da miss hompesch » venerdì 15 febbraio 2008, 12:36
Sono di fronte a un grattacapo che non riesco a risolvere.
Di tale grattacapo è già al corrente il signor Fritz che di quiz e di grattacapi se ne intende al punto che mi piace nominarlo il “Mike Buongiorno” del Forum!!
La famiglia in questione si nomina Barba.
Grazie al signor Fritz che mi ha segnalato di consultare il nobiliario di Sicilia, potrebbe trattarsi di tale famiglia che su tale nobiliario viene così descritta:
“Il Galluppi dice che trae origine dalla città di Novara in Piemonte e passò in Messina nel secolo XVII nella persona di un Bernardino Barba gran priore di Messina dell’ordine di Malta, ammiraglio dello stesso ordine e principe dell’ordine militare della Stella nel 1620. Noi intanto troviamo nel 1283 un Dionisio Barba milite, giustiziere delle isole di Malta e Gozzo. Il Muscia annota, sotto re Federico, gli eredi del fu Accardo de Barba di Noto per i feudi di Tabasia, posto in Malta, Stafenda, Cartini, Cangemi, Casalgerardo, Pantano, ecc.
Arma: d’azzurro, all’albero sradicato al naturale, sostenuto da due loeni d’oro, contrarampanti e affrontati al tronco; col capo d’oro, all’aquila spiegata di nero, coronata dello stesso.”
Lo stesso signor Mike Fritz mi ha anche specificato che tale famiglia non compare assolutamente fra le famiglie piemontesi e tale stemma non è conosciuto.
Le notizie che, invece, io ho a riguardo sono le seguenti:
“FRATE ARDICINO GORIZZO detto BARBA , novarese, cavaliere proveniente dal Priorato di Lombardia. Troviamo nel riferito Rollo di Dal Pozzom all’anno 1513, allietato il testè riferito Cavaliere Frate Ardocino GORIZIO-BARBA, che poi fu in prosieguo Balì di Venosa; ed altrove nello stesso Rollo del 1529 nel mese di Dicembre troviamo un’altra volta ascritto lo stesso nome…è sepolto in Venosa….si trova insieme ad altri un tumulo nel pavimento, sul quale sovra una grande lastra di marmo bianco èvvi scolpita in basso rilievo la immagine di detto Balì. Essa lo raffigura supino, vestito di abito corto dell’Ordine, portando in mezzo al petto la Gran Croce della Milizia Gerosolimitana, mentre esso tiene le mani incrociate sulla spada, che gli scende da sopra il petto infra le gambe…La chiesa…..sulle cui finestre e porte si vedeva scolpita l’arma di famiglia, che era un albero con le sue barbe inquadrato sul fondo di uno scudo sormontato della croce dell’Ordine.”.
Ed ancora:
““ …giacchè troviamo fatta menzione di due cittadini novaresi della Casa Gorizio Barba, e questi sono D.Agostino Goricio Barba, padre, e D.Geronimo, suo figlio…..un dipinto in affresco….Esso cavaliere è vestito in abito scuro dell’Ordine ….E’ un tale D.Agostino Gorizio Barba morto il 1 settembre 1571, il cui figlio D.Geronimo curò fargli dipingere quella effige….con le sottostanti iscrizioni:
D. O. M.
DNS. AUGUSTINUS. GORITIUS.
BARBA. DE. CIVITATE.
NOVARIAE.
HIC. IACET. OBIIT.
DIE. P. MENSIS. SEPTEMB.
SUB. AE. DNI. MDLX ……?
L’altra iscrizione…….
DNS. HIERONIMUS. EIUS FILIUS. HOC OPUS. F. F. A. D. M. D. LX......?
.......ma in che qualità trovasi a Venosa, se come Commendatore dipendente del Baliaggio Venosino, o quale familiare, ministro, od amministratore del Balì di Venosa, non rivelandoci intorno a ciò alcuna né epigrafe, né altro segno o documento, è meglio tacere, anziché avventurare una imponderata od incerta opinione.
In quanto poi allo essere egli un religioso gerosolimitano, e perciò astretto al celibato, ed invece trovare qui menzionato avesse prole, è da pensarsi che egli avesse potuto professare nell’Ordine nello stato di vedovanza, ovvero ne avesse la Croce e le insegne ad onore.
….trovasi un piccolo tumulo sul quale un epitaffio in marmo rosso che gli fa da coperchio, o sul quale è scolpito uno scudo portante in mezzo per arma un albero. Esso è il tumulo nel quale è sepolto il prefato D.Agostino Barba da Novara; e ciò viene affermato dalla iscrizione incisa accanto a quell’arma: la quale epigrafe è inquadrata nei quattro bracci della croce di Malta, e dice così:
D. O. M.
DNS. AUGUSTINUS. BARBA.
CIVIS. NOVARIENSIS. CONDITUR.
HOC. TUMULO. OBIIT. P. MENSIS.
SEPTEMBRIS. MD…….LOCU. IN QUO.
FR. FRANCISCUS. BERNARDINUS.
FILIUS. PATRI. EMERITO. AERE.
PROPRIO. POSUIT.
Come ben si vede dalle varie circostanze che presenta la citata iscrizione, non si può dubitare che il su riferito D.Agostino Barba sia il medesimo già nominato nella su citata epigrafe, che è sotto la immagine dipinta in affresco sul già riferito pilastro, benchè siavi differenza nel nome del figliuolo. Ma in quanto a questo figliuolo qui nominato, cioè: Fra Francesco Bernardino Barba, è da osservare, che esso è quello stesso anno citato nel Rollo dei Cavalieri di Malta da Bartolomeo Dal Pozzo: ricevuto nell’Ordine il 30 settembre 1563, che fu poi Ammiraglio della Religione, ed indi Priore di Messina. Esso ha dimorato nel Baliaggio di Venosa ma non sappiamo in che qualità.”.
Ed ancora:
“…Frà Bernardino Barba …lo vediamo figurare nello elenco dei cavalieri del S.M.O. che, nell’anno 1565 furono trasportati sulle galee di D.Giovanni di Cadona dalla Sicilia a Malta, fra il primo soccorso, che vi mandò il viceré di Sicilia in quella famosa guerra ed assedio di Malta ……
Lo troviamo dappoi a Venosa nell’anno 1589 che….si obbliga a restaurare la chiesa …….di S.Marinella.
…..Questo Fra Francesco Bernrdino Barba fu in prosieguo, verso gli anni 1616 e 1620, priore del Baliaggio di Messina.
Di lui, della sua devozione per la chiesa della SS.Trinità di Venosa, e della sua dimora fatta in questa città, abbiamo anche le seguenti notizie.
………qui è utile sapersi che tale cappella, come fu fondata dal Balì Fra Ardicino Gorizio, così anche suo nipote Fra Francesco Bernardino Barba la dotò di quale legato….
Ma è stato mai esso cavaliere Barba Balì di Venosa? Ovvero egli in questo baliaggio ha dimorato solo qual semplice Cavaliere, ovvero investito di qualche Commenda dipendente dal medesimo? Intorno a ciò non abbiamo documenti per affermar checchessia.”
Vi esprimo i miei dubbi, facendo prima delle precisazioni:
1) l’affresco e le lastre tombali esistono ancora e le ho fotografate e risultano essere esattamente come sono state descritte nelle parole su riportate di un bravo storico di fine XIX secolo;
2) sarà una domanda forse senza senso ma mi chiedo perché il blasone descritto nel nobiliario siciliano è diverso da quello che si trova nella chiesa di Venosa?;
3) pur non avendo ancora controllato se le notizie riportate nel nobiliario siciliano siano storicamente accertabili anche da altre fonti, perché sin dal 1200 si dice che la famiglia è piemontese e si continua a dichiarare tale famiglia piemontese se poi in Piemonte non c’è nessuna traccia e costoro risultano nel blasonario siciliano ed ebbero invece dimora a Venosa, sicuramente dal 1500 in poi?
4) conoscete casi simili e cioè di famiglie che “nascono” in una regione ma sono nobili in un’altra e risiedono in un’altra ancora?
5) inoltre, vorrei specificare che a Venosa dopo il balì frà Ardocino Gorizio detto Barba, per circa un secolo e mezzo, tutti i balì furono appartenenti a famiglie piemontesi che il gentile signor Fritz mi ha aiutato a ritrovare. Questo è uno dei motivi per il quale la mia confusione aumenta: se nulla c’entra il Piemonte con i Barba risulta strano la sequenza di tanti Balì piemontesi dopo Frà Ardocino ….
Secondo voi, dove sbaglio o cosa non ho compreso?
In che punto di questa ricostruzione si potrebbe rilevare un errore?
O forse converrebbe riportare tali notizie così come le ho trovate senza tentare la benché minima ricostruzione e senza dare alcun giudizio?
Non sono sicura di essere stata chiarissima nell’esposizione di tale vicenda … e me ne scuso!