Quale futuro c'è in queste memorie?

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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 12 gennaio 2008, 0:05

curiosa ha scritto:Gentile Miss Hompesch,
l'araldica è una Scienza e come tale ha una terminologia ben precisa, ma far cantare uno stemma è un'Arte sublime e le note di questa melodia non vanno svecchiate, rimosse o sostituite. Vanno solo comprese con passione e studio.
Ma questa è solo la mia opinione :D


Ad ogni modo, la definizione migliore, secondo me, l'ha scritta la gentile Curiosa. Un bel blasone è davvero poesia e chi lo sa realizzare è un poeta. Non si può pretendere di essere tutti poeti o artisti :)
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda miss hompesch » sabato 12 gennaio 2008, 0:36

Io parlavo di scienza non di arte, nè di musica nè di poesia.
I grandi dell'araldica stanno studiando un nuovo linguaggio, questa è l'unica certezza!
miss hompesch
 

Messaggioda Guido5 » sabato 12 gennaio 2008, 1:21

miss hompesch ha scritto:I grandi dell'araldica stanno studiando un nuovo linguaggio, questa è l'unica certezza!
... se è così mi auguro che non lo facciano da soli!

Ciao a tutti!
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Messaggioda curiosa » sabato 12 gennaio 2008, 14:51

Gentile Tomaso,
la ringrazio di cuore :wink:

I grandi dell'araldica stanno studiando un nuovo linguaggio? Bene.
Imparerò anche quello, come sto imparando questo, ma non si dica, per favore, che la Scienza del Blasone è priva d'Armonia.
Di rosso, all'ippocampo accompagnato in capo da una spiga d'orzo, il tutto d'oro, alla campagna dello stesso.

...o di Arte.
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Messaggioda miss hompesch » sabato 12 gennaio 2008, 15:03

D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
................


Io preferisco queste armonie anche se il linguaggio che Lei usa è coevo, come può ben notare!
miss hompesch
 

Messaggioda curiosa » sabato 12 gennaio 2008, 15:46

E sia.
Ma ogni stemma è un simbolo, e per secoli si è espresso in una lingua che, se trasposta in letteratura, potrebbe anche iniziare così:

Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l'ire e i giovenil furori
d'Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.

Dirò d'Orlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai, né in rima...
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Messaggioda miss hompesch » sabato 12 gennaio 2008, 16:20

In base a quanto dice la lingua "araldica" è una lingua per pochi, per chi comprende bene l'idioma ottocentesco. E allora non è nemmeno per me.
Nelle antologie scolastiche, un qualsiasi testo è accompagnato da note esplicative che servono a spiegare alcuni termini ed alcune allocuzioni agli allievi che parlano, ormai, un'altra lingua e non comprendono più appieno quella degli avi.
Una lingua se non progredisce, se non si arricchisce di neologismi, di nuove forme, dopo un pò muore. Se,<invece, si trasforma a passo con i progressi della "Scienza e della Coscienza", è viva, pulsa di idee, di nuovi progetti, profuma degli uomini e delle donne del proprio tempo.
Mi spiace, dolce Curiosa, io preferisco essere viva e vorrei che così fosse pure la scienza Araldica, con il suo linguaggio tecnico-scientifico nuovo, lussurioso, lussureggiante, una disciplina forte, terribilmente nuova ma ferma nel riconoscimento del proprio passato, vigile, attenta e integerrimamente integra nella sua scientificità.
miss hompesch
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 12 gennaio 2008, 16:27

Ho l'impressione che la discussione stia andando sul filosofico :wink:

Come letto in qualche intervento più su l'araldica in quanto scienza ha il suo linguaggio tecnico. Altrimenti non potrebbe essere, cosi anche come la medicina o la matematica.

Addirittura anche il calcio ha i suoi idiomi astrusi con i vari "fuorigioco", "corner", "penalty", "golden goal" e "silver goal". Ci sorprendiamo per un "lambello" o un "bandato" qualsiasi? :wink:
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Messaggioda miss hompesch » sabato 12 gennaio 2008, 16:34

Quindi studiare su un libro di matematica o di medicina del XIX secolo è uguale a studiare su un libro del 2008.
Gli anglicismi del calcio sono proprio una delle tante evoluzioni della lingua italiana poichè questo gioco è nato in tempi recenti ereditando aspetti di giochi già presenti nell'antichità.
E chi non ricorda quando nelle arene di età romana gridavano "gooooaaal".
Suvvia!!!!!
miss hompesch
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 12 gennaio 2008, 16:44

miss hompesch ha scritto:Quindi studiare su un libro di matematica o di medicina del XIX secolo è uguale a studiare su un libro del 2008.


Sui fondamenti non è cambiato nulla. Non mi pare che il teorema di pitagora o le addizioni siano differenti da quelle che erano :roll:
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Messaggioda miss hompesch » sabato 12 gennaio 2008, 16:55

Mi ha fatto sorridere!
Io sto parlando idi idioma, di evoluzione linguistica e anche di evoluzione scientifica.
Ma può essere che a Lei per vivere bastano i pochi elementi di base di ogni scienza: la scoperta del fuoco, il teorema di Pitagora, non so se conosce i numeri arabi....
Pertanto, non usi nessuna tecnologia nè il telefono, nè il frigorifero, nè l'energia elettrica e continui a credere che il computer sia frutto di una magia di mago Merlino e questo forum è venuto fuori dalla bacchetta della fatina di Cenerentola.....
Ah dimenticavo: se vede degli strani uccelli nel cielo, non si spaventi!
Non sono nè draghi, nè grifoni: si chiamano aerei e elicotteri.
Da informazioni certe - ma non lo dica a nessuno - so che anche Pegaso ha fatto domanda di pensionamento!
miss hompesch
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 12 gennaio 2008, 17:05

Bene! Se a lei piace l'evoluzione linguistica riformiamo anche la matematica:

"Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia"

Non trova che i termini "fattore" e "prodotto" siano obsoleti?

Oppure:

"Una somma non cambia sostituendo ad uno o più dei suoi
addendi, altri addendi che abbiano per somma l' addendo sostituito"

Non trova brutti i termini "somma" o "addendo"?

Qui dove sta "l'evoluzione del linguaggio che impedisce la morte di una scienza"?
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Messaggioda miss hompesch » sabato 12 gennaio 2008, 17:19

Anche il cielo e i fiori si chiamavano così nel XIX secolo.
Anche il suo nome non ha subito alterazioni.
"Fattore" è un termine presente sin dall'origine nella lingua italiana che non ha subito variazioni: Dante lo usa molte volte e non solo Dante.
Molti termini discendono dal latino, altri dal greco, altri da altre lingue romanze.
A me la parola progresso non fa paura nè mi disturba il termine evoluzione.
Ma, come è ovvio, ognuno può credere in ciò che vuole e vivere con le proprie convinzioni.
Non esiste un meglio o un peggio nei pensieri delle persone: esiste la diversità e, vivaddio, tante diversità rendono il mondo colorato, vivo, poco noioso e estremamente gioioso.
Nulla di personale, come è ovvio, signor Bedini: ma le mie opinioni sono ben altre e come ci ricorda un tale Alessandro "ai posteri l'ardua sentenza".....
Solo una domanda: Lei che lingua usa per comunicare con il Suo prossimo?
miss hompesch
 

Messaggioda Guido5 » sabato 12 gennaio 2008, 17:37

Cari amici,
permettetemi di banalizzare il discorso prendendo parte di un blasone con qualche parola gergale. Troncato, nel 1° d'oro al leone nascente di nero, lampassato di rosso... Sul “troncato” mi sembra che non ci siano problemi: tagliato in due nel senso più breve, come un ramo o un tronco d’albero. Il “nascente” mi piace: qualcosa è uscito (dalla partizione, da dietro l’orizzonte, da qualcosa) ma ancora non del tutto. Sul “lampassato” ho qualcosa da dire: nemmeno i francesi sanno l’etimo della parola (io butto là un “langue qui dépasse”). Ma se nel blasone, invece di “lampassato di rosso”, scrivo “la lingua [che esce] di rosso” sono da “bacchettare” con il corniolo o posso permettermi la licenza, poetica o prosaica che sia? Il “busillis” è proprio qui e – se non mi si dà il benestare – sposo le tesi di Miss Hompesch, checché ne dica mia moglie.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda San Celestino » sabato 12 gennaio 2008, 17:39

xxx
Ultima modifica di San Celestino il domenica 15 novembre 2015, 3:37, modificato 4 volte in totale.
Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
San Celestino
 
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