Riprendo l'intervento di qualche tempo fa, su di un thread sugli anelli chevalière, di un amico che -e non posso che rammaricarmene vista, a mio avviso, la pulizia e la linearità dell'intervento- poco ha, di seguito, scritto su questo forum:
erncec ha scritto:[...] Traducendolo in considerazioni concrete, direi che sia abbastanza scontato dare il massimo risalto al contenuto dello scudo, riservando a corone, elmi, svolazzi, tenenti, motti etc lo spazio che dovesse rimanere in considerazione della complessità dello stemma stesso e della grandezza dell'anello. All'estremo [...] , io eliminerei anche la sagoma dello scudo, usando il margine dell'anello come bordo di uno scudo circolare, per poter sfruttare tutto lo spazio disponibile e cercare di rendere leggibile il contenuto.
Nel caso noi non volessimo gravare eccessivamente il nostro chevaliére di elmi, motti, corone, cimieri, sostegni ed accessori vari, la situazione più lineare sarebbe, come disse il buon Frate a suo tempo, di far incidere sul castone, d'oro o di pietra che sia, il semplice, lineare, sobrio scudo. Punto.
Personalmente non trovo, però, la forma di uno scudo sannitico moderno od anche gotico così aggraziata dentro il classico ovale di uno chevaliére. Diventerebbe quindi interessante, a mio avviso, la soluzione a suo tempo ventilata da Erncec: usare il margine del castone come fosse il bordo di uno scudo ovale, ottendendo così una serie di vantaggi:
riempire integralmente e con maggior grazia il castone medesimo, rendere più leggibile l'arma e, se desiderato, poter utilizzare un castone più piccolo con evidenti vantaggi in termini di sobrietà estetica.
L'unica domanda che mi pongo (e già, forse, mi merito il corniolo del Venerandissimo che con infinita pazienza ripete mentre bacchetta: la
forma dello scudo è accessoria... ) è: ma uno scudo ovale non dovrebbe essere, in linea generale, da riservarsi ad una signora?...
E in ultimo: come la vedete, quindi, una soluzione del genere?...
Con viva cordialità,
Antonio