Stemma Pelliccioni

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Messaggioda San Marco » domenica 13 gennaio 2008, 11:18

Il gentile Michele
e non ho trovato palazzi Pelliccioni a Roma.

ma un Palazzo Pellicioni si può trovare a Poli, come scritto nel sito del Comune di Poli-Roma:<Lungo il corso, che costituisce l’ asse principale del paese, si può osservare la lunga facciata settecentesca del Palazzo Pelliccioni, il cui interesse è accentuato dagli affreschi che decorano alcune stanze>.
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Messaggioda FML » domenica 13 gennaio 2008, 18:22

Sappiamo che da un determinato periodo storico i Pelliccioni risiedettero nella cittadina laziale di Poli (RM), luogo nel quale si trova ubicato l'omonimo palazzo.
Qualcuno saprebbe spiegarmi il motivo per cui i Pelliccioni aggiunsero al proprio cognome il predicato nobiliare "di Poli"?
Furono forse Signori di quella terra....o :roll: insigniti di altro specifico titolo nobiliare (vero o presunto) pertinente alla stessa?

Ferrante
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Messaggioda MMT » lunedì 14 gennaio 2008, 15:45

Sapevo del palazzo Pelliccioni in Poli, vi si trasferirono da Capranica Prenestina credo con il trisavolo di Luciano che era stato nominato una specie di vice governatore del luogo (qui forse Silvaticus potrebbe essere più preciso di me) e nella sua carta da lettere il Pelliccioni faceva riferimento anche a questo palazzo in Poli. Per quanto riguarda, invece, il predicato di Poli so che venne aggiunto solo da lui ma ignoro su quale base. Come infatti sapete poli fu prima dei Conti e poi dei Torlonia.

Michele
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Messaggioda San Celestino » lunedì 14 gennaio 2008, 18:34

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Messaggioda San Marco » lunedì 14 gennaio 2008, 21:10

Mi sembra che il " di Poli " faccia parte integrante del cognome, cioè sia stato cognomizzato.
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Messaggioda MMT » lunedì 14 gennaio 2008, 21:24

Sarebbe interessante controllare questa fonte: "Spreti, IV, 260". Purtroppo non ho lo Spreti chi può farlo?

Michele T.
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Messaggioda San Celestino » martedì 15 gennaio 2008, 19:10

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Messaggioda Grimaldi » martedì 15 gennaio 2008, 19:13

FF ha scritto:
San Marco ha scritto:Mi sembra che il " di Poli " faccia parte integrante del cognome, cioè sia stato cognomizzato.


Verissimo. L'aveva cognomizzato! probabilmente unico modo per dargli un pò più di credibilità :lol:
Un salutone

FF



Mi piacerebbe sapere il "titolo" in base al quale
riuscì a cognomizzarlo come se fosse un "predicato". :D

Nell'era dell'"accertamento" dei cognomi e predicati (dal '46 alla sentenza degli anni 60 della Cassazione che lo vietò) se ne videro di tutti i colori,...
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » martedì 15 gennaio 2008, 19:25

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Messaggioda MMT » martedì 15 gennaio 2008, 20:03

Grimaldi ha scritto:Mi piacerebbe sapere il "titolo" in base al quale
riuscì a cognomizzarlo come se fosse un "predicato". :D


In effetti questo sarebbe molto interessante.
La realtà è che egli molto oculatamente non scrisse mai una monografia intera della sua famiglia, quanto piuttosto fece delle biografie e delle monografie più specifiche. Spero di riuscire entro la settimana a dare un'occhiata all'opuscolo sulla Bolla di Papa Sisto della Rovere.

Michele
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Messaggioda MMT » mercoledì 16 gennaio 2008, 19:13

Riporto quanto scritto a pag. 260 dello Spreti:

*SERIANNI
ARMA: d'azzurro alla banda di rosso, accostata da due palle d'oro, una in capo e una in punta.
DIMORA: Ascoli Piceno

Nobile famiglia di Ascoli Piceno. Anticamente si disse dei Pelliccioni. Suo capostipite fu un tale Ubertino de Pelliccioni, cavaliere venuto in Italia al seguito dell'imperatore Carlo Magno, che lo investì della terra, del castello e del titolo di "Conte di Montecocullo" su i confini tra le Marche e l'Abruzzo, col diritto di batter moneta, giacchè se ne sono trovate d'argento e rame con lo stemma attualmente usato dalla famiglia di cui parliamo. Quando l'imperatore Federico II distrusse la città di l'Aquila, gli abitanti si rifugiarono in quel di Ascoli, sotto la protezione del conte Giovanni Pelliccioni di Montecocullo, il quale in memoria di ciò eresse una chiesa dedicata a San Giovanni Battista, chiesa che è tutt'ora di giuspatronato della famiglia. Da detto Giovanni ne vennero Nicola e Roberto, da cui Lucio da cui Francesco. Questi generò Ser Giovanni o Ser Janni, dal quale i discendenti trassero l'attuale cognome nel secolo XVI. Da costui ne vennero i fratelli Luca, Giovanni e Tommaso, che da Sisto IV furono confermati conti e signori del loro castello, con mero e misto imperio, con bolla del 15 ottobre 1579 (errore di stampa per 1479 [ndr]). La famiglia dette illustri e cospicui personaggi alla città di Ascoli, al cui patriziato fu aggregata. Eccelle un Orazio (1700), ottimo poeta, al quale Ascolì dedicò una via. Con Decreto Reale del 1 ottobre 1911, la famiglia fu iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana e nell'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana con i titoli di patrizio di Ascoli P. (mf), conte (mpr) e nobile dei conti (mf) ed è rappresentata da Giuseppe nato ad Ascoli 8 ottobre 1881 dai furono conte Emidio (1851-1925) e Adele Pretaroli (1855-1905); cav. Cor. d'It. sposa il 20 ottobre 1901 Maria Fuselli (n. 20 giugno 1879); (resid. Ascoli P. e Roma via Arno, 105).
FIGLI: Emidio 20 luglio 1902, Adele 11 luglio 1910, Mario Fulvio 27 luglio 1914. Fratello: Ivo 5 marzo 1885 residente a Parigi


MMT

PS: ringrazio l'opera da certosino dell'"amanuense" amico Francesco, che copiandola ne ha reso possibile la trascrizione anche per noi.
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Messaggioda San Celestino » mercoledì 16 gennaio 2008, 19:35

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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 16 gennaio 2008, 20:20

"...Ubertino de Pelliccioni, cavaliere venuto in Italia al seguito dell'imperatore Carlo Magno, che lo investì della terra, del castello e del titolo di "Conte di Montecocullo"...."


Carlo Magno???

Cioè aveva un cognome (cognome italiano e di casato, poi...) in epoca (VIII-IX sec.) prima che in pratica si diffondessero i cognomi moderni (sec. XI-XII)? :?
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » giovedì 17 gennaio 2008, 17:29

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Messaggioda MMT » domenica 20 gennaio 2008, 16:52

Riporto di seguito il testo della Bolla di Papa Sisto IV:

Sixtus etc. Ad perpetuam rei memoriam. Apostolice Sedis minificentia consueta etsi erga sibi fideles et devotos se continue liberalem exhibeat eisque dignis attolat honoribus et prosequatur munieribus gratiarum, illos tamen quadam speciali dignitatis prerogativa sublimat quos fides et obedientia diutius comprobata in eiusdem Sedis conspectu dignos reddit ut eo ferventius et fidelius obsequatur ob maiori ab ipsa Sede gratia et benevolentia se cognoverint circumfultos. Sane pro parte dilectorum filiorum nobilium virorum Luce et Johannis et Thome fratrum filiorum quondam Ioannis Francisci de Pelliccionibus civis Ascolan. nobis super exibita petitio continebat quod licet ipsi de vetusta et optima familia existant et ut a suis maioribus perceperunt ii qui ex ipsa familia antiquitus descenderunt fuerint Comites et pro Comitibus reputati, nichilominus propter guerras partialitates et alios sinistros eventus eorum privilegia perdiderunt nomenque Comitis ipsis in dissuetudinem abiit. Qua re pro parte Luce et Iohannis ac Thome predictorum nobis fuit humiliter supplicatum ut ipsos et ab eis per lineam masculinam descendentes Comites et Nobiles facere creare et constituire de benignitate Apostolica dignaremur. Nos igitur attendentes singularem fidem et devotionem quam Lucas et Iohannes et Thomas predicti eorumque progenitores ad Romanam Ecclesiam indefesse habuerunt ac illos propterea condignis honoribus et dignitatis tituli decorare volentes, ipsos et eorum quemlibet necnon eorum et cuiuslibet ipsorum filios et et ab eis descendentes, per lineam masculinam in perpetuum Comites et Nobiles auctoritate Apostolica tenore presentium facimus constituimus et creamus ac aliorum Comitum et Nobilium consortio quod denominationem ab eorum Castro Montiscuculi habeant et deinceps Comites Montiscuculi appellari ab omnibus debeant necnon omnibus et singulis privilegiis honoribus immunitatibus et exemptionibus gaudeant et utantur, quibus ceteri Comites et Nobiles gaudente et utuntur de iure vel de consuetudine; non obstantibus constitutionibus et ordinationibus Apostolicis ac legibus imperialibus et statutis municipalibus ceterisque contrariis quibuscumque. Nulli ergo etc. Constitutionis creationis aggregationis statuti et ordinationis infringere etc. Datum Rome apud Sanctum Petrum, Anno Incarnationis Dominice MCCCCLVIIII Idus Octobris pontificatus Nostri Anno Nono.
D. Gallettus

Traduzione del Pelliccioni :
SISTO ecc. A perpetua memoria della cosa.
La consueta generosità della Sede Apostolica, pur essendo sempre munifica verso coloro che le sono fedeli e devoti beneficiandoli con doni graditi, vuole tuttavia elevare con particolare prerogative di dignità tutti coloro la cui fedeltà ed obbedienza lungamente provate li rende degni al cospetto della stessa Sede, affinché essa venga più ferventemente e fedelmente servita, e perché essi stessi si sentano circondati di maggiore grazia e benevolenza da parte della Sede stessa.
Giudiziosamente da parte dei diletti nobili uomini Luca e Giovanni e Tommaso, fratelli, figli del defunto Giovanni Francesco Pelliccioni cittadino ascolano a Noi fu recentemente rivolta un a petizione che spiegava che, pur discendendo essi da antica ed ottima famiglia e come dai propri antenati avevano saputo coloro che nella stessa famiglia anticamente erano discesi erano stati Conti e per Conti reputati, ciò nonostante a causa delle guerre, delle fazioni e di altri eventi sfavorevoli avevano perso i loro privilegi ed il nome di Conte per essi era caduto in disuso. Per questa ragione da parte di Luca, di Giovanni e di Tommaso predetti, a Noi fu umilmente supplicato perché essi ed i loro discendenti in linea maschile con Apostolica benignità ci degnassimo di fare, creare e costituire Conti e Nobili.
Noi dunque considerando l’eccellente fedeltà e devozione che Luca, Giovanni e Tommaso predetti ed i loro avi instancabilmente ebbero verso la Chiesa Romana, e volendo perciò decorarli con degni onori e titoli di dignità, essi stessi ed ognuno di loro ed anche ciascuno dei loro stessi figli e da essi discendenti per linea maschile, per autorità Apostolica con il contenuto della presente facciamo, costituiamo, creiamo ed aggreghiamo al consorzio degli altri Conti e Nobili favorevolmente, stabilendo ed anche ordinando che abbiano il nome dal loro castello di Montecocullo e che successivamente debbano esser chiamati da tutti Conti di Montecocullo, e che godano ed usino di tutti i singoli i privilegi, gli onori, le immunità e le esenzioni di cui tutti gli altri Conti e Nobili godono ed usufruiscono per diritto o per consuetudine; anche se ciò fosse in contrasto con costituzioni, ordinazioni Apostoliche, leggi imperiali, statuti municipali e tutti gli altri.
A nessuno in conseguenza di ciò ecc. della costituzione, creazione, aggregazione, statuto ed ordinazione infrangere (sia lecito).
Dato a Roma presso San Pietro, anno dell’Incarnazione del Signore 1479 Idi di ottobre del pontificato Nostro anno nono.
D. Galletti
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