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corbus ha scritto:Grazie de Bellis!
spero che l'archvio di Genova sia ben organizzato come quello di Bari!!
Me lo auguro!
Non avendo accesso agli inventari (chissà perchè poi non li pubblicano su internet.. ) e da quel poco che mi hanno detto, nn penso che sia così ben strutturato :-)
Recati sul posto, devi prima accredidarti e compilare dei moduli, poi devi lasciare un tuo documento, mentre effettui la consultazione, e compilare un verbalino ogni volta.
Ho letto che all'atto dell'incarico i notai erano tenuti a depositare il proprio sigillo, dove posso trovare traccia di questa documentazione?
Non so,non credo,ma.. l'archivio può essere l'unico posto dove si conservi.
Le è capitato di vedere questo tipo di documentazione?
corbus ha scritto:Gentilissimi,
grazie di avermi risposto. In preparazione al prossimo viaggio di ricerca negli archivi che avverrà tra qualche mese e dove vorrei trovare informazioni su una famiglia di notai, volevo avere opinioni in base alle vostre esperienze.
Oltre ai ben conosciuti archivi notarili (quelli che conservano i protocolli e le filze per intenderci) su quale altro fondo o documentazione mi consigliate di andare?
Mi viene in mente, che ne so, se erano iscritti in un albo, se depositavano dei sigilli o la firma, magari dove trovare informazioni sulle loro attività professionali e via di seguito. Dove trovare informazioni circa il passaggio dei loro archivi dopo la morte.
Sempre tenendo conto che ogni stato preunitario aveva le sue precise norme in materia.
Mi interessa soprattutto le vostre esperienze in fase di ricerca :-)
Grazie
Giovannimaria Ammassari ha scritto:corbus ha scritto:Gentilissimi,
grazie di avermi risposto. In preparazione al prossimo viaggio di ricerca negli archivi che avverrà tra qualche mese e dove vorrei trovare informazioni su una famiglia di notai, volevo avere opinioni in base alle vostre esperienze.
Oltre ai ben conosciuti archivi notarili (quelli che conservano i protocolli e le filze per intenderci) su quale altro fondo o documentazione mi consigliate di andare?
Mi viene in mente, che ne so, se erano iscritti in un albo, se depositavano dei sigilli o la firma, magari dove trovare informazioni sulle loro attività professionali e via di seguito. Dove trovare informazioni circa il passaggio dei loro archivi dopo la morte.
Sempre tenendo conto che ogni stato preunitario aveva le sue precise norme in materia.
Mi interessa soprattutto le vostre esperienze in fase di ricerca :-)
Grazie
Signor corbus,
io no provengo da famiglie di notai però Le rispondo in base alla mia esperienza in fase di ricerca.
Non so a quale area geografica Lei è interessato ad investigare.
Io nelle mie ricerche nelle Puglie e nel Salento Le posso indicare e testimoniare quanto segue:
Le posso rispondere co certezza di ricerca storica che precedentemente al 1879 ovvero al decreto legge del 25 maggio 1879 che istituì gli Archivi Notarile Distrettuale, i volumi di protocollo notarile "passavano" da Notaio a Notaio. Ho trovato nelle mie ricerche veri e propri atti di vendita di volumi di protocolli notarili.
A volte una vedova di un Notaio andava a venderli ad un'altro notaio.
I Notai se avevano figli o Nipoti preferivano indirizzare i figli o i Nipoti alla professione Notarile. Vi erano i "Conservatori" di Protocolli Notarili di altri notai. Così il trasferimento avveniva in luogo di "testamenti" o disposizioni varie sempre notarili. E' così che si sono conservati i volumi di protocolli notarili. Io ho scoperto che chi redigeva i cosidetti "repertori Notarili" (che per le leggi napoleoniche del decennio francese nel 1809 nel Regno di Napoli ogni Notaio doveva redigere dei volumi di protocollo che possedeva e presentarli al Collegio o Notarile) colui era il "Conservatore" il Custode e proprietario dei volumi di protocollo.
Essi non sono solo e solamente conservati nei cosidetti Archivi di Stato o negli Archivi Notarili Distrettuali.
Può trovarli , a volte, in talune Biblioteche, vi sono negli Archivi diocesani, in quelli Capitolari, in Archivi Privati.....quindi Le consiglio di estendere la ricerca.
Quindi alla domanda : Dove trovare informazioni circa il passaggio dei loro archivi dopo la morte. posso rispondere :
tra gli atti di altri notai parenti dello stesso notaio, ove vi siano, o della stessa località. Nel "Repertorio Notarile " dal 1809 in poi ove vi è scritto chi ha compilato il repertorio.
alla domanda :
"se depositavano dei sigilli" Si parla di sigillo o timbro solo per il milleottocento, almeno per la mia esperienza, precedentemente veniva usato il "segno del tabellionato" che veniva apposto solo e solamente dal notaio in forma autografa, ma non sò se veniva "depositato".
I timbri dei notai del milleottocento almeno quelli che hanno rogato sino a dopo il 1879 con l'istituzione degli Archivi Notarili Distrettuali, credo che siano conservati presso gli stessi Archivi o che siano stati versati nei rispettivi Archivi di Stato insieme ai primi "versamenti di volumi di protocolli notarili.
alla domanda : "se erano iscritti in un albo"
Non sò in che anno è stato istituito l'Ordine dei Notai.
Certamente esistevano degli esami per accedere alla professione di Notaio. Nell'Archivio di Stato di Lecce si è conservato un"Questionario per sostener l'esame di notaio, trascritto dal Rev. D. Oronzo Adorante, notaio in Brindisi, [anno] 1695." con seguente segnatura archivistica ASL; Appendice n. 9 cfr COSI GIOVANNI , IL NOTAIO E LA PANDETTA, Galatina, Congedo Editore,1992.
Attualmente, come Lei sà, vi è un'Ordine dei Notai al quale Lei potrebbe rivolgersi. Qualche ricerca bibliografica anche può servire...
Scusi questo mio lungo, prolisso, per alcuni(spero non per tutti) tedioso intervento, spero Le possa risultare utile, altrimenti lo cestini
Non lo prenda come la lezione di un maestro (quale non sono), ma bensì come una comunicazione di qualcosa che io ho visto, e magari pure in malo modo.
Sono intervenuto perchè Lei ha scritto quella frase : "Mi interessa soprattutto le vostre esperienze in fase di ricerca :-)
[/quote]corbus ha scritto:Gentilissimo Giovannimaria Ammassari
ha fatto benissimo, e non è stato per nulla tedioso...almeno per me.
Io sono interessato ai territori che erano domini della ex repubblica di genova. Ma nella sua esperienza ritrovo molti riscontri con quello che ho letto e vissuto in prima persona.
Alla fine anche prima del regno d'italia gli usi e costumi erano piu o meno gli stessi in alcuni ambienti. :-)
Mi conferma che era usanza anche vendere gli archivi, perchè sembra fosse una rendita. Ossia il notaio faceva pagare copia dell'atto che ne venisse richiesto.
Può trovarli , a volte, in talune Biblioteche, vi sono negli Archivi diocesani, in quelli Capitolari, in Archivi Privati.....quindi Le consiglio di estendere la ricerca.
Questo mi da molto da pensare, perchè non avevo preso in considerazione questa opzione. Io sono riuscito a rintracciare solo un archivio relativo ad uno di questi notai, mancano quelli del padre e del nonno.
Ha perfettamente ragione sul documentarsi su testi che trattano dell'argomento, infatti ho acquistato un libro e spero che mi arrivi il piu presto possibile.
Grazie per aver chiarito anche la questione dei sigilli, ero in dubbio se il tabellione era un secondo segno distintivo, in realà ne è l'antenato.
Mi viene una domanda, ma se la famiglia di un notaio vendeva i propri protocolli, le persone che volessero ricercare un atto, come avrebbero fatto a rintracciare il nuovo custode?
doveva essere scritto da qualche parte...almeno immagino
Sigillum1 ha scritto:Gentile Corbus, può farsi un'idea della consistenza della documentazione relativa ai notai, presente presso l'archivio di Stato di Genova consultando la Guida generale degli archivi di Stato a questo indirizzo:
http://www.archivi.beniculturali.it/Pat ... cerca.html oppure, nella sala di consultazione di un grande biblioteca, la sua versione cartacea che ovviamente non è aggiornata, ma che, per i fondi notarili, può ugualmente essere adeguata.
Grazie dell'indicazione, rimane sempre un mistero perchè gli archivi non sono propensi a pubblicare gli inventari in dettaglio, cosa che in francia avviene senza nessu problema.
Da questo sito per fortuna si possono vedere almeno la consistenza dei fondi. Purtroppo in questo momento mi manca il tempo di andare in biblioteca, ma se non mi sbaglio non tutte le grandi biblioteche hanno questo tipo di copie.
Grazie!!
Il "signum tabellionis" vergato manualmente viene sostituito dal sigillo notarile (poi timbro) già nel XIII secolo (anche se alcuni notai continuano ad usarlo anche più tardi) e presso gli Archivi di Stato sono spesso presenti grandi collezioni di questi sigilli che tuttavia si possono ritrovare anche nelle collezioni sigillari dei grandi istituti culturali di ogni città; potrà vederne, ad esempio, nel catalogo a stampa del Bargello di Firenze.
Ho ritrovato il signum tabellionis anche in atti del 1600, forse in alcune zone mantenne questo uso.
Posso fornirle, se vuole, qualche indicazione bibliografica.
Un cordiale saluto e buon lavoro. Silvia
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