Sigillum1 ha scritto:Chi ha seguito recentemente il nostro forum sa che il tema proposto mi è caro e sono perciò contenta che qualcuno sia riuscito a coinvolgere una comunità che mi è sempre parsa poco sensibile all'oggetto.
Concordo... i cultori dell'Araldica debbano cominciare a riflettere, e lo ha già fatto, in un ormai antichissimo ma molto attuale contributo (gli araldisti del resto sono adusi agli strumenti antichissimi...), Giorgio Cencetti, sulla storia della disciplina e a liberarsi del pesante fardello costituito da una letteratura per gran parte autoreferenziale, certamente non scientifica e soprattutto del tutto sprovvista di una vera conoscenza delle fonti, che ha prodotto il linguaggio e la sintassi di cui si parla.
Il termine lampassato è solo uno dei tanti "barbarismi", così li definì Cencetti, che contribuiscono a rendere incomprensibile la descrizione araldica, ma qualcuno può spiegarmi perchè dovremmo continuare a descrivere come "di rosso" un campo rosso?
Ho appena trascritto un certo numero di blasonature bolognese del XVII secolo, tratte da diplomi di concessione da parte di conti palatini, l'uso degli aggettivi è identico a quello attualmente in uso. Credo che proprio noi, cultori e appassionati dell'Araldica, possiamo fare molto....Silvia
Vero! Noi cultori ed appassionati, possiamo far emolto.
Innanzitutto, cominciare a spiegare l'araldica come si deve.
A dire a cosa serve un certo termine blasonico, dove e come usarlo, come e quando preferirgli un'alternativa, e quale.
Autoreferenti non sono le letterature, ma gli autori.
Se si parlano addosso.
O se si disinteressano di spiegare.
O se si disinteressano di guardare dietro a sè per imparare.
Il vecchio frate, per usare decentemente il computer a pedali, ha dovuto studiarsene il funzionamento.
La cosa non era fra le sue aspirazioni massime.
Ma se voleva aiutare gli amici di questo forum, doveva studiarselo. E l'ha studiato.
Uno che studia stemmi, per descriverli agli altri, può invece essere libero di inventarsi un linguaggio nuovo?
Bene

valete