Araldica: [lam]passiamo oltre?

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Messaggioda adj » lunedì 21 gennaio 2008, 23:27

Difatti non intendevo attribuire una tale intenzione al Signor Marcello, e volevo appunto scusarmi per il fatto che la mia risposta potesse essere parsa un po' brusca.
adj
 

Angeli

Messaggioda Al Salah ad Din Ayyub » martedì 22 gennaio 2008, 10:34

Buongiorno, care amiche e cari amici di Occidente.
Questa mattina la rosa è per Curiosa, che lessi ieri per la prima volta (la rima è assolutamente casuale ) -<-<-<-<-<@
Stamane sono a Qalah Siman, dove, con l'aiuto della presenza dello spirito del santo Stilita, cerco di darmi una spiegazione alla mossa dell'Uomo di Ceppaloni.
Leggendo gli interventi sugli Angeli, leggiadre creature di Dio. mi venne in mente la celebre frase (cito a memoria scarsa) ... A Costantinopoli si discute del sesso degli angeli e il Turco è alle porte.
Finisco qua con la politica, onde evitare censorie reprimende del Moderatore :(
Vi segnalo uno dei siti più interessanti sul tema dell'araldica in generale.
http://www.heraldica.org/
Da tempo non ho più notizie di François Velde, ma il suo sito continua a rappresentare un punto di riferimento essenziale.
Grazie della cortese attenzione
Al Salah ad Din Ayyub
 

Stemmi con centauri

Messaggioda Al Salah ad Din Ayyub » martedì 22 gennaio 2008, 11:01

Una risposta alla domanda di Miss Hompesch: esistono stemmi con centauri?
Sì, nella selvaggia Val d'Aosta sono ricordati gli Archieri, consignori di Gignod, la cui arma da Manno è blasonata
Troncato d'oro e d'azzurro, al centauro sagittario, dell'uno nell'altro
Inserisco l'immagine, tratta dal De Tillier, per avere un esempio su cui ci si potrebbe sbizzarrire a cercare un nuovo Linguaggio Araldico

Immagine
Al Salah ad Din Ayyub
 

(lam)passiamo oltre

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 22 gennaio 2008, 11:06

Caro Fritz, scusami per il ritardo con cui ti rispondo. Arme del Trivulziano:"di Gabiano:Troncato di rosso e d'argento, al leone d'oro, lampassato e osceno di rosso, attraversante la partizione.di Golpi:D'argento, alla sbarra di rosso, carica di una volpe rivoltata al naturale, lampassata di rosso e passante nel senso della pezza; al capo d'oro con l'aquila di nero, linguata di rosso, coronata del campo. Stemma parlante: dial. golp, gulp, vulp = volpe.di Guasci: Tagliato cuneato d'oro e d'azzurro, il secondo di sei pezzi. E' stemma della famiglia Guasco di Alessandria. de Guinzonibus: Campo d'ermellino di ventun pelli con le loro moscature al naturale, ordinate in fascia su cinque file, 5,5,5,5,1; al capo d'oro con l'aquila di nero, linguata di rosso, coronata del campo." questi semplici. Uno complicato:"de Gavaziis de la Somalia:Bandato d'azzurro e d'oro, le pezze del secondo cariche di un filetto di rosso, alla testa di moro al naturale, attortigliata d'argento, attraversante in cuore; al capo d'argento,carico di tre vipere viscontee d'azzurro con le scaglie rilevate di rosso, i denti d'argento,le fauci spalancate e ingollanti un saraceno ignudo di rosso, invocante aiuto con le braccia distese.Le vipere, ondeggianti in palo e ordinate in fascia sono finite da una corona rialzata di tre fioroni visibili d'oro. E' stemma della famiglia Cavazzi della Somaglia di Milano." Per continuare il discorso sul linguaggio, ti posterò(appena posso) le descrizioni araldiche di Volker Rheinart. Ciao, Fabrizio
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(lam)passiamo oltre

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 22 gennaio 2008, 11:20

Caro Fritz, aggiungo una'altra famiglia: "de Bona:Fasciato di rosso e d'argento, la prima pezza d'argento carica di un castello di nero, merlato alla guelfa, aperto e finestrato del campo". Un caro saluto, Fabrizio
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Trivulziano

Messaggioda Fritz » martedì 22 gennaio 2008, 12:39

Caro Fabrizio,
grazie della risposta.
Sarebbe stato interessante inserire anche le immagini degli stemmi, per consentire a chi lo desidera di fare un tentativo di descrizione con parole "moderne".
Ho alcuni piccoli commenti su due delle armi, visto che si tratta di famiglie piemontesi.
Per i signori di Gabiano, è la prima volta che leggo di un leone "lampassato e osceno" di rosso. Tutte le fonti a me note, incluse quelle degli esperti astigiani, parlano solo di un leone d'oro. Ma le armi sostanzialmente coincidono.
Per i Guasco di Alessandria, il "tagliato dentato" dal Manno è attribuito ai soli signori di Colcavagno. L'arma più nota è un "trinciato dentato".
Grazie ancora
Fritz
 

(lam)passiamo oltre

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 22 gennaio 2008, 15:12

Caro Fritz, a casa ho l'attrezzatura(computatore,stampante, masterizzatore) ma devo imparare ad usarla! Spero di poter postare le pagine del Trivulziano al più presto. Il cambiamento dello stemma Guasco penso abbia la medesima motivazione di quello dei Colleoni(già Coglioni);l'arme originaria aveva tre testicoli. Un caro saluto, Fabrizio
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Messaggioda miss hompesch » martedì 22 gennaio 2008, 15:27

Qualcuno, un pò di tempo fa, un tal Federico II riferendosi ad un tipo di scrittura non più comprensibile e sollecitando tutti a scrivere nel nuovo linguaggio scrittorio, definì la vecchia scrittura "scripturam illegibilem!....mi associo ma solo perchè non ho capito nulla fra frasi "oscene" e "testicoli" e "saraceni ignudi"!
ahimè non imparerò mai!!!!
miss hompesch
 

Messaggioda Al Salah ad Din Ayyub » martedì 22 gennaio 2008, 16:09

Cara Miss Hompesch,
gran figura quella dello Svevo, esempio ante litteram di sincretismo culturale (si dice così?). Si circondava di guardie del corpo saracine, amava la falconeria, apprezzava le donne piemontesi :)
Esaurite le mie scemenze quotidiane, cerco di chiarirle almeno l'oscenità leonina, usando parole piane e semplici, come consigliato dallo Splendor Mundis.
Una delle canoniche rappresentazioni di un leone araldico lo rappresenta rampante
Immagine
Alcune parti del corpo del re della foresta possono avere colori diversi da quello generale del corpo: la lingua, gli unghioni, gli attributi mascolini (che Camilleri definirebbe cabasisi), ecc.
La corrente lingua araldica usa aggettivi per indicare la parte del corpo dal colore diverso. Ed ecco l'esecrato lampassato, il feroce armato, il pudico osceno.
Al signor Guinzio dico infine che mi è totalmente sconosciuta la notazione su fantomatiche superdoti dei Guasco.
Al Salah ad Din Ayyub
 

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Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 22 gennaio 2008, 16:11

Ho attribuito nell'ultimo post lo stemma dei di Gabiano ai Guasco; mi correggo. Cara miss hompesch, mia moglie diceva le stesse cose della terminologia in uso agli istruttori nautici che le hanno insegnato ad andare a vela! Ora ha imparato. Domani o stasera vi posterò talune descrizioni araldiche moderne di Volker Rheinardt nel ripetuto "Le grandi famiglie italiane"; vediamo se sono più chiare.Un caro saluto, Fabrizio
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Messaggioda miss hompesch » martedì 22 gennaio 2008, 16:57

E' poco importante che qualcuno ami la vela e ne impari i termini tecnici!
Potrei amare qualsiasi cosa e ne imparo i meccanismi.
Ma l'araldica appartiene al Patrimonio Culturale che è di tutti e, dunque, tutti debbono poterne usufruire.
Altrimenti dichiariamo tale disciplina non appartenente a tale Patrimonio e rimane solo di coloro che hanno voglia e amano conoscerla-
Io credo sia sbagliato!


NB: Ho il sentore che il cammello sia targato Torino o dintorni!
Bianca Lancia fu amata ma poi fatta morire.
AH questi uomini!!! :4:
miss hompesch
 

Messaggioda Fritz » mercoledì 23 gennaio 2008, 10:40

anche la vela appartiene al patrimonio culturale dell'umanità.
O almeno questa è la mia opinione di terragno :)
Fritz
 

Messaggioda miss hompesch » mercoledì 23 gennaio 2008, 11:17

E da quando ne fa parte?
E perchè?
Bisogna avvisare il ministero ....
miss hompesch
 

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Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 gennaio 2008, 12:00

Sì,cara miss hompesch, sono d'accordo, questo patrimonio ed il relativo linguaggio blasonico(comunque si muti) deve(originato da araldi in parte analfabeti e destinato ad una utenza anche analfabeta) poter essere comune. Caro Fritz,deve poter essere memorizzato anche da analfabeti(il linguaggio marinaresco rende possibile la lettura della bussola e di far fare il timoniere anche ad un analfabeta). Gli stemmi sono nati per identificare erga omnes. Quanto in essi raffigurato ha un significato letterale, allegorico, anagogico. Aggiungo che secondo i più recenti lavori riguardo ai colori di psicanalisti junghiani(Magda Di Rienzo,Widmann) è superato il concetto(da quest'ultimi espressamente citato) dell'araldista francese Pastoureau che i loro significati positivi o negativi siano solo convenzionali:sono comuni.Un caro saluto, Fabrizio
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Messaggioda miss hompesch » mercoledì 23 gennaio 2008, 12:29

Non ho capito niente! Può spiegare meglio anche per analfabeti come me?
miss hompesch
 

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