Fam. Minguzzi

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Fam. Minguzzi

Messaggioda Giorgio Minguzzi » sabato 12 maggio 2007, 16:43

Amici,
mi viene da chiamarvi così poiché è un po’ che vi leggo, anche se sono assolutamente un profano della materia che questo forum tratta.
Vengo al dunque.
Uno zio mi ha raccontato che in casa nostra, quando era bambino, era esposto uno stemma che raffigurava il “pellicano e la sua pietà” su sfondo blu. Probabilmente fu un lontano parente che lo portò alla sua attenzione negli anni 60.
Detto ciò, per pura combinazione, trovo nella sacrestia della parrocchia di Bagnacavallo lo stesso stemma (vedi foto) appartenuto ad un canonico coadiutore di nome Giovanni Minguzzi (anno 1832).

Immagine

Bagnacavallo è un paese abbastanza piccolo, di Minguzzi però ve ne sono tanti…
Nel tempo ho scoperto che lo stesso stemma è conservato a Faenza in biblioteca, e che il comune di Bagnacavallo ha stampato qualche decina di anni fa una pergamena con alcuni stemmi di famiglie a contorno dello stemma comunale. Anche lì è riportato lo stesso disegno per la famiglia Minguzzi.
Ho provato a chiedere in comune ma, al momento, non ho avuto alcuna risposta.

Mi domandavo: avete per caso qualche informazione che possa aiutarmi? Questo stemma può essere solo lo stemma del canonico?

Cordiali saluti

g.m.
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Re: Fam. Minguzzi

Messaggioda Giorgio Minguzzi » mercoledì 26 dicembre 2007, 22:36

Giorgio Minguzzi ha scritto:Amici,
Mi domandavo: avete per caso qualche informazione che possa aiutarmi? Questo stemma può essere solo lo stemma del canonico?


Le mie ricerche continuano nei ritagli di tempo e piano piano regalano qualche piccola soddisfrazione.
La "tribù" dei Minguzzi aveva edificato una chiesetta a Bagnacavallo nel 1639, e godeva di giuspatronato. Beneficio che faceva litigare non poco le varie famiglie.

Ad ogno modo sto cercando di decifrare una parola che riporto in questa foto dagli atti di nasciata:
Immagine
Mi sembra che il nome qui sia Pasquale ma di chi era il figlio?

Scusatemi se chiedo il vostro aiuto con delel banalità, ma alla fine sono autodidatta e quel poco che so lo sto imparando leggendo il forum.

Cordiali saluti

Giorgio Minguzzi
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Re: Fam. Minguzzi

Messaggioda L.A.S. » mercoledì 26 dicembre 2007, 23:13

Giorgio Minguzzi ha scritto:Mi sembra che il nome qui sia Pasquale ma di chi era il figlio?
Giorgio Minguzzi


Se leggo bene l'abbreviazione, potrebbe essere Domenico Maria Minguzzi fu Antonio.
Cordialmente,
Lorenzo
L.A.S.
 
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Messaggioda Guido5 » giovedì 27 dicembre 2007, 2:02

Caro Giorgio,
il bambino si chiama Giuseppe ed è figlio di Domenico Maria del fu Antonio Maria e di Antonia Zanelli (più plausibile di Zarelli). Spero che l'ordine cronologico ti abbia permesso di individuare esattamente l'anno: se è 1823, il 2 non somiglia troppo a quello di 29, ma ho dubbi su un possibile 7.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda malgoth » giovedì 27 dicembre 2007, 2:18

Ciao a tutti!

Secondo me più che Zanelli si legge Zauli ma posso sbagliare...

Cris
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Messaggioda Guido5 » giovedì 27 dicembre 2007, 2:30

Caro Cris,
no, non sbagli: la U è quella di "natus" e "fuit" e la L è una sola. Ho fatto confusione per via delle Z di Minguzzi... Quanto al cognome è diffusissimo in Romagna: si chiamavano Zauli anche i miei vicini di casa (e nella pieve di San Pietro in Sylvis a Bagnacavallo mi sono sposato!).

Ciao a tutti!
Guido5
Ultima modifica di Guido5 il giovedì 27 dicembre 2007, 2:33, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Davide Shamà » giovedì 27 dicembre 2007, 2:31

concordo con entrambi, anche io ci leggo Zauli.
Davide Shamà
 

Messaggioda Giorgio Minguzzi » giovedì 27 dicembre 2007, 15:11

Davide Shamà ha scritto:concordo con entrambi, anche io ci leggo Zauli.


Ma la parola prima di Domanico Maria quale è?
Non riesco a decifrarla.

g.
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Messaggioda malgoth » giovedì 27 dicembre 2007, 15:17

Ciao!

"ex jugalibus" ossia dal matrimonio di.....

se la mia vista non fallisce :wink:

Cris
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Messaggioda eugubino » venerdì 28 dicembre 2007, 16:55

La data è 19 maggio 1823
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Re: Fam. Minguzzi

Messaggioda mcs » sabato 29 dicembre 2007, 0:21

Giorgio Minguzzi ha scritto:Scusatemi se chiedo il vostro aiuto con delel banalità, ma alla fine sono autodidatta e quel poco che so lo sto imparando leggendo il forum.

Cordiali saluti

Giorgio Minguzzi


Caro Giorgio :P ,

potresti provare a chiedere all'Ufficio Anagrafe del Comune di Bagnacavallo!
Ci sono buone probabilità che "questo" Giuseppe Minguzzi sia compreso negli archivi...ad esempio chiedendo l'Estratto Atto di Morte degli eventuali personaggi con tale nome, potresti individuarne uno con la data di nascita che corrisponde :roll: ...

mcs
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Messaggioda Luca » sabato 29 dicembre 2007, 12:25

Riguardo alla data concordo in pieno con Eugubino: 19 Maggio 1823 (Feria seconda)
Un saluto.
Luca
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Re: Fam. Minguzzi

Messaggioda L.M.E Bagnoli » sabato 6 settembre 2008, 17:14

Gentile Giorgio,
da diversi anni, nei ritagli di tempo, effettuo ricerche sulla mia famiglia, i Bagnoli, che fu tra le primarie di Bagnacavallo; nelle carte e nei documenti presi in esame ricorre spesso, tra le altre, la famiglia Minguzzi, originaria del contado di Bagnacavallo.
Nel 1591 il bandito Pandolfo Fagioli, ex notaio bagnacavallese, al cui confronto il famigerato Passatore (tra l'altro originario della frazione del Boncellino, sempre in Bagnacavallo) era poco più che un dilettante, dopo aver rapito l'arciprete di S. Pietro in Sylvis, Bartolomeo da Cingoli, rilasciato dietro riscatto di 1000 scudi, aver assaltato e distrutto il palazzo fortificato dei Pochintesta a Villanova, aver rapinato e ucciso il daziale delle valli di Comacchio, si portò a Traversara dove distrusse tutte le case dei Cortesi; da qui passò a Masiera dove attaccò le case dei Gajani, dei Minguzzi e dei Dragoni.
07/06/1581: Livio Tigrini curatore di Giulio Pochintesta, che lo stesso giorno vende a Minguccio Minguzzi una casa in Borgo S. Pietro per 600 lire.
15/07/1603: Battista Minguzzi teste al matrimonio di Giulia del capitano Giulio Pochintesta con Francesco Contughi.
XVIII° secolo: Francesco Minguzzi sarto, alla morte lascia un appezzamento a Giacomo Antonio Malpeli suo genero.
Il 21/12/1674 il cardinale legato Chigi emanò una nuova costituzione che trasformava il consiglio di Bagnacavallo da amovibile in stabile; il 30/04/1677 il nuovo legato cardinale Marescotti modificò nuovamente la costituzione imponendo un solo seggio per famiglia, in modo che potessero entrare casate tagliate fuori nel 1674, le quali avrebbero goduto tale rappresentanza in perpetuo con successione del più anziano della famiglia indipendentemente dal ramo. La famiglia Minguzzi non fu inserita in tale privilegio, ma entrò a far parte successivamente del consiglio stabile per surrogazione di altre casate estinte, motivo per cui è presente nella tavola del 1771 (riprodotta poi dal comune di Bagnacavallo in stampe e diplomi, senza però alcun rispetto per i colori degli stemmi), nella quale è presente la pianta di Bagnacavallo circondata dagli stemmi degli allora 30 consiglieri stabili, in ordine alfabetico; ad ogni stemma corrisponde un numero riportato sulla pianta, che indicava la dimora del consigliere.
La cappellania di giuspatronato Pagani fu istituita il 15/1/1498 da Morando Pagani ; dall’estimo del 1677 risultava tra i possidenti religiosi nella zona tra il canale ed il fiume Senio, per un importo di 13 scudi . Il beneficio era fondato sopra 3 poderi il primo nella contrada di S. Michele, contrassegnato al numero 136, di terra prativa, di tornature 8:3:5:6, confinante a levante con Paolo Sorboli, a mezzogiorno con i Rotondi, Bartolomeo Baloti e Pietro Zauli, a ponente con i Rotondi, a tramontana con i Rotondi, Pietro Minguzzi, e il conte Vizani, con un estimo di 20 scudi, il secondo in Villanova di tornature 7:7:8:5, il terzo alla Pieve di tornature 11:2:7:9 .
L'appartenenza al consiglio stabile di Bagnacavallo costituisce il titolo originario per l'attribuzione del titolo nobiliare di "nobile di Bagnacavallo".
Il 5/10/1730 fu effettuata la visura dei beni di don Antonio Minguzzi di cui dispose, con testamento del 3/9/1724 a rogito Giovanni Antonio Montanari , per l’erezione di un beneficio intitolato a S. Antonio da Padova nell’Oratorio di S. Carlo nelle Abadesse, dopo la morte della sorella Catarina (+ 12/2/1729) usufruttuaria.
Il 24/6/1749 il notaio Pasquale Guerrini fu Giovanni Battista , attestò un capitale di censo creato in data 13/9/1742, da Antonia Bagnoli, vedova di Fausto Lazzari, e Giulio Cesare Bagnoli suo fratello, di 100 scudi di capitale al 6.50%, a favore del magnifico Lorenzo di Pantaleone Montanari, fondato sopra 12 tornature arative, arborate, vitate, facenti parte della possessione alla Nalda di ragione di Fausto Lazzari, confinante con i fratelli Bonvanti, il vicolo pubblico, il rd Giovanni Minguzzi.
Il 3/7/1766 in Bagnacavallo in casa del fu Signifero Francesco e dell’abate Giovanni Zorli, il canonico Lodovico Bagnoli, cui spettava lo “ius nominandi e presentandi” del rettore della cappellania, in qualità di “ex filio nepote” della fu Lodovica Andreoli fu Giovanni Battista di Cotignola, nominò l’abate Zorli del fu dottor Bernardino, governatore di Cotignola, assente all’atto, suo procuratore per presentare quale rettore del beneficio, al vescovo e al vicario di Faenza, il rd Bernardino Zorli del fu Signifero Francesco, essendo la cappellania vacante per morte del rd canonico Alessandro Bencivenni.
Testi Orazio fu Ludovico Minguzzi e Pietro di Orazio Minguzzi; Giovanni Botti fu Iacobo Francesco notaio.
Il 3/7/1766, Lodovico fu Giuseppe Bagnoli, in qualità di compadrone del beneficio confermò la nomina di Bernardino Zorli a rettore; testi rd Ignazio e Pietro di Orazio Minguzzi, Giovanni Botti fu Iacobo Francesco notaio .
Nel 1788 fu posta la prima pietra della chiesa parrocchiale sussidiaria dei Prati, voluta e finanziata dal canonico del corno sinistro Lodovico Bagnoli, che fu aperta al culto il 21 dicembre 1789, appena 3 mesi dopo la morte del fondatore .
Secondo lo statuto di fondazione della cappellania, la prima nomina sarebbe spettata al canonico Lodovico Bagnoli; ma essendo questi morto prima dell’effettiva erezione, tale diritto fu rivendicato dalla sorella Giulia in qualità di sua erede universale usufruttuaria.
Il 23/2/1793 questa richiese quindi di poter nominare il primo cappellano, come da rescritto dato in Roma a firma del cardinale Pallotta il 15/10/1790; il vescovo di Faenza Manciforte concesse tale prerogativa a fronte della dotazione da parte di Giulia della seconda messa nei giorni festivi come da lei comunicato; Francesco Laghi notaio e cancelliere.
Un promemoria per il pro vicario generale allegato al documento riporta che Giulia Bagnoli erede universale usufruttuaria del fratello, per accellerare l’apertura della chiesa dei Prati acconsentì all’utilizzo totale dei frutti dell’eredità; il primo cappellano nominato fu don Vincenzo Minguzzi (morto il 22/11/1820).
Nel 1883 Minguzzi don Raffaele (morto 22/5/1915) era uno dei confessori istituiti secondo il testamento del canonico Lodovico Bagnoli.
“EREDITA’ DEL FU CANONICO LODOVICO BAGNOLI IN BAGNACAVALLO.
Situazione del Patrimonio al 15 Dicembre 1893. Dimostrazione delle Rendite e Spese annue.
PATRIMONIO DELL’EREDITA’ DEL FU CANONICO LODOVICO BAGNOLI AL 15 DECEMBRE 1893
CENSI
5) Minguzzi Angelo di Edoardo:……………………………………………………..…….798 £

Le notizie sopra riportate sono frutto delle ricerche compiute sulla famiglia Bagnoli; molte altre informazioni possono essere reperite nei Registri di Battesimo, Matrimonio e Morte conservati presso la Collegiata di S. Michele Arcangelo (sono completi ed è possibile stilare un albero genealogico esauriente), negli archivi delle Sedute Consiliari e negli Estimi conservati presso la biblioteca comunale Taroni di Bagnaccavallo, oltre che negli archivi della Curia di Faenza; grande scrittore di storia e famiglie bagnacavallesi fu il canonico teologo Luigi Balduzzi, i cui incartamenti assieme a molto altro materiale utile, sono conservati presso il fondo Piancastelli della biblioteca di Forlì; le segnalo infine che don Luigi Foschini, già curatore dell'archivio della Curia di Faenza, scrisse un libretto intitolato "Il canonico Lodovico Bagnoli di Bagnacavallo e la sua beneficenza", che comprende anche uno studio d'archivio sull'Oratorio di S. Carlo nelle Abbadesse, dove sono presenti diverse informazioni relative ai Minguzzi, che di quell'oratorio godevano il giuspatronato.
Nelle mie ricerche ho raccolto moltissimo materiale, molto del quale però è ancora da organizzare; se il tempo me lo permetterà, oltre a completare lo studio sulla mia famiglia, è mia intenzione approfondire anche le altre famiglie bagnacavallesi, e più in generale la storia del territorio, ed i legami con le altre città della Romagna, per cui sarei lieto se volesse tenermi informato del frutto delle sue ricerche.
Certo di averle fatto cosa gradita la saluto cordialmente.
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Re: Fam. Minguzzi

Messaggioda L.A.S. » martedì 9 settembre 2008, 12:21

L.M.E Bagnoli ha scritto: il 30/04/1677 il nuovo legato cardinale Marescotti modificò nuovamente la costituzione imponendo un solo seggio per famiglia, in modo che potessero entrare casate tagliate fuori nel 1674, le quali avrebbero goduto tale rappresentanza in perpetuo con successione del più anziano della famiglia indipendentemente dal ramo. La famiglia Minguzzi non fu inserita in tale privilegio, ma entrò a far parte successivamente del consiglio stabile per surrogazione di altre casate estinte, motivo per cui è presente nella tavola del 1771 (riprodotta poi dal comune di Bagnacavallo in stampe e diplomi, senza però alcun rispetto per i colori degli stemmi), nella quale è presente la pianta di Bagnacavallo circondata dagli stemmi degli allora 30 consiglieri stabili, in ordine alfabetico; ad ogni stemma corrisponde un numero riportato sulla pianta, che indicava la dimora del consigliere..


Nel Libro d'oro (vol. XIV, p. 1681) si afferma, tuttavia, in disaccordo con quanto sopra, che Pietro Minguzzi fece parte già dal 1677 dei 30 consiglieri stabili del Supremo Consiglio.

L.M.E Bagnoli ha scritto: Luigi Foschini, già curatore dell'archivio della Curia di Faenza, scrisse un libretto intitolato "Il canonico Lodovico Bagnoli di Bagnacavallo e la sua beneficenza", che comprende anche uno studio d'archivio sull'Oratorio di S. Carlo nelle Abbadesse, dove sono presenti diverse informazioni relative ai Minguzzi, che di quell'oratorio godevano il giuspatronato.
.


La stessa fonte rimanda al 1600 l'inizio dello jus patronato da parte dei Minguzzi, il cui ramo discendente dal Pietro citato sopra ricollega al XX sec. ad un Livio avvocato di Rimini con figli Giovanni, Italo e Laura, nonché al fratello Giorgio. Lo stemma della famiglia è quello mostrato: d'azzurro al pellicano d'argento con la sua pietà sorgente da tre monti all'italiana d'oro.

Cordialmente,
Lorenzo
L.A.S.
 
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Re: Fam. Minguzzi

Messaggioda L.M.E Bagnoli » martedì 9 settembre 2008, 17:22

Gentile Lorenzo,
in riferimento alla presenza della famiglia Minguzzi nel Consiglio Stabile di Bagnacavallo fin dal 1677 riporto il testo integrale della Costituzione del cardinal Chigi, che illustra anche il funzionamento dell'organo di rappresentanza:
"Al M°.Magn.°Signore il Sig.Governatore de Bagnacavallo-M°.Mag°.Signore-Essendo noi stati supplicati da codesto Pubblico a voler riformare il Conseglio,e d'ammovibile che fin qui è stato,ridurlo a stabile e perpetuo col Memoriale del tenore che segue:
Emo. e Rmo. Principe.
Gli anziani di Bagnacavallo umi Oratori di V.E. umilmente gli espongono essere stato proposto in pien consiglio di supplicare V.E. a voler riformare il presente consiglio,e d'ammovibile ridurlo in stabile e perpetuo in riguardo del tornar ciò in maggior comodo et utile dell'interesse pubblico,ed essendo stata detta proposta approvata dai consiglieri senza alcuna discrepanza,supplicando pertanto V.E. a volerne loro fare la grazia.Che etc.etc.E avendo noi naturalmente considerato che tutto ciò possa,come si venne a rappresentarci,tornare in molto utile degli interessi di codesto medesimo Pubblico,siamo condiscesi volentieri a secondare l'istanza e perciò in vigore di questa,abbolito e annullato il Consiglio vecchio formiamo il nuovo con dichiararne trenta consiglieri stabili e perpetui che saranno i seguenti:
Cap.no Agostino Biancoli, Alberto Zorli, Battista Molinari, Bernardino Bagnoli, Claudio Ghieri, Cristoforo Annichini, Ercole Sorboli, Cap.Francesco Biancoli, Francesco M.Vitelloni, Francesco Folicaldi, Giacomo Biancoli, Dott. Gio. Ant. Pochintesti, Gio. Franc. Gajani, Giuseppe Vaini, Giuseppe Malpeli, Annibale Cortesi, Antonio Sorboli, Cap. Giovanni Lazzari, Luigi Gajani, D.Matteo Gigli, Nicolò Gajani, Horatio Malpeli, Dott.Pietro Papini, Paolo Ercolani, Dott.Pietro Sorboli, Dott.Pietro S.Papini, Co.Sigismondo Brandolini, Tiberto Beltrami, Tommaso Molinari, Paolo Sorboli. Dal numero dei quali vogliamo che si estraghino quattro correttori, i quali debbono nominare 16 persone da ballottarsi dalli sopradetti Consiglieri stabili,dieci delle quali,che avranno avuto maggior numero di voti favorevoli,resteranno consiglieri ammovibili per un triennio,avvertendo che tali persone sieno capi di casa e capaci di negozi pubblici ne possano essere figliuoli di famiglia, mentre non sieno dottori. E perchè Francesco Gajani e Antonio Sorboli connumerati da noi tra i consiglieri stabili,sentiamo che in riguardo dell'età non sono capaci di avere presentemente luogo in Consiglio,dichiariamo che non debbono intervenire,nè votare in esso:se non dopo raggiunti i 25 anni,e ordiniamo che ogni tre anni si debba venire all'elezione dè suddetti dieci consiglieri ammovibili,del numero dei quali in ogni muta d'Anziani dovrà entrarne uno,dovendo gli altri tre anziani essere del numero dè consiglieri stabili.
Mancando uno o più Consiglieri stabili,e stando assenti più di due anni,o restando inabili,il Consiglio dovrà eleggere loro il successore,nel che lodiamo,ma non precettiamo l'aver riguardo ai figlioli,quando sieno in età capace,o prossima di poter entrare in consiglio,lasciando però tutta la libertà ai consiglieri,i quali speriamo che sapranno avere sempre ogni maggiore avvertimento a fare che l'elezione resti proficua per il decoro et utilità del pubblico.Mancando un ammovibile avanti la metà del triennio,dovrà farsi nel suddetto modo il successore,convocando il Consiglio;e mancando dopo la metà,s'aspetti il Consiglio del fine del triennio,quando non venisse giudicato altrimenti per avere il Consiglio in pieno numero.Dichiariamo nel rimanente che ogni altra cosa resti come prima,eccettochè il numero di 30 Consiglieri è ridotto da un triennio a vita,et tutte le altre cose di sopra espresse.Farà ella radunare li sopranominati Consiglieri stabili in consiglio,e leggerà loro la presente,la quale parimenti s'avrà da registrare nel libro del Consiglio.In oltre ilculcherà per parte nostra ai medesimi consiglieri,e agli altri officiali della Comunità che si fanno pro tempore,la piena osservanza de presenti provvedimenti e ordini,quali vogliamo che si osservino in perpetuo,non ostante qualsivoglia statuto,uso,consuetudine,et altro che facesse in contrario,a che d'autorità Nostra deroghiamo rispetto alle cose di sopra espresse.Così dovrà seguire,e Dio lo guardi.
Ferrara 21 Dicembre 1674.Al piacer suo Sigismondo Cardinale Chigi."
La Costituzione del cardinale Marescotti del 1677, escluse i seggi moltiplicati, e ridusse la rappresentanza ad un solo membro per ogni famiglia, permettendo così l'ingresso di ulteriori 10 famiglie, antiche ad illustri, ma all'epoca emarginate dalla elite del potere locale e quindi rimaste escluse dal consiglio; queste furono: i Graziani, i Tallandini,i Teli, i Botti, i Contessi, i Guicciardi, i Moruzzi, i Saladini, i Tigrini, i Bovi ("Storia di Bagnacavallo", AAVV, vol. II, pag.11, contributo di Cesarina Casanova).
A conferma di quanto riportato, nella seduta consiliare del 28/12/1732, il consigliere Giuseppe Bagnoli, nominato correttore da Florio Tassinari, chiamò al ballottaggio: per i terrieri: Franco Pirazzoli (che ebbe palle bianche 21 nere 1), Antonio Stefanini (che ebbe palle bianche 15 nere 7), Franco Zaffoni (che ebbe palle bianche 17 nere 5); per i contadini: Giacomo Antonelini (che ebbe palle bianche 15 nere 7), Giacomo Minguzzi (che ebbe palle bianche 17 nere 5) [dei 10 consiglieri amovibili triennali, 6 dovevano essere del territorio, cioè della città, 4 del contado, cioè delle frazioni]; Giacomo Minguzzi fu tra i 4 del contado più votati sicchè nel consiglio successivo del 25 marzo 1733 figurava tra i consiglieri presenti. ("Sedute Consigliari" libro IV° - IX° della cronologia originaria - anni 1730/1755, Archivio Comunale, presso Biblioteca Taroni di Bagnacavallo)
Quindi, in conclusione. la famiglia Minguzzi entrò nel novero delle famiglie consiliari stabili tra il 1733 ed il 1771.
Cordialmente,
Luca Bagnoli.
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