Sul noto sito d'aste on-line...

Per approfondire la conoscenza delle decorazioni, della loro conservazione e compravendita.
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Messaggioda nicolad72 » martedì 12 febbraio 2008, 22:00

Per favore non buttiamo sulla morale (populista - per certi versi) ciò che è, in primis, una questione di buon gusto... (trattandosi di cavalleria) ... il resto viene dopo.

Indossare alla stregua di gioielli antiche onorificenze non ha nulla di blasfemo... anzi contribuisce, in un certo senso, a dar nuovo lustro ad una vecchia insegna non più indossabile, la cui vita "propria" si è esaurita, alla quale viene instillato, con il mutamento di destinazione d'uso, un nuovo alito...

L'indossare i metalli di vecchie onorificenze appartenuti ai propri avi come ornamenti, se fatto con gusto ed in maniera appropriata, a seconda delle circostanze, ravviva e rinverdisce la memoria di questi.

Ciò che conta è che risulti palese che l'insegna ha subito una trasformazione... non è più un segno d'onore, ma un gioiello... in modo da non trarre in inganno chi guarda... ma al tempo stesso è opportuno che il segno non venga "umiliato"... come dosare questi due ingredienti è lasciato alla prudente valutazione del nuovo utilizzatore/trice...

... ricordo che agli albori dei miei studi di giurisprudenza, uno dei miei maestri, nello spiegarmi l'arte di interpretare le norme mi disse che bisogna sempre tenere presente il dettato dell'articolo "zero" presente in ogni corpo normativo... il buon senso!

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Messaggioda equites » martedì 12 febbraio 2008, 23:27

Tornando alle collezioni di lor Signori...........non posso che confermare il grande stupore unito a bonaria invidia espresso dagli altri utenti!

Ora però attendiamo di vedere gli altri "cassetti"! 8)
"...e per rincalzo il cuore"
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Messaggioda Tilius » mercoledì 13 febbraio 2008, 0:16

nicolad72 ha scritto:Per favore non buttiamo sulla morale (populista - per certi versi) ciò che è, in primis, una questione di buon gusto... (trattandosi di cavalleria) ... il resto viene dopo.

Morale populista? Non mi sembra che criticare quello che é un puro e semplice omicidio del Buon Gusto sia fare del populismo. É solo una questione di buon gusto. Appunto.

Indossare alla stregua di gioielli antiche onorificenze non ha nulla di blasfemo... anzi contribuisce, in un certo senso, a dar nuovo lustro ad una vecchia insegna non più indossabile, la cui vita "propria" si è esaurita, alla quale viene instillato, con il mutamento di destinazione d'uso, un nuovo alito...

Nulla di blasfemo...? Focalizza mentalmente una croce SMOM oppure OESSG utilizzata come gingillo pendente da una elegante catenella sballonzolante in una generosa scollatura di un camicia all'ultima moda... e ne riparliamo. Personalmente trovo che una insegna cavalleresca sia un simbolo. Nemmeno quando é indossata da chi ne é stato regolarmente e meritevolmente insignito può essere considerata alla stregua di un mero ornamento. Che poi tale insegna venga degradata a tale miserevole livello per il semplice fatto che il decorato abbia avuto il cattivo gusto di morire e lasciare quindi in eredità la sua insegna a discendenti desiderosi di darle nuovo lustro sfoggiandola quale bijoux in occasioni mondane.... francamente... francamente é meglio che non esprima quanto io effettivamente ne pensi.

L'indossare i metalli di vecchie onorificenze appartenuti ai propri avi come ornamenti, se fatto con gusto ed in maniera appropriata, a seconda delle circostanze, ravviva e rinverdisce la memoria di questi.
Gusto e maniera appropriata. Temo che fare ciò con gusto e maniera appropriata sia come cercare di far passare (a forza di calcioni nei pelosi lombi...) il famoso dromedario nell'altrettanto famosa cruna dell'ago... Ci si può provare... Personalmente, ho seri dubbi che ci si possa riuscire.

Ciò che conta è che risulti palese che l'insegna ha subito una trasformazione... non è più un segno d'onore, ma un gioiello... in modo da non trarre in inganno chi guarda... ma al tempo stesso è opportuno che il segno non venga "umiliato"... come dosare questi due ingredienti è lasciato alla prudente valutazione del nuovo utilizzatore/trice...
...E, di grazia, come sarebbe possibile rendere palese la mutata destinazione d'uso...? Lo si dovrebbe argutamente dedurre dal semplice fatto che pende sul generoso decollté di una elegante signora... piuttosto che non dal venerabile petto di un nobile cavaliere? Notoriamente, poi, la cultura faleristica é tanta e tale in Italia che tali sottili differenze sarebbero immediatamente notate da chiunque con estrema facilità. Fatemi poi capire... il segno non viene umiliato solo se portato sulla pura seta... o anche il kashmere può andare bene? Ma in fondo é ovvio... il perfetto/a riutilizzatore/riutilizzatrice salvaguarda la sua insegna ostentandola solo su modelli d'alta sartoria... meglio se acquistati in via Montenapoleone.

... ricordo che agli albori dei miei studi di giurisprudenza, uno dei miei maestri, nello spiegarmi l'arte di interpretare le norme mi disse che bisogna sempre tenere presente il dettato dell'articolo "zero" presente in ogni corpo normativo... il buon senso!
...il buon senso. Appunto. Ognuno si senta libero di ritenere che queste due parole possano ragionevolemnte coniugarsi con un riutilizzo ornamentale di antiche decorazioni cavalleresche. Io davvero non mi annovero fra le persone che la pensano così. Personalmente già l'utilizzare delle semplici crocette (senza connotazione cavalleresca) a mo' di orecchini trovo che sia una scelta discutibile (anche e soprattutto in termini estetici: fanno così terribilmente anni '80... :mrgreen: ). Vedere poi insegne cavalleresche indossate come pura e semplice decorazione... lo trovo estremamente opinabile. Oltre che di pessimo gusto.
Con osservanza.


La mia perorazione populista sull'argomento si conclude (per oggi) qui.
Ultima modifica di Tilius il mercoledì 13 febbraio 2008, 13:01, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda Fulvio Poli » mercoledì 13 febbraio 2008, 10:20

scusate le parole di un vecchio Ufficiale di Cavalleria, ma.........

a una Signora si perdona tutto.





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Messaggioda nicolad72 » mercoledì 13 febbraio 2008, 11:21

Per favore focalizza bene le parole che ho utilizzato e poi pesale nel contesto...


Tilius ha scritto:
nicolad72 ha scritto:Per favore non buttiamo sulla morale (populista - per certi versi) ciò che è, in primis, una questione di buon gusto... (trattandosi di cavalleria) ... il resto viene dopo.

Morale populista? Non mi sembra che criticare quello che é un puro e semplice omicidio del Buon Gusto sia fare del populismo. É solo una questione di buon gusto. Appunto.

Indossare alla stregua di gioielli antiche onorificenze non ha nulla di blasfemo... anzi contribuisce, in un certo senso, a dar nuovo lustro ad una vecchia insegna non più indossabile, la cui vita "propria" si è esaurita, alla quale viene instillato, con il mutamento di destinazione d'uso, un nuovo alito...

Nulla di blasfemo...? Focalizza mentalmente una croce SMOM oppure OESSG

La Croce SMOM o OESSG o altre non mi sembra possano considerarsi Antiche onorificenze non più indossabili

utilizzata come gingillo pendente da una elegante catenella sballonzolante in una generosa scollatura di un camicia all'ultima moda...

Scusa, ma l'unico monile esistente è una graziosa catenella pendente in una generosa scolatura? Non mi sembra... Ripeto, tutto è determinato dal contesto, dal modo d'uso, dal portamento e altri fattori... non cerchiamo di banalizzare... rischiamo di non rendere onore al vero. Se io dovessi mettere il frac per andare a lavorare in fabbrica tutti mi riderebbero dietro... se lo metto ad una serata di alta gala indosso l'abito appropriato.

e ne riparliamo. Personalmente trovo che una insegna cavalleresca sia un simbolo.

Anche io, ed in passato ho usato toni duri per chi a mio giudizio non rende onore a tali segni

Nemmeno quando é indossata da chi ne é stato regolarmente e meritevolmente insignito può essere considerata alla stregua di un mero ornamento.


Che poi tale insegna venga degradata a tale miserevole livello per il semplice fatto che il decorato abbia avuto il cattivo gusto di morire e lasciare quindi in eredità la sua insegna a discendenti desiderosi di darle nuovo lustro sfoggiandola quale bijoux in occasioni mondane.... francamente... francamente é meglio che non esprima quanto io effettivamente ne pensi.


Guarda, mi è capitato di vedere al polso di una bellissima donna, montate in un bracciale, diverse medaglie, tra cui un oro vm per la grande guerra. In quel monile, elegantemente portato, non ostentato, da una montatura sobria ed elegante, vi era la storia del risorgimento in medaglie. Erano appartenute tutte al bis-nonno della gentile signora... al vedere quell'insieme non ho provato orrore... anzi stupore, visto che la latrice del monile sapeva benissimo che cosa indossava ed in modo discreto, dietro mia domanda, mi spiegò il significato di ogni singolo pezzo.

L'indossare i metalli di vecchie onorificenze appartenuti ai propri avi come ornamenti, se fatto con gusto ed in maniera appropriata, a seconda delle circostanze, ravviva e rinverdisce la memoria di questi.
Gusto e maniera appropriata. Temo che fare ciò con gusto e maniera appropriata sia come cercare di far passare (a forza di calcioni nei pelosi lombi...) il famoso dromedario nell'altrettanto famosa cruna dell'ago... Ci si può provare... Personalmente, ho seri dubbi che ci si possa riuscire.

Tutti abbiam visto segni d'onore indossati in maniera "propria" da gente
inappropriata che con il gusto ha litigato sin da quando era in fasce... parimenti, a mio giudizio, si possono indossare segni in maniera "impropria" con gusto ed eleganza, senza umliare l'insegna ed il suo significato.



Ciò che conta è che risulti palese che l'insegna ha subito una trasformazione... non è più un segno d'onore, ma un gioiello... in modo da non trarre in inganno chi guarda... ma al tempo stesso è opportuno che il segno non venga "umiliato"... come dosare questi due ingredienti è lasciato alla prudente valutazione del nuovo utilizzatore/trice...
...E, di grazia, come sarebbe possibile rendere palese la mutata destinazione d'uso...? Lo si dovrebbe argutamente dedurre dal semplice fatto che pende sul generoso decollté di una elegante signora... piuttosto che non dal venerabile petto di un nobile cavaliere? Notoriamente, poi, la cultura faleristica é tanta e tale in Italia che tali sottili differenze sarebbero immediatamente notate da chiunque con estrema facilità. Fatemi poi capire... il segno non viene umiliato solo se portato sulla pura seta... o anche il kashmere può andare bene? Ma in fondo é ovvio... il perfetto/a riutilizzatore/riutilizzatrice salvaguarda la sua insegna ostentandola solo su modelli d'alta sartoria... meglio se acquistati in via Montenapoleone.

... ricordo che agli albori dei miei studi di giurisprudenza, uno dei miei maestri, nello spiegarmi l'arte di interpretare le norme mi disse che bisogna sempre tenere presente il dettato dell'articolo "zero" presente in ogni corpo normativo... il buon senso!
...il buon senso. Appunto. Ognuno si senta libero di ritenere che queste due parole possano ragionevolemnte coniugarsi con un riutilizzo ornamentale di antiche decorazioni cavalleresche. Io davvero non mi annovero fra le persone che la pensano così. Personalmente già l'utilizzare delle semplici crocette (senza connotazione cavalleresca) a mo' di orecchini trovo che sia una scelta discutibile (anche e soprattutto in termini estetci: fanno così anni '80... :mrgreen: ). Vedere poi insegne cavalleresche indossate come pura e semplice decorazione... lo trovo estremamente opinabile. Oltre che di pessimo gusto.
Con osservanza.


La mia perorazione populista sull'argomento si conclude (per oggi) qui.



Nel concludere anch'io questa discussione un po' OT, per lasciar spazio al tema originario, ribadisco che non vedo nulla di scandaloso nell'usar in maniera alternativa delle insegne d'onore, l'importrane è farlo con gusto e senso dell'appropriato... se qualcuno dinnanzi alla novità si vuol stracciare le vesti è libero di farlo. Anche i Somi Sacerdoti nel Sinderio lo fecero... il seguito mostrò loro che avevano torto.

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Messaggioda Qohelet » mercoledì 13 febbraio 2008, 12:11

Visto che siamo OT :wink: , ho una domanda che credo regolata solo da buonsenso, per il quale pertanto ricorro a Voi. La domanda non è accademica, ma nasce da circostanze effettivamente verificatesi l' estate scorsa.
Si dia il caso di un' onorificenza non più conferita, decorazione la quale oltre a decorare l' insignito radicava in capo a lui e alla sua discendenza un titolo nobiliare. Rammento e sottolineo che, quasi da un secolo, essa onorificenza non è più conferita nè sarebbe nuovamente conferibile (a titolo esemplificativo, poniamo una commenda dell' Ordine di Franz Joseph). Il discendente, quindi titolato non del "cavalierato" ma del titolo nobiliare ad esso cavalierato connesso, può ovviamente nelle cirostanze adeguate indossare l' antica decorazione? Propenderei, se mi fermassi allo stretto diritto, per il no poichè non è lui il "cavaliere", tuttavia trovai nelle circostanze l' uso legittimo, tutto sommato, perchè è un buon modo per onorare il primo titolato e per chiarire, senza mistificazioni, l' origine del proprio titolo. Anche perchè, e credo che sia la discriminante, il titolato era ed è un assoluto gentiluomo. Che ne dite?

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Messaggioda Mario Volpe » mercoledì 13 febbraio 2008, 12:18

E’ interessante notare come in certi particolari topic si inizi la discussione affrontando un certo argomento, per poi passare a disquisire di una questione completamente diversa.
Nel caso di questa discussione, si era iniziato a parlare di certe strane decorazioni in vendita online con descrizioni tutt’altro che corrispondenti al vero, per poi arrivare a discutere dell’opportunità che una signora possa indossare a mò di gioiello le insegne di un ordine cavalleresco o di una onorificenza…
Comunque, per quello che può valere, visto che la discussione si è spostata su questo singolare argomento – e a quanto pare con pareri molto contrastanti tra loro – vorrei a mia volta esprimervi una mia personale opinione in merito.
Innanzitutto, non trovo che l’idea sia di totalmente sbagliata, a patto naturalmente che questa “moda” venga attuata con moderazione, buon gusto e intelligenza.
Ho sempre sostenuto, e mi sono spesso sforzato di dimostrarlo anche in questo stesso Forum, il fatto che le insegne degli ordini cavallereschi e delle onorificenze sono spesso costituite da veri e propri gioielli di alta oreficeria. Degli oggetti generalmente realizzati con design molto particolari ed artistici, spesso formati da più componenti assemblati tra loro in metalli nobili e impreziositi con inserti smaltati multicolori e, talvolta, anche arricchiti con gemme preziose.
E’ inevitabile che questi oggetti possano suscitare un’attrattiva estetica e un’ammirazione particolare in chi li osserva (e le donne hanno un’attrazione irresistibile per gli oggetti preziosi), indipendentemente dai significati e dai valori che essi rappresentano quali simboli esteriori di quei selezionati corpi onorifici o sociali da cui sono generati.
L’idea lanciata da Miss Hompesh quindi, non mi sembra poi così assurda…
Semmai, trovo piuttosto “pesante” il voler indossare le insegne “regolamentari” degli ordini, generalmente costituite da croci o decorazioni di dimensioni piuttosto grandi (dai quattro agli otto centimetri di larghezza), e dal peso di svariati grammi di metallo. Un gioiello un po’ ingombrante da mostrare sulla scollatura di una signora elegante…
Credo che invece le miniature, soprattutto quelle di formato molto ridotto (generalmente non superiore ai due centimetri), che siano naturalmente in oro e smalti, possano costituire un ciondolo molto meno appariscente ma decisamente più accattivante per una dama di buon gusto…
Ovviamente, come più sopra accennato, questa “mise” deve essere attuata con il dovuto rispetto per le istituzioni cavalleresche e con il necessario buon senso, evitando di indossare insegne di ordini in attività e, soprattutto, evitando di mostrare queste decorazioni-ciondolo in occasioni formali, nelle quali dame e cavalieri esibiscono le onorificenze da loro effettivamente ricevute…
Non credo proprio sia il caso di presentarsi ad un ricevimento formale dello SMOM, dell’OESSG o di qualunque altro ordine cavalleresco, indossando al collo una qualunque onorificenza acquisita privatamente…
Indossare ogni tanto, in occasioni totalmente slegate da eventi formali, dei preziosi ciondoli di ordini ormai desueti da tempo, potrebbe invece costituire non solo un accessorio di interesse ed eleganza, ma anche un tocco di originalità.
Esistono in tale ambito diverse possibilità di scelta, credo anche molto più attraenti - esteticamente parlando – delle insegne dell’Ordine al Merito Sportivo francese, come ad esempio le belle decorazioni dell’Ordine dell’Impero Britannico (a forma di rosa araldica in smalto rosso e col profilo della Regina Victoria al centro) – a mio giudizio paragonabile ad un vero e proprio articolo di gioielleria - oppure certe singolari ed esotiche insegne di alcuni ordini orientali (appartenuti ad omai da tempo tramontati imperi asiatici o possedimenti coloniali).

Immagine Immagine Immagine

Alcuni esempi della grande varietà nel design delle insegne degli ordini e delle onorificenze. Possono essere visionati in questi topics di qualche tempo fa: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... ight=annam
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... gigli+rose .

Per non parlare delle insegne degli ordini cavallereschi che furono creati e riservati proprio alle dame (in maggioranza desueti ormai da tempo), alcuni esempi dei quali possono essere visionati in quest’altro topic: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... rvato+dame

Gli esempi del cattivo gusto, secondo me, sono ben altri. Vi ricordate di certe apparizioni pubbliche di Michael Jackson di qualche anno fa ? quando andava in giro con indosso delle insegne di ordini cavallereschi europei delle cui origini – ovviamente – non conosceva assolutamente nulla, e che portava solo per “fare scena” ?
Immagine .

Io stesso, devo confessare, ho regalato qualcuna di queste miniature a mia moglie, che considero una donna di buon gusto, stile ed eleganza, che non disdegna – ogni tanto – di indossarne una al collo come un ciondolo prezioso ed originale (naturalmente – per una questione di principio - non gli farei mai indossare una decorazione della Legion d’Onore o dell’Ordine del Bagno, nemmeno in occasioni strattamente private…).

Del resto, caro Tilius, lo stesso collezionismo di decorazioni e medaglie può suscitare in alcune persone non particolarmente edotte degli aspetti tecnici e scientifici della materia, delle perplessità di tipo “morale” e “legale” in chi lo pratica.
Mi è capitato personalmente, talvolta, di ricevere strane reazioni da parte di persone alle quali ho parlato della mia passione faleristica, che hanno certamente pensato che io mi stessi indebitamente appropriando di distinzioni onorifiche appartenute ad altri per acquisire chissà quali immeritati onori, o che addirittura volessi sfoggiarne alcune sull’abito in chissà quali circostanze pubbliche solo per mettermi in mostra…

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Messaggioda Tilius » mercoledì 13 febbraio 2008, 12:28

nicolad72 ha scritto:...guarda, mi è capitato di vedere al polso di una bellissima donna, montate in un bracciale, diverse medaglie, tra cui un oro vm per la grande guerra.
Una VM classe oro significa che probabilmente qualcuno é morto nella storia pregressa di quella medaglia (molti conferimenti, specie della classe oro, sono alla memoria...). Questa come ipotesi... per tacere delle certezze sul sacrificio e l'abnegazione e il coraggio e l'amor di patria. Simili considerazioni (almeno a me... che, forse, evidentemente, sono troppo sensibile...) sono sufficienti a farmi venire "un groppo allo stomaco" dinanzi a simili riutilizzi. Che poi la donna che attui simili operazioni sia bellissima... penso che sia un fatto totalmente irrilevante. L'opportunità e la liceità dei comportamenti che coinvolgano sfere esterne a quella meramente estetica (e mi sembra sia questo il caso...) non andrebbero valutate solo in base al risultato estetico finale (o, ancora èpeggio, alla procacità di chi tale risultato persegue). É interessante notare come tutti i fautori del riciclo-ad-uso-ornamentale abbiano parlato di belle donne... Ma se ad appiccicarsi addosso antiche decorazione fosse invece uno scorfano di donna... cosa succederebbe? L'operazione diventa meno lecita? :roll: :roll: :roll:

...se qualcuno dinnanzi alla novità si vuol stracciare le vesti è libero di farlo. Anche i Somi Sacerdoti nel Sinderio lo fecero... il seguito mostrò loro che avevano torto.
:D Grazie! Data la mia estrazione plebea non sono insignito d'alcunché... però rimedio ostentando sul petto, quali fossero altrettante medaglie, tutti gli epiteti più coloriti che mi sono stati indirizzati. Questo ("il-fariseo-che-si-straccia-le-vesti"... per gli amici Caifa) entrerà sicuramente nella rosa dei miei preferiti (insiema a "quello-che-non-sa-riconoscere-neanche-una-EK"... giudizio trinciato a mio riguardo su altro forum... :wink: )
La novità non é una cosa positiva in quanto tale, e non ho vesti da stracciarmi (il mio status finanziario non me lo consente... compatite).
Però... dico solo che, se si continua di questo passo, fra un po' verranno sdoganate anche le spilline del NSDAP - da portare rigorosamete sul bavero di eleganti tailleur di taglio "à la Chanel" - perché la svastica in origine é un simbolo solare... e quindi fa tanto New Age! Très chic!

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Messaggioda Tilius » mercoledì 13 febbraio 2008, 12:54

Qohelet ha scritto:Visto che siamo OT :wink: , ho una domanda che credo regolata solo da buonsenso, per il quale pertanto ricorro a Voi. La domanda non è accademica, ma nasce da circostanze effettivamente verificatesi l' estate scorsa.
Si dia il caso di un' onorificenza non più conferita, decorazione la quale oltre a decorare l' insignito radicava in capo a lui e alla sua discendenza un titolo nobiliare. Rammento e sottolineo che, quasi da un secolo, essa onorificenza non è più conferita nè sarebbe nuovamente conferibile (a titolo esemplificativo, poniamo una commenda dell' Ordine di Franz Joseph). Il discendente, quindi titolato non del "cavalierato" ma del titolo nobiliare ad esso cavalierato connesso, può ovviamente nelle cirostanze adeguate indossare l' antica decorazione? Propenderei, se mi fermassi allo stretto diritto, per il no poichè non è lui il "cavaliere", tuttavia trovai nelle circostanze l' uso legittimo, tutto sommato, perchè è un buon modo per onorare il primo titolato e per chiarire, senza mistificazioni, l' origine del proprio titolo. Anche perchè, e credo che sia la discriminante, il titolato era ed è un assoluto gentiluomo. Che ne dite?

Andrea


A livello di discussione accademica trovo che il Suo distinguo sia molto arguto e pertinente. Epperò sono ormai trascorsi molti decenni dall'epoca in cui é cessata la caratteristica "nobilitante" (il SSML l'ha persa nel 1894... il Piano l'ha persa nel 1939... etc etc etc) dei non moltissimi ordine che la possedevano. Certo, possono esistere discendenti ancora in vita che possano vantare titoli nobiliari derivati da tale origine. Ma ritengo che l'utilizzo di antiche insegne con la finalità di evidenziare tale origine... invece che fare chiarezza, ottenga il risultato esattamente opposto.

Rimangono altresì valide tutte le considerazioni di liceità e gusto fatte sopra.

Se si trattasse di una questione esclusivamente estetica... non sarei stato a perdermi in tante ciance (de gustibus non disputandum est...). Il problema é che le correlazioni legali, storiche e religiose sono non meno importanti.
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Messaggioda Lord Acton » mercoledì 13 febbraio 2008, 13:16

Tilius ha scritto:(il SSML l'ha persa nel 1894... il Piano l'ha persa nel 1939...)

Perchè cita proprio questi due Ordini ?

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Messaggioda Tilius » mercoledì 13 febbraio 2008, 13:24

Mario Volpe ha scritto:... lo stesso collezionismo di decorazioni e medaglie può suscitare in alcune persone non particolarmente edotte degli aspetti tecnici e scientifici della materia, delle perplessità di tipo “morale” e “legale” in chi lo pratica.
Mi è capitato personalmente, talvolta, di ricevere strane reazioni da parte di persone alle quali ho parlato della mia passione faleristica, che hanno certamente pensato che io mi stessi indebitamente appropriando di distinzioni onorifiche appartenute ad altri per acquisire chissà quali immeritati onori, o che addirittura volessi sfoggiarne alcune sull’abito in chissà quali circostanze pubbliche solo per mettermi in mostra…


Sì... é capitato anche a me di avere a che fare con persone che hanno reagito in questo identico modo: "Ma cosa te ne fai?! Ma poi te le metti addosso?! Mi sembra quasi che sia come rubare i meriti altrui!"

Già la gente - in generale - ha idee molto vaghe & confuse sull'argomento... se poi chi sa (pochissimo - come il sottoscritto - o tanto o moltissimo - come molti altri al cui elitario club non appartengo...) avalla comportamenti che possono ingenerare ulteriore confusione nella testa della gente... :roll:

Definizione tratta dal Mio-Mini-Dizionario-Faleristico (opera manoscritta di autore anonimo :mrgreen: ):

Riutilizzo Ornamentale: sfoggiare sull'abito (e più in generale sulla persona)
decorazioni o insegne non proprie, in occasione di eventi mondani o circostanze pubbliche,
solo per mettersi in mostra. Operazione accettata dai più - se effettuata con grazia e buon gusto - e
osteggiata solo da uno sparuto gruppo di oltranzisti-piagnoni. Sono ancora in corso a livello
mondiale le ricerche per individuare e documentare scientificamente almeno un caso
di riutilizzo ornamentale fatto con indiscutibile buon gusto.
:twisted:
Ultima modifica di Tilius il mercoledì 13 febbraio 2008, 14:36, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Tilius » mercoledì 13 febbraio 2008, 13:26

Lord Acton ha scritto:
Tilius ha scritto:(il SSML l'ha persa nel 1894... il Piano l'ha persa nel 1939...)

Perchè cita proprio questi due Ordini ?

Lord Acton


...solo i primi (che erano) nobilitanti che mi siano venuti in mente... Why?
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Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 13 febbraio 2008, 13:47

Signori,

sono stupito dalla piega presa dalla discussione, chiedere era più che legittimo, ma la risposta dovrebbe essere univoca. In un'altra discussione su questo stesso forum avevo già ipotizzato che qualcuno totalmente all'oscuro del reale significato di tutte quelle "belle crocette scintillanti" potesse indossarne qualcuna per fare quattro salti in discoteca o per andare a prendere una cioccolata calda al Caffè Greco (magari di quelle proibite quali OSSML) e passare indenne fra gli strali delle giustizia repubblicana (anche se forse non fra quelli dei veri insigniti dell'Ordine in questione).
Però l'idea di qualcuno, che, sapendo di cosa si tratti, le indossi così pubblicamente (capirei fosse in casa davanti allo specchio, giusto per il brivido) mi sembra inaudito e sconveniente.

Perchè mai dovrebbe essere ammesso per le Signore ? oggi esistono anche le Dame degli Ordini cavallereschi e non solo i Cavalieri, questo impone obblighi di un certo tipo all'intera categoria.

Cosa pensereste di un qualcuno (uomo) con il Gran Collare di San Giorgio di Carinizia ? (quello vero, ben estinto) che è un pataccaro, cos'altro. (Dubito che qualcuno possa dire "Oh, che bello, guarda come gli sta a cuore quel vecchio Ordine"). Questo anche quando si è discendenti di insigniti di Ordini legittimi ed estinti (infatti me ne guardo bene), in questo caso si può al più aggiungere le insegne all'arme della famiglia (in alberi genealogici o similia).

Se una Dama o Signora desidera portare dei monili con insegne cavalleresche può farlo senza utilizzare le croci delle decorazioni vere e proprie. Per gli uomini (ma volendo anche per le donne) esistono i gemelli, io porto solo quelli di Ordini cui appartengo (o di Ordini "fratelli" quando non esistono quelli corretti), p.es. non indosso quelli del SMOM (pur avendo parenti ed antenati ammessi e pur ambendoli), però indosso quelli di vari reggimenti od università cui non appartengo proprio per la diversa natura dei soggetti.
Secondo me è un rispetto dovuto all'insegna ed all'Ordine (specie per quelli religiosi o di origine religiosa).
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia
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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 13 febbraio 2008, 14:12

Tilius ha scritto:Esprimevo solo delle considerazioni sui rischi potenziali di un simile utilizzo di insegne cavalleresche.

Comunque, in fede mia ho solo espresso una opinione in merito che mi sento pienamente di ribadire: utilizzare insegne cavalleresche come bigiotteria penso che sia un utilizzo potenzialmente sacrilego, potenzialmente illegale, sicuramente di gusto discutibile.

Se sono l'unico a pensarla così... bé, vuol dire che sono lo Scemotto del Villaggio. :D

PS: no... Vi confermo che non sono il solo a pensarla così. Ho appena ricevuto una attestazione di solidarietà. :wink:

PPS:... e se per caso ho dato l'impressione di essere poco galante verso il Gentil Sesso... vi confermo che questa impressione é pienamente veritiera. l'Onestà intelletuale per me viene prima di malintesi sensi di deferenza cavalleresca... :roll:


Non avevo avuto tempo di leggere questa digressione sull'utilizzo ornamentale delle decorazioni da parte del gentil sesso.
Voglio però essere solidale con il coraggioso Tullius e condividere le sue opinioni in merito.
Le croci di illustri ordini cavallereschi militanti sono state prodotte in metallo solo per sostituire, nelle occasioni mondane ed in epoche di molto successive alle crociate, le croci ricamate sui mantelli e incise sulle armature. Non penso che un uomo possa indossare un mantello o una tunica con la croce "tanto carina ed elegante" appartenuti magari ad un avo vissuto al tempo delle crociate. Quindi, perdonandomi da solo la battuta, penso che si possa portare lo stesso esempio in riferimento alle decorazioni di ordini cavallereschi portate a mo' di gioielli.
Comprendo benissimo che ci possa essere un legame affettivo, magari per una croce di guerra del proprio nonno. Ma ritengo comunque poco consono utilizzarla appunto come gioiello, nonostante tutto l'affetto si possa provare per quel simbolo.
Io stesso ho visto eleganti signore indossare braccialetti e collane con pendenti magari la croce al merito di servizio dell'esercito, la medaglia d'oro del nonno et similia. Ci mancherebbe, confermo il giudizio di altri utenti: stavano bene e non le ho sicuramente considerate blasfeme. Però, dal punto di vista puramente personale, non gradisco questo atteggiamento, in particolare in riferimento a decorazioni cruciformi.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda Tilius » mercoledì 13 febbraio 2008, 14:32

Cronista di Livonia ha scritto:...
Però l'idea di qualcuno, che, sapendo di cosa si tratti, le indossi così pubblicamente (capirei fosse in casa davanti allo specchio, giusto per il brivido) mi sembra inaudito e sconveniente.
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