Stemma del Consorzio Bonifica Agro Pontino

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 23 gennaio 2008, 1:44

Zaccheo ha scritto:
curiosa ha scritto:Scusate, nella mia prima blasonatura avevo scritto Angioletto, perché avevo letto che tale figura indica in araldica un "bambino" di carnagione con le ali corte. Se questo vale anche per il Cherubino, allora il problema non c'è, ed è giusta la lettura di Antonio!

Per "angelo" (o "angioletto") dovrebbe intendersi una figura araldica comprendente tutto il corpo (ali comprese) dell'essere celeste. "Cherubino" è araldicamente un'altra cosa. "Serafino" un'altra ancora.
...
P.S. - Per i 1000 messaggi di Antonio: :P auguri vivissimi (domani ti passo a trovare per un caffè....metti mano al portafoglio)!!!

Sono pienamente d'accordo, caro Ferrante, circa la figura intera dell'angelo o (angioletto) a differenza di cherubini e serafini.

Se vuoi approfondire la cosa, carissima Curiosa, abbiamo parlato di queste particolarità in un topic di qualche tempo fa: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... ni&start=0 .

Quanto al caffè per i 1000 messaggi, ti aspetto con gioia! Anche se sapevo che è il Santo a pagare e non l'angelo. :lol:
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 23 gennaio 2008, 2:02

Cari amici,
angioletti dispettosi che io sappia non ne esistono. Dunque - così la penso - né angeli né arcangeli, né cherubini né serafini, né nomi né qualità ma soltanto un Eolo (o un vento) alato: non Zefiro però che è il "ponentino" di Roma e che dovrebbe essere dunque sulla sinistra araldica ...

Ciao a tutti!
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Messaggioda FML » mercoledì 23 gennaio 2008, 2:24

Gentile amica "curiosa",

come abbiamo visto, durante il suo travagliato pontificato, papa Pio VI (Braschi) si rese particolarmente celebre anche per le numerose opere di risanamento amministrativo, edilizio e infrastrutturale con cui tentò di modernizzare lo Stato Pontificio.
Tra gli impegni più ingenti e onerosi che il Pontefice portò a compimento sono da menzionare senza dubbio: il prosciugamento delle Paludi Pontine e di altre zone acquitrinose del territorio statale; la radicale ristrutturazione urbanistica e monumentale dell'intera città di Subiaco (luogo da lui molto conosciuto e amato fin dai tempi in cui ne fu Abate Commendatario); la costruzione, dal nulla, dell'imponente sacrestia della Basilica vaticana.

A Rama la statua di Pasquino 8) non tardò a mormorare: "Le paludi, Subiaco e la Sacrestia, sono tre corbellerie di Vostra Signoria".


Immagine
Louis Ducros (1786) - Visita di Pio VI alle Paludi Pontine

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Messaggioda MMT » mercoledì 23 gennaio 2008, 11:31

Guido5 ha scritto:Cari amici,
angioletti dispettosi che io sappia non ne esistono. Dunque - così la penso - né angeli né arcangeli, né cherubini né serafini, né nomi né qualità ma soltanto un Eolo (o un vento) alato: non Zefiro però che è il "ponentino" di Roma e che dovrebbe essere dunque sulla sinistra araldica ...

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Concordo con Guido: credo si tratti della figurazione del vento piuttosto che di un agioletto, almeno nello stemma originale dei Braschi.

Michele
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 23 gennaio 2008, 11:40

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:... credo si tratti della figurazione del vento piuttosto che di un agioletto, almeno nello stemma originale dei Braschi.

Su questa seconda parte della tua affermazione concordo pienamente con te caro Michele. :wink:
Sicuramente nello stemma originale dei Braschi non possiamo parlare di angioletto/cherubino.
Più sfumata è la questione della figura del Consorzio. Ma qui non ripeto cose già dette.
Aggiungerei solo, semplicemente, che parlare di "cherubino" per lo stemma del Consorzio è scientificamente (più) corretto.
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Messaggioda curiosa » mercoledì 23 gennaio 2008, 14:48

Tirando le somme, abbiamo lo stemma di Angelo Braschi, Papa Pio VI:
Di rosso, alla testa (di Eolo) rivolta, d'argento, uscente da una nube dello stesso e movente dal cantone destro del capo, in atto di soffiare verso un giglio da giardino fiorito, fogliato, stelato, inclinato in sbarra e nodrito da un terrazzo, il tutto al naturale; al capo d'argento, caricato da tre stelle di otto raggi d'oro.

...è giusto parlare di terrazzo al naturale anche per questo stemma, si?


E lo stemma del Consorzio per la Bonifica dell'Agro Pontino:
Di rosso, alla testa di cherubino rivolta, di carnagione, crinita d'oro, alata d'argento, uscente da una nube dello stesso e movente dal cantone destro del capo, e in atto di soffiare verso (un giglio) di giardino fiorito, fogliato, stelato, inclinato in sbarra e nodrito da un terrazzo, il tutto al naturale, al capo d'argento, caricato da tre stelle di sei raggi d'oro.
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 23 gennaio 2008, 15:11

curiosa ha scritto:Tirando le somme, abbiamo lo stemma di Angelo Braschi, Papa Pio VI:
Di rosso, alla testa (di Eolo) rivolta, d'argento, uscente da una nube dello stesso e movente dal cantone destro del capo, in atto di soffiare verso un giglio da giardino fiorito, fogliato, stelato, inclinato in sbarra e nodrito da un terrazzo, il tutto al naturale; al capo d'argento, caricato da tre stelle di otto raggi d'oro.

...è giusto parlare di terrazzo al naturale anche per questo stemma, si?

Direi di sì. :wink: Anche se per una rappresentazione priva di nube preferirei parlare più che di Eolo o Zefiro ecc. di testa di fanciullo rivolta...

E lo stemma del Consorzio per la Bonifica dell'Agro Pontino:
Di rosso, alla testa di cherubino rivolta, di carnagione, crinita d'oro, alata d'argento, uscente da una nube dello stesso e movente dal cantone destro del capo, e in atto di soffiare verso (un giglio) di giardino fiorito, fogliato, stelato, inclinato in sbarra e nodrito da un terrazzo, il tutto al naturale, al capo d'argento, caricato da tre stelle di sei raggi d'oro.

Personalmente, cara amica, dopo il cammino compiuto finora, sono propenso a confermare questo blasone che ho sopra proposto, al quale saggiamente hai aggiunto una parentesi per il giglio, che abbiam visto potrebbe esser altra specie di fiore.
Anche se il mio placet non può avere la solennità di quello del Frate, che attendiamo con gioia. :)
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Messaggioda curiosa » mercoledì 23 gennaio 2008, 15:31

In effetti dovrebbe trattarsi della testa di un fanciullo.
In un libro che ho a casa, in effetti, lo stemma Braschi ha una testa di fanciullo rivolta, di carnagione (senza nubi).

Ma nel primo stemma Braschi che ho postato qui mi è sembrato di scorgere una testa di adulto d'argento, uscente da una nube dello stesso....ecco perché pensavo si trattasse di Eolo... :(

Cosa ne pensi? :roll:
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Messaggioda FML » mercoledì 23 gennaio 2008, 15:40

curiosa ha scritto:In un libro che ho a casa, in effetti, lo stemma Braschi ha una testa di fanciullo rivolta, di carnagione (senza nubi).

Ma nel primo stemma Braschi che ho postato qui mi è sembrato di scorgere una testa di adulto d'argento, uscente da una nube dello stesso....ecco perché pensavo si trattasse di Eolo... :(


Mi permetto di segnalare che della presenza, o meno, delle nubi si è già fatto cenno:

Zaccheo ha scritto:Le "nuvole", come le "stelle a sei punte", in ogni modo, sono una variante (all'assenza di "nuvole" e alle "stelle ad otto punte") ben nota anche negli stemmi Braschi-Pio VI dell'epoca.


Cordialmente,
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Ultima modifica di FML il mercoledì 23 gennaio 2008, 15:46, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 23 gennaio 2008, 15:41

curiosa ha scritto:In effetti dovrebbe trattarsi della testa di un fanciullo.
In un libro che ho a casa, in effetti, lo stemma Braschi ha una testa di fanciullo rivolta, di carnagione (senza nubi).

Ma nel primo stemma Braschi che ho postato qui mi è sembrato di scorgere una testa di adulto d'argento, uscente da una nube dello stesso....ecco perché pensavo si trattasse di Eolo... :(

Cosa ne pensi? :roll:

In effetti avevo notato lo stemma da te postato. Per questo avevo scritto sopra un generico "per una rappresentazione priva di nube preferirei...". Proprio perchè potrebbe pure darsi una variante con la nube per il nostro stemma pontificio. Anche se io ho presenti raffigurazioni in cui quella nuvola non c'è. E in due raffigurazioni dello stesso nella prestigiosa opera Papal Heraldry di Galbreath ugualmente la nuvola è assente. :wink:
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Messaggioda curiosa » mercoledì 23 gennaio 2008, 15:47

Tutto chiaro grazie! E scusate: le mie domande sono frutto, a volte, di una lettura distratta dei post. Pardon.
(Tutte le altre volte sono frutto di inesperienza! :D Andiamo bene... :lol: :lol: :lol: )

Ciao :wink:
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Messaggioda FML » mercoledì 23 gennaio 2008, 15:56

antonio p. v. g. ha scritto:Anche se io ho presenti raffigurazioni in cui quella nuvola non c'è.

E' un dato puramente statistico, caro Antonio (e cara Curiosa): tra gli stemmi Braschi-Pio VI presenti a Cesena, Roma, ecc. la maggioranza dei casi presenta "una testa di fanciullo rivolta....nell'atto di soffiare". Solo una minoranza ha, invece, "la borea" (con nuvole).
Nell'importante opera di Donald L. Galbreath, sono raffigurati solo gli stemmi appartenenti al primo (maggioritario) caso.

Ciao :)!

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 23 gennaio 2008, 16:20

Zaccheo ha scritto:
antonio p. v. g. ha scritto:Anche se io ho presenti raffigurazioni in cui quella nuvola non c'è.

E' un dato puramente statistico, caro Antonio (e cara Curiosa): tra gli stemmi Braschi-Pio VI presenti a Cesena, Roma, ecc. la maggioranza dei casi presenta "una testa di fanciullo rivolta....nell'atto di soffiare". Solo una minoranza ha, invece, "la borea" (con nuvole).
Nell'importante opera di Donald L. Galbreath, sono raffigurati solo gli stemmi appartenenti al primo (maggioritario) caso.

Soprattutto per noi che abbiamo la fortuna di vivere a Roma non è certo difficile verificare (magari con una passeggiata) che di fatto lo stemma di Papa Braschi presenta meno frequentemente la nuvola.
Forse più "altalenante" è il numero delle punte delle stelle. Questi sono due pesi monetari in bronzo menzionanti il secondo anno di pontificato (1776).
Immagine
Si vedono stelle a sei punte. Come anche sullo stemma impresso in oro che è stato sopra postato dalla cara Curiosa, e che credo orni la copertina del bel codice Stemmi delle famiglie patrizie (Trevi, 1787).
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 23 gennaio 2008, 16:49

Cari amici,
sulla pagina web del Consorzio di Bonifica dell'Agro Pontino ho trovato questo stemma:
Immagine
Circa i blasoni mi sembra che alcune indicazioni siano decisamente pleonastiche. Se il vento è "movente dal cantone destro", tanto per fare un esempio, mi sembra ovvio che sia "rivolto", non potendo che soffiare verso il centro dello scudo, così come mi sembra indiscutibile che il giglio (disegnato maluccio ma giglio anche nello stemma qui sopra) sia piegato (meglio che inclinato) "in sbarra".

Ciao a tutti!
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 23 gennaio 2008, 17:07

Guido5 ha scritto:Circa i blasoni mi sembra che alcune indicazioni siano decisamente pleonastiche. Se il vento è "movente dal cantone destro", tanto per fare un esempio, mi sembra ovvio che sia "rivolto", non potendo che soffiare verso il centro dello scudo, così come mi sembra indiscutibile che il giglio (disegnato maluccio ma giglio anche nello stemma qui sopra) sia piegato (meglio che inclinato) "in sbarra".

Se parlassimo di Zefiro il tuo discorso sarebbe ineccepibile caro Guido.
Ma, come ho già detto, per lo stemma del Consorzio la dicitura corretta dovrebbe esser senza troppi dubbi (per non dire senza dubbi, e basta) quella di "testa di cherubino...". E quindi la precisazione "rivolto" si impone (anche perchè non è scontato che un cherubino soffi...). E comunque avrei riserve (già mi son espresso a riguardo, ma qui con minor sicurezza) nel definire Zefiro anche una testa di fanciullo in atto di soffiare che non sia uscente da una nube. Mi sembra comunque essenziale definire blasonicamente l'esatta postura di una figura prima e oltre che indicarne eventuali movimenti o azioni.

Direi che invece è molto discutibile che il giglio (o di qualunque fiore si tratti) sia necessariamente "inclinato" (preferisco questa dicitura a "piegato", che potrebbe dar l'idea di qualcosa di totalmente ricurvo su se stesso) perchè sotto la spinta del soffio.
E' vero in natura. Ma non deve esser necessariamente così in una rappresentazione artistica e soprattutto araldica.
D'altra parte, come definire il fatto che il fiore sia "in sbarra"? Dicendo "posto" in sbarra? Significherebbe "scollare" questa caratteristica dalla parte precedente del blasone. Non trovo alternativa convincente ad "inclinato in sbarra".
Ultima modifica di Antonio Pompili il mercoledì 23 gennaio 2008, 17:18, modificato 1 volta in totale.
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