Carissimo Ferrante,
hanno di recente pubblicato un libro che riguarda le famiglie storiche di Viterbo. Mi sfugge il titolo ma è un librone molto grande che è consultabile anche presso la Biblioteca Nazionale di Roma nella Sala Umanistica.
Per quanto riguarda l'Annibaldi romano, forse posso esserti d'aiuto.
Io ho i dati di un Niccola (sic) Annibaldi + il 28 gennaio 1876, potrebbe essere lo stesso. Era coniugato con Maddalena Lozzi (+31 agosto dello stesso anno). Sulla loro tomba al Pincetto vecchio del camposanto del Verono c'è lo stemma degli Annibaldi classico.
Tieni conto che a Roma in quel periodo nella classe cd. del generone rientravano anche gli Annibaldi, che erano con molta probabilità un ramo della schiatta medievale, probabilmente trasferitosi in tempi antichi da Roma a Velletri e poi di nuovo a Roma nell'800 o forse anche prima. In effetti la professione curiale ritorna, ne trovo conferma in una lettera del mio quadrisavolo (sposo di Anna Maria Annibaldi

) che parla di aver incontrato un piemontese (siamo nel 1871) un tal Campolmi, direttore del Tempo, a casa dell'"avvocato Annibaldi", che in effetti potrebbe essere il Nicola in questione. Ti dirò di più come date potrebbe addirittura trattarsi, questo Nicola, dello zio di Anna Maria essendo il padre di Lei, Vincenzo, cavaliere aurato, nato nel 1796 e morto nel 1853, come riportato dal Focella nella parte dedicata allo scomparso cimitero di Santo Spirito in Sassia*. Vincenzo era figlio di Berbardo Annibaldi.
Come vedi come periodo storico ci siamo, se non erano fratelli, erano forse cugini (comunque di sicuro coevi!

). Mettiamo che Niccola fosse il maggiore dei fratelli nato intorno al 1780, nel tuo atto avrebbe avuto una trentina d'anni, forse anche meno, e sarebbe morto quasi ottugenario nel 1876, ed era ancora in vita nel '71 o anche prima (dato che la lettera non riporta la data dell'incontro ma descrive l'evento come già avvenuto nel passato prossimo).
Questo è lo stemma sulla tomba:
Tieni conto che nell'Indicatore civile-artistico di Roma (1869) viene riportato il nome di un Monsignor Nicola, residente nel "suo palazzo-Tor Sanguigna e quello di un Enrico tra i procuratori innocenziani, (che in effetti potrebbe essere un altro papabile per il soggetto della lettera del '71).
Tieni anche conto che sulla tomba di cui sopra Niccola ha un figlio che si chiama, manco a dirlo, Enrico morto nel 1903 e sposato con Emilia Annibaldi (della quale non si capisce se si tratti del nome da sposata o di una cugina: poichè se si trattasse del nome "matrimoniale", in effetti sarebbe l'unica donna a non avere il cognome da nubile sulla tomba).
Spero di averti dato qualche aiuto e di non aver creato troppa confusione.
Ciao,
Michele
*HSE VINCENTIUS ANNIBALDI EQ. AUR. MILIT. // MAGISTER ARCHISODALITIS [sic.] SANCTI SPIRITUS // NEGOTIATORIS LIGNARII // HIC FILIOS EDUCAVIT AMAVIT SEDULO // TURBATA REPUBLICA FIDEM PRAESTIT [sic.] PONTEFICI // UT CARCEREM ET NECE FERE SUBIRE // NON DUBITAVIT // DEC. VI ID FEBR. MDCCCLIII AET. AN LVIII // MARITO ET PATRI INCOMPARABILI // UXOR ET FILII CUM LACR. MON. POS.