San Marco ha scritto:fabrizio guinzio
.. viste le "porcate" pseudogenealogiche che sono in giro ancor oggi, considera questo un campo "minato", ed ha ragione!
Indubbiamente.
In questo caso non è questione di Dna, ma è solo un uso politico ed ideologico, naturalmente, che le grandi famiglie veneziane o romane o greche, solo per fare qualche riferimento, usavano per dare alle proprie origini anche una valenza mistica.
Sarebbe interessante aver fatto un esame comparativo alle famiglie " reali " dell' antica Grecia con quello di Zeus, capostipite comune, dal quale tutte si vantavano di discendere o, avvicindoci temporalmente, a Lucio Sergio Catilina quale discendente della gens Sergia, con quello del mitico Sergesto, compagno di Enea, dal quale diceva di provenire.
Dopo gli Orseolo, anche la seconda dinastia, quella dei Candiano, affermò la loro discendenza da Roma e precisamente dalla gens Livia.
Tutto questo in un territorio rimasto a lungo sotto i bizantini che ebbe in Italia la singolare ventura storica di divenire un potente Stato: Venezia.
Venezia è il simbolo in qualche modo della continuità tra l'Italia romana e quella medioevale e moderna.
Essa rappresenta un nucleo civile e politico, che ha saputo conservare anche nei periodi oscuri
della storia italiana la propria indipendenza, facendo crescere sotto la guida di una aristocrazia illuminata i più alti valori civili.
In un'epoca in cui il diritto pubblico fu confuso con il diritto privato e le dinastie che governavano gli Stati, li consideravano quasi come proprietà, Venezia rimase una luminosa eccezione.
Per lunghi secoli, gran parte della storia d'Europa si identificò con la storia di questa primitiva concezione dinastica del diritto pubblico, tipica dei popoli germani.
Invece Venezia volle essere e fu repubblica nel senso romano del termine, cioè «res-publica», Stato governato in nome e per conto della collettività, con istituti creati fin dall'inizio conformi alla legge romana; e come Roma da piccoli inizi seppe elevarsi al ruolo di grande potenza.
In questi territori infatti non prevalsero mai dinastie longobarde o franche e non vi è dubbio che in queste parti d'Italia rimase viva una più diretta continuità con le famiglie di Roma.
Interesante è la lettura del II volume (Romania e Longobardia): «Le radici degli italiani» di Paolo Possenti - Effedieffe edizioni - 2001
Inviato: Dom Dic 30, 2007 4:21 pm Oggetto:
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San Marco ha scritto:
Citazione:
fabrizio guinzio
.. viste le "porcate" pseudogenealogiche che sono in giro ancor oggi, considera questo un campo "minato", ed ha ragione!
Indubbiamente.
In questo caso non è questione di Dna, ma è solo un uso politico ed ideologico, naturalmente, che le grandi famiglie veneziane o romane o greche, solo per fare qualche riferimento, usavano per dare alle proprie origini anche una valenza mistica.
Sarebbe interessante aver fatto un esame comparativo alle famiglie " reali " dell' antica Grecia con quello di Zeus, capostipite comune, dal quale tutte si vantavano di discendere o, avvicindoci temporalmente, a Lucio Sergio Catilina quale discendente della gens Sergia, con quello del mitico Sergesto, compagno di Enea, dal quale diceva di provenire.
Dopo gli Orseolo, anche la seconda dinastia, quella dei Candiano, affermò la loro discendenza da Roma e precisamente dalla gens Livia.
Tutto questo in un territorio rimasto a lungo sotto i bizantini che ebbe in Italia la singolare ventura storica di divenire un potente Stato: Venezia.
Venezia è il simbolo in qualche modo della continuità tra l'Italia romana e quella medioevale e moderna.
Essa rappresenta un nucleo civile e politico, che ha saputo conservare anche nei periodi oscuri
della storia italiana la propria indipendenza, facendo crescere sotto la guida di una aristocrazia illuminata i più alti valori civili.
In un'epoca in cui il diritto pubblico fu confuso con il diritto privato e le dinastie che governavano gli Stati, li consideravano quasi come proprietà, Venezia rimase una luminosa eccezione.
Per lunghi secoli, gran parte della storia d'Europa si identificò con la storia di questa primitiva concezione dinastica del diritto pubblico, tipica dei popoli germani.
Invece Venezia volle essere e fu repubblica nel senso romano del termine, cioè «res-publica», Stato governato in nome e per conto della collettività, con istituti creati fin dall'inizio conformi alla legge romana; e come Roma da piccoli inizi seppe elevarsi al ruolo di grande potenza.
In questi territori infatti non prevalsero mai dinastie longobarde o franche e non vi è dubbio che in queste parti d'Italia rimase viva una più diretta continuità con le famiglie di Roma.
Interesante è la lettura del II volume (Romania e Longobardia): «Le radici degli italiani» di Paolo Possenti - Effedieffe edizioni - 2001
Condivido in pieno , caro San Marco ,
mi sovvengono , tra gli istituti creati fin dall'inizio
alcuni incredibilmente moderni , mi riferisco a una sorta di "pensione "creata per gli arsenalotti ,
l'istituto del patrocinio legale gratuito per i non abbienti ,
l'assicurazione sulle spedizioni commerciali, ecc.
S.


