento subalpino da una commissione presieduta da Cesare Balbo.
L'elettorato poteva essere esercitato solamente dai maschi in possesso di una serie di requisiti: età non inferiore ai 25 anni, saper leggere e scrivere, pagamento di un censo di 40 lire.
Al voto erano ammessi, anche non pagando l'imposta stabilita, i cittadini che rientravano in determinate categorie: magistrati, professori, ufficiali.
I deputati, in numero di 204, erano eletti in altrettanti collegi uninominali.
Questa normativa elettorale, parzialmente modificata dalla legge del 20 novembre 1859, n. 3778, emanata durante la seconda guerra di indipendenza dal governo Rattazzi in virtù dei pieni poteri, rimase sostanzialmente inalterata dal 1848 al 1882. "

FJVT.
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Messaggioda antonio_conti » lunedì 25 ottobre 2004, 21:30

Gentile Franz Joseph von Trotta,
integro la mia informazione in questo modo:

Il 25 marzo 1860 avvenne l’elezione per la Camera dei deputati “allargata” ai rappresentanti delle province lombarde e dell’Italia centrale, in applicazione della nuova legge elettorale del 20 novembre 1859. La legge, pur mantenendo nelle grandi linee le basi stabilite dall’editto del Quarantotto per l’elezione della rappresentanza nazionale, allargava l’elettorato in base al solo requisito della capacità del votante che, quindi, poteva anche essere nullatenente purché vantasse un titolo professionale determinato.
Gravi scontri politici in parlamento determinarono lo scioglimento anticipato della legislatura (il 27 dicembre 1860), e l’indizione di nuove elezioni per il 27 genaio 1861, sulla base della nuova legge elettorale politica del 17 dicembre 1860 per la formazione del primo parlamento nazionale.

La Camera risultò composta da 443 deputati, uno ogni 49.000 abitanti, sulla base di un sistema elettorale uninominale a doppio turno in vigore dal 1848.

Il Senmato venne incrementato da un’ampia infornata di senatori giungendo così a 211 membri.

Fu questo parlamento a proclamare l’unità d’Italia e ad approvare la legge 26 febbraio 1861, composta da un solo articolo così formulato: “Vittorio Emanuele II assume per sé e per i suoi successori il titolo di re d’Italia”. Legge approvata all’unanimità dalla Camera e a maggioranza dal Senato (due voti contrari).

Cfr. C. Ghisalberti, Storia costituzionale d’Italia 1848-1948, Editori Laterza, Roma-Bari,1997, pp. 99-101.

Di più non saprei dirle, il Ghisalberti è stato uno dei libri sui quali studia l'esame di Storia del diritto italiano, un libro che consiglio (se posso) perchè ricco ed allo stesso tempo e piacevolissimo alla lettura.

Forse la legislazione cui si siferisce il sito della Camera fu quella delle elezioni del 25 marzo 1860 (alle quali parteciparono per la prima volta i cittadini lombardi), mentre lei chiedeva lumi su quelle del 1861.

Cordialmente

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Messaggioda antonio_conti » lunedì 25 ottobre 2004, 23:53

Gentile Franz Joseph von Trotta,
incuriosito dalla discrepanza (apparente) tra il dato normativo fornito dal sito della Camera e quello indicato sul Ghisalberti, ho provato a cercare qualche cosa di più ed ho trovato uno spunto interessante al seguente indirizzo web:
http://web.tiscali.it/dscolle/1865_1895.pdf
a pagina 16 del documento pdf.

Naturalmente quando Ghisalberti parla di legge lo fa in senso sostanziale, mentre sovente i provedimenti legislativi più importanti di quegli anni vennero realizzati con altri strumenti che non erano la legge ordinaria, per le note ragioni di guerra, come indicato dal sito della Camera.

Cordialmente
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 2 novembre 2004, 13:16

Gentile Signor Conti,

solo ora trovo sul forum le Sue ulteriori informazioni relative al topic da me iniziato, annotazioni per me utilissime.

Spero mi perdonerà quindi se il Suo puntuale aiuto abbia il ringraziamento che merita ma con qualche ritardo!

Grazie,

Franz Joseph von Trotta
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Messaggioda antonio_conti » martedì 2 novembre 2004, 19:53

Gentile von Trotta,
non si preoccupi, è sempre un piacere poter in qualche modo essere utili,

Antonio Conti
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