Vescovi ausiliari...

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Vescovi ausiliari - araldica ecclesiastica

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 15 febbraio 2008, 12:15

Carissimi, una domanda. L'arme di un prelato può essere, ancora oggi: quella della sua famiglia(anche modificata, vedasi papa Montini), una espressamente creata(poi anche eventualmente modificata, se del caso). Per il passato, mi sembra(vado a memoria, non ho sottomano i testi) vi siano numerosi esempii di questi stemmi di ecclesiastici(papi, cardinali et cetera) adottati dai loro rispettivi casati. E' possibile anche oggi? Ciao, Fabrizio
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Messaggioda Antonio Pompili » sabato 16 febbraio 2008, 0:15

Ringraziando di cuore il caro fra' Eusanio per aver dato approvazione al blasone che ho precedentemente formulato, sono lieto ora di postare un altro stemma di un vescovo ausiliare di una diocesi italiana, e niente di meno che della diocesi del Papa, Roma. A parte la figura del Cardinal Vicario e quella dell'Arcivescovo Vicegerente (due uffici unici al mondo nel governo pastorale di una diocesi), Roma conta ben sei vescovi ausiliari. Nel nostro forum è stato proposto a suo tempo quello di Mons. Benedetto Tuzia, Vescovo Ausiliare per il Settore Ovest.
Questo è lo stemma di Mons. Paolo Schiavon, Vescovo Ausiliare per il Settore Sud.
Immagine
Purtroppo non son risucito a reperire un'immagine più grande. E soprattutto mancano gli smalti.
Ma mi colpisce la figura della spada posta in palo attraversante il libro aperto (credo sia appena percepibile). Sarei abbastanza sicuro di un riferimento qui, come per Mons. Mosé Marcia, al nome del titolare e al suo Patrono: l'Apostolo Paolo che - come è ben noto - nella spada ha un suo chiaro simbolo rappresentativo. Conferma potrebbe essere il motto (che ben si sposa con il contenuto raffigurativo): CARITAS CONGAUDET VERITATI, "La carità si compiace della verità", una delle bellissime affermazioni dell'Apostolo nel celebre capitolo 13 della prima lettera ai Corinzi, a illustrazione dell'amore (1Cor 13,6b).
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: L'iconografia vescovile

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 26 febbraio 2008, 19:37

Zaccheo ha scritto:
Sigillum1 ha scritto:ciò che distingue dalle origini l’Araldica da ogni altro corpus emblematico, sono due elementi essenziali: la rappresentazione sullo scudo e l’ereditarietà (araldici altrimenti dovrebbero essere considerati anche gli emblemi posti sugli scudi dei cavalieri nell’Arazzo di Bayeux, che invece vengono definiti, giustamente, prearaldici): trattandosi di oggetti non giuridicamente trasmissibili a persone e famiglie, gli emblemi dei vescovi non sono araldici, anche se, come gli stemmi, in questo non vedo proprio discontinuità, possono seguire il titolare nel corso della sua carriera (si veda, per un esempio fra i tanti, l’ombrello di legazione negli scudi di molte grandi famiglie italiane, che ne testimonia una nuova funzione individuale e dunque le tappe di una carriera).

Gentile sig.ra Silvia,
pur concordando con alcune sue interessanti affermazioni espresse in questo dibattito, mi permetto di far notare che a mio avviso nulla vieta l'eventuale adozione di uno stemma creato ex novo da un uomo di Chiesa, da parte della relativa famiglia.
Fermo restando, naturalmente, la sola trasmissibilità del contenuto dello scudo, scorporato da eventuali armi di "alleanza".

Cordialmente,
Ferrante


Gentili Zaccheo e Silvia,

conosco due casi precisi in cui uno stemma vescovile è stato adottato da nipoti ex-fratre del prelato. Per i noti diritti della privacy non posso riportare i nomi secifici ma ne descrivo i casi.

Il primo esempio vedeva un vescovo di origine trentina vissuto negli anni '50 i cui nipoti divenuti albergatori negli anni '70, e nella necessità di decorare la facciata del loro albergo con lo stemma di famiglia come d'uso, non hanno fatto altro che eliminare gli attributi vescovili dall'insegna dello zio rendendolo un normale stemma familiare con scudo, elmo e lambrecchini. Lo stemma fa bella mostra di se sull'albergo ancora oggi.

Il secondo caso è decisamente più raro, ma più significativo della possibile ereditarietà ANCHE di uno stemma ecclesiastico creato ex novo in epoca contemporanea. Lo stemma in orgine è quello di un abate benedettino. Il nipote ex fratre, certo per un caso estremamente raro, è divenuto abate nello stesso monastero alla fine degli anni '80 ed ha adottato l'identico stemma dello zio.

Saluti cordiali,

FJVT
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