l'ombroso bogianen è in debito di alcune risposte.
A Silvia: bogianen è un attributo spesso affibbiato ai piemontesi. Si pronuncia "bùgia nen" e significa "non muoverti". Parrebbe derivare dal comando di restare immobili (di fronte al fuoco avverso?) che gli ufficiali dell'esercito sabaudo impartivano ai loro soldati. Nell'esercito sabaudo la lingua franca dei vari reggimenti piemontesi, savoiardi, svizzeri, tedeschi, ugonotti francesi, era quasi il piemontese. Per estensione i piemontesi sono definiti bogianen per la loro scarsa attitudine al cambiamento, all'innovazione, alle novità
Al Presidente: spero di averle chiarito privatamente il piccolo inconveniente sull'aggettivo psichedelico.
A tutti: concordo sui due livelli o aspetti (che sintetizzo con studio e divulgazione) con cui trattare l'araldica e in genere ogni disciplina.
Del primo aspetto non so dire: non sono attrezzato culturalmente.
Invece ritengo che la divulgazione vada fatta con rigorosa semplicità e con mezzi accessibili al più gran numero possibile di persone. Sempre a mio parere, questa divulgazione non si può ottenere con le edizioni rare alla Orsini De Marzo (stupende quanto mai, ma care) o la pubblicazione dei 6 volumi dei Livres de blasonnerie della Reale di Torino.
Io ci ho provato mettendo in rete il risultato di studi altrui, non solo araldici ma anche storico-feudali. Altri lo fanno in altri modi.
Cari saluti

