mi permetto di aggiungere anche cose molto meno auliche :? ...nelle armi le mani sono presenti anche mentre impugnano "armi": mazze, spade, pugnali, staffili, lance, frecce
mcs
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mcs ha scritto:mi permetto di aggiungere anche cose molto meno auliche...nelle armi le mani sono presenti anche mentre impugnano "armi": mazze, spade, pugnali, staffili, lance, frecce
ma di contro, vi sono mani che impugnano canne da pesca, spighe di grano e...rose
!

mcs ha scritto:Zaccheo ha scritto:E ti sembranomeno "auliche" le ultime cose che hai
felicemente menzionato, amica!?
Beh...ho cercato di rimediare almeno in parte a ciò che ho "aggiunto"!

Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:Il Sig. Antonio PVG ha scritto: "Credo per questo che potremmo dire: d’azzurro, alla mano di carnagione, benedicente alla latina, uscente da una nube d’argento movente dal capo, nimbata d’oro, alla croce patente di rosso".
Così infatti avevo scritto, anche se a ben vedere modificherei il blasone che avevo dato originariamente. Ma ti pregherei, gentile Fra' Cesare, di non porre il prefisso Sig. davanti al mio nome (non sono abituatoa sentirmi chiamare così...). Soprattutto nell'amichevole contesto di questo forum preferirei esser chiamato semplicemente antonio. Se poi, a motivo della tua amabile gentilezza preferisci rivolgerti a me con un prefisso, di fatto quello adatto sarebbe il "Don" (non come distintivo di un qualche titolo nobiliare, ma in quanto il mio stemma è timbrato da un cappello prelatizio...).
Carissimo Amico,
Questo si che è un titolo che mi piace e di cui ringrazio di cuore!![]()
la Sua proposta è netta e del tutto accettabile. Lo scopo della formulazione verbale del blasone è infatti quella di non lasciare spazi a dubbi in chi desideri renderlo in disegno.
Su questo, dir che siamo d'accordo sarebbe dir poca cosa...![]()
La mia precisazione concernente la posizione della mano può realmente apparire pleonastica, come anche “alla latina”, ciò perché il linguaggio blasonico tende a rendere superflui nella blasonatura (ossia considerandoli “normali”) quei caratteri che sono presenti nella stragrande generalità delle figurazioni.
Ed è questo che rende il linguaggio blasonico così attuale: l'essenzialità che è espressione perfetta (se di perfetto si può parlare per ciò che è umano...) della totalità! Ma soffermando l'attenzione sul presente blasone, dopo una ulteriore riflessione, concordo pienamente sulla necessità di specificare la posizione (in palo) della mano celeste. Di fatto la mano potrebbe non muoversi seguendo l'asse verticale dello scudo. Anzi, a questo dovremmo aggiungere che la mano è rivolta, perchè per quanto essa si "muova" dal capo dello scudo, non è detto che lo faccia in direzione della punta.
Anche il “dalla linea del capo” può apparire superfluo: era stato usato solo per precisare che la nuvola non muoveva dallo spazio-capo, ma dal suo bordo.
Infatti! Se la nuvola avesse mosso dallo spazio-capo non avremmo parlato di nuvola movente da. Il termine in questione si usa infatti per indicare figure che "muovono" nel campo entrando da uno dei bordi o da una partizione.
Un minima perplessità mi resta: paragonando la blasonatura all’ analisi del periodo, vedremo la mano essere la figura “reggente”. Il suo attributo “nimbata”, morfologicamente forma aggettivale, accoglie con minor chiarezza la presenza della croce che, riferita al nimbo, rischia di apparire (ma è una sottigliezza da sofisti) attribuita alla mano.
Una sottigliezza davvero degna di nota! E anch'io non posso non mettere in discussione l'espressione che ho formulato di fronte a una simile riflessione. Ma la mia ulterioire riflessione a riguardo si conclude con queste due osservazioni:
- se parliamo di mano "attraversante" su un nimbo d'oro (come tu avevi fatto inizialmente), rischiamo di staccare concettualmente il "nimbo" non solo dalla mano, ma anche... da se stesso. E' proprio del nimbo ornare la testa di un santo o un'altra figura sacra (l'agnello pasquale, la colomba dello Spirito Santo, ecc.), che quindi attraversa il nimbo stesso. Ma in quanto il nimbo orna qualcosa, questo qualcosa è più che "semplicemente" attraversante.
- l'espressione nimbata d’oro, alla croce patente di rosso riferita alla mano, secondo il mio modesto parere, non solo riferisce il nimbo alla mano con un legame linguistico più adatto al "nimbo", ma anche indica la croce come attribto del nimbo, allo stesso modo di un'altra espressione simile che pure avremmo potuto usare: mano... al nimbo d'oro crociato di rosso. Al massimo, per ovviare a ogni possibile dubbio si potrebbe togliere una virgola...
In conclusione, anche grazie alle tue preziose riflessioni, proporrei:
d’azzurro, alla mano di carnagione, rivolta, benedicente alla latina, nimbata d’oro alla croce patente di rosso, uscente in palo da una nube d’argento movente dal capo.
La ringrazio, Amico gentile, per lo stimolo, sempre eccitante, alla ricerca.
Sono io che ringrazio Lei - te, caro confratello - per le splendide riflessioni e la lucidissima capacità argomentativa di cui mi hai onorato in questo gentile e fruttuoso scambio.
Non voglio chiudere senza rinnovare il grazie anche al Sig. Zaccheo per la bellissima immagine musiva che ha presentato e che mi richiama alla mente, con un fremito, la corona della lettera a Timoteo.
Magnifico riferimento! Complimenti! La corona ("di giustizia", o stephanos tes dikaiosunes 2 Tm 4,8; cfr. 2 Tm 2,5) di cui l'Apostolo parla al suo discepolo è senza dubbio un'immagine bellissima, tra le tante riscontrabili nel corpus paulinum, per indicare il premio celeste offerto da Dio a chi ha lottato vittoriosamente nella santa "battaglia" della vita cristiana. Ma certo l'immagine si apre a una ricchezza di altri riferimenti davvero impressionante: dalla corona "della vita" di cui si parla nel libro dell'Apocalisse (2,10), alla corona che è il Signore stesso per il suo popolo rivestito della divina salvezza (Is 28,5). Le citazioni dei diversi simbolismi legati alla corona si potrebbero moltiplicare. Ma a mio avviso, caro Fra' Cesare, tu ci hai ricordato quella più commovente e di più sicuro effetto.
Benedicamus Domino. Fra’ Cesare
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:...la disamina così puntuale portata su ogni parola ed ogni frase mi ha dato una sensazione di esaltante capogiro, ritenendo di non potere altro che accogliere la formulazione finale del blasone, assai più elegante, precisa (sì, sono inciampato in un ipercorrettismo araldico parlando di linea del capo!) e scorrevole della mia. Con una prudentissima eccezione per il “rovesciata” (non “rivolta”) che, specificata la posizione della mano in palo ed il suo uscire da una figura movente dal capo, diventa a sua volta pleonastica.
Perdonami fraternamente questi bizantinismi provenienti da un ben grossolano doctor subtilis ed accogli l’apprezzamento più vivo per la soavissima esegesi paolina.
Benedicamus Domino,
Fra’ Cesare
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 

Lynx ha scritto:Fra' Cesare da Serravalle ... antonio p. v. g. ... Zaccheo
Grazie mille per la bellissima e preziosissima dissertazione!!
mi sorge solo un dubbio da "profano"
che differenza c'è tra la mano benedicente alla greca e quella alla latina?
Per quanto concerne la differenza tra mano benedicente alla greca e alla latina, se ne era parlato anche in un vecchio topic che ora non riesco più a rintracciare.
In sostanza, mentre la mano benedicente alla latina presenta le prime tre dita erette e anulare e mignolo ripiegati, quella alla greca mostra indice, medio e mignolo, mentre l'anulare è ripiegato a toccare la punta del pollice, formando una specie di cerchio.
Due diverse interpretazioni di questa simbologia (non escludentisi a vicenda):
1) le tre dita rappresentano la Trinità, mentre il cerchio formato da pollice e anulare la natura umana di Cristo.
2) la posizione delle dita richiama tre lettere dell'abbreviazione greca del nome di Gesù Cristo: I X C (sigma).
Se mi è permessa una notazione personale, è una tipica manifestazione di quella ricchezza di simbologia, che mi ha sempre reso particolarmente cari i fratelli delle chiese orientali.


adj ha scritto:Per quanto concerne la differenza tra mano benedicente alla greca e alla latina, se ne era parlato anche in un vecchio topic che ora non riesco più a rintracciare.

mcs ha scritto:adj ha scritto:Per quanto concerne la differenza tra mano benedicente alla greca e alla latina, se ne era parlato anche in un vecchio topic che ora non riesco più a rintracciare.
Eccolo qua http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... c&start=15!
mcs

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