Tento una piccola ricapitolazione di tutti gli elementi dopo aver visionato con cura le fonti medievali inerenti alla presenza giovannita in Sicilia almeno in mio possesso a casa (per tutti cito, a mio avviso, il miglior contributo in cui si esaminano tutti i fondi archivistici e la letteratura sull’argomento, Kristjan Toomaspoeg, Templari e Ospitalieri nella Sicilia medievale, Bari 2003):
1) su tali fonti non ho trovato nessun riferimento a un Barba in Sicilia per l’età medievale ma è probabile che il nobiliario siciliano si riferisca a fonti legate all’isola di Malta che, come ben sappiano, non era ancora dei Cavalieri giovanniti e, quindi, tali notizie non possono trovarsi nelle fonti utilizzate. Bisognerebbe, dunque, possedere quei testi di riferimento citati nel nobiliario siculo e guardare le fonti che vengono utilizzate ;
2) è certo che nel 1532 un Giovanni Giacomo Corizio Barba fu feudatario di Sanfront, che non so esattamente dov’è (ogni volta che si cita una località sarebbe carino specificare più o meno dov’è poiché non tutti conoscono dove tali paesi sono posizionati geograficamente);
3) sappiamo, inoltre che nel 1513 (venti anni prima del documento citato nel punto 2) un tale Ardicino Gorizio Barba entra nei ruoli dell’Ordine presso il Priorato di Lombardia e nel 1550 è balì a Venosa e aggiungo che fu balì fino al 1560;
4) il 1 settembre 1571 muore a Venosa Augusto Gorizio Barba e due figli Geronimo e Francesco Bernardino lo seppelliscono con tutti gli onori;. Da quello che ho capito questi due figli erano nipoti di Ardicino e, dunque, si può sospettare che Ardicino e Augusto fossero fratelli: non credo che Ardicino fosse sposato. Insomma la famiglia seguì Ardicino a Venosa forse dopo la morte della moglie di Augusto che diede i voti e rimase a Venosa con i due figli (sono supposizioni, vi chiedo commenti a riguardo). Giovanni Giacomo feudatario di Sanfort, intanto, che fine fa? Diventano due rami diversi?
5) nel 1563 tale Francesco Bernardino entra nei ruoli dopo aver compiuto grandi gesta nell’assedio di Malta (lui sì che è un vero Cavaliere!) e fra il 1616 e il 1620 diventa priore di Messina (cito la fonte: Anno 1616, Frater Bernardinus Barba Prior Messane….Anno 1620 Frater Bernardinus Barba Priore Messane, qui 4 Julii a Pro-Rege confirmationem privilegiorum etc etc….) ma continua a vivere a Venosa;
6) vi è in Sicilia un paese che dopo una serie di trasformazioni linguistiche si chiama Novara ed ha uno stemma parlante cioè un albero di noce che ricorda il nome originario ma che somiglia molto allo stemma della famiglia Barba. Questa notizia potrebbe creare confusione poiché lo stemma uguale e il nome uguale potrebbe farci sospettare che i Barba ebbero qualche influenza o possedimento in Sicilia. Ma è, comunque, una ipotesi tutta da dimostrare (aspetto un invito a pranzo da Lilla Currò per venire ad ispezionare di persona tali notizie)
7) Sto raccogliendo tutte le notizie possibili sulla presenza di famiglie piemontesi su Venosa e sono tantissime davvero ma sarebbe più giusto guardare in tutti i possedimenti del Regno e in tal caso ci vuole un po’ più di tempo e molta pazienza;
8 ) lo stemma segnalato sul nobiliario piemontese può essere datato? Come si fa a capire se è di data precedente o seguente a quelli di Venosa? Lo chiedo perché non perde solo i leoni ma anche l’aquila in quelli di Venosa dove è presente il capo di Malta che non c’è sulla raffigurazione del nobiliario. Se lo stemma del nobiliario fosse successivo e, dunque, arricchito di alcuni elementi, il capo di Malta si perde forse perché la famiglia non è più legata all’Ordine? Ciò è strano se si pensa al grande ruolo che ebbe Francesco Bernardino. Ma, chiedo, quell’aquila non è un tipico simbolo di molte famiglie piemontesi? Se ricordate lo stemma dei Cagnolo, l’aquila non si perse ma venne solo aggiunto il capo di Malta. C’è qualcosa che non funziona poiché secondo me la famiglia è molto probabile si sia estinta a Venosa e, dunque, li perse alcuni elementi più che aggiungerli…..ma è una ipotesi e basta e non so nemmeno che importanza ha. O forse il ramo della famiglia piemontese ha lo stemma con l’aquila e i leoni e il ramo che emigra al sud ( eh eh eh) cambia lo stemmae aggiunge il capo di Malta – anche qui chiedo il vostro parere.
9) a volte mi chiedo a cosa serve fare questo lavoro ed accanirmi a capire a tutti i costi ogni minimo particolare e rovinare i miei occhi su libri e documenti per intere giornate: ma credo che questa sia la domanda più difficile a cui rispondere.