S. E. R. Mons. Angelo Acerbi

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S. E. R. Mons. Angelo Acerbi

Messaggioda dpascale » domenica 30 dicembre 2007, 20:52

Gentilissimi,

mi sapreste indicare qual è lo stemma del Prelato dell'Ordine di Malta, S. E. Reverendissima Monsignor Angelo Acerbi, Cappellano Gran Croce Conventuale "ad honorem", Arcivescovo titolare di Zella?

http://www.orderofmalta.org/preord.asp

Grazie :D


Daniele
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Messaggioda giuseppe.q » domenica 30 dicembre 2007, 21:18

Gentile Amico,
allego lo stemma di Mons. Acerbi disegnato da Ikkon-André Yamashita

Immagine

A mio avviso trovo che il Capo di Malta sia stato invertito (parlo dello smalto e del metallo)

Sperando di aver fatto cosa gradita la saluto e le auguro Buon Anno. :wink:

Giuseppe
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Messaggioda dpascale » domenica 30 dicembre 2007, 22:18

Grazie, gentile Giuseppe! Uno stemma molto bello...

giuseppe.q ha scritto:A mio avviso trovo che il Capo di Malta sia stato invertito (parlo dello smalto e del metallo)


sì. lo credo anch'io :wink:

Avete qualche idea sull'interpretazione? Mi pare che l'animale rappresentato sia un cervo... o una cerva? In quest'ultimo caso vengono naturalmente in mente le parole: come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio (Salmo 42). Ma in questo stemma non vediamo accenno ai corsi d'acqua; forse la stella d'oro simboleggia Dio?

Grazie se vorrete inviare le vostre idee al riguardo, e un buon anno a tutti!


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Messaggioda Lord Acton » lunedì 31 dicembre 2007, 9:30

Il "capo di Malta" risulta sbagliato nel sito di Ikkon, ma sui documenti ufficiali è riportato giusto.

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Messaggioda FML » lunedì 31 dicembre 2007, 11:37

dpascale ha scritto:Mi pare che l'animale rappresentato sia un cervo... o una cerva? In quest'ultimo caso vengono naturalmente in mente le parole: come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio (Salmo 42). Ma in questo stemma non vediamo accenno ai corsi d'acqua; forse la stella d'oro simboleggia Dio?

Caro Daniele,
molti araldisti (di Crollalanza, Guelfi Camajani, ecc.) ci insegnano a vedere nella figura del cervo un simbolo di saggezza e riflessione.
Un simbolo, dunque, di maturità umana e spirituale (e di "vecchiaia", intesa nell'accezione :) più buona del termine).
Non a caso questo animale è presente nello stemma di vari famiglie Vecchi, de Vecchis, Vetusti, ecc.

Quanto alla stella, fissata dallo sguardo dell'animale, potrebbe benissimo rappresentare Dio o, più semplicemente, l'aspirazione a cose "alte".
Essa è a cinque punte....speriamo :lol: che non se ne accorga lo stimato Giorgio Aldrighetti!

Cordialmente,
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Messaggioda dpascale » lunedì 31 dicembre 2007, 12:23

Lord Acton ha scritto:Il "capo di Malta" risulta sbagliato nel sito di Ikkon, ma sui documenti ufficiali è riportato giusto.

Lord Acton


Gentile Lord Acton,

grazie della precisazione; sarebbe possibile vedere una fotografia dello stemma "giusto" riportato sui documenti ufficiali? Oppure, mi può indicare dove lo posso trovare su internet?

Grazie :D


Zaccheo ha scritto:... molti araldisti (di Crollalanza, Guelfi Camajani, ecc.) ci insegnano a vedere nella figura del cervo un simbolo di saggezza e riflessione.
Un simbolo, dunque, di maturità umana e spirituale ...

Quanto alla stella, fissata dallo sguardo dell'animale, potrebbe benissimo rappresentare Dio o, più semplicemente, l'aspirazione a cose "alte".
Essa è a cinque punte....speriamo che non se ne accorga lo stimato Giorgio Aldrighetti!


Caro Ferrante,
grazie per l'interpretazione; mi è sfuggita però l'allusione alla stella a cinque punte... è forse un simbolo massonico :?


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Messaggioda San Marco » lunedì 31 dicembre 2007, 14:13

mi è sfuggita però l'allusione alla stella a cinque punte... è forse un simbolo massonico


La stella a cinque punte sarebbe senza alcun dubbio simbolo massonico se avesse al centro la lettera G.
In questo caso almeno rimanangono delle speranze...." cristiane ".
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Messaggioda FML » lunedì 31 dicembre 2007, 15:00

dpascale ha scritto:
Zaccheo ha scritto:... molti araldisti (di Crollalanza, Guelfi Camajani, ecc.) ci insegnano a vedere nella figura del cervo un simbolo di saggezza e riflessione.
Un simbolo, dunque, di maturità umana e spirituale ...

Quanto alla stella, fissata dallo sguardo dell'animale, potrebbe benissimo rappresentare Dio o, più semplicemente, l'aspirazione a cose "alte".
Essa è a cinque punte....speriamo che non se ne accorga lo stimato Giorgio Aldrighetti!

Caro Ferrante,
grazie per l'interpretazione; mi è sfuggita però l'allusione alla stella a cinque punte... è forse un simbolo massonico :?

La stella a cinque punte, dal mio punto di vista, è semplicemente....una stella a cinque punte, caro Daniele.

Questa figura, adottata anche quale simbolo massonico, è divenuta un simpatico "luogo comune" tramite cui :wink: scherzare bonariamente con lo stimato consocio IAGI Giorgio Aldrighetti, particolarmente 8) "accanito" su questo argomento.

L'uso della stella a cinque punte è molto antico perfino nell'araldica episcopale. Ho trovato due stelle a cinque punte, ad esempio, in un'arma databile alla fine del sec. XIV nell'episcopio di Cesena.

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Messaggioda dpascale » lunedì 31 dicembre 2007, 15:03

Ora è tutto chiaro :wink: :lol:
Grazie a Ferrante e grazie a San Marco!


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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 31 dicembre 2007, 19:22

Zaccheo ha scritto:
dpascale ha scritto:Mi pare che l'animale rappresentato sia un cervo... o una cerva? In quest'ultimo caso vengono naturalmente in mente le parole: come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio (Salmo 42). Ma in questo stemma non vediamo accenno ai corsi d'acqua; forse la stella d'oro simboleggia Dio?

Caro Daniele,
molti araldisti (di Crollalanza, Guelfi Camajani, ecc.) ci insegnano a vedere nella figura del cervo un simbolo di saggezza e riflessione.
Un simbolo, dunque, di maturità umana e spirituale (e di "vecchiaia", intesa nell'accezione :) più buona del termine).
Non a caso questo animale è presente nello stemma di vari famiglie Vecchi, de Vecchis, Vetusti, ecc.

Quanto alla stella, fissata dallo sguardo dell'animale, potrebbe benissimo rappresentare Dio o, più semplicemente, l'aspirazione a cose "alte".

Le tue ipotesi mi sembrano molto interessanti, caro Zaccheo.
Vorrei solo aggiungere che la figura del cervo/cerva nello stemma di un ecclesiastico potrebbe di fatto esser assunta per manifestare i più diversi significati.
A parte il già citato Sal 42 in cui l'immagine richiama la spirituale sete di Dio (splendidamente ripresa dal Padre Agostino), nel libro stesso del Salterio l'immagine è usata per indicare la saldezza della fede: ... qui perfecit pedes meos tamquam cervorum et super excelsa statuens me. (Sal 18,34). La stessa metafora si ritrova nella preghiera salmica che conclude il libro del profeta Abacuc (Ab 3,19).

Ma nel libro dei Proverbi la cerva richiama la "donna della giovinezza", cioè la sposa amata vista in tutta la sua dolcezza (Prv 5,19). Lo stesso accade nel Cantico dei Cantici (2,7; 3,5). Origene in una sua omelia sul Cantico, commentando questi versetti, si apre a una calda celebrazione dell'amore visto come un "seme" deposto nel cuore dal Creatore.
Questi animali, assunti per la loro elegante agilità a simbolo di amore e tenerezza, sono del resto eredi di una lunga tradizione mitologica che pervade un po' tutte le culture, e nell'iconografia orientale sono spesso associati alle dee dell'amore.
Nel Cantico (2,8 ) anche lo sposo è paragonato a un capriolo o a un cerbiatto che "salta al di sopra dei monti" per raggiungere la sua amata. L'idea del "cucciolo di cervo" (la parola ebraica 'oper sembra rimandare a 'apar, all'"essere biancastro" o "essere peloso", dell'arabo, una qualità dei cuccioli del cervo e di molti animali) ancor di più suscita un senso di tenerezza. Per Ippolito Romano (II-III secolo), seguito poi da Ambrogio e Gregorio, questa corsa dell'amato per monti e colline è la rappresentazione dell'Incarnazione del Verbo che fa il grande "balzo" per raggiungere, dalle dimore eterne, l'umanità amata.

Quindi, nella Bibbia l'immagine suggerisce da una parte la stabilità della fede, dall'altra la bellezza e la dolcezza dell'amore che in Dio trova la sua fonte e il suo perenne modello.

Il simbolismo del cervo/cerva è dunque ricchissimo. E personalmente, in assenza di prove circa quello che il titolare voleva esprimere, non sarei in grado di scegliere un significato in preferenza di un altro. Tuttavia mi sembra che il motto IN FIDE ET LENITATE ("nella fede e nella dolcezza") si possa ben accordare con il duplice senso che lo studio della Scrittura fa emergere. Ma - lo sappiamo - non necessariamente il motto deve sposarsi con il contenuto simbolico dello scudo. :wink:
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Messaggioda dpascale » lunedì 31 dicembre 2007, 21:04

antonio p. v. g. ha scritto:Quindi, nella Bibbia l'immagine suggerisce da una parte la stabilità della fede, dall'altra la bellezza e la dolcezza dell'amore che in Dio trova la sua fonte e il suo perenne modello.

Il simbolismo del cervo/cerva è dunque ricchissimo. E personalmente, in assenza di prove circa quello che il titolare voleva esprimere, non sarei in grado di scegliere un significato in preferenza di un altro.


Gentilissimo Antonio,

anche senza potere arrivare a una certezza, i diversi significati della "cervo/a" che ci ha fornito sono sicuramente molto utili e graditi;

un grande ringraziamento e un augurio di un sereno 2008 :D


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Messaggioda San Marco » martedì 1 gennaio 2008, 13:49

Desideravo porre l'attenzione su un particolre delle stemma di S. E. R. Mons. Angelo Acerbi, la lingua fuori dell'animale. Tale simbolo viene " tradotto " come arsura, quindi a dare una maggiore valenza al Salmo 41,1 già ricordato: <Come la cerva che brama le fonti d'acqua viva, così a te anela l'anima mia, o Signore>.
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Messaggioda FML » martedì 1 gennaio 2008, 14:24

San Marco ha scritto:Desideravo porre l'attenzione su un particolre delle stemma di S. E. R. Mons. Angelo Acerbi, la lingua fuori dell'animale. Tale simbolo viene "tradotto" come arsura, quindi a dare una maggiore valenza al Salmo 41,1 già ricordato: <Come la cerva che brama le fonti d'acqua viva, così a te anela l'anima mia, o Signore>.

Tale particolare, cari amici, persuade anche me a ritenere, in via ipotetica, che lo stemma dell'arcivescovo Angelo Acerbi sia verosimilmente ispirato al celebre passo del Salmo 42 (41) citato.

A quanto di estremamente interessante detto fino ad ora e ricollegandomi all'immagine del cervo simbolo di longevità da me proposta, desidero aggiungere che nella mitologia pagana il cervo assume sovente il ruolo dell'immortale o meglio del rigenerato.
A tal proposito riporto un interessante scritto di medievalista Franco Cardini: "Un altro mito greco parla di una della Pleadi, che Artemide mutò in cerva in modo da consentirle di fuggire alla gelosia di Zeus. La cerva era attributo costante di Artemide lunare e cacciatrice, e la caccia ad essa sembra avere qualche rapporto con la ricerca della saggezza; in questo senso, il mito greco veniva ad assomigliare molto a uno relativo alla "Dea Bianca" della tradizione ibernoceltica. Che, ad ogni modo, miti greci e miti celtici relativi al cervo si somiglino e si incontrino è indubbio. Presso i Celti, il cervo era sacro al "dio cornuto" Cernumno, identificato con l'Apollo ellenico-romano e con la luce diurna, vale a dire con l'eternamente giovane dio Lug. D'altronde nei miti che riguardano Lug, il cervo gioca un ruolo collegato al ciclo dell' eterno ringiovanimento simboleggiato forse dalle sue corna che cadono e nascono di nuovo, e che è agevole connettere con il solstizio d' inverno e quindi con l'anno nuovo. Si è supposto un qualche collegamento tra il dio-cervo celtico e quello analogo ittita, Rundas: in questo caso, però, il rapporto dovrebbe affondare in una comune tradizione indoeuropea poi sviluppata indipendentemente, in modi e tempi diversi. Nel mito ibernoceltico, ben conosciuto in Irlanda, al dio Lug è sostituito Finn, il dio-cacciatore che un'arcana fanciulla attira in un lago alla ricerca di un anello: la fanciulla ha le sembianze di una cerva, e Finn, immersosi nelle acque del lago, troverà l'anello ma ne emergerà vecchio; soltanto l'offerta di una bevanda elfica lo farà ringiovanire".

Una domanda, infine. Pietro Guelfi Camajani, nel suo Dizionario Araldico (p. 125) dice: "In araldica, nel sec. XIV (1381), il cervo diventa il supporto dell'arme reale di Francia, e un cervo alato venne allora a figurare nelle divise di Calo VI".
Sapete dirmi qualcosa in proposito :roll:?

Immagine
Stemma ecclesiastico con figura di cervo alato (disegno di M. Foppoli).

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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 1 gennaio 2008, 21:55

Zaccheo ha scritto:
San Marco ha scritto:Desideravo porre l'attenzione su un particolre delle stemma di S. E. R. Mons. Angelo Acerbi, la lingua fuori dell'animale. Tale simbolo viene "tradotto" come arsura, quindi a dare una maggiore valenza al Salmo 41,1 già ricordato: <Come la cerva che brama le fonti d'acqua viva, così a te anela l'anima mia, o Signore>.

Tale particolare, cari amici, persuade anche me a ritenere, in via ipotetica, che lo stemma dell'arcivescovo Angelo Acerbi sia verosimilmente ispirato al celebre passo del Salmo 42 (41) citato.

Cari amici, siete certi che la lingua all'infuori debba esser necessariamente tradotta come arsura? :roll:

Si tratta di un elemento stilistico comunissimo a molti mammiferi araldici - primo fra tutti il diffusissimo leone - oltre che frequentemente riscontrabile negli uccelli.
E' vero: nel nostro contesto potrebbe orientare maggiormente all'idea della sete del nostro animale, e dunque far pensare con più facilità al Sal 42 come fonte ispiratrice. Ma se il titolare dello stemma avesse proprio voluto rappresentare con chiarezza questa idea, avrebbe potuto servirsi dell'immagine inequivocabile ed elegantissima (oltre che di antico uso e per questo di sicuro valore) di un cervo che si abbevera a una fontana o a un rivolo d'acqua, piuttosto che utilizzare la pur originalissima immagine del cervo che, lampassato di rosso, è corrente verso una stella.

Non mi baserei dunque troppo sulla presenza di quella lingua sporgente per orientarmi di più sulla scelta del Sal 42 come testo ispiratore. Per quanto personalmente la consideri l'immagine più affascinante, oltre che - in mancanza di altre prove - l'ipotesi più probabile (in quanto più "facile") tra le varie linee di lettura che mi son permesso di presentare poco sopra. :wink:
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Messaggioda FML » martedì 1 gennaio 2008, 23:15

antonio p. v. g. ha scritto:
Zaccheo ha scritto:
San Marco ha scritto:Desideravo porre l'attenzione su un particolre delle stemma di S. E. R. Mons. Angelo Acerbi, la lingua fuori dell'animale. Tale simbolo viene "tradotto" come arsura, quindi a dare una maggiore valenza al Salmo 41,1 già ricordato: <Come la cerva che brama le fonti d'acqua viva, così a te anela l'anima mia, o Signore>.

Tale particolare, cari amici, persuade anche me a ritenere, in via ipotetica, che lo stemma dell'arcivescovo Angelo Acerbi sia verosimilmente ispirato al celebre passo del Salmo 42 (41) citato.

Cari amici, siete certi che la lingua all'infuori debba esser necessariamente tradotta come arsura? :roll:

No, :wink: per ciò che mi riguarda.

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