Famiglie Notarili

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda corbus » lunedì 14 gennaio 2008, 19:14

Signor corbus,
Le confermo che i volumi di protocollo che si sono conservati, si sono conservati anche perchè da essi se ne traeva rendita per copie autentiche rilasciate. A volte ricordo nell'Archivio di Stato di Brindisi ho letto la dicitura che riportava la cifra in denaro da devolvere anche a favore di un convento di Brindisi.

Il fatto che non stiano nel luogo loro deputato ovvero stiano in Archivi Capitolari o diocesani ha anche ragioni storiche, che vanno dall'acquisto o anche all'intweresse, perchè quel notaio magari rogava atti col "Capitolo Cattedrale" e allora qualche sacerdote magari gli ha acquistati o "presi temporaneamente in prestito" od altro ancora.
Alla sua ultima domanda, immagino che in periodi lontani le "notizie" tra notai circolavano ossia credo che era cosa notoria chi erano i notai e quali volumi di protocollo di quale notaio essi conservavano.
Certo tanti volumi di protocolli notarili sono andati irrimediabilmente persi.
Qualche tempo fa, non molto credo, in un palazzo della provincioa di Lecce, all'interno di un muro abbastanza spesso,forse un'antica dispenza a muro, sono stati rinvenuti dei volumi di protocolli notarili di un notaio del milleseicento!!!!!
Questi protocolli fortunatamente sono stati poi trasferititi dai proprietari dell'immobile (tramite vendita o altro ) all'Archivio di Stato di Lecce che gli ha acquisiti!!!!!!!

Così il gioco diventa un po' troppo difficile però :D , l'importante è che non si siano persi. Purtroppo bisogna anche fare i conti (ed in qualche modo sperare) che alcuni archivi notarili siano confluiti in qualche archivio comunale, come mi è capitato di osservare in due occasione. Il fatto è che la stessa informazione viene data dagli archivi centrali, se il comune è relativamente vicino...altrimenti bisogna appellarsi a qualche storico locale.

Saluti e.....Buona ricerca....
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La documentazione notarile

Messaggioda Sigillum1 » lunedì 14 gennaio 2008, 19:50

Gentile Corbus, in tutte le sale di consultazione delle grandi biblioteche è in genere presente la versione cartacea della Guida generale degli archivi di Stato italiani; la troverà certamente presso la biblioteca dell'Archivio di Stato della sua città.
Concordo con lei, infatti la produzione di quella Guida è stata operazione complessa e travagliata: in ogni caso, presso l'archivio troverà certamente gli elenchi dei notai e l'inventario analitico degli atti da essi rogati, se presenti.
E' certo che non si trattasse di un "signum tabellionis" impresso? Tenga presente che molti notai usarono nei loro sigilli quegli stessi "signa" che venivano prima vergati a mano. Un cordiale saluto. Silvia
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Re: La documentazione notarile

Messaggioda corbus » lunedì 14 gennaio 2008, 22:52

Sigillum1 ha scritto:Gentile Corbus, in tutte le sale di consultazione delle grandi biblioteche è in genere presente la versione cartacea della Guida generale degli archivi di Stato italiani; la troverà certamente presso la biblioteca dell'Archivio di Stato della sua città.
Concordo con lei, infatti la produzione di quella Guida è stata operazione complessa e travagliata: in ogni caso, presso l'archivio troverà certamente gli elenchi dei notai e l'inventario analitico degli atti da essi rogati, se presenti.
E' certo che non si trattasse di un "signum tabellionis" impresso? Tenga presente che molti notai usarono nei loro sigilli quegli stessi "signa" che venivano prima vergati a mano. Un cordiale saluto.
Si assolutamente, ne riporto un paio, purtroppo gli altri non ce l'ho in formato digitale e non posso allegarli.

Questi due sono di un atto del 1514.

Il secondo segno dovrebbe essere quello usato dai "notai apostolici" o sbaglio?
Una curiosità. Che differenza c'è tra filze (atti infilzati) e pandette (i registri) ? Sono copie degli stessi atti?



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Re: La documentazione notarile

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » lunedì 14 gennaio 2008, 23:55

corbus ha scritto:Una curiosità. Che differenza c'è tra filze (atti infilzati) e pandette (i registri) ? Sono copie degli stessi atti?[/b]




Signor corbus,
archivisticamente parlando sono due unità archivistiche differenti.
Per filza si intende :
raggruppamento di atti pervenuti, con o senza nesso tra di loro, o anche quaderni o registri, che venivano originariamente infilzati su un ago posto in posizione perpendicolare al tavolo di ufficio e successivamente, quando raggiungevano una certa voluninosità, sfilati per essere cuciti oppure legati con spago o nastro. cfr "Dal documento la storia...., a cura di M. Concetta Ingrosso Gloria, Archivio di Stato Lecce, Congedo editore,1988 pagina 88.
Generalmente si intende un insieme di documenti legati, ovvero rilegati dal dorso da un filo che gli tiene uniti.
La pandetta comunemente intesa come una rubrica a volte coeva della documentazione archivistica. Ovvero quello che oggi diremo "strumento di corredo". La pandetta è generalmente una rubrica ove è riportato il cognome, nome, oggetto dell'atto, segnatura archivistca della "pratica".
La pandetta è solitamente alfabetica, ma non sempre.
Non è,credo, un termine propriamente "archivistico".
Spero che ciò che ho scritto Le possa servire.
Saluti
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Documentazione notarile

Messaggioda Sigillum1 » martedì 15 gennaio 2008, 10:28

Gentile Corbus, posso chiederle in quale area geografica si svolgono le sue ricerche? Dalle mie parti (Emilia Romagna) il signum tabellionis manuale è veramente rarissimo in quelle epoche...
Sottoscrivo del tutto al testo del collega, e pandette non è, per quel che ne so, un termine archivistico ma piuttosto giuridico (le pandette Giustinianee e le compilazioni dei giuristi o dei commentatori, almeno sino al XV secolo), non lo conosco neppure come strumento di corredo ma il linguaggio locale degli archivi e davvero sterminato. Un cordiale saluto e buon lavoro. Silvia
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La documentazione notarile

Messaggioda Sigillum1 » martedì 15 gennaio 2008, 10:29

Naturalmente sottoscrivo del tutto "il" testo del collega.....Silvia
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Messaggioda vdaurelio » martedì 15 gennaio 2008, 13:00

Caro Corbus,
giusto per la verità storica che sottointende alla nostra piacevole ricerca. La vendita degli archivi notarili da notaio a notaio è ben descritta nel testo del Cosi "Terra d'Otranto attraverso gli archivi notarili" Edito dalla Congedo Editore. Magari una lettura potrebbe esserle d'aiuto per cercare alcune corrispondenze con la sua ricerca in Genova.
Saluti
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Re: Documentazione notarile

Messaggioda corbus » martedì 15 gennaio 2008, 13:32

Sigillum1 ha scritto:Gentile Corbus, posso chiederle in quale area geografica si svolgono le sue ricerche?
Dalle mie parti (Emilia Romagna) il signum tabellionis manuale è veramente rarissimo in quelle epoche...
Sottoscrivo del tutto al testo del collega, e pandette non è, per quel che ne so, un termine
archivistico ma piuttosto giuridico (le pandette Giustinianee e le compilazioni dei giuristi o dei
commentatori, almeno sino al XV secolo), non lo conosco neppure come strumento di corredo ma il
linguaggio locale degli archivi e davvero sterminato. Un cordiale saluto e buon lavoro. Silvia


Certo che me lo può chiedere!! Sto effettuando ricerche nei territori della provincia d'imperia e nel dipartimento
francese delle alpi marittime. Ma tenga conto che gli atti che ho potuto vedere riguardano 4 notai differenti,
di epoche differenti, (mancanza di tempo) e tutti utilizzavo questo segno, od impresso sulla copertina del registro in cuoio,
o direttamente nell'atto.

In realtà ho confuso io il termine, pensavo che "pandetta" fosse un sinonimo di "Protocollo", registro.
La mia perplessità sta nel fatto che uno stesso notaio avesse per lo stesso arco di tempo (1610-1650 per esempio)
sia filze che protocolli, da qui il dubbio se uno era una copia dell'altro. Purtroppo non ho avuto il tempo
di controllare, però da quanto detto sopra, è possibile che siano atti completamente differenti.


Grazie mille a tutti :-)
Ultima modifica di corbus il martedì 15 gennaio 2008, 13:36, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda corbus » martedì 15 gennaio 2008, 13:34

vdaurelio ha scritto:Caro Corbus,
giusto per la verità storica che sottointende alla nostra piacevole ricerca. La vendita degli archivi notarili da notaio a notaio è ben descritta nel testo del Cosi "Terra d'Otranto attraverso gli archivi notarili" Edito dalla Congedo Editore. Magari una lettura potrebbe esserle d'aiuto per cercare alcune corrispondenze con la sua ricerca in Genova.
Saluti


Grazie vincenzo dell'indicazione :)
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » martedì 15 gennaio 2008, 14:12

vdaurelio ha scritto:Caro Corbus,
giusto per la verità storica che sottointende alla nostra piacevole ricerca. La vendita degli archivi notarili da notaio a notaio è ben descritta nel testo del Cosi "Terra d'Otranto attraverso gli archivi notarili" Edito dalla Congedo Editore. Magari una lettura potrebbe esserle d'aiuto per cercare alcune corrispondenze con la sua ricerca in Genova.
Saluti


Vincenzo,
potresti esser più preciso . Mi risulta "nuovo" questo testo di Giovanni(detto Nino) Cosi o stiamo scrivendo di un'altro autore Cosi?
Sei sicuro del titolo? è fresco di stampa?
Io conosco, e lo posseggo il testo che ho già citato nel post del 13 gennaio 2008 alle ore 5:17pm confronta :

Giovannimaria Ammassari



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MessaggioInviato: Dom Gen 13, 2008 5:17 pm

"Certamente esistevano degli esami per accedere alla professione di Notaio. Nell'Archivio di Stato di Lecce si è conservato un"Questionario per sostener l'esame di notaio, trascritto dal Rev. D. Oronzo Adorante, notaio in Brindisi, [anno] 1695." con seguente segnatura archivistica ASL; Appendice n. 9 cfr COSI GIOVANNI , IL NOTAIO E LA PANDETTA, Galatina, Congedo Editore,1992. "

Il libro è questo?
ovvero
COSI GIOVANNI, Il Notaio e la Pandetta- Microstoria salentina attraverso gli Atti notarili (secc. XVI-XVII), a cura di Mario Caz altra z infine ato è un cognome!![anche se non gradito al computer]Cazzato, Galatina Congedo Editore, 1992.
Giovanni Cosi, sui notai ha scritto altri tre libri di cui l'ultimo nel maggio 2006.
Vincenzo, fammi sapere di questo nuovo testo.
In attesa.......
Saluti
Giovannimaria Ammassari

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Messaggioda vdaurelio » martedì 15 gennaio 2008, 15:28

Caro Giovanmaria
è proprio quello che hai scritto: COSI GIOVANNI, Il Notaio e la Pandetta- Microstoria salentina attraverso gli Atti notarili (secc. XVI-XVII), . Mi sovviene un battuta: "nella prefazione del testo il curatore dice che ha dovuto convincere il Cosi a scrivere questo testo poi mi scrivi che ne ha fatti altri due ... è proprio vero la fame vien mangiando!".
Saluti cari
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » martedì 15 gennaio 2008, 23:33

vdaurelio ha scritto:Caro Giovanmaria
è proprio quello che hai scritto: COSI GIOVANNI, Il Notaio e la Pandetta- Microstoria salentina attraverso gli Atti notarili (secc. XVI-XVII), . Mi sovviene un battuta: "nella prefazione del testo il curatore dice che ha dovuto convincere il Cosi a scrivere questo testo poi mi scrivi che ne ha fatti altri due ... è proprio vero la fame vien mangiando!".
Saluti cari


Caro Vincenzo,
è veramente "una battuta", perchè la questione non è questa....ma questo non è il topic giusto ed appropriato per discuterne.
Saluti
Giovannimaria Ammassari

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