Dalla Navarra a Saluzzo, con caldaie al seguito

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Dalla Navarra a Saluzzo, con caldaie al seguito

Messaggioda Fritz » lunedì 4 febbraio 2008, 11:42

All'inizio del 1500 il capitano Ludovico d'Ayanz fu chiamato a Saluzzo dal marchese Ludovico II come governatore dei figli. Divenne poi magister hospicii e signore di Isasca; sposò Francesca Saluzzo di Valgrana (notizie tratte da Araldica Saluzzese, di Luisa Clotilde Gentile).
Le armi dell'Ayanz, semipartite con quelle Saluzzo di Valgrana, sono raffigurate in una lapide nel cortile di una casa privata di Saluzzo.
Riproduco qua l'immagine delle armi
Immagine
Come spero si possa capire, nello scudo figurano lupi e caldaie da cui sporgono teste di lupo di profilo. La dottoressa Gentile riferisce che lupi e caldaie sono figure frequenti nell'araldica iberica.
Nell'area geografica che cerco di seguire (Piemonte, Val d'Aosta, Nizzardo, Savoia) l'unico altro esempio a me noto di caldaie figura nell'arma (parlante) della famiglia saluzzese Lavezzani.
Mi piacerebbe sapere se in altre parti d'Italia esistono stemmi in cui figurano caldaie o paioli o recipienti simili.
Grazie
Fritz
 

Messaggioda alfabravo » lunedì 4 febbraio 2008, 14:59

Soltanto in Sicilia, tanto per iniziare, notiamo: Caccabo, Calderera, Calderone, Pignatelli, Santostefano
Circa la frequenza della caldaia nell’araldica spagnola, scrive Goffredo di Crollalanza nell’Enciclopedia araldico cavalleresca : “Le caldaie sono comunissime nella Spagna e nel Portagallo , perché quivi i Ricos hombres facevano portare dietro di sé nelle guerre delle caldaie per nutrire i propri soldati e costituirono la cosiddetta nobiltà di caldaia (baccellieri)…Pertanto molte famiglie, fra cui, Lara, Pacheco, Manriquez, Velles, Velosos, Villagomes, Herrera, Aca, Quesadas, Gusman posero nelle loro arme queste figure come contrassegno di una illustre ed antica nobiltà”.
Non dimentichiamo poi che nelle battaglie navali si lanciavano caldaie piene di olio bollente o pece per incendiare le navi nemiche (vedi l’arma dei Pignatelli); lo stesso discorso valeva nella difesa dei castelli, quando gli assalitori dovevano incendiare le strutture interne o i difensori dovevano impedire la scalata alle mura da parte del nemico.

Caccabo
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Caldarera
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Calderone
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Santostefano
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Pignatelli
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Distinti saluti da Ritter
alfabravo
 
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Messaggioda da Fiore » lunedì 4 febbraio 2008, 15:09

Anche i Ramirez, nobili di Reggio Calabria d'origine spagnola, innalzano uno stemma con tre caldaie.
M.
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Caldaia

Messaggioda Fritz » lunedì 4 febbraio 2008, 15:23

Grazie ad ambedue per le risposte
Fritz
 

Messaggioda Guido5 » lunedì 4 febbraio 2008, 15:40

Caro "Fritz",
uno molto bello è certamente questo della famiglia da Coldaia di Firenze
Immagine
"D'argento, alla caldaia di nero, ripiena d'oro", è ripreso dalla "Raccolta Ceramelli Papiani".

Ciao a tutti!
Guido5
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da Coldaia

Messaggioda Fritz » lunedì 4 febbraio 2008, 15:46

Grazie a te, Guido.
Un'altra arma parlante dunque ...
Forse anche i tortonesi Calderari, signori di Torre Calderari (la cui arma è ignota) avevano una o più caldaie :)
Fritz
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 febbraio 2008, 16:34

...attenzione però, cari amici, a non confondere caldaie, bigonci, otri ed altro vasellame nostrano con le caldaie ispaniche, figure tipiche di quella tradizione araldica, ed a seguito della quale vennero adottate da famiglie della penisola iberica che (occasionalmente) le portarono seco qui da noi...

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Messaggioda Guido5 » lunedì 4 febbraio 2008, 16:57

Ottima osservazione, caro fra Eusanio. Infatti la parola spagnola "caldero" è molto più vicina al nostro paiolo di rame, con il manico amovibile o mobile, che a caldaia o altro.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 febbraio 2008, 17:04

La risposta su base linguistica, in questo caso, è però conferma indiretta e secondaria rispetto al dato araldico.

Un qualunque stemmario ispanico mostra, con non minima frequenza, stemmi familiari dotati di tale tipica figura.

Per non parlare dei manuali spagnoli di araldica.

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