sia per la ricerca sul campo
Reggiani dunque, le solite teste quadre
Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Franz Joseph von Trotta ha scritto:in epoca arcaica (...) il confine tra stemma, vessillo e insegna era assolutamente labile

sergio_fucchi ha scritto:Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:
...le figure immortalate nell'immagine fotografica proposta sono quelle tratte dallo stemma della famiglia Pighini...
(...)
Questo, però, sta anche a significare, come asseriscono altri, che non sempre la raffigurazione dello stemma è completa della cornice a forma di scudo e che questa "assenza" non ne compromette la dignità, se così si può dire, di essere uno stemma, o almeno la componente principale, il contenuto, insomma. La corince a forma di scudo diventa così il "contenitore": un po' come una tela che assuma maggior bellezza e rilevanza se racchiusa in una cornice che la sappia valorizzare, senza però distoglierne l'attenzione di chi lo osserva, attratto più dalla bellezza della cornice che dalla tela.

da Fiore ha scritto:Ferme restando le dotte considerazioni sulle figure fuori scudo, fatte da alcuni partecipanti alla discussione, vorrei comunque porre l'attenzione sulla datazione del pezzo, che forse sarebbe risolutiva circa una precisa definizione di esso.
...e che, soprattutto, ci permette di tornare al vero oggetto di questo topic...
Se l'uso in Araldica di figure fuori dagli scudi c'è stata, mi piacerebbe, per me che non sono una specialista del settore, capire in quali periodi e in quali contesti artistici ciò è accaduto e se il nostro pezzo possa ben inserirsi in quei contesti.
Ignorando da dove esso provenga, rispondere a quest'ultimo quesito sarebbe (per il vecchio frate) un ulteriore esercizio di pura accademia.
A mio modesto avviso l'immagine del portale (è un portale, vero? dalla foto non si evince bene) romano mi sembra cosa un po' troppo recente per poterla accostare ad esempi medievali o moderni.
Che ne pensate?
Saluti
M.M.
si arriva in cielofabrizio guinzio ha scritto:la ripetuta raffigurazione deve comunque(anche se apparsa la prima volta senza, o successivamente) essere reperita in uno scudo per divenire stemma, o arme. Mi sembra corretto rammentare che il nome arme deriva dall'arma difensiva(lo scudo) nella quale sono nati la maggior parte dei segni araldici.
si arriva in cieloSigillum1 ha scritto:Concordo insomma con la prima e "brusca" reazione del nostro frate
Il vecchio frate ha numerosi limiti, di cui è conscio (anche pubblicamente)da sempre.
Compreso quello di essere "sintetico".
Il che talora sembra "brusco".
Chi segue gli scritti del vecchio frate sa quale valenza dare ai due termini sopra virgolettati.
che non intendeva, credo, negare la presenza, nella storia della disciplina, di elementi araldici al di fuori dello scudo, sia quando essi anticipano la costituzione di un'arma sia quando selezionano gli elementi costitutivi di uno scudo documentato (l'impiego architettonico dell'araldica nei palazzi romani ce ne fornisce molte testimonianze...), ma forse sottolineare che, come osserva la Groneuer (poi Zug Tucci): "Una delle condizioni basilari dell'arma araldica è di dover essere rappresentata coll'ausilio delle armi difensive..."
si arriva in cieloda Fiore ha scritto:A mio modesto avviso l'immagine del portale (è un portale, vero? dalla foto non si evince bene) romano mi sembra cosa un po' troppo recente per poterla accostare ad esempi medievali o moderni.
Che ne pensate?
Saluti
M.M.

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto: Carissima Marilisa,
il bel palazzo sito in Piazza Farnese a Roma, sul quale sono ubicati i conci di chiave di cui discutiamo, fu costruito da Baldassarre Peruzzi nel 1520 per conto di Ugo da Spina e completato sette anni dopo, quando era, però, già passato nelle mani di Francesco Fusconi da Norcia, archiatra prima di papa Clemente VII e poi di Paolo III.
Alla fine del '500 l'edificio passò dai Fusconi alla famiglia Pighini (a cui,come detto, appartengono le figure araldiche in questione), che ne mantenne la proprietà per più di due secoli. Questi fecero ristrutturare il palazzo nel 1720 dall'architetto Alessandro Specchi, al quale va il merito della realizzazione di un magnifico scalone situato nel cortile.
Nel 1810 l'edificio, ormai di stile tipicamente rococò, fu acquistato dai marchesi Del Gallo di Roccagiovine che ne sono tutt'ora proprietari.
Per la datazione dei manufatti lapidei proposti dal sig. Sergio, dunque, si parla d'inizio sec. XVIII enon oltre.
Cordialmente,
Ferrante
da Fiore ha scritto:Mi sono poi un po' documentata sul palazzo in questione, sugli inventari del patrimonio architettonico di Roma, e a proposito di esso mi ritrovo fino ad un certo punto le stesse tue notizie: costruito da Peruzzi per incarico di Ugo Spina, venduto e completato da Francesco da Norcia; poi, però, viene riportata una vendita nel 1772 a Clemente XIV Ganganelli (morto nel 1774), e solo successivamente ad Alessandro Pighini.
Come si spieganodue secoli di differenza? Una delle due fonti
che abbiamo consultato sbaglia, dunque!!
Vorrei approfondire l'argomento: mi dici qualcosa in più?

Franz Joseph von Trotta ha scritto:mi permetto di ricitare quanto scrive sugli "stemmi senza scudo" uno dei miei autori preferiti il Pastoureau:
«Malgre la frequence de son emploi, tant en héraldique médiévale qu'en heraldique moderne, l'ecu n'est qu'un element facultatif des armoiries. le champ sur lequel elles sont representées n'a besoin d'etre délimité par un comtour spécifique. Elles peuvent tres bien etre directement figurées sur une surface dont les limites constituent égalment leurs propes limites. C'est le cas, par example, sur le vetement armoriés, sur les cottes d'armes, sur les tabards, sur les housses des chevaux (seguono altri esempi) En fait, bien souvent, tout dépend du support et de l'imagination de l'artiste».
Saluti a tutti,
FJVT
P.S. Sto andando di fretta, perdonate i refusi e qualche accento di meno...
Michel Pastoreau, in 'Medioevo simbolico', Bari 2005, p. 214 (paragrafo dall'emblematico titolo 'Dallo scudo al cimiero') ha scritto:"...Lo scudo è l'elemento essenziale della composizione araldica: è questo a portare le arme stricto sensu..."
si arriva in cielo

sergio_fucchi ha scritto:

Visitano il forum: Nessuno e 23 ospiti