Stemma del nuovo Vescovo di Civita Castellana

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda FML » lunedì 24 dicembre 2007, 14:18

antonio p. v. g. ha scritto:Ma parlando di ciò che possiamo definire con più sicurezza, forse l'attributo "tramontante" non è applicabile a un sole (o ombra di sole) movente da un angolo superiore dello scudo. Credo si possa parlare di sole "tramontante" quando la figura muove dal cantone sinistro della punta. Di contro avremo un sole "levante" o "nascente" se esso muove dall'angolo destro inferiore dello scudo.

Nel caso dello stemma di Mons. Rossi forse sarebbe meglio parlare di un sole "orizzontale a sinistra". :wink:

Secondo alcuni celebri araldisti (Manno e Guelfi Camajani in primis), caro Antonio, il "sole" (o la "ombra di sole") si può definire "nascente" quando è ubicato nell'angolo superiore destro dello scudo e "tramontante" quando è nell'agolo superiore sinistro dello stesso.

Per le stesse tipologie araldiche, come suggerito da fra' Eusanio, si può utilizzare anche l'espressione "posto nel cantone destro - o sinistro - del capo".

A mio modesto parere, tuttavia, i termini lessicali "nascente" e "tramontante" descrivono maggiormente e più sinteticamente il fatto che il "sole" (o la "ombra di sole") sia parzialmente visibili nello scudo.
In parole povere queste parole danno la precisa idea di un sole nell'atto di sorgere e di tramontare.

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 24 dicembre 2007, 14:24

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Secondo alcuni celebri araldisti (Manno e Guelfi Camajani in primis), caro Antonio, il "sole" (o la "ombra di sole") si può definire "nascente" quando è ubicato nell'angolo superiore destro dello scudo e "tramontante" quando è nell'agolo superiore sinistro dello stesso.

Per le stesse tipologie araldiche, come suggerito da fra' Eusanio, si può utilizzare anche l'espressione "posto nel cantone destro - o sinistro - del capo".

Io, mi sono rifatto al Crollalanza per la terminologia. Per questo credo che ogni possibile equivoco "tramonti" solo adottando la terminologia suggerita dal nostro frate! :)

A mio modesto parere, tuttavia, i termini lessicali "nascente" e "tramontante" descrivono maggiormente e più sinteticamente il fatto che il "sole" (o la "ombra di sole") sia parzialmente visibili nello scudo.
In parole povere queste parole danno la precisa idea di un sole nell'atto di sorgere e di tramontare.

Potrebbe esser "parzialmente visibile" anche se emergesse per metà dalla punta o dal capo dello scudo... Per questo credo torni sempre a "sorgere" la validità dell'indicazione fratesca. :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 24 dicembre 2007, 14:38

antonio p. v. g. ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Secondo alcuni celebri araldisti (Manno e Guelfi Camajani in primis), caro Antonio, il "sole" (o la "ombra di sole") si può definire "nascente" quando è ubicato nell'angolo superiore destro dello scudo e "tramontante" quando è nell'agolo superiore sinistro dello stesso.

Per le stesse tipologie araldiche, come suggerito da fra' Eusanio, si può utilizzare anche l'espressione "posto nel cantone destro - o sinistro - del capo".

Io, mi sono rifatto al Crollalanza per la terminologia. Per questo credo che ogni possibile equivoco "tramonti" solo adottando la terminologia suggerita dal nostro frate! :)

A mio modesto parere, tuttavia, i termini lessicali "nascente" e "tramontante" descrivono maggiormente e più sinteticamente il fatto che il "sole" (o la "ombra di sole") sia parzialmente visibili nello scudo.
In parole povere queste parole danno la precisa idea di un sole nell'atto di sorgere e di tramontare.

Potrebbe esser "parzialmente visibile" anche se emergesse per metà dalla punta o dal capo dello scudo... Per questo credo torni sempre a "sorgere" la validità dell'indicazione fratesca. :wink:

Il sole "vero" tramonta e sorge sempre dal basso dell'orizzonte (equiparabile concettualmente alla punta dello scudo)...

...e mai dall'alto della volta celeste...

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 24 dicembre 2007, 14:43

Infatti! :)

Per questo credo che se proprio bisogna adottare la più poetica definizione di "sorgente" e "tramontante" è meglio utilizzarla per il sole che si muove dagli angoli inferiori dello scudo che non dai speriori.

Ma ormai, con il richiamo alla maggior opportunità dell'uso di "posta nel cantone sinistro del capo", il sole della sapienza fratesca :wink: ha schiarito a sufficienza la questione.
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Messaggioda FML » lunedì 24 dicembre 2007, 15:22

"Nascente" o "tramontante" sono ovviamente espressioni nate da un modo di intendere l'araldica romantico ed assolutamente obsoleto.

Ecco perchè gli stessi Manno e Guelfi Camajani suggeriscono a loro volta i termini "posto nel cantone (o angolo) destro" e "posto nel cantone (o angolo) sinistro"....e lo stesso fa il di Crollalanza.

Personalmente utilizzerei anch'io questi ultimi modi di blasonare. Non per questo evito di menzionare e tentare di interpretare ciò che gli antenati ci hanno tramandato nei loro dizionari contemporanei a quando si è iniziato ad introdurre negli scudi araldici i "cieli serotini" e i tramonti con tanto :lol: di volo di gabbiano, quelli sì nascenti e tramontanti come in natura.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 24 dicembre 2007, 15:27

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:"Nascente" o "tramontante" sono ovviamente espressioni nate da un modo di intendere l'araldica romantico ed assolutamente obsoleto.
Ecco perchè gli stessi Manno e Guelfi Camajani suggeriscono a loro volta i termini "posto nel cantone (o angolo) destro" e "posto nel cantone (o angolo) sinistro"....e lo stesso fa il di Crollalanza.
Personalmente utilizzerei anch'io questi ultimi modi di blasonare. Non per questo evito di menzionare e tentare di interpretare ciò che gli antenati ci hanno tramandato nei loro dizionari contemporanei a quando si è iniziato ad introdurre negli scudi araldici i "cieli serotini" e i tramonti con tanto :lol: di volo di gabbiano, quelli sì nascenti e tramontanti come in natura.
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Ammetterai però che la locuzione cielo serotino, se e quando correttamente applicata a fronte di stemmi che mostrano un cielo al naturale negli smalti di un tramonto, sia (dal punto di vista araldico, e non solo!) più realisticamente scientifica ed attuale nonchè assai meno conseguente ad
...un modo di intendere l'araldica romantico ed assolutamente obsoleto...
del quale stavi parlando.

O sbaglio?

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Messaggioda FML » lunedì 24 dicembre 2007, 15:51

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:"Nascente" o "tramontante" sono ovviamente espressioni nate da un modo di intendere l'araldica romantico ed assolutamente obsoleto.
Ecco perchè gli stessi Manno e Guelfi Camajani suggeriscono a loro volta i termini "posto nel cantone (o angolo) destro" e "posto nel cantone (o angolo) sinistro"....e lo stesso fa il di Crollalanza.
Personalmente utilizzerei anch'io questi ultimi modi di blasonare. Non per questo evito di menzionare e tentare di interpretare ciò che gli antenati ci hanno tramandato nei loro dizionari contemporanei a quando si è iniziato ad introdurre negli scudi araldici i "cieli serotini" e i tramonti con tanto :lol: di volo di gabbiano, quelli sì nascenti e tramontanti come in natura.
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Ammetterai però che la locuzione cielo serotino, se e quando correttamente applicata a fronte di stemmi che mostrano un cielo al naturale negli smalti di un tramonto, sia (dal punto di vista araldico, e non solo!) più realisticamente scientifica ed attuale nonchè assai meno conseguente ad
...un modo di intendere l'araldica romantico ed assolutamente obsoleto...
del quale stavi parlando.

O sbaglio?

Senza dubbio. Il problema, tuttavia, sta nel fatto che da circa quattrocento anni l'araldica è stata trasformata nella "terra di nessuno" in cui ciascuno dice e fa in modo sregolato.
Da qui i termini "nascente", "tramontante" e compagnia bella.... :roll:
Personalmente da po' di tempo sostengo la teoria secondo cui la SCIENZA ARALDICA (con elementi e regole dimostrabili e riproducibili) è morta nei primi del sec. XVII, surrogata dall'ARTE ARALDICA in cui le figure blasonabili in modo assolutamente preciso ed universalmente comprensibile (salvo i limiti che anche una scienza può avere!) hanno lasciato il posto a paesaggi farraginosamente descrivibili solo con teminologie da "romanzo rosa". Ecco, dunque, andare bene anche i tramonti con sembianze naturalistiche.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 24 dicembre 2007, 15:58

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Senza dubbio. Il problema, tuttavia, sta nel fatto che da circa quattrocento anni l'araldica è stata trasformata nella "terra di nessuno" in cui ciascuno dice e fa in modo sregolato.

Non sono molto d'accordo.
Tutto si evolve.
Soprattutto gli organismi vivi e vitali.
E in tal senso, anche l'araldica si è evoluta e si sta evolvendo.
Non sempre nè solo nella maniera negativa che si sta stigmatizzando.
Del resto, in ogni cosa la "sregolatezza" consegue alla carenza del buon senso personale, e non ad altro.
In ogni arte e in ogni scienza il contributo della personalità umana è essenziale.


Da qui i termini "nascente", "tramontante" e compagnia bella.... :roll:
Personalmente da po' di tempo sostengo la teoria secondo cui la SCIENZA ARALDICA (con elementi e regole dimostrabili e riproducibili) è morta nei primi del sec. XVII, surrogata dall'ARTE ARALDICA in cui le figure blasonabili in modo assolutamente preciso ed universalmente comprensibile (salvo i limiti che anche una scienza può avere!) hanno lasciato il posto a paesaggi farraginosamente descrivibili solo con teminologie da "romanzo rosa".
Cordialmente,
Ferrante

Anche il linguaggio blasonico si evolve.

Sfrondandosi da ciò che, con le nuove acquisizioni o alla luce di un sempre più affinato buon senso scientifico, diviene man mano sostituibile con nuove e più calzanti terminologie.

L'evoluzione di una scienza comporta anche questo.

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Messaggioda FML » lunedì 24 dicembre 2007, 16:31

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Senza dubbio. Il problema, tuttavia, sta nel fatto che da circa quattrocento anni l'araldica è stata trasformata nella "terra di nessuno" in cui ciascuno dice e fa in modo sregolato.

Non sono molto d'accordo.
Tutto si evolve.
Soprattutto gli organismi vivi e vitali.
E in tal senso, anche l'araldica si è evoluta e si sta evolvendo.
Non sempre nè solo nella maniera negativa che si sta stigmatizzando.
Del resto, in ogni cosa la "sregolatezza" consegue alla carenza del buon senso personale, e non ad altro.
In ogni arte e in ogni scienza il contributo della personalità umana è essenziale.


Da qui i termini "nascente", "tramontante" e compagnia bella.... :roll:
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Anche il linguaggio blasonico si evolve.

Sfrondandosi da ciò che, con le nuove acquisizioni o alla luce di un sempre più affinato buon senso scientifico, diviene man mano sostituibile con nuove e più calzanti terminologie.

L'evoluzione di una scienza comporta anche questo.

Non sono del tutto d'accordo.
Quello che oggi in molti contestiamo, ed io per primo, non è il fatto che in araldica nel corso del tempo siano giustamente aumentate o cambiate le figure adottate e, di conseguenza, si sia arricchito il dizionario blasonico da usare per descriverle, quello che critichiamo consiste esclusivamente nell'abbandono che per ignoranza si è verificato (salvo alcuni felici casi) della logica che sta dietro le regole araldiche e che dovrebbe fare dell'amata materia non un'arte ma una scienza.

Una scienza è, infatti, cosa diversa da un'arte.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 24 dicembre 2007, 16:43

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Senza dubbio. Il problema, tuttavia, sta nel fatto che da circa quattrocento anni l'araldica è stata trasformata nella "terra di nessuno" in cui ciascuno dice e fa in modo sregolato.

Non sono molto d'accordo.
Tutto si evolve.
Soprattutto gli organismi vivi e vitali.
E in tal senso, anche l'araldica si è evoluta e si sta evolvendo.
Non sempre nè solo nella maniera negativa che si sta stigmatizzando.
Del resto, in ogni cosa la "sregolatezza" consegue alla carenza del buon senso personale, e non ad altro.
In ogni arte e in ogni scienza il contributo della personalità umana è essenziale.


Da qui i termini "nascente", "tramontante" e compagnia bella.... :roll:
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Anche il linguaggio blasonico si evolve.

Sfrondandosi da ciò che, con le nuove acquisizioni o alla luce di un sempre più affinato buon senso scientifico, diviene man mano sostituibile con nuove e più calzanti terminologie.

L'evoluzione di una scienza comporta anche questo.

Non sono del tutto d'accordo.
Quello che oggi in molti contestiamo, ed io per primo, non è il fatto che in araldica nel corso del tempo siano giustamente aumentate o cambiate le figure adottate e, di conseguenza, si sia arricchito il dizionario blasonico da usare per descriverle, quello che critichiamo consiste esclusivamente nell'abbandono che per ignoranza si è verificato (salvo alcuni felici casi) della logica che sta dietro le regole araldiche e che dovrebbe fare dell'amata materia non un'arte ma una scienza.

Una scienza è, infatti, cosa diversa da un'arte.

Ferrante

L'araldica è entrambe.

In maniera inscindibile.

Perchè è inscindibile in essa il rapporto fra grafema e testo.

Entrambi forme d'arte.

Entrambi oggetto di scienza.

Che ci piaccia, o no.

Ma siamo scivolati del tutto fuori tema.

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Messaggioda FML » lunedì 24 dicembre 2007, 17:24

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L'evoluzione di una scienza comporta anche questo.

Non sono del tutto d'accordo.
Quello che oggi in molti contestiamo, ed io per primo, non è il fatto che in araldica nel corso del tempo siano giustamente aumentate o cambiate le figure adottate e, di conseguenza, si sia arricchito il dizionario blasonico da usare per descriverle, quello che critichiamo consiste esclusivamente nell'abbandono che per ignoranza si è verificato (salvo alcuni felici casi) della logica che sta dietro le regole araldiche e che dovrebbe fare dell'amata materia non un'arte ma una scienza.

Una scienza è, infatti, cosa diversa da un'arte.

Ferrante

L'araldica è entrambe.
In maniera inscindibile.
Perchè è inscindibile in essa il rapporto fra grafema e testo.
Entrambi forme d'arte.
Entrambi oggetto di scienza.
Che ci piaccia, o no.

Ma siamo scivolati del tutto fuori tema.

Purtroppo si va spesso fuori tema. Qualche volta, tuttavia, se ciò non accadesse sarebbe un peccato.

Dici bene, i simboli araldici dobbono considerarsi in tutto e per tutto dei grafemi e come tali espressione dell'arte.
Questo, tuttavia, non sminuisce assolutamente la validità di quanto sopra detto rispetto al fatto che una scienza è cosa ben distinta da un'arte, anche se di quest'ultima si occupa.
L'araldica, infatti, è un sistema di simboli (artistici) combinati in accordo alle sue regole scientifiche che ha per fine la comunicazione.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 24 dicembre 2007, 17:40

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Purtroppo si va spesso fuori tema. Qualche volta, tuttavia, se ciò non accadesse sarebbe un peccato.

Ogni fuori tema è utile, infatti.

Quando comporta arricchimento e chiarificazione.

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