Stemma su manoscritto tardo '400 napoletano

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 28 febbraio 2008, 10:32

T.G.Cravarezza ha scritto:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
...certo, se sapessimo qualcosa di più del manufatto forse sarebbe meglio per tutti...

Bene :D vale


Attendo maggiori informazioni dallo studioso che ha richiesto consiglio e appena posso inserirò maggiori dettagli.


Purtroppo non ci sono informazioni maggiori se non quelle già inserite :(
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Re: Stemma su manoscritto tardo '400 napoletano

Messaggioda Guido5 » giovedì 28 febbraio 2008, 10:54

Cari amici,
con un addome fatto a quel modo l'insetto è, con un'altissima probabilità una vespa. I "vespidi" (con la comune vespa e il calabrone), così come gli "apidi" (con ape e bombo), appartengono all'ordine degli imenotteri che comprende almeno 200.000 specie, delle quali circa 10.000 italiane.

Ciao a tutti!
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Re: Stemma su manoscritto tardo '400 napoletano

Messaggioda miss hompesch » giovedì 28 febbraio 2008, 14:28

NOOOOO: mica è lo stemma degli avi di Bruno Vespa? :D

Scherzi a parte, non mi intendo di stemmi ma di manoscitti si e, pertanto, il manoscritto è conservato in un Archivio o in una Biblioteca. Ha una numerazione e su di esso c'è sicuramente una scheda compilata.
Dalla scrittura e da molti altri elementi si può risalire alla data più o meno precisa di compilazione.
Cosa c'è scritto su questo manoscritto: è un'opera letteraria di un autore, un manoscitto di norme, riguarda il commercio, è una raccolta di documenti notarili etc etc..
Cosa significa di area napoletana?
Proviene da un monastero?
Insomma, il compilatore di un manoscritto non disegna uno stemma per follia; avrà le sue buone ragioni che vengono fuori dalla lettura dello stesso manoscritto.
Unendo tutte queste informazioni si può arrivare anche a capire perchè quello stemma è lì e, forse, studiando i dati, risalire alla famiglia a cui esso appartiene.
Ammettendo anche che lo stemma è disegnato su un foglio sciolto e si trova all'interno del manoscritto non cucito ma solo inserito, un motico c'è e si può comprendere solo studiando il manoscritto stesso e la sua stessa storia.
A meno che è un manoscritto in cui non c'è scritto niente e si trova solo questo stemma: sarebbe un unicum...
E se si dice che forse è di area napoletana, ci saranno degli elementi che portano a dire questo.....
Solo confusione che è cosa positiva perchè porta a dubbi, e i dubbi portano a studiare, e lo studio porta alla ricerca e l'avanzamento di una ricerca significa che la disciplina è viva e va avanti.....
miss hompesch
 

Re: Stemma su manoscritto tardo '400 napoletano

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 28 febbraio 2008, 14:41

miss hompesch ha scritto:NOOOOO: mica è lo stemma degli avi di Bruno Vespa? :D

Scherzi a parte, non mi intendo di stemmi ma di manoscitti si e, pertanto, il manoscritto è conservato in un Archivio o in una Biblioteca. Ha una numerazione e su di esso c'è sicuramente una scheda compilata.
Dalla scrittura e da molti altri elementi si può risalire alla data più o meno precisa di compilazione.
Cosa c'è scritto su questo manoscritto: è un'opera letteraria di un autore, un manoscitto di norme, riguarda il commercio, è una raccolta di documenti notarili etc etc..
Cosa significa di area napoletana?
Proviene da un monastero?
Insomma, il compilatore di un manoscritto non disegna uno stemma per follia; avrà le sue buone ragioni che vengono fuori dalla lettura dello stesso manoscritto.
Unendo tutte queste informazioni si può arrivare anche a capire perchè quello stemma è lì e, forse, studiando i dati, risalire alla famiglia a cui esso appartiene.
Ammettendo anche che lo stemma è disegnato su un foglio sciolto e si trova all'interno del manoscritto non cucito ma solo inserito, un motico c'è e si può comprendere solo studiando il manoscritto stesso e la sua stessa storia.
A meno che è un manoscritto in cui non c'è scritto niente e si trova solo questo stemma: sarebbe un unicum...
E se si dice che forse è di area napoletana, ci saranno degli elementi che portano a dire questo.....
Solo confusione che è cosa positiva perchè porta a dubbi, e i dubbi portano a studiare, e lo studio porta alla ricerca e l'avanzamento di una ricerca significa che la disciplina è viva e va avanti.....

...certo, se sapessimo qualcosa di più del manufatto forse sarebbe meglio per tutti... :wink:

Bene :D vale
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Re: Stemma su manoscritto tardo '400 napoletano

Messaggioda Sigillum1 » sabato 1 marzo 2008, 0:06

Cari tutti, conosco la persona che ha interesse ad identificare questo stemma e credo sarà contenta se comunico anche a voi i dati che mi ha mandato per meglio contestualizzare lo scudo che, a mio giudizio, non è coevo ma visibilmente aggiunto più tardi:
ms. 1/4 del collegio francescano di S.Isidoro (ROMA), attualmente presso la Curia francescana generalizia.
cart., sec. XV (ultimo quarto), cc. 121. Tre mani, tutte eleganti umanistiche corsive.
delle tre filigrane presenti, una riconduce ad ambiente napoletano, altre due ad ambiente toscano.
Da alcuni elementi sia interni che esterni desumo che il codice sia stato copiato in area napoletana
Contiene opere in prosa e in versi di Antonio Beccadelli, detto il Panormita, celebre umanista della corte di Alfonso e poi Ferdinando d'Aragona (e morto nel 1471): un'opera dedicata a Giovanni Lamola (bolognese morto nel 1449), un libro di epistole dedicate al cognato Francesco Arcella e il quinto libro delle epistole dedicate al cardinale Oliviero Carafa (fu creato cardinale nel 1467).
L'ecloga del Mantovano che mi interessa è copiata nelle ultime carte (cc. 117v-121r) da una mano diversa dalle precedenti due, che lascia qualche traccia anche nelle carte incollate ai piatti della legatura e che ci confermano l'ipotesi della "napoletanità" del codice (si fa riferimento al re Ferdinando che nel mese di ottobre 1488 ha tolto gli introiti della chiesa di Rossano - paese in Calabria - e nella c. 121v ci sono alcuni epitalami per il matrimonio di Isabella d'Aragona con il duca di Milano, matrimonio avvenuto alla fine del 1488). L'ecloga del Mantovano è dedicata ad un altro cardinale, Falcone Sinibaldi, tesoriere di papa Innocenzo VIII, amico del Carafa (il Mantovano esalta nei suoi versi composti a Roma sia Falcone che il Carafa, cui dedica anche un'opera, il De calamitatibus temporum). Per questo suppongo che il Carafa abbia fatto da intermediario tra Roma, dove l'ecloga è stata composta, e il regno di Napoli.
Al monento non ho altro e non ho identificato lo stemma, ma confido nella comunità. Ciao a tutti. Silvia
Silvia
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