Identificazione stemma vescovile Fossombrone

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Messaggioda Lord Acton » sabato 5 gennaio 2008, 1:13

RFVS ha scritto:llo stemma è inciso su un "mortaio di pietra, riutilizzato come bacile da pozzo, nel vano di ingresso dell'abitazione in Via dei Clementi n.14, dove era presente un pozzo ora distrutto."

Forse non è un "mortaio di pietra" ma un contenitore per le Sacre Ceneri, ne ho visti altri simili e molto antichi.

Lord Acton
Amiamo il servizio straordinario... le imprese giudicate assurde o impossibili (A. Dumas)
Lord Acton
 
Messaggi: 2891
Iscritto il: giovedì 10 aprile 2003, 13:42
Località: Napoli

Messaggioda RFVS » sabato 5 gennaio 2008, 11:17

certo carissimo,

sottoporrò la tua tesi all'autrice del libro ed eventualmente sarà lei a fare le verifiche del caso!

...mi sa tanto che mi toccherà sborsare qualche euro, non credi?! :wink:
RFVS
 
Messaggi: 2073
Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 11:40

Messaggioda FML » sabato 5 gennaio 2008, 17:23

Gentile amico,

alle notizie segnalate nel mio precedente intervento (che sotto ripropongo) va aggiunta un'importante integrazione.
Oltre al Card. Carlo Conti, Governatore di Camerino, Vescovo di Ancona e Governatore delle Marche, un altro membro della nobile famiglia ebbe relazione con il terrotorio limitrofo a Fossombrone: il Card. Giovanni Nicolò Conti.

Zaccheo ha scritto:da quello che hanno scritto gli storici, nessun membro della famiglia dei Conti di Segni-Anagni (in seguito denominata semplicemente "Conti"), fu mai, come da te ben specificato, vescovo di Fossombrone.
Stessa cosa per ciò che riguarda le diocesi marchigiane di Fano, Cagli e Pergola, accorpate a Fossombrone nel corso dell'ultimo secolo.

Se quello da te proposto è (come sembra) lo stemma dei Conti, possiamo dire che esso appartenne ad un uomo di Chiesa (il cappello prelatizio non lascia dubbi) vissuto dopo gli inizi del sec. XIV (prima di quell'epoca il galero cardinalizio non era di uso araldico e solo dopo il Concilio di Trento venne utilizzato anche dai vescovi).

Un vescovo-cardinale appartenuto al potente casato dei Conti che ebbe una relazione con le vicinanze di Fossombrone è Carlo Conti (1556-1615), prima Governatore di Camerino (1585), poi Vescovo di Ancona (stesso anno 1585) e Governatore delle Marche (1595).
Nell'anno 1604 fu creato Cardinale del titolo romano di San Crisogono da papa Clemente VIII.
Rimase alla guida della Chiesa di Ancona fino al 1614 (mantenendo anche l'incarico di Governatore delle Marche).

Immagine


Giovanni Nicolò Conti (1617-1698), nipote del Card. Carlo Conti di Poli di cui sopra, dopo aver ricoperto degli incarichi presso la Legazione di Bologna, Ferrara e Ravenna (metà del sec. XVII), fu Preside delle Marche (incarico diverso da quello di Governatore).
Nel 1664 fu creato Cardinale "in pectore" da papa Alessandro VII e solo due anni dopo fu pubblicata la sua nomina con il titolo romano di S. Maria in Traspontina.
Sempre nel 1666 fu eletto Vescovo di Ancona (come suo zio), città in cui risiedette fino al 1698, anno della sua morte (è sepolto nella Cattedrale).

Immagine

Ribadisco, in ogi modo, quanto già detto: "quel che ho scritto non significa che lo stemma proposto appartenga con certezza ad uno dei Presuli indicati". Il manufatto araldico in questione, oltre tutto, potrebbe essere giunto a Fossombrone o nelle Marche chissà da dove.

Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda da Fiore » domenica 6 gennaio 2008, 13:54

Vorrei da voi che siete più esperti di me in Araldica, dei chiarimenti su questo rilievo.

Premesso che il pezzo può essere un mortaio, ma anche, come diceva Lord Acton, un contenitore per le sacre ceneri (bisognerebbe conoscere misure ed altri dettagli per stabilirlo con certezza), mi chiedo come mai il galero sia stato realizzato nello scudo, direttamente sulla figura dell'aquila, mentre intorno si scorge la sagoma, in verità non ben definita, di uno scudo o di una specie d'incorniciatura. Il galero, in genere, non viene raffigurato sopra lo scudo?

Un'altro dubbio: alla base dell'aquila non scorgete qualcos'altro?

Ve lo chiedo perché questi dettagli mi fanno pensare a tracce di una rilavorazione del pezzo.

M.
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)
da Fiore
 
Messaggi: 609
Iscritto il: martedì 16 maggio 2006, 1:38
Località: Gioiosa Jonica (RC)

Messaggioda FML » domenica 6 gennaio 2008, 14:59

da Fiore ha scritto:mi chiedo come mai il galero sia stato realizzato nello scudo, direttamente sulla figura dell'aquila, mentre intorno si scorge la sagoma, in verità non ben definita, di uno scudo o di una specie d'incorniciatura. Il galero, in genere, non viene raffigurato sopra lo scudo?


A meno che non vi siano state delle necessità di natura pratica (alludo al 8) riutilizzo, non infrequente, di un precedente manufatto araldico), carissima Marilisa, credo che la scelta di apporre il cappello prelatizio direttamente sull'aquila relativa all'oggetto in questione, sia stata frutto di un semplice vezzo artistico non raro a vedersi dal sec. XV ad oggi.

Ricordi, ad esempio, l'effige del Card. Vidoni :roll: ubicata nel cortile d'ingresso dell'Archiginnasio di Bologna? Anche lì le figure araldiche, prive dello scudo, erano sormontate direttamente dal galero cardinalizio.

Penso, inoltre, ai tanti stemmi pontifici e cardinalizi del Rinascimento in cui, addirittura, il copricapo araldico (tiara o galero) veniva inglobato nello scudo a modo di "figura".

Ferrante

P.S. - A mio avviso le figure araldiche prive dello scudo non sono da ritenersi degli "stemmi".
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda da Fiore » domenica 6 gennaio 2008, 15:14

Zaccheo ha scritto: A meno che non vi siano state delle necessità di natura pratica (alludo al 8) riutilizzo, non infrequente, di un precedente manufatto araldico), carissima Marilisa, credo che la scelta di apporre il cappello prelatizio direttamente sull'aquila relativa all'oggetto in questione, sia stata frutto di un semplice vezzo artistico non raro a vedersi dal sec. XV ad oggi.

Ricordi, ad esempio, l'effige del Card. Vidoni :roll: ubicata nel cortile d'ingresso dell'Archiginnasio di Bologna? Anche lì le figure araldiche, prive dello scudo, erano sormontate direttamente dal galero cardinalizio.

Penso, inoltre, ai tanti stemmi pontifici e cardinalizi del Rinascimento in cui, addirittura, il copricapo araldico (tiara o galero) veniva inglobato nello scudo a modo di "figura".

Ferrante

P.S. - A mio avviso le figure araldiche prive dello scudo non sono da ritenersi degli "stemmi".

Grazie per i chiarimenti sul galero.
Qui lo scudo sembra esserci, ma il galero è dentro di esso.

E la figura che si intravede sotto l'aquila? Secondo te non potrebbe essere un residuo di un eventuale, precedente rilievo?

M.
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)
da Fiore
 
Messaggi: 609
Iscritto il: martedì 16 maggio 2006, 1:38
Località: Gioiosa Jonica (RC)

Messaggioda FML » domenica 6 gennaio 2008, 16:38

da Fiore ha scritto:Qui lo scudo sembra esserci, ma il galero è dentro di esso.
Francamente, gentile amica, a me sembra di vedere solo un'aquila scaccata sormontata da un galero con un numero impreciso di nappe.

Quello che sembra essere il contorno di uno scudo (inglobante le due figure menzionate) :roll: credo che sia solo l'effetto cromatico causato da alcune incrostazioni (?) della pietra.


E la figura che si intravede sotto l'aquila? Secondo te non potrebbe essere un residuo di un eventuale, precedente rilievo?

Ho l'impressione :? che sotto le figure araldiche scolpite sul mortaio (?) lapideo proposto, vi sia una scalfitura o, forse, un foro.


Buona Domenica dell'Epifania!

Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda da Fiore » domenica 6 gennaio 2008, 16:48

Zaccheo ha scritto:
da Fiore ha scritto:Francamente, gentile amica, a me sembra di vedere solo un'aquila scaccata sormontata da un galero con un numero impreciso di nappe.
Quello che sembra essere il contorno di uno scudo (inglobante le due figure menzionate) :roll: credo che sia solo l'effetto cromatico causato da alcune incrostazioni (?) della pietra.

:? :? :? beh, può darsi.
La foto non è il massimo della limpidezza, ma l'incrostazione sembra molto "simmetrica". Boh?


Ho l'impressione :? che sotto le figure araldiche scolpite sul mortaio (?) lapideo proposto, vi sia una scalfitura o, forse, un foro.


Si, potrebbe essere un foro, e forse ciò è connesso al riuso del pezzo come "bacile di pozzo", adesso lo vedo anch'io.
E' sempre meglio avere una diretta visione delle cose, comunque.

Grazie per le delucidazioni, Zaccheo :wink:


Buona Domenica dell'Epifania!

Ferrante

Anche a te.
M.
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)
da Fiore
 
Messaggi: 609
Iscritto il: martedì 16 maggio 2006, 1:38
Località: Gioiosa Jonica (RC)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 7 gennaio 2008, 15:09

da Fiore ha scritto:E' sempre meglio avere una diretta visione delle cose, comunque.

Vero, carissima: la tua esperienza professionale ci insegna che il manufatto tangibilmente soppesato spesso "parla" in maniera diretta all'esperto che lo esamina, cosa che un'immagine (per quanto perfetta e minuziosa) non fa.

Fermo restando quanto sopra, il vecchio frate osa qualche ipotesi ulteriore sul manufatto in questione:

- quella specie di "bordo scuro" che sembra circondare le figure, più che incrostazione, sembra essere una specie di pseudo contorno apportato posteriormente al bassorilievo;

- in ogni caso, aquila e cappello prelatizio sono troppo vicini l'un l'altra per lasciar spazio fra essi al bordo di uno scudo;

- le "semplificazioni" estetiche che portano ad effigiare figure e timbri privi di scudo conseguono, di norma, a ragionamenti simbolici connessi a:
--- manufatti vistosi, fatti per colpire l'occhio, spesso in materiali policromi (come i monumenti barocchi, uno dei quali è l'emblema Vidoni menzionato da Ferrante);
--- manufatti destinati ad essere posti vicino ad altri, dotati delle stesse figure ma poste entro scudi "regolari";
--- manufatti di piccole dimensioni, dove togliere lo scudo significa anche lasciar più spazio ed evidenza a figure e simboli;

- in altri casi, l'assenza dello scudo può essere una scelta dell'artista, dovuta all'estro o alla grande libertà lasciatagli dal committente;

- in casi estremi, può trattarsi di manufatti dotati di un emblema "importante" al preciso scopo di renderli di "maggior pregio", e dove l'assenza dello scudo fa sì che l'accusa di furto araldico possa essere :wink: difficilmente sostenibile...

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Precedente

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 9 ospiti