Strano stemma.

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda Reginella » mercoledì 31 ottobre 2007, 18:00

Grazie Ferrante :D ,
sia per la ricerca sul campo 8) , che per l'ottimo e chiarissimo inciso :wink: .
Reggiani dunque, le solite teste quadre :roll: ...figurati se non combinavano un po' di pasticcio....per la cronaca esiste una vecchia ruggine tra modenesi e reggiani che noi chiamiamo (con affetto ovviamente) "teste quadre" :shock:
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Re: strano stemma

Messaggioda FML » mercoledì 31 ottobre 2007, 18:28

Gentile sig. Sergio,

rispetto al dibattito in corso, come già detto, sono pienamente in armonia con le parole di fra' Eusanio da Ocre e di altri amici e colleghi del forum.
Ritengo, tuttavia, veritiera anche l'affermazione di Franz Joseph von Trotta che integra (e non contraddice) la mia scuola di pensiero.

Franz Joseph von Trotta ha scritto:in epoca arcaica (...) il confine tra stemma, vessillo e insegna era assolutamente labile


Grazie :wink: per le belle foto!

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 31 ottobre 2007, 18:50

sergio_fucchi ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:
...le figure immortalate nell'immagine fotografica proposta sono quelle tratte dallo stemma della famiglia Pighini...

(...)



Questo, però, sta anche a significare, come asseriscono altri, che non sempre la raffigurazione dello stemma è completa della cornice a forma di scudo e che questa "assenza" non ne compromette la dignità, se così si può dire, di essere uno stemma, o almeno la componente principale, il contenuto, insomma. La corince a forma di scudo diventa così il "contenitore": un po' come una tela che assuma maggior bellezza e rilevanza se racchiusa in una cornice che la sappia valorizzare, senza però distoglierne l'attenzione di chi lo osserva, attratto più dalla bellezza della cornice che dalla tela.



Ad integrazione di quanto sopra mi permetto di ricitare quanto scrive sugli "stemmi senza scudo" uno dei miei autori preferiti il Pastoureau:

«Malgre la frequence de son emploi, tant en héraldique médiévale qu'en heraldique moderne, l'ecu n'est qu'un element facultatif des armoiries. le champ sur lequel elles sont representées n'a besoin d'etre délimité par un comtour spécifique. Elles peuvent tres bien etre directement figurées sur une surface dont les limites constituent égalment leurs propes limites. C'est le cas, par example, sur le vetement armoriés, sur les cottes d'armes, sur les tabards, sur les housses des chevaux (seguono altri esempi) En fait, bien souvent, tout dépend du support et de l'imagination de l'artiste».

Appurato dunque che quelle figure sono lo stemma della famiglia Pighini, se dovessi dare una didascalia all'immagine, si, direi, che quello si tratta dello stemma della famiglia Pighini, seppure lo scudo non compaia.

Saluti a tutti,

FJVT

P.S. Sto andando di fretta, perdonate i refusi e qualche accento di meno... :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 31 ottobre 2007, 20:03

da Fiore ha scritto:Ferme restando le dotte considerazioni sulle figure fuori scudo, fatte da alcuni partecipanti alla discussione, vorrei comunque porre l'attenzione sulla datazione del pezzo, che forse sarebbe risolutiva circa una precisa definizione di esso.

...e che, soprattutto, ci permette di tornare al vero oggetto di questo topic...

Se l'uso in Araldica di figure fuori dagli scudi c'è stata, mi piacerebbe, per me che non sono una specialista del settore, capire in quali periodi e in quali contesti artistici ciò è accaduto e se il nostro pezzo possa ben inserirsi in quei contesti.

Ignorando da dove esso provenga, rispondere a quest'ultimo quesito sarebbe (per il vecchio frate) un ulteriore esercizio di pura accademia.

A mio modesto avviso l'immagine del portale (è un portale, vero? dalla foto non si evince bene) romano mi sembra cosa un po' troppo recente per poterla accostare ad esempi medievali o moderni.
Che ne pensate?

Saluti

M.M.

Assolutamente sì, si direbbe manufatto recente (XIX secolo? inizi del XX?).

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Re: strano stemma

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 31 ottobre 2007, 20:05

fabrizio guinzio ha scritto:la ripetuta raffigurazione deve comunque(anche se apparsa la prima volta senza, o successivamente) essere reperita in uno scudo per divenire stemma, o arme. Mi sembra corretto rammentare che il nome arme deriva dall'arma difensiva(lo scudo) nella quale sono nati la maggior parte dei segni araldici.

Ragionamento ineccepibile.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 31 ottobre 2007, 20:07

Sigillum1 ha scritto:Concordo insomma con la prima e "brusca" reazione del nostro frate

Il vecchio frate ha numerosi limiti, di cui è conscio (anche pubblicamente)da sempre.
Compreso quello di essere "sintetico".
Il che talora sembra "brusco".
Chi segue gli scritti del vecchio frate sa quale valenza dare ai due termini sopra virgolettati.


che non intendeva, credo, negare la presenza, nella storia della disciplina, di elementi araldici al di fuori dello scudo, sia quando essi anticipano la costituzione di un'arma sia quando selezionano gli elementi costitutivi di uno scudo documentato (l'impiego architettonico dell'araldica nei palazzi romani ce ne fornisce molte testimonianze...), ma forse sottolineare che, come osserva la Groneuer (poi Zug Tucci): "Una delle condizioni basilari dell'arma araldica è di dover essere rappresentata coll'ausilio delle armi difensive..."

Esatto, carissima: hai davvero colto nel segno.

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Messaggioda FML » giovedì 1 novembre 2007, 0:07

da Fiore ha scritto:A mio modesto avviso l'immagine del portale (è un portale, vero? dalla foto non si evince bene) romano mi sembra cosa un po' troppo recente per poterla accostare ad esempi medievali o moderni.
Che ne pensate?

Saluti

M.M.

Carissima Marilisa,

il bel palazzo sito in Piazza Farnese a Roma, sul quale sono ubicati i conci di chiave di cui discutiamo, fu costruito da Baldassarre Peruzzi nel 1520 per conto di Ugo da Spina e completato sette anni dopo, quando era, però, già passato nelle mani di Francesco Fusconi da Norcia, archiatra prima di papa Clemente VII e poi di Paolo III.
Alla fine del '500 l'edificio passò dai Fusconi alla famiglia Pighini (a cui, :) come detto, appartengono le figure araldiche in questione), che ne mantenne la proprietà per più di due secoli. Questi fecero ristrutturare il palazzo nel 1720 dall'architetto Alessandro Specchi, al quale va il merito della realizzazione di un magnifico scalone situato nel cortile.
Nel 1810 l'edificio, ormai di stile tipicamente rococò, fu acquistato dai marchesi Del Gallo di Roccagiovine che ne sono tutt'ora proprietari.

Per la datazione dei manufatti lapidei proposti dal sig. Sergio, dunque, si parla d'inizio sec. XVIII e :wink: non oltre.

Cordialmente,
Ferrante
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Messaggioda da Fiore » giovedì 1 novembre 2007, 2:14

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto: Carissima Marilisa,

il bel palazzo sito in Piazza Farnese a Roma, sul quale sono ubicati i conci di chiave di cui discutiamo, fu costruito da Baldassarre Peruzzi nel 1520 per conto di Ugo da Spina e completato sette anni dopo, quando era, però, già passato nelle mani di Francesco Fusconi da Norcia, archiatra prima di papa Clemente VII e poi di Paolo III.
Alla fine del '500 l'edificio passò dai Fusconi alla famiglia Pighini (a cui, :) come detto, appartengono le figure araldiche in questione), che ne mantenne la proprietà per più di due secoli. Questi fecero ristrutturare il palazzo nel 1720 dall'architetto Alessandro Specchi, al quale va il merito della realizzazione di un magnifico scalone situato nel cortile.
Nel 1810 l'edificio, ormai di stile tipicamente rococò, fu acquistato dai marchesi Del Gallo di Roccagiovine che ne sono tutt'ora proprietari.

Per la datazione dei manufatti lapidei proposti dal sig. Sergio, dunque, si parla d'inizio sec. XVIII e :wink: non oltre.

Cordialmente,
Ferrante



Caro Ferrante,
dopo il tuo post con la foto dell'intera facciata, ho potuto cogliere finalmente, nell'insieme, sia le fattezze dell'edificio, che gli archi interessati, e mi sono resa conto che essi sono archi ribassati tipicamente settecenteschi, come il resto della facciata su Piazza Farnese.

Per quanto riguarda i manufatti litici e la loro datazione, io in precedenza ho rivolto un invito a che ne sa più di me, a farmi capire se essi si potessero in qualche modo riportare al contesto artistico e temporale in cui fiorì l'uso di stemmi senza scudo, visto che si era parlato in generale di uso araldico di simboli, senza una precisa indicazione cronologica di quest'uso.

Mi sono poi un po' documentata sul palazzo in questione, sugli inventari del patrimonio architettonico di Roma, e a proposito di esso mi ritrovo fino ad un certo punto le stesse tue notizie: costruito da Peruzzi per incarico di Ugo Spina, venduto e completato da Francesco da Norcia; poi, però, viene riportata una vendita nel 1772 a Clemente XIV Ganganelli (morto nel 1774), e solo successivamente ad Alessandro Pighini.
Come si spiegano :shock: due secoli di differenza? Una delle due fonti 8) che abbiamo consultato sbaglia, dunque!!

Vorrei approfondire l'argomento: mi dici qualcosa in più? :wink:

saluti
M.M.
da Fiore
 
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Messaggioda FML » giovedì 1 novembre 2007, 10:39

da Fiore ha scritto:Mi sono poi un po' documentata sul palazzo in questione, sugli inventari del patrimonio architettonico di Roma, e a proposito di esso mi ritrovo fino ad un certo punto le stesse tue notizie: costruito da Peruzzi per incarico di Ugo Spina, venduto e completato da Francesco da Norcia; poi, però, viene riportata una vendita nel 1772 a Clemente XIV Ganganelli (morto nel 1774), e solo successivamente ad Alessandro Pighini.
Come si spiegano :shock: due secoli di differenza? Una delle due fonti 8) che abbiamo consultato sbaglia, dunque!!

Vorrei approfondire l'argomento: mi dici qualcosa in più? :wink:

Carissima Marilisa,

le notizie inerenti a Palazzo Fusconi-Pighini-Del Gallo (così è ufficialmente denominato l'edificio di Piazza Farnese a Roma) che ho segnalato, sono riportate nel sito web: http://www.romasegreta.it/regola/piazzafarnese.htm .
Indipendentemente dalle discrepanze cronologiche riscontrate nelle diverse fonti consultate, mi sembra di poter dedurre che la radicale ristrutturazione dell'intero stabile, certamente operata dai proprietari Pighini unitamente alla posa in opera dei conci di chiave araldici in discussione, sia avvenuta nel corso del sec. XVIII (lo stile tipicamente rococò non lascia dubbi).
A tal riguardo considera, inoltre, che nel 1810 il palazzo fu certamente acquisito dai marchesi Del Gallo di Roccagiovine.

Buona festa :) dei Santi di Dio!

Ferrante
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 3 novembre 2007, 11:49

Franz Joseph von Trotta ha scritto:mi permetto di ricitare quanto scrive sugli "stemmi senza scudo" uno dei miei autori preferiti il Pastoureau:
«Malgre la frequence de son emploi, tant en héraldique médiévale qu'en heraldique moderne, l'ecu n'est qu'un element facultatif des armoiries. le champ sur lequel elles sont representées n'a besoin d'etre délimité par un comtour spécifique. Elles peuvent tres bien etre directement figurées sur une surface dont les limites constituent égalment leurs propes limites. C'est le cas, par example, sur le vetement armoriés, sur les cottes d'armes, sur les tabards, sur les housses des chevaux (seguono altri esempi) En fait, bien souvent, tout dépend du support et de l'imagination de l'artiste».
Saluti a tutti,
FJVT
P.S. Sto andando di fretta, perdonate i refusi e qualche accento di meno... :wink:

Michel Pastoreau, in 'Medioevo simbolico', Bari 2005, p. 214 (paragrafo dall'emblematico titolo 'Dallo scudo al cimiero') ha scritto:"...Lo scudo è l'elemento essenziale della composizione araldica: è questo a portare le arme stricto sensu..."

Bene :D valete

PS: Perdonate la citazione in lingua diversa da quella usata originariamente dall'illustre studioso, ma siate certi che la versione italiana di questo libro gode di una traduzione di livello elevato e costante per tutto il testo... 8)
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stemma misterioso

Messaggioda Massimo Cavalloni » mercoledì 9 gennaio 2008, 20:50

invece di discutere sul sesso degli angeli, vedrò di trovare la risposta, forse ho già qualcosa, a presto
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Messaggioda Reginella » mercoledì 9 gennaio 2008, 21:01

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stemma misterioso

Messaggioda Massimo Cavalloni » mercoledì 9 gennaio 2008, 21:03

sembrerebbe così a prima vista l'arme dei Merli o Merlini, mi faccia riscontrare bene, ho molto materiale mi ci vuole un po' di tempo
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Messaggioda cipollone » sabato 12 gennaio 2008, 16:54

sergio_fucchi ha scritto:Immagine

Mi permetto di dire la mia. :D
Per dire esattamente et cum granu salis se quella è davvero una chiave di volta dell'arco si dovrebbe valutare l'edificio, l'anno di costruzione e la sua struttura. A vederlo così parrebbe proprio un concio di chiave dell'arco. Va da sè che quell'arco potrebbe essere di mattoni e non di pietra, ma se l'arco ha funzione strutturale (come credo) sicuramente gode di una chiave. Ora, quello che si vede nella foto non è l'arco in sè, ma la decorazione a vista dell'arco stesso, ovvero stucco e malta che ne enfatizzano e ne evidenziano la forma per motivi estetici. Ecco che se davvero quella è una decorazione esterna del concio di chiave (il quale rimane affogato nella muratura e quindi non visibile), il discorso della forma del concio viene a cadere, poichè quell'elemento architettonico non è strutturale e quindi poteva essere realizzato in qualunque altro modo. La forma a concio di chiave è stata data volutamente per motivi estetici e pertanto lo stesso discorso vale anche per la decorazione araldica che è al suo interno.
In definitiva, è stata realizzata una formella con i simboli araldici, volutamente senza scudo, poichè se avessero voluto rappresentare un vero e proprio stemma non sarebbe certo stato difficile realizzare anche lo scudo.
Cioè, sicuramente non è la funzione statica del punto in cui è stato realizzato che ne ha determinato la natura di stemma o di simbolo.

spero di essermi spiegato...

:roll: :wink:
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