Araldica: [lam]passiamo oltre?

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Il drago

Messaggioda Sigillum1 » venerdì 18 gennaio 2008, 1:41

Cari tutti, dobbiamo ricordare che l'araldica nasce sui campi di battaglia e sulle armi difensive, ritengo probabile che gli emblemi che si sceglievano per lo scudo e poi per il cimiero abbiano avuto, oltre che la funzione di rendere immediatamente riconoscibile il combattente, anche quella di intimorire l'avversario, di trasmetterne un'immagine aggressiva (signa horribilia, venivano chiamati i draghi dei Normanni, i quali pare provvedessero a renderli invisibili quando approdavano su nuove terre; non ricordo agnelli (o agnus dei) sugli scudi del XIII secolo..., se non quelli delle corporazioni d'arti e mestieri (che, quando ebbero un braccio armato, le compagnie d'arme, scelsero più spesso i leoni, o i "dragoni").
Quanto alla classificazione dei dragi, un tema affascinante, devo dire, trattiamolo, vi prego, perchè ci piace, ma da parte mia, ho da tempo cominciato a descriverne le lingue coi loro smalti, non mi piace neppure il linguato con suo "di rosso". Conversazione piacevole, questa...Ciao. Silvia
Silvia
Sigillum1
 
Messaggi: 688
Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 18:34
Località: Bologna

Messaggioda miss hompesch » venerdì 18 gennaio 2008, 1:45

Non sono capace di mettere le immagini ma in quell'altro topic dedicato ai draghi c'è uno stemma con un drago non bipede ma strisciante.
Indi forse si può dire che finora gli stemmi ritrovati e studiati hanno il drago bipede e strisciante.
miss hompesch
 

Messaggioda Messanensis » venerdì 18 gennaio 2008, 1:50

Ripeto, il drago in araldica è bipede.
Il topic a cui fa riferimento è "Drago araldico"? Lo stemma è quello proposto da San Marco appartenente alla famiglia Boncompagni? In quel caso si tratta di drago reciso non strisciante.
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
Messanensis
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 1684
Iscritto il: mercoledì 15 gennaio 2003, 19:47
Località: Messina

Messaggioda Grimaldi » venerdì 18 gennaio 2008, 1:52

miss hompesch ha scritto:Anche il coccodrillo discende dai dinosauri direttamente e da quel che ho letto anche le balene.
Il mio quesito ha un fine: non si disquisisce sul nulla!
Si cerca di arrivare ad una certezza dimostrata dai documenti per capire se si deve usare il famigerato ltermine lampassato oppure no!



Gentile signora
mi perdoni ma forse non ho capito che il suo scopo era araldico
e non zoologico!

Ovvero capire se il termine "lampassato" doveva usarsi o meno per i draghi.

Per il lato zoologico i soli animali che discendono dai dinosauri (e ne sono un gruppo particolare) sono gli uccelli (Aves), mentre i coccodrilli (Crocodylia), comprendenti coccodrilli veri e propri, gli alligatori e i gaviali discendono dagli arcosauri.
Grimaldi
 

Messaggioda miss hompesch » venerdì 18 gennaio 2008, 2:02

Ma mi chiedo i simboli araldici vengono dal nulla o sono evoluzione di altro?
E dire reciso cosa significa esattamente?
Mi spieghi, cara Sigillum, cosa vuol dire che non Le piace il linguato con suo di rosso?
Sto cercando di capire e imparare...


Nb: Gli annalisti fanno descrizioni davvero particolari delle divise da guerra dei Normanni che non erano note alle popolazioni del Sud Italia e, pertanto, ne rimanevano terrorizzate così come degli scudi.
Anche a me piace questa discussione e molto...
miss hompesch
 

Di tutto e di più...

Messaggioda Sigillum1 » venerdì 18 gennaio 2008, 10:22

Gentile Miss, la risposta è, in prima battuta, "naturalmente non vengono dal nulla": anche se, fra le tante ipotesi sulle origini della disciplina, esiste una "teoria della continuità", secondo la quale l'Araldica sarebbe "innata"; il sistema tuttavia sembra essere nato, c'è su questo ormai un sostanziale assenso della comunità scientifica, nella seconda metà del XII secolo quando emblemi e figure si stabilizzarono sugli scudi di alcune stirpi, divenendo ereditari. Stabilizzazione ed ereditarietà sono caratteristiche essenziali del nuovo sistema (che si diffuse con una rapidità incredibile) che certo inventò ma, soprattutto nel suo primo secolo di vita, pescò a piene mani: l'arazzo di Bayeux è tradizionalmente considerato il più illustre documento prearaldico, dato che gli emblemi sono ormai quelli araldici ma ciascun cavaliere ne sceglie diversi nel corso del "fumetto".
Il tema è molto vasto e articolato, mi sono limitata ad una estrema sintesi.
Quanto al "lampassato": il termine rappresenta, mi pare, un esempio dell'uso di parola francese (per di più "tradotta?") ad indicare la lingua di smalto diverso rispetto a quella dell'animale, ma non di tutti (come il vostro dibattito dimostra): nella lingua del blasone dunque, ciò viene descritto con un drago d'oro linguato o lampassato di rosso: comunicavo che da tempo ho deciso di proporre che si muti la descrizione con: drago o leone d'oro con lingua rossa... Anche il "di" che precede lo smalto mi sembra alquanto estraneo alla nostra lingua e a quella delle fonti. Buongiorno a lei e a tutti. Silvia
PS. Dimenticavo...il drago dei Boncompagni è fisicamente reciso, vale a dire privo di parte del busto e degli arti inferiori.
Silvia
Sigillum1
 
Messaggi: 688
Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 18:34
Località: Bologna

Messaggioda Guido10 » venerdì 18 gennaio 2008, 13:55

Concordo con quanto detto da Silvia sul fatto che, in Europa, il drago, o dragone, era generalmente considerato figura incutente terrore. Di qui, la sua frequente rappresentato su scudi ed insegne belliche in generale.

È significativo al riguardo ricordare che, nell'XI secolo, Guillaume de Gomiécourt, signore di Wailly, ricevette l'appellativo di Dragon da Enrico I per la sua determinazione contro gli inglesi.

Per un altro esempio di simbolo negativo presente in araldica e largamente usato in campo bellico, si pensi al teschio.

Infine, ricordo che, al di fuori del continente europeo, il drago, o il serpente alato suo parente prossimo, era un simbolo positivo di vita, ascesa e resurrezione.

Un saluto

Guido10

P.S. con riferimento alle questioni linguistiche, ritengo l'attenzione andrebbe posta sull'aspetto grammaticale, che necessiterebbe di una formalizzazione, piuttosto che su quello strettamente lessicale.
"Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mc 2,17)

Siamo solo maglie nell'eterna catena della parentela. (H.H.)
Guido10
 
Messaggi: 255
Iscritto il: martedì 9 gennaio 2007, 13:09
Località: Napoli

Messaggioda Guido5 » venerdì 18 gennaio 2008, 14:10

Cari amici,
mi permetto di ricordare che una specie di draghi esiste davvero. È il "draco volans" che vedete nelle foto:

Immagine
In italiano è "drago volante" ed è diffuso nell'Asia meridionale (Sumatra, Giava, Borneo). Anche questo rettile fa parte della sottoclasse dei diapsidi ma dell'ordine dei sauri.

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5418
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Messaggioda adj » venerdì 18 gennaio 2008, 14:12

miss hompesch ha scritto:Anzi non è del tutto chiarito.
Se lampassato può essere usato per mammiferi quadrupedi, il drago può essere anche quadrupede ma non sappiamo se è un mammifero.
E se il riferimento è anche ai dinosauri mi sovviene la balena ,cetaceo, mammifero e stretto parente dei dinosauri, ma non so nulla dei dinosauri e dovremmo cercare se qualcuno fosse mammifero.
Sicuramente non è un uccello, non è un rettile.
In qualità di animale mitologico non può avere classificazione certa: sarebbe come mettere Pegaso fra i mammiferi volanti insieme ai pipistrelli .....
Cosa ne pensate?

Non solo Pegaso va inserito fra i mammiferi, ma fra gli equini e più precisamente fra i cavalli volanti.
Se poi si vuol sostenere che animali quali Pegaso o i draghi in quanto fantastici non siano attribuibili ad alcun genere, specie, famiglia, ecc... allora il discorso è chiuso in partenza.
Si può anche disquisire se sia un animale o una pianta...
... in fondo esistono sia piante semoventi che carnivore.
adj
 

Messaggioda Grimaldi » venerdì 18 gennaio 2008, 14:24

Guido5 ha scritto:Cari amici,
mi permetto di ricordare che una specie di draghi esiste davvero. ...

Anche questo rettile fa parte della sottoclasse dei diapsidi ma dell'ordine dei sauri.

....


Certamente...

Esiste questo piccolo rettile chiamato drago
e di certo non è quello del mito.

Ma al contrario ha avuto questo nome perchè ricordava lui il mito stesso del drago (rettile, con zampe ed alette)?

Insomma esempio di come il mito talvolta condiziona la realtà?

Ma torniamo all'araldica.

La signora Hompesch chiedeva per quali animali occorresse dire lampassato o linguato poichè sembra che non tutti gli animali possano qualificarsi allo stesso modo.

Dai vari interventi mi sembra di capire che in araldica:

1) gli animali "lampassati" sono quelli che hanno la lingua che può "lappare" ed araldicamente tale lingua è attribuita a quadrupedi ed in genere a mammiferi (ed in araldica la lingua ha poi colore diverso dal corpo).

Infatti "lampassare", come ci ricorda il signor Guido, vuol dire "lappare" e
credo che debba essere esattamente attribuito alla lingua calda dei mammiferi, così adatta a "lappare".

2) gli animali "linguati" sono invece "i volatili, il drago, il grifo, le serpi".

Uccelli, rettili ed animali simili ma mitologici che hanno più una lingua diversa (stretta, piccola, lunga e sibilante per vari di loro) da quella predetta e devono allora esattamente essere indicati, in araldica, come "linguati".


Dunque, posto che il drago è animale mitologico e che somiglia, per origine, tradizione, rappresentazioni ad un rettile che ricorda anche qualcosa dei dinosauri (se non altro le dimensioni) quando in araldica
è rappresentato con la lingua dovrebbe essere detto "linguato".


Che ne pensate?
Grimaldi
 

Messaggioda SINFOROSA » sabato 19 gennaio 2008, 22:46

Peccato sia stato cancellato il bel toc-toc.
Era una ventata di allegria ancora più apprezzabile perchè proveniente,da quel che ho potuto capire,da una esperta del settore.
Io invece sono una neofita in tutti i campi anche nell'uso del computer
che per me è un alieno misterioso.Pazienza:imparerò.
Non so se i draghi hanno quattro o due zampe e la lingua "lampassata".
So solo che a me sono sempre stati simpatici,come tutti gli animali del resto fantastici e non,proiezione dei nostri pregi e difetti.
Suggestiva poi l'idea ,pur nella sua palese ironia,dello stemma personale.
Se fosse possibile,il mio sarebbe questo:due canine appisolate in un campo d'oro,"la carne degli dei"secondo gli antichi Egizi.
Certo la mia concione non ha contribuito alla "querelle"ma per me è stato
bello constatare che in piena era tecnologica ,quando ormai sembra perso
il gusto di soffermarsi a "otiare ",ci sia ancora qualcuno col desiderio di
dibattere anche solo sulla lingua dei draghi.Complimenti e....pardon :oops:
LUCIANA CEVA GRIMALDI

L'eternità attende al crocevia delle stelle
SINFOROSA
 
Messaggi: 214
Iscritto il: lunedì 5 novembre 2007, 22:54

(lam)passiamo oltre

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 20 gennaio 2008, 0:47

Come già postato i draghi sono molto simpatici anche a me, per simpatie ghibelline! Per quanto concerne gli animali e emblemi presenti sugli scudi dei militi, sembra che molti cavalieri avessero un animo veramente gentile: molte arme, anche molto antiche, hanno animali e simboli che lo evidenziano(per esempio lo stemma Lovatelli) Sui termini linguato - lampassato mi sembra che Giovanni abbia positivamente concluso.Un caro saluto, Fabrizio
fabrizio guinzio
 
Messaggi: 1826
Iscritto il: mercoledì 12 settembre 2007, 13:43
Località: fiumicino

Messaggioda miss hompesch » domenica 20 gennaio 2008, 1:26

A proposito di animali, qualche giorno fa mi è stato regalato il libro "Lo zoo sacro Vaticano".
Titolo che si presta ad interpretazioni maliziose ma in realtà è una rassegna di tutti gli animali espressi artisticamente nel Vaticano.
Non nei musei ma solo nella basilica.
Leggetelo è bellissimo!
Con la presentazione del cardinale Angelo Comastri, il libro è di Sandro Barbagallo.
miss hompesch
 

Lampassato

Messaggioda Al Salah ad Din Ayyub » lunedì 21 gennaio 2008, 11:57

Buongiorno.
Sono un nuovo iscritto a codesto Forum e vi saluto cordialmente.
Ho letto un po' velocemente, ma con molto interesse, i vari interventi sul tema, ammirando la preparazione e la pacatezza della discussione.
Salvo errori e omissioni, mi parrebbe di poter riassumere i vari argomenti in una sola domanda: il linguaggio araldico-blasonico deve / può essere aggiornato ai Tempi Moderni?
Mi stupisco però che questa domanda che io mi sono fatto non si sia estesa anche a convenzioni (o princìpi?) assai più basilari di questo linguaggio.
Faccio un esempio: perchè chiamare destra quella parte dello scudo che sta a sinistra dell'osservatore? Conosco i motivi di questa convenzione ma, visto che si è discusso di "lampassati" versus "linguati", di draghi che "araldicamente" possono avere due o quattro zampe, proporrei che si esamini tutto con occhio critico. O no?
Al Salah ad Din Ayyub
 

(lam)passiamo oltre

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 21 gennaio 2008, 12:15

Caro Saladino, benvenuto! Per quanto da te postato, posso far presenti gli usi di un altro linguaggio tipico: quello delle marinerie. Orbene, i marinari(come il mondo araldico) utilizzano un loro linguaggio(doverosamente soggetto ad aggiornamenti) con termini peculiari. Un istituto linguistico italiano si è specializzato nell'insegnamento dell'inglese marinaro; un comune professore di lingue italiano non è in grado di capire neanche i marinai suoi connazionali! Tale linguaggio è quello usato anche nella normativa O.N.U. Un caro saluto, Fabrizio
fabrizio guinzio
 
Messaggi: 1826
Iscritto il: mercoledì 12 settembre 2007, 13:43
Località: fiumicino

PrecedenteProssimo

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti