Perdonate se mi intrometto: ne so poco, per la carità, ma prendendo a modello i maggiori e più seri Ordini Equestri direi che la prassi per accedervi è sostanzialmente la stessa, ossia la cooptazione da parte dell' Ente medesimo, usualmente in seguito a segnalazione di uno o più cavalieri i quali, indubbiamente, debbono conoscere bene il candidato e segnalarlo alla luogotenenza o al granmagistero. In tal senso mi pare si possa inquadrare la lettera citata dianzi in questa discussione: ovviamente non si entra in questi Ordini compilando un coupon trovato su Gente Mese, ma altrettanto indubbiamente occorre manifestare la propria volontà di collaborare con l' Ente a dei cavalieri, i quali debbono recepirla, valutarla ed eventualmente segnalarla. Non entro nello specifico, poichè le differenze sono enormi: l' Ordine di Malta ha delle associazioni di volontariato e dei gruppi giovanili di preghiera ai quali si può collaborare, e questo serve indubbiamente a farsi conoscere; ma queste associazioni non sono uniformemente presenti sul territorio, e ci sono per di più altri Ordini, quali il Santo Sepolcro, molto più "chiusi" in quanto non hanno delle associazioni collegate che possano fare da "scuola" (perdonate le similitudini, prescindendo dalle attività specifiche e per quanto attiene alla presente discussione queste associazioni fanno un po' da imbuto convogliando l' interesse degli aspiranti cavalieri verso l' Ordine e contemporaneamente anche da setaccio per scernere il grano dal loglio: chi si avvicina per avere una rosetta all' occhiello fugge terrorizzato dopo il programma di preghiera e volontariato che viene con implacabile cortesia esplicitato

).
Mi pare strano, a dire il vero, che la lettera di presentazione indulga a valutazioni sulla pratica cristiana del candidato: a quanto ne so, dovrebbe essere redatta dal Parroco del candidato medesimo una lettera in tal senso, accompagnante il certificato di battesimo ed, eventualmente, quello di matrimonio religioso. Non credo che essa valutazione sia di competenza dei confratelli presentatori, i quali semmai possono testimoniare la rettitudine morale, la buona considerazione sociale, le molteplici attività caritatevoli e volontarie in favore dell' Ente. Ma ovviamente è solo una mia opinione.
Noterella quasi polemica:
"INDISCUSSA RETTITUDINE MORALE E ACCERTATA E ASSIDUA MILITANZA RELIGIOSA: IN ALTRE PAROLE SANTI !!"
No, Santi no, bastasse così poco non avremmo altari a sufficienza per tutti. Diciamo che per aspirare a diventare un Cavaliere cristiano occorre un' assidua pratica cattolica e delle virtù morali adamantine; il tutto condito da volontà, determinazione e coraggio nel presentare e difendere la propria Fede. Dopotutto, per quanto odioso possa sembrare a taluni (nundum matura est...), un cavaliere di uno qualsiasi degli Ordini di cui si sta discettando è un insignito di un' alta distinzione, quindi appartiene ad una élite di gentiluomini cristiani che fanno del Vangelo, della carità, della cura del prossimo e del timor di Dio dei cardini della loro vita. Non è cosa da poco. Cordialmente
Andrea