Siamo a Castelfidardo (Ancona, Stato Pontificio), nell’anno 1808, sotto il governo francese.
Nella seduta consiliare del 22 ottobre si riunisce la municipalità fidardense composta dai signori:
Stefano Berselli, Vice-Prefetto del Distretto di Loreto (facente parte del Dip. del Musone)
Vincezo Sciava, Podestà
Giacomo Silva, Antonio Massucci e Giuseppe Tomasini, Savi
Luigi Salvatelli, Segretario Municipale
26 consiglieri tra cui
Giovan Battista Sciava, in qualità di Presidente poiché più anziano tra i consiglieri
Antonio Massucci in qualità di segretario
Viene letto l’articolo 25 dell’Imperial Decreto dell’8 giugno 1805 ed il Piano preventivo della spese da sostenersi l’anno seguente (1809)
Poi compare la seguente scritta
“Si è determinato di passare avanti tutte le Paghe di Onorarii descritti nella prima Ru8brica, cioè”
e segue un elenco di persone, con la relativa carica, il relativo soldo e l’approvazione o meno del consiglio comunale.
Una di queste persone è Filippo Pernini, Sindaco della Comune col soldo di 24 scudi
Ora mi chiedo, ma se l’amministrazione comunale era presieduta da un Podestà + 3 Savi (o Anziani che dir si voglia) che ci stava a fare il Sindaco??
E quel "Paghe di Onorarii" che starà a significare? Sarà mica da intendersi come le paghe date a coloro che rientravano nel Bussolo degli Onorari ed ai quali venavo concesse delle cariche comunali onorifiche in segno di benevolenza, ma non comportanti impegno concreto nell'amministrazione?
(l'esistenza di un Bussolo degli Onorari si evince da una seduta del 1802, dove però sembrerebbe soltanto per la carica di consigliere)
...ad essere sincero ci capisco ben poco...


